{"id":85389,"date":"2016-07-04T01:07:57","date_gmt":"2016-07-03T23:07:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=85389"},"modified":"2016-12-07T14:38:55","modified_gmt":"2016-12-07T13:38:55","slug":"opera-di-firenze-stagione-estiva-2016-il-barbiere-di-siviglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/opera-di-firenze-stagione-estiva-2016-il-barbiere-di-siviglia\/","title":{"rendered":"Opera di Firenze, stagione estiva 2016: &#8220;Il barbiere di Siviglia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cortile di Palazzo Pitti \u2013 Opera di Firenze Stagione estiva 2016<\/em><br \/>\n<strong>\u201cIL BARBIERE DI SIVIGLIA\u201d<\/strong><br \/>\nCommedia in due atti di Cesare Sterbini<br \/>\nMusica di <strong>Gioacchino Rossini<\/strong><br \/>\n<em>Il Conte d&#8217;Almaviva<\/em> FRANCESCO MARSIGLIA<br \/>\n<em>Don Bartolo<\/em> FILIPPO FONTANA<br \/>\n<em>Rosina<\/em> PAOLA GARDINA<br \/>\n<em>Figaro<\/em> JULIAN KIM<br \/>\n<em>Don Basilio <\/em>GABRIELE SAGONA<br \/>\n<em>Berta <\/em>FRANCESCA LONGARI<br \/>\n<em>Fiorello <\/em>WILLIAM CORR\u00d2<br \/>\n<em>Un ufficiale <\/em>VITO LUCIANO ROBERTI<br \/>\nOrchestra Coro del Maggio Musicale Fiorentino<br \/>\nDirettore <strong>Alessandro D&#8217;Agostini<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Lorenzo Fratini<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Damiano Michieletto<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Carla Teti\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Firenze,<\/em><em> 29 giugno 2016\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nLa stagione estiva dell&#8217;Opera di Firenze prosegue con un altro titolo di grande richiamo, se possibile ancor pi\u00f9 popolare dell&#8217;Elisir d&#8217;amore d&#8217;apertura: <em><strong>Il Barbiere di Siviglia<\/strong><\/em>. Per portare nel cortile di Palazzo Pitti questo celebre capolavoro, \u00e8 stato scelto un allestimento nato a Firenze alcuni anni fa per l&#8217;Accademia del Maggio, che ha girato numerosi teatri e porta la firma di <strong>Damiano Michieletto<\/strong>.<br \/>\n\u00c8 una regia che si basa su un&#8217;idea non proprio nuova, anzi direi un po&#8217; consunta dall&#8217;uso: c&#8217;\u00e8 una situazione reale che viene mostrata all&#8217;inizio e alla fine della rappresentazione e che racchiude l&#8217;opera come una cornice; la vicenda vera e propria invece si svolge in una dimensione irreale, onirica, come proiezione, sogno o fantasticheria di un personaggio esterno o interno alla storia.\u00a0 Sullo stesso meccanismo si basava l&#8217;ultima <em>Giovanna d&#8217;Arco<\/em> data alla Scala o, andando poco pi\u00f9 indietro nel tempo, il famoso <em>Trovatore<\/em> al Museo, andato in scena a Salisburgo nel 2014; su questo stesso meccanismo si basa la <em>Gazza Ladra<\/em>, sempre di <strong>Michieletto<\/strong>, nata e ripresa al ROF; sono pochi esempi, ma se ne potrebbero fare a decine. Nel nostro caso lo spettacolo inizia con un viaggio in treno, annunciato dall&#8217;altoparlante proprio come alla stazione: \u201cAttenzione, il treno espresso numero 393 da Firenze diretto a Siviglia \u00e8 in partenza al binario cinque\u201d; le sedie presenti in scena vengono composte da protagonisti e figuranti prima a suggerire una sala d&#8217;aspetto, poi uno scompartimento ferroviario e i temi della Sinfonia ispirano e animano l&#8217;azione dei viaggiatori, dai piccoli sobbalzi a tempo fino ad una caotica e comica zuffa; si arriva a Siviglia e i personaggi \u201centrano\u201d nell&#8217;opera. Stessa cosa succede nel finale: annuncio all&#8217;altoparlante, si sale in treno e si torna a Firenze, ovvero nella realt\u00e0. Tutto ci\u00f2 consente di non rappresentare realisticamente, ma semplicemente di evocare, di alludere ai luoghi, agli oggetti, alle azioni, perch\u00e9 tutto accade nella fantasia, quindi il palazzo non c&#8217;\u00e8, lo si immagina; <em>Figaro<\/em> strimpella un ombrello, si immagina che sia una chitarra; <em>Rosina<\/em> risponde alla serenata di <em>Lindoro<\/em> da una scala da imbianchino, si immagina che si affacci a un balcone, e cos\u00ec via. Non ci sono scene, non c&#8217;\u00e8 fondale, l&#8217;azione si avvale solo di pochi oggetti: alcune sedie, degli ombrelli, la scala, la poltrona e gli attrezzi del Barbiere, palloni bianchi e poco altro.I costumi di <strong>Carla Teti<\/strong> non hanno alcun riferimento n\u00e9 con l&#8217;epoca n\u00e9 con