{"id":85238,"date":"2016-06-19T02:57:56","date_gmt":"2016-06-19T00:57:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=85238"},"modified":"2016-12-06T20:06:04","modified_gmt":"2016-12-06T19:06:04","slug":"der-rosenkavalier-al-teatro-alla-scala-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/der-rosenkavalier-al-teatro-alla-scala-di-milano\/","title":{"rendered":"&#8220;Der Rosenkavalier&#8221; al Teatro alla Scala di Milano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Milano, Teatro alla Scala, Stagione Lirica 2015\/2016<br \/>\n<\/em><strong>\u201cDER ROSENKAVALIER\u201d<\/strong><br \/>\nCommedia musicale in tre atti\u00a0 su libretto di Hugo von Hofmannsthal<br \/>\nMusica di\u00a0<strong>Richard Strauss<\/strong><br \/>\n<em>Die Feldmarschallin<\/em>\u00a0KRASSIMIRA STOYANOVA<br \/>\n<em>Der Baron Ochs<\/em>\u00a0G\u00dcNTER GROISSB\u00d6CK<br \/>\n<em>Octavian<\/em>\u00a0SOPHIE KOCH<br \/>\n<em>Herr von Faninal<\/em>\u00a0ADRIAN ER\u00d6D<br \/>\n<em>Sophie<\/em>\u00a0CHRISTIANE KARG<br \/>\n<em>Jungfer Marianne Leitmetzerin<\/em>\u00a0SILVANA DUSSMANN<br \/>\n<em>Valzacchi<\/em>\u00a0KRESIMIR SPICER<br \/>\n<em>Annina<\/em>\u00a0JANINA BAECHLE<br \/>\n<em>Ein Polizeikommiss\u00e4r<\/em>\u00a0THOMAS E. BAUER<br \/>\n<em>Der Haushofmeister bei der Feldmarschallin<\/em>\u00a0FRANZ SUPPER<br \/>\n<em>Der Haushofmeister bei Faninal<\/em>\u00a0MICHELE MAURO<br \/>\n<em>Ein Notar<\/em>\u00a0DENNIS WILGENHOF<br \/>\n<em>Ein Wirt<\/em>\u00a0ROMAN SADNIK<br \/>\n<em>Ein S\u00e4nger<\/em>\u00a0BENJAMIN BERNHEIM<br \/>\n<em>Eine Modistin<\/em>\u00a0CECILIA LEE<br \/>\n<em>Ein Tierhandler<\/em>\u00a0SACHA EMANUEL KRAMER<br \/>\n<em>Drei Adelige Waisen <\/em>THERESA ZISSER, KRISTIN SVEINSDOTTIR, MAREIKE JANKOWSKI<br \/>\n<em>Leopold <\/em>DAVID MEDEN<br \/>\n<em>Mohammed <\/em>YANNICK LOBOTO<br \/>\nOrchestra e Coro dell\u2019Accademia del Teatro alla Scala<br \/>\nDirettore\u00a0<strong>Zubin Mehta<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro e del Coro di Voci Bianche\u00a0<strong>Bruno Casoni<\/strong><br \/>\nRegia<strong> Harry Kupfer<br \/>\n<\/strong>Scene<strong> Hans Schavernoch<br \/>\n<\/strong>Costumi<strong> Yan Tax<\/strong><br \/>\nLuci\u00a0<strong>J\u00fcrgen Hoffman<br \/>\n<\/strong>Video<strong> Thomas Reimer<\/strong><br \/>\n<em>Milano, 14 giugno 2016\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nAcclamato da critica e pubblico come uno dei migliori spettacoli prodotti dal Festpiele nell\u2019ultimo decennio, il pi\u00f9 recente \u201c<em>Der Rosenkavalier\u201d<\/em> salisburghese approda a Milano e si porta a casa un nuovo straordinario successo. La raffinatissima regia del Maestro tedesco <strong>Harry Kupfer<\/strong> coglie la vera natura dell\u2019opera per darne un\u2019interpretazione essenziale ed elegante, ripulendola da cipria, parrucche e merletti cui ci hanno abituati gli allestimenti tradizionali, ma rimanendo assolutamente fedele al soggetto e alla musica. I grandi temi del tempo e del cambiamento trovano perfetto riscontro nel contesto proposto dal regista berlinese, che sposta l\u2019azione da fine Settecento al Novecento di Strauss e Hofmannstahl, che all\u2019epoca della composizione vivono e raccontano \u2013 collocando la vicenda nel primo regno di Maria Teresa &#8211; tutta la malinconia e l\u2019incertezza della <em>finis Austriae<\/em>. Vienna, intoccabile in quanto non mera ambientazione ma grande protagonista del <em>Rosenkavalier<\/em>, \u00e8 descritta con gigantografie in bianco e nero della citt\u00e0, elemento centrale della scenografia firmata da <strong>Hans Schavernoch<\/strong>: esterni ed interni della capitale austriaca che ripropongono nel primo atto la reggia imperiale Hofburg, nel secondo i palazzi dell\u2019ottocentesca Ringstra\u00dfe, nel terzo le strutture moderne e metalliche del Prater. Tutti questi scorci vengono proposti con un linguaggio fotografico definito, con prospettive esasperate e aperture grandangolari spesso dal basso verso l\u2019altro, quasi a voler comunicare l\u2019impotenza dei personaggi di fronte allo scorrere impietoso degli eventi e della storia. A queste suggestioni architettoniche si alternano insistentemente elementi naturali \u2013 