{"id":85651,"date":"2016-07-25T04:47:56","date_gmt":"2016-07-25T02:47:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=85651"},"modified":"2016-12-01T04:14:55","modified_gmt":"2016-12-01T03:14:55","slug":"opera-di-firenze-cortile-di-palazzo-pitti-la-traviata-cast-alternativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/opera-di-firenze-cortile-di-palazzo-pitti-la-traviata-cast-alternativo\/","title":{"rendered":"Opera di Firenze, Cortile di Palazzo Pitti: &#8220;La Traviata&#8221; (cast alternativo)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Opera di Firenze, Cortile di Palazzo Pitti \u2013 Stagione estiva 2016<br \/>\n<\/em><strong>\u201cLA TRAVIATA\u201d<br \/>\n<\/strong>Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi \u00a0<i><br \/>\n<\/i><\/strong><em>Violetta Valery<\/em> MARIA MUDRYAK \u00a0<i><br \/>\n<\/i><em>Flora Bervoix<\/em> ANA VICT\u00d3RIA PITTS<br \/>\n<em>Annina<\/em> EUNHEE KIM<br \/>\n<em>Alfredo Germont <\/em>FRANCESCO MARSIGLIA<br \/>\n<em>Giorgio Germont <\/em>FRANCESCO LANDOLFI<br \/>\n<em>Gastone<\/em> PATRICK KABONGO MUBENGA<br \/>\n<em>Barone Douphol<\/em> DARIO SHIKHMIRI \u00a0 <i><br \/>\n<\/i><em>Marchese d\u2019Obigny<\/em> QIANMING DOU<br \/>\n<em>Dottor Grenvil<\/em> PAVLO BALAKIN<br \/>\n<em>Giuseppe<\/em> LEONARDO SGROI<br \/>\n<em>Un domestico di Flora<\/em> MASSIMO NACCARATO<br \/>\n<em>Un commissionario<\/em> ANTONIO CORBISIERO<br \/>\nOrchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino<br \/>\nDirettore <strong>Fabrizio Maria Carminati<br \/>\n<\/strong>Maestro del coro <strong>Lorenzo Fratini<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Alfredo Corno<br \/>\n<\/strong>Scene <strong>Angelo Sala<br \/>\n<\/strong>Costumi <strong>Alfredo Corno<\/strong>, <strong>Angelo Sala \u00a0 <i><br \/>\n<\/i><\/strong>Luci <strong>Alessandro Tutini<br \/>\n<\/strong>Nuovo allestimento<br \/>\n<em>Firenze, 22 luglio 2016<br \/>\n<\/em>Nel cortile dell&#8217;Ammannati, l&#8217;unico titolo verdiano della stagione estiva del Maggio \u00e8 anche il solo a presentare un&#8217;alternativa al cast della prima, probabilmente dovuta al maggior numero di rappresentazioni del dramma parigino (&#8220;romano&#8221;, per l&#8217;occasione) rispetto alle altre due opere in programma. <em>Brochure<\/em> alla mano, se l&#8217;attenzione del teatro a proporre con costanza questo titolo \u00e8 del tutto rispettabile, la scelta di relegarlo alle ristrettezze di riproposizioni all\u2019aperto, anche per l\u2019estate del 2017, appare assai pi\u00f9 discutibile, tenendo anche presente che le ultime produzioni de &#8220;La traviata&#8221; ne hanno puntualmente privilegiato l&#8217;aspetto visivo. Da questo non si discosta la recita del 22, che srotola la sua pellicola sulle fascinose atmosfere felliniane, recuperando con sapienza (atto primo) l&#8217;universo del grande regista di Rimini, in cui non poteva mancare l&#8217;esplicito riferimento alla celebre scena della Ekberg ne &#8220;La dolce vita&#8221;. La marcata libert\u00e0 registica produce, per\u00f2, anche i suoi effetti collaterali. \u00c8 questo il caso del carnevale del secondo atto, dove le citazioni cinematografiche si fanno sovrabbondanti e maggiormente forzate, per proseguire nel finale, in cui al posto del sempre pi\u00f9 inflazionato lettino asettico da ambulatorio (la cui funzione di centrare l&#8217;obiettivo sulla protagonista sarebbe stata anche possibile, almeno atteggiando in modo pi\u00f9 convincente i personaggi di contorno), il prosieguo della finzione scenica sarebbe forse apparso pi\u00f9 coerente ed originale.\u00a0Rimandando alla<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2016\/07\/opera-di-firenze-cortile-di-palazzo-pitti-la-traviata\/\"> recensione di Filippo Bozzi<\/a> col primo cast\u00a0per approfondimenti relativi all\u2019allestimento, alla direzione d\u2019orchestra ed alla prova del coro, veniamo adesso all\u2019aspetto vocale della rappresentazione.\u00a0Con <strong>Maria Mudryak<\/strong> si ha come l\u2019impressione di assistere ad una delle tante recite areniane in cui una sola voce ha l\u2019impostazione necessaria a superare il sostrato orchestrale. Il soprano, infatti, non esita ad esibire grande disinvoltura scenica e di fraseggio, costruendo una Violetta dal timbro intrigante ed omogeneo. Per questo ruolo, per\u00f2, in grado di centrare con almeno un\u2019inflessione ciascuna delle possibili sfumature del pi\u00f9 autentico subconscio femminile, lo spettro interno a ciascun registro \u00e8 ancora limitato. Un punto, questo, di cui il soprano sembra essere a conoscenza, data la netta tendenza ad anticipare i passi maggiormente tecnici del primo atto, dove le strette oscillazioni del vibrato sono l\u2019espediente per celare agilit\u00e0 e trilli solamente approssimativi. L\u2019interprete evita con sagacia l\u2019esecuzione degli staccati finali, mentre l\u2019attenzione ad un\u2019interpretazione globalmente sentita la porta a comprendere la puntatura al <em>mi<\/em><em>\u266d<\/em> sovracuto, calante e dal sostegno a tratti fisso. Al diminuire dei passi pi\u00f9 prettamente tecnici, la resa della Mudryak acquista progressivamente spessore, vantando un buon controllo dei legati e passando da affievolimenti dove la proiezione del suono si fa ancora pi\u00f9 raccolta, fino al suo culmine in un \u201cAddio del passato\u201d di convincente scavo introspettivo. Per lei, una <em>performance <\/em>a cui va il merito di aver scelto dinamiche poco convenzionali e che costituisce, vista anche la giovanissima et\u00e0, un discreto punto di partenza.