{"id":85413,"date":"2016-07-05T03:49:28","date_gmt":"2016-07-05T01:49:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=85413"},"modified":"2016-12-07T16:57:36","modified_gmt":"2016-12-07T15:57:36","slug":"torino-teatro-regio-carmen-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-teatro-regio-carmen-2\/","title":{"rendered":"Torino, Teatro Regio: &#8220;Carmen&#8221;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify\"><em>Teatro Regio, Torino \u2013 stagione lirica 2015-16<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\u201c<strong>CARMEN<\/strong>\u201d<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Op\u00e9ra-comique in quattro atti su libretto di\u00a0 Henri Meilhac e Ludovic Hal\u00e9vy dalla omonima novella di Prosper M\u00e9rim\u00e9e<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Musica di <strong>George Bizet <\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><em>Carmen <\/em>ANNA CATERINA ANTONACCI<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><em>Don Jos\u00e9 <\/em>DMYTRO POPOV<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><em>Mica\u00ebla <\/em>IRINA LUNGU<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><em>Escamillo <\/em>VITO PRINTE<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><em>Frasquita <\/em>ANNA MARIA SARRA<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><em>Merc\u00e9d\u00e8s <\/em>LORENA SCARLATA RIZZO<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><em>Il Danca\u00efre <\/em>PAOLO MARIA ORECCHIA<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><em>Il Remendado <\/em>LUCA CASALIN<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><em>Moral\u00e8s <\/em>EMILIO MARCUCCI<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><em>Zuniga <\/em>LUCA TITTOTO<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><em>Lilas Pastia e una guida <\/em>SAX NICOSIA<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><em>Manuelita <\/em>STELLA GELARDI<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Orchestra e coro del Teatro Regio di Torino e coro di voci bianche del Conservatorio G. Verdi<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Direttore <strong>Ryan McAdams<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Maestro dei cori <strong>Claudio Fenoglio<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Regia <strong>Matthias Hartmann <\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Scene <strong>Volker Hintermeier<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Costumi <strong>Su B\u00fchler<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Luci <strong>Martin Gebhardt<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Produzione della Opernhaus Z\u00fcrich<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><em>Torino 03 luglio 2016<\/em><em><br \/>\n<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Il Teatro Regio continua in qualche modo l\u2019abitudine degli ultimi anni di dare un saluto \u201cdiabolico\u201d al proprio pubblico con l\u2019ultimo titolo stagionale. Dopo gli autentici diavoli di \u201c<em>The Rake\u2019s Progress<\/em>\u201d e \u201c<em>Faust<\/em>\u201d si passa, quest\u2019anno, con \u201c<em>Carmen<\/em>\u201d dal soprannaturale al realismo pi\u00f9 diretto ma \u00e8 innegabile che anche l\u2019eroina di Bizet non manchi di una scintilla luciferina.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Presenza frequente sul palcoscenico torinese, l\u2019opera torna in questa produzione della Opernhaus Z\u00fcrich firmata per la regia da <strong>Matthias Hartmann <\/strong>con le scene di <strong>Volker Hintermeier<\/strong> e i costumi di <strong>Su B\u00fchler<\/strong> mai visti prima in Italia. L\u2019idea di partenza del regista \u00e8 senz\u2019altro condivisibile in quanto toglie \u201c<em>Carmen<\/em>&#8221; dal facile bozzettismo, dalla cartolina turistica dai colori sgargianti; resta, tuttavia, il problema che, procedendo su questa linea, ci si \u00e8 spinti decisamente oltre cos\u00ec che la cura si \u00e8 rivelata peggiore del male. Il primo atto \u00e8 uno spazio vuoto: resta solo un ombrellone con il corpo di guardia \u2013 vestito per l\u2019occasione con uniformi da carabinieri italiani \u2013, mentre il via vai della piazza \u00e8 solo immaginato. All\u2019entrata delle sigaraie viene portato un cancello posticcio a evocare la fabbrica, tutto il coro \u00e8 in divisa cos\u00ec che scompare il popolo e sono gli stessi