sempre rigorosamente nella cornice viennese &#8211; con il verde, le serre, i parchi e gli alberi ora spogli ora rigogliosi, a simboleggiare la vita e le stagioni dell\u2019uomo. Ad esempio metafora efficacissima ed esteticamente perfetta \u00e8 il lungo viale nebbioso contemplato malinconicamente dalla Marschallin durante il monologo del finale primo, commovente riflesso di un <em>sunset boulevard<\/em> esistenziale. Alle suggestioni fotografiche si avvicendano sulla scena tramite nastri trasportatori pochi ma essenziali elementi scenici, di grandi dimensioni e rigorosamente monocromatici, funzionali all\u2019azione ma \u2013 specialmente nel primo atto, nel \u201cregno\u201d della Marschallin \u2013 fortemente simbolici: un letto (le relazioni amorose), uno specchio (la consapevolezza e la coscienza di s\u00e9), una candela ormai consumata (il tempo), una grande porta (la transizione, il cambiamento). La semplicit\u00e0 \u00e8 anche nei curatissimi costumi di <strong>Yan Tax,<\/strong> mentre le belle luci di <strong>J\u00fcrgen Hoffman<\/strong> danno quell\u2019ulteriore tocco in pi\u00f9 a un allestimento esemplare per classe ed eleganza.<br \/>\nLa magia di questo <em>Rosenkavalier<\/em> sta nell\u2019abbraccio indissolubile di continue poesie visive con gli impareggiabili versi di Hofmannsthal, a loro volta legati a doppio filo ad una delle pi\u00f9 sublimi e sfaccettate opere straussiane, affidata alla sapiente bacchetta di <strong>Zubin Mehta<\/strong> che guida con estrema sintonia un\u2019ispirata <strong>Orchestra del Teatro alla Scala<\/strong>. L\u2019eterogeneit\u00e0 della partitura \u2013 qui eseguita nella sua versione integrale scevra dai tagli di tradizione &#8211; \u00e8 resa con letture sempre originali, in oltre tre ore di musica imprevedibili e coinvolgenti. Il Maestro si destreggia con naturalezza tra tenute ritmiche energiche e frizzanti e tempi dilatati che diano respiro alle ampie parentesi liriche, con una melodiosit\u00e0 che riesce tuttavia a non sconfinare nel sentimentalismo. Di pregio sono infine i numerosi valzer che costellano l\u2019opera, cui Mehta riesce a dare un taglio sempre fantasioso e incisivo: sembrano volteggiare a mezz\u2019aria, freschi e brillanti, accompagnando lo svolgersi dell\u2019intreccio ora con una nota nostalgica, ora con ironia.\u00a0 Anche il nutrito cast vocale \u2013 in gran parte corrispondente alla locandina salisburghese &#8211; regala grandi soddisfazioni, a partire dall\u2019impareggiabile <strong>Krassimira Stoyanova<\/strong>. Il soprano bulgaro impersona una Feldmarschallin di gran classe, offrendo un\u2019interpretazione efficace focalizzata non sullo status aristocratico ma sul lato umano di Marie Theres, grazie alla quale riesce a stabilire con il pubblico un\u2019empatia particolare. Sul piano vocale la Stoyanova \u00e8 pressoch\u00e9 ineccepibile: a suo agio sull\u2019intero registro, spazia da note in pianissimo ad acuti vibranti con grande facilit\u00e0. Risoluta e insieme malinconica, sorprende nel monologo \u201c<em>Da Geht Er Hin<\/em>\u201d per delicatezza, precisione e cura nel fraseggio, nonch\u00e9 nel meraviglioso finale III (\u201c<em>Marie\u00a0Theres! Hab&#8217; mir&#8217;s gelobt<\/em>\u201d) con pregevolissimi filati.<br \/>\nAlla saggezza e alle tinte nostalgiche della Marschallin si contrappone il Barone, che drammaturgicamente si porta sulle spalle gran parte &#8211; se non la totalit\u00e0 &#8211; del taglio burlesco dell\u2019opera. <strong>G\u00fcnter Groissb\u00f6ck<\/strong> \u00e8 l\u2019Ochs che non ti aspetti: il basso austriaco vanta una fisicit\u00e0 pi\u00f9 da Don Giovanni che da vecchio tarchiato e goffo come descritto da Hofmannsthal, ma non \u00e8 affatto un difetto. Scenicamente il personaggio regge e incarna altrettanto efficacemente lo sgradevolissimo nobile di periferia grossolano e borioso, interpretato perfettamente da Groissb\u00f6ck con carisma e verve comica. Le qualit\u00e0 vocali non sono da meno: forte di una bella voce, di considerevole estensione e duttilit\u00e0, il basso risulta convincente sia nei passaggi pi\u00f9 melodici sia nei serrati recitativi in dialetto viennese.