i ruoli sociali dei personaggi. La coppia di innamorati \u00e8 caratterizzata dal rosso, un frac cremisi per lui, un elegante vestito da giorno leggermente pi\u00f9 scuro per lei; fogge e colori bizzarri, tra il circo e la Commedia dell&#8217;Arte con un forte richiamo zoomorfo per il terzetto degli altri protagonisti: marsina, gilet, pantaloni di colori vivacissimi, orecchie e baffi da volpe per <em>Figaro<\/em>, toni del bianco, con gilet dorato e trucco del viso da bulldog per <em>Don Bartolo<\/em>, frac verde con una sola lunghissima coda e trucco verde per un <em>Don Basilio<\/em> decisamente rettile. La simbologia \u00e8 evidente: uno \u00e8 furbo, l&#8217;altro custodisce <em>Rosina<\/em> come un cane da guardia, l&#8217;altro ancora \u00e8 viscido come un serpente. Solo Berta fa eccezione: \u00e8 cameriera e ne indossa il classico abito nero con cuffia e grembiulino bianco; ma anche lei riserva una sorpresa, la piccante biancheria intima rosso fuoco, che mostrer\u00e0, colta da pruriti senili, spogliandosi durante la sua aria. La regia, svincolata quasi del tutto dalla descrittivit\u00e0, non si svolge in maniera unitaria, con un filo conduttore che cuce tutto e conduce da un fatto all&#8217;altro in maniera conseguente, ma si scompone in singoli gesti, gag comiche, piccole coreografie, controscene, mossettine, incursioni in palcoscenico. <strong>La maggior parte di queste trovate \u00e8 divertente, tutte sono ben eseguite<\/strong>, qualcuna ha una certa forza visiva &#8211; come la bottega di <em>Figaro<\/em>, che prende vita, disegnata da due <em>writers<\/em> con le bombolette su un telo bianco, nello stesso momento in cui il barbiere la descrive: \u201c&#8230;quattro parrucche nella vetrina, sopra un cartello pomata fina, mostra in azzurro alla moderna&#8230;\u201d &#8211; qualcun&#8217;altra \u00e8 pi\u00f9 debole, ma la sensazione che si ha \u00e8 che siano nel complesso architettate e messe l\u00ec per riempire qualcosa che altrimenti sarebbe vuoto; la sensazione di un vuoto scenico che diventa vuoto drammaturgico e che la generica piacevolezza di qualche episodio non pu\u00f2 risolvere. Sull&#8217;altro piatto della bilancia c&#8217;\u00e8 l&#8217;eleganza e la freschezza visiva di un allestimento cos\u00ec minimal, lodevolmente snello anche dal punto di vista dei costi.<br \/>\n<strong>Sul versante musicale le cose procedono in direzione opposta<\/strong> e non c&#8217;\u00e8 proprio da lamentarsene: senza alcuna velleit\u00e0 di offrire qualcosa di nuovo e sensazionale, tutto procede con coerenza, con scelte dei tempi intelligenti, bellissimi colori, ottima coesione, tenuta serrata anche nei momenti pi\u00f9 concitati in cui la concertazione si fa ardua, accompagnamento al canto flessibile e attento alle esigenze dei singoli solisti. E&#8217; un Barbiere tradizionale, anche nei tagli, non aggiornatissimo, che nel complesso ha il suo punto di forza nella comunicativa e non\u00a0 nel rigore filologico, ma che si pu\u00f2 definire di &#8216;routine aurea&#8217; solo riconoscendo la grande altezza del livello esecutivo medio cui l&#8217;<strong>Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino<\/strong> hanno abituato il loro pubblico; cos\u00ec <strong>Alessandro D&#8217;Agostini<\/strong> ottiene una Sinfonia lieve, brillante, senza usare tempi eccessivamente convulsi, un finale d&#8217;atto magnifico per vis comica e coesione tra orchestra, coro e solisti, dall&#8217;ingresso di <em>Almaviva<\/em> travestito da soldato al concertato conclusivo. Nel secondo atto si segnalano, tra le altre cose, l&#8217;ottimo accompagnamento al canto nell&#8217;aria \u201cIl vecchiotto cerca moglie\u201d, un <em>temporale<\/em> davvero notevole per la trasparenza e la leggibilit\u00e0 delle parti e per l&#8217;ampiezza dinamica data da un perfetto dosaggio dei piani sonori, un terzetto \u201cAh qual colpo inaspettato\u201d ottimamente eseguito da orchestra e cantanti.