soldati ad amoreggiare con le operaie mancando qualunque civile in questa citt\u00e0-caserma. Nel secondo atto si assiste ad una landa desolata, una sorta di Mahangonny sabbiosa dominata da un palo della corrente elettrica. La taverna \u00e8 vuota e al suo interno non ci sono avventori se non i personaggi necessari per far andare avanti la scena mentre il coro entrer\u00e0 solo insieme con Escamillo e sar\u00e0 formato dai soliti militari. Meglio il terzo atto con la grande luna che splende su una landa desolata e sembra guardare come una divinit\u00e0 inflessibile l\u2019inutile agitarsi degli umani. Nel quarto atto compare il popolo che commenta la sfilata \u2013 ovviamente solo immaginata e non rappresentata \u2013 mentre Siviglia e la Plaza de Toros cedono il campo a una campagna riarsa dominata da un grande ulivo e con un bucranio scarnificato posato su una roccia senza nessun altro elemento come unico arredo. I costumi genericamente moderni sono, come detto, divise da carabiniere per i militari e abiti alquanto trascurati per tutti gli altri; gli unici richiami alla Spagna sono la scritta \u201dpolizia\u201d sull\u2019ombrellone che ripara Don Jos\u00e9 nel primo atto e la corrida trasmessa dalla televisione nella taverna di Lilas Pastias mentre il resto rimanda piuttosto alla Sicilia o all\u2019Italia meridionale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Il lavoro di regia \u00e8 sostanzialmente lineare pur con qualche eccesso di violenza \u2013 l\u2019aggressione dei militari nei confronti di Micaela, Zuniga sgozzato a freddo dal Dancairo \u2013 e qualche trovata forse pi\u00f9 adatta a un\u2019opera buffa come il cane che nel primo atto dorme al margine del proscenio e che muove allegramente la coda quando \u00e8 accarezzato da Carmen o la bambolina di questa su cui Micaela sfoga la propria ira durante la grande aria del terzo atto. Resta l\u2019attento e accurato lavoro di recitazione su tutti gli interpreti ma forse non basta a completare l\u2019eccessiva povert\u00e0 dell\u2019insieme.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">La parte musicale compensava ampiamente le lacune di quella scenica. Il giovane direttore statunitense <strong>Ryan McAdams,<\/strong> che, nella presente recita, sostituiva Ascher Fisch, ha fornito una lettura di grande originalit\u00e0 e suggestione. Per molti aspetti la sua idea non \u00e8 dissimile da quella della regia: un togliere per giungere al nocciolo profondo della composizione, solo che in questo caso il risultato \u00e8 decisamente pi\u00f9 compiuto. Quella di McAdams \u00e8 una \u201c<em>Carmen\u201d <\/em>essenziale, asciutta, senza inutili appesantimenti o turgori veristi; le sonorit\u00e0 sono chiare, nette, luminose, i ritmi sostenuti, spesso rapinosi, un\u2019impostazione quasi belcantista nel suo rapporto con il canto cos\u00ec che i momenti pi\u00f9 autenticamente comique ricevevano un\u2019evidenza quasi insolita come il quintetto del secondo atto di un brio e di una mobilit\u00e0 ritmica ancora tutta cos\u00ec vicina ad Auber ma anche i momenti pi\u00f9 drammatici non perdono forza rivisti in questa concezione totalmente musicale scevra di ogni manierismo. L\u2019orchestra e il coro del Teatro Regio cos\u00ec come il coro di voci bianche del Conservatorio G. Verdi offrono una prestazione inappuntabile realizzando pienamente la particolare visione direttoriale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Una lettura orchestrale di questo richiedeva inevitabilmente un cast allineato su questa specifica scelta espressiva e in questo non si poteva desiderare di meglio soprattutto sul versante femminile. <strong>Anna Caterina Antonacci<\/strong> non \u00e8 solo una delle maggiori Carmen di oggi ma \u00e8 l\u2019interprete necessaria per questo tipo di interpretazione. Un\u2019interpretazione essenziale, tutta risolta nei valori puri del canto e della parola senza alcuna concessione a facili effettismi. La tecnica esemplare, l\u2019innegabile fascino timbrico, il perfetto controllo della prosodia francese, tutto \u00e8 finalizzato alla costruzione complessiva del personaggio. Ecco un <em>Habanera <\/em>di una naturalezza estrema, di una semplicit\u00e0 quasi parlata dove traspare con chiarezza una schietta dichiarazione di vita pi\u00f9 che un\u2019esibizione seduttiva, un \u201c<em>Coupe-moi, br\u00fble-moi<\/em>\u201c raramente sentito cos\u00ec carico di sarcasmo e irrisione, un \u201c<em>Pr\u00e8s de remparts de S\u00e9ville\u201d <\/em>quasi sussurrato come un incantesimo. E nel finale Carmen che \u201c<em>Jamais je m\u2019ai menti<\/em>\u201d non mente soprattutto alla sua vocalit\u00e0 e alla musica affrontato il duetto conclusivo con lo stesso rigore formale e lo stesso senso drammatico della parola con cui avrebbe affrontato una pagina di Gluck. Se a questo si aggiunge il magnetismo scenico e la soggiogante personalit\u00e0 della cantante a cui basta entrare in scena per monopolizzare l\u2019attenzione e far scomparire come d\u2019incanto le banalit\u00e0 della regia e gli inguardabili abitini a fiori da mercato rionale con cui viene assurdamente vestita.