<br \/>\nConvince meno l\u2019Octavian di <strong>Sophie Koch<\/strong>, che nonostante l\u2019esperienza in questo ruolo pare un po\u2019 sottotono rispetto ai colleghi. Il mezzosoprano francese vanta un timbro caldo e pastoso con centri rotondi, ma le incursioni nella parte pi\u00f9 alta della tessitura spesso sfociano in suoni fissi. Tuttavia, onore al merito, il gusto e la musicalit\u00e0 della Koch sono ben percepibili nei duetti, dall&#8217;apertura \u201c<em>Wie du Warst<\/em>\u201d &#8211; in cui rivela grande intesa con la Stoyanova \u2013 al duetto d\u2019amore finale \u201c<em>Ist ein Traum<\/em>\u201d, in un suggestivo intreccio di colori. <strong>Christiane Karg<\/strong> \u00e8 una delicatissima Sophie, fresca e disinvolta scenicamente, dolce ma al tempo stesso determinata, energica, di gran personalit\u00e0. La voce \u00e8\u00a0cristallina, non di immenso volume ma molto ben proiettata, con\u00a0puntature sempre a fuoco in grado di sovrastare con facilit\u00e0 il nutrito corpo\u00a0orchestrale. Soddisfa lo squillante <strong>Benjamin Bernheim<\/strong> nel cammeo del cantante italiano. Salvo alcune note eccessivamente strozzate in acuto (con un\u2019evidente scivolone d\u2019intonazione verso il finale), il tenore esegue complessivamente la celebre aria \u201c<em>Di rigori armato il seno<\/em>\u201d con efficacia, strappando calorosi applausi. <strong>Adrian Er\u00f6d<\/strong> veste i panni di Faninal con una vocalit\u00e0 piuttosto esile ma buone intenzioni interpretative. Chiudono il cast due divertenti Valzacchi e Annina (<strong>Kresimir Spicer<\/strong> e <strong>Janina Baechle<\/strong>), una Marianne (<strong>Silvana Dussmann<\/strong>) a volte vocalmente scomposta ma funzionale al ruolo, il prezioso intervento di <strong>Thomas E. Bauer<\/strong> come Commissario di Polizia e le tre orfanelle molto ben cantate da <strong>Theresa Zisser, Kristin Sveinsd\u00f3ttir, Mareike Jankowski<\/strong>. Convincente anche il resto del comprimariato. <strong>Bruno Casoni <\/strong>prepara come di consueto un<strong> Coro <\/strong>in stato di grazia, con menzione d\u2019onore alle<strong> Voci Bianche<\/strong> che interviene nel terzo atto con assoluta perfezione. Il calare del sipario sul finale da brivido che chiude l\u2019opera d\u00e0 il via ad oltre un quarto d\u2019ora di fragorosi applausi, con standing ovation per Stoyanova, Groissb\u00f6ck e per il Maestro Mehta, che saluta commosso e abbraccia uno per uno gli artisti sul palco. Ancora quattro le recite di questo imperdibile <em>Der Rosenkavalier<\/em> alla Scala: si replica il 21, 24, 29 giugno e il 2 luglio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, Teatro alla Scala, Stagione Lirica 2015\/2016 \u201cDER ROSENKAVALIER\u201d Commedia musicale in tre atti\u00a0 su libretto di Hugo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":85239,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[14777,16434,9335,12708,185,16433,5445,5444,3331,16432,4493,6010,15672,16437,145,14675,16435,1897,4129,16436,13232,11401,1152],"class_list":["post-85238","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-adrian-erod","tag-benjamin-bernheim","tag-bruno-casoni","tag-christiane-karg","tag-der-rosenkavalier","tag-gunter-groissbock","tag-hans-schavernoch","tag-harry-kupfer","tag-janina-baechle","tag-jurgen-hoffman","tag-krassimira-stoyanova","tag-kresimir-spicer","tag-kristin-sveinsdottir","tag-mareike-jankowski","tag-opera-lirica","tag-richard-strauss","tag-silvana-dussmann","tag-sophie-koch","tag-teatro-alla-scala-di-milano","tag-theresa-zisser","tag-thomas-e-bauer","tag-yan-tax","tag-zubin-mehta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85238","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/99"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85238"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85238\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85242,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85238\/revisions\/85242"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/85239"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85238"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85238"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85238"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}