\u00a0Il costante disinteresse attoriale con cui <strong>Francesco Marsiglia<\/strong> tratteggia Alfredo, che non si ridesta neanche al momento dell\u2019invettiva a casa di Flora, non ha suscitato altro effetto se non quello di aver dato ancora pi\u00f9 risalto alla purezza della protagonista. Il timbro leggero, morbido in basso ma debole e di scarsa attrattiva, trova il suo provvisorio equilibrio soltanto a patto di sacrificare gli abbellimenti della parte, confinare il canto al mezzo-forte, e di non avvicinarsi troppo all\u2019area acuta. In questo contesto, a poco gli \u00e8 valsa la sostanziale fissit\u00e0 di alcuni suoni nel tentativo di stabilizzarne l\u2019emissione, mentre le numerose inflessioni nasali sono divenute decisamente marcate alla prova con i <em>la <\/em>della cabaletta, dove anche il sostegno si \u00e8 dimostrato insufficiente, causando una drastica interruzione della linea di canto sulla progressione ascendente (<em>mi<\/em>\u2013<em>sol<\/em>&#8211;<em>la<\/em>) in preparazione all\u2019impreciso <em>si<\/em><em>\u266d<\/em> acuto.\u00a0La situazione riesce addirittura a peggiorare con l\u2019ingresso di Germont padre (<strong>Francesco Landolfi<\/strong>), che calca la scena ponderando le movenze ma non l\u2019emissione vocale, continuamente periclitante e dalle frequenti ricadute gutturali o nasali. Intere frasi liriche vengono inficiate da irregolari aperture dei suoni, tanto quanto la sommaria gestione del fraseggio e delle intensit\u00e0 conduce ad una cabaletta \u201cDi Provenza\u201d che non si discosta dalle stucchevolezze esecutive della tradizione. Come conseguenza, il ruolo rimane lontano dalla sua persuasiva autorevolezza, riscattando la poca cura esibita su alcuni passaggi virtuosistici soltanto con le fioriture di \u201cUn d\u00ec quando le veneri\u201d.\u00a0Ad eccezione di <strong>Pavlo Balakin <\/strong>(dottore Grenvil), per il quale si avverte un certo sforzo nell\u2019emissione, e di <strong>Qianming Dou<\/strong> (marchese d\u2019Obigny), che a questo aggiunge un clamoroso errore d\u2019attacco iniziando a cantare addirittura prima della protagonista, nessuno degli interpreti secondari si lascia cogliere impreparato nel susseguirsi delle riprese al Teatro 5 di Cinecitt\u00e0, esibendo grande aderenza al piano registico. Prima fra tutti, l\u2019inedita Flora di <strong>Ana Vict\u00f3ria Pitts<\/strong>, che si \u00e8 distinta per <em>verve <\/em>scenica e messa a punto della resa vocale, seguita a stretto giro dalle prove di <strong>Dario Shikhmiri<\/strong> (barone nitido e dal fare gagliardo) e di <strong>Eunhee Kim<\/strong> (sicura e partecipativa Annina). Pi\u00f9 generico \u00e8, invece, apparso l\u2019approccio adottato da <strong>Patrick Kabongo Mubenga<\/strong> come Gastone, mentre <strong>Leonardo Sgroi<\/strong>, <strong>Massimo Naccarato<\/strong> e <strong>Antonio Corbisiero<\/strong> hanno collocato con convinzione i brevi interventi destinati rispettivamente alle parti di Giuseppe, domestico di Flora e commissionario.\u00a0Al termine della serata, l\u2019eterogeneo pubblico dei presenti riserva un equilibrato applauso, giocando cos\u00ec il suo ruolo in questo \u201cspettacolo nello spettacolo\u201d. <em>Foto Simone\u00a0Donati<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera di Firenze, Cortile di Palazzo Pitti \u2013 Stagione estiva 2016 \u201cLA TRAVIATA\u201d Melodramma in tre atti su [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":262,"featured_media":85653,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[16597,15954,3369,16656,16486,7885,4454,11862,853,153,108,9195,15082,16655,10669,145,8075,16600,16658,16657],"class_list":["post-85651","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alfredo-corno","tag-ana-victoria-pitts","tag-angelo-sala","tag-antonio-corbisiero","tag-cortile-di-palazzo-pitti","tag-dario-shikhmiri","tag-fabrizio-maria-carminati","tag-francesco-landolfi","tag-francesco-marsiglia","tag-giuseppe-verdi","tag-la-traviata","tag-leonardo-sgroi","tag-maria-mudryak","tag-massimo-naccarato","tag-opera-di-firenze","tag-opera-lirica","tag-palazzo-pitti-firenze","tag-patrick-kabongo-mubenga","tag-pavlo-balakin","tag-qianming-dou"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85651","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/262"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85651"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85651\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85652,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85651\/revisions\/85652"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/85653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85651"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}