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">L\u2019altro elemento di forza del cast \u00e8 la Micaela di <strong>Irina Lungu<\/strong>. Ogni volta che la si riascolta, non si pu\u00f2 non apprezzare il continuo processo di maturazione della cantante russa che alle innegabili doti naturali ha saputo aggiungere una crescita giorno dopo giorno anche sul piano espressivo e interpretativo. Quindi non solo una voce di rara bellezza per timbro, colore e morbidezza di emissione ma un fraseggio sempre pi\u00f9 intenso e curato \u2013 da segnalare l\u2019intensit\u00e0 data a tante piccole frasi ad esempio nel finale del terzo atto &#8211; nella costruzione di un personaggio giustamente per nulla passivo o bamboleggiante ma forte e volitivo nella sua fragilit\u00e0 e di un\u2019umanit\u00e0 intensa e coinvolgente. Gli uomini sono meno singolari soprattutto come interpreti ma le prestazioni offerte sono nell\u2019insieme pi\u00f9 che apprezzabili. Grande mozartiano e rossiniano <strong>Vito Priante <\/strong>\u00e8 un Escamillo decisamente ben cantato e senza istrionismi o inutili gigionerie e, se forse latita un po\u2019 di personalit\u00e0, compensa ampiamente con musicalit\u00e0 e senso dello stile. Pi\u00f9 complessa la situazione di <strong>Dmytro Popov, <\/strong>giovane tenore ucraino dagli interessanti mezzi vocali ma ancora in parte da raffinare. La voce \u00e8 bella, schietta, dotata di buono squillo e l\u2019interprete \u00e8 nel complesso simpatico nel tratteggiare un Don Jos\u00e9 ingenuo e sostanzialmente immaturo; ci sono buone intenzioni esecutive come nella romanza del fiore non risolta in una semplice esibizione muscolare ma rimane sempre l\u2019impressione di una non compiutezza, di un eccessivo affidarsi alle doti naturali. Nel quarto atto, infatti, si palesava qualche segno di stanchezza, di una maturazione ancora non raggiunta per un ruolo di questa complessit\u00e0.<br \/>\nDi gran lusso lo Zuniga di <strong>Luca Tittoto <\/strong>e ottimamente centrate tutte le parti di fianco: <strong>Lorena Scarlata Rizzo <\/strong>(Merc\u00e9d\u00e8s), <strong>Anna Maria Sarra <\/strong>(Frasquita), <strong>Emilio Marcucci <\/strong>(Morales), <strong>Paolo Maria Orecchia <\/strong>(Le Danca\u00efre), <strong>Luca Casalin <\/strong>(Il Remendado), <strong>Sax Nicosia <\/strong>nel doppio ruolo parlato di Lilas Pastia e della Guida. Successo convinto per tutti gli interpreti.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Regio, Torino \u2013 stagione lirica 2015-16 \u201cCARMEN\u201d Op\u00e9ra-comique in quattro atti su libretto di\u00a0 Henri Meilhac e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[181,5388,4688,9529,8585,247,673,16495,2162,2806,16493,16483,145,7376,13738,2105,16496,16494,2403,16482],"class_list":["post-85413","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-anna-caterina-antonacci","tag-anna-maria-sarra","tag-claudio-fenoglio","tag-dmytro-popov","tag-emilio-marcucci","tag-georges-bizet","tag-irina-lungu","tag-lorena-scarlata-rizzo","tag-luca-casalin","tag-luca-tittoto","tag-martin-gebhardt","tag-matthias-hartmann","tag-opera-lirica","tag-paolo-maria-orecchia","tag-ryan-mcadams","tag-sax-nicosia","tag-stella-gelardi","tag-su-buhler","tag-vito-priante","tag-volker-hintermeier"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85413","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85413"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85413\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85422,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85413\/revisions\/85422"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85413"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85413"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85413"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}