<br \/>\nVenendo al cast vocale bisogna segnalare tra i migliori il mezzosoprano <strong>Paola Gardina<\/strong>, che ha dato vita ad una <em>Rosina<\/em> decisamente convincente; ha una voce di medio peso, dal timbro ombreggiato e caldo, particolarmente a suo agio nel settore centrale; ha un buon approccio alle agilit\u00e0, \u00e8 l&#8217;unica che varia significativamente il suo da capo nell&#8217;aria \u201cUna voce poco fa\u201d eseguita in maniera pregevole, eccettuato qualche acuto che, probabilmente cogliendola a voce fredda, vibra in maniera un poco incontrollata; ha un&#8217;ottima presenza scenica, delinea con felicit\u00e0 una <em>Rosina<\/em> frizzante e decisa, \u201cspiritosa\u201d e \u201cgenialotta\u201d come conviene. Il suo innamorato \u00e8 il tenore <strong>Francesco Marsiglia<\/strong>, di voce chiara e leggera, ma penetrante, che corre senza problemi anche in uno spazio dall&#8217;acustica non proprio eccezionale. Ha un bel timbro e un modo di porgere aggraziato ed elegante; non \u00e8 uno specialista dell&#8217;agilit\u00e0 rossiniana, l&#8217;affronta dignitosamente, con il valido aiuto del direttore attentissimo a non metterlo in difficolt\u00e0, ma con una certa tendenza all&#8217;aspirazione \u2013 le famose agilit\u00e0 ha-ha-ha, ormai fuori corso &#8211; ed evitando del tutto di misurarsi con il rond\u00f2 finale \u2013 altra scelta che lo avvicina agli <em>Almaviva<\/em> di diversi decenni fa. <strong>Filippo Fontana<\/strong> \u00e8 un <em>Bartolo<\/em> efficace, \u00e8 un attore elegante, sa essere comico senza valicare mai il limite della misura, ha un sillabato rapidissimo nitido e scandito, fraseggia ed accenta con gusto; il suo strumento, piuttosto chiaro e delicato, sembra messo a disagio dall&#8217;acustica del luogo aperto, che lo porta talvolta a forzare, danneggiando lo smalto. <strong>Gabriele Sagona<\/strong> ha il <em>physique du r\u00f4le<\/em> perfetto per questo <em>Basilio<\/em>-rettile, entra nella parte con disinvoltura e propriet\u00e0; non ha un volume eccezionale, ma ha la proiezione adeguata per far tuonare in maniera soddisfacente il suo \u201ccolpo di cannone\u201d. Il baritono coreano <strong>Julian Kim<\/strong> ha la gestualit\u00e0, il fisico scattante, lo humour e la &#8216;faccia da schiaffi&#8217; di un <em>Figaro<\/em> giovane e simpatico, furbo e bonario. Ha una pronuncia italiana quasi perfetta, che gli consente di essere espressivo e spigliato nel recitativo, l&#8217;agilit\u00e0 pu\u00f2 essere ulteriormente migliorata. Ha una voce di timbro brillante, non eccessivamente scuro, ma sonora ed estesa; i sol naturali della sua cavatina sono squillanti e ben proiettati. <strong>Francesca Longari<\/strong> d\u00e0 pieno risalto scenico e vocale ad una <em>Berta<\/em> insolitamente audace; nonostante la giovane et\u00e0 padroneggia senza difficolt\u00e0 uno strumento vocale gradevole e morbido, e non le manca certo la verve. Il <em>Fiorello<\/em> di <strong>William Corr\u00f2<\/strong>, nei suoi brevi interventi dimostra di saper cantare la sua parte con voce a fuoco nel forte come nel piano. Come accennato in precedenza, gli interventi del Coro, per scelta registica non presente in scena, ma schierato al lato destro dell&#8217;Orchestra, sono ottimi per compattezza, bellezza di suono e nitidezza di articolazione. Il titolo rossiniano pi\u00f9 celebre ha riempito quasi del tutto il cortile di Palazzo Pitti di un pubblico composto in larga maggioranza da turisti stranieri, che hanno lungamente e calorosamente applaudito tutti, gratificando con ovazioni particolarmente sonore <strong>Julian Kim<\/strong> e <strong>Paola Gardina<\/strong>. <em>Foto Simone Donati &amp; Pietro Paolini<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cortile di Palazzo Pitti \u2013 Opera di Firenze Stagione estiva 2016 \u201cIL BARBIERE DI SIVIGLIA\u201d Commedia in due [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":497,"featured_media":85393,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[14385,3397,16486,923,4292,15953,5674,240,4126,4671,10669,145,3964,1488],"class_list":["post-85389","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-dagostini","tag-carla-teti","tag-cortile-di-palazzo-pitti","tag-damiano-michieletto","tag-filippo-fontana","tag-francesca-longari","tag-gabriele-sagona","tag-il-barbiere-di-siviglia","tag-julian-kim","tag-lorenzo-fratini","tag-opera-di-firenze","tag-opera-lirica","tag-paola-gardina","tag-william-corro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85389","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/497"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85389"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85389\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87389,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85389\/revisions\/87389"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/85393"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}