{"id":85751,"date":"2016-08-04T19:41:19","date_gmt":"2016-08-04T17:41:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=85751"},"modified":"2016-12-23T09:43:20","modified_gmt":"2016-12-23T08:43:20","slug":"martina-franca-42-festival-della-valle-ditria-francesca-da-rimini-di-mercadante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/martina-franca-42-festival-della-valle-ditria-francesca-da-rimini-di-mercadante\/","title":{"rendered":"Martina Franca, Festival della Valle d&#8217;Itria 2016: &#8220;Francesca da Rimini&#8221; di Mercadante"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Martina Franca, Palazzo Ducale, 2 agosto 2016<br \/>\n<\/em><strong>\u201cFRANCESCA DA RIMINI\u201d<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Dramma per musica, libretto di Felice Romani<br \/>\nMusica di<strong> Saverio Mercadante <\/strong><br \/>\nPrima rappresentazione assoluta. Edizione critica a cura di Elisabetta Pasquini<br \/>\n<em>Francesca<\/em> LEONOR BONILLA<br \/>\n<em>Paolo <\/em>AYA WAKIZONO<br \/>\n<em>Lanciotto\u00a0<\/em> MERT S\u00dcNG\u00dc<br \/>\n<em>Guido\u00a0<\/em> ANTONIO DI MATTEO<br \/>\n<em>Isaura\u00a0<\/em> LARISA MARTINEZ<br \/>\n<em>Guelfo\u00a0<\/em> IVAN AYON RIVAS<br \/>\nOrchestra Internazionale d\u2019Italia<br \/>\nCoro della filarmonica di stato \u201cTransilvania\u201d di Cluj-Napoca<br \/>\nDirettore <strong>Fabio Luisi<br \/>\n<\/strong>Maestro del coro <strong>Cornel Groza<br \/>\n<\/strong>Regia, scene e costumi <strong>Pier Luigi Pizzi<\/strong><br \/>\nDisegno luci<strong> Vincenzo Raponi <\/strong><br \/>\nCoreografie<strong> Gheorghe Iancu<br \/>\n<\/strong><em>Martina Franca, 31 luglio 2016<\/em><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><br \/>\nPer la prima volta il Festival della Valle d\u2019Itria ha allestito un\u2019opera mai andata in scena al tempo in cui fu composta: la <em>Francesca da Rimini<\/em> che Saverio Mercadante scrisse su libretto di Felice Romani ebbe infatti la cattiva sorte di non venire rappresentata al Teatro del Pr\u00ecncipe di Madrid nel carnevale 1831, probabilmente per via di una cabala ordita dalla primadonna Adelaide Tosi, ex amante del compositore decisa a screditarlo. Anche il successivo tentativo di proporre la <em>Francesca <\/em>alla Scala di Milano fall\u00ec a causa di una diva, Giuditta Pasta, che non vide di buon occhio la disposizione dei pezzi chiusi nella partitura mercadantiana, a suo dire irrispettosa delle convenienze teatrali che avrebbero dovuto lasciar primeggiare la primadonna Francesca rispetto al ruolo <em>en travesti<\/em> di Paolo (affidato alla rivale Giulia Grisi). Capricci di soprani hanno cos\u00ec impedito alla storia del melodramma di annoverare un vero gioiello, oggi restituito al vivo ascolto grazie all\u2019ottimo lavoro musicologico di Elisabetta Pasquini, curatrice dell\u2019edizione critica basata sull\u2019autografo che si conserva presso il Museo internazionale e Biblioteca della musica di Bologna. La stesura di <em>Francesca da Rimini<\/em> (ultimi mesi del 1830) fu contemporanea a quelle di<em> Sonnambula<\/em> e di <em>Anna Bolena<\/em>, ma rispetto a Bellini e Donizetti, Mercadante parve contrarre un debito maggiore con l\u2019eredit\u00e0 stilistica rossiniana. I diciassette numeri che compongono la partitura seguono infatti in modo ferreo lo standard compositivo in quattro sezioni (tempo d\u2019attacco, cantabile, tempo di mezzo, stretta) che Rossini codific\u00f2 e che i suoi epigoni elessero a modello stereotipato (tanto che nel 1859 il critico verdiano Abramo Basevi lo definir\u00e0 \u201csolita forma\u201d). Con melodrammi quali <em>Il giuramento <\/em>(1837) e <em>Il bravo <\/em>(1839), sar\u00e0 lo stesso Mercadante a voler rompere tali griglie morfologiche, in linea con quanto fece Donizetti prima e Verdi poi. La <em>Francesca<\/em> tuttavia appartiene a una stagione ancora ibrida tra l\u2019ultimo Rossini e il primo Verdi, contrassegnata da un artigianato operistico all\u2019insegna della serialit\u00e0 formale e dell\u2019esibizione belcantistica. Di questo aspetto <strong>Pier Luigi Pizzi<\/strong>, qui nelle vesti di regista, scenografo e costumista, \u00e8 parso essere ben consapevole tanto che ha scelto di collocare intorno all\u2019orchestra una passerella da sfilata di moda sulla quale la primadonna, l\u2019<em>en travesti<\/em> e il tenore hanno dato sfoggio della loro bravura nei cantabili e nelle cabalette, avvicinandosi al pubblico in modo accattivante (ma che per i giovani interpreti poteva risultare inibente e comunque insidioso avendo alle spalle il direttore). Il rischio che, dopo tre ore e mezza di spettacolo, questo meccanismo scenico potesse saturare l\u2019interesse dell\u2019ascoltatore, \u00e8 stato evitato grazie all\u2019affascinante movimento degli enormi drappeggi neri affissi alle quinte e dei morbidi tessuti dei costumi (bianchi e neri per coristi, danzatori e personaggi comprimari, amaranto per Francesca, zaffiro per Paolo, ambra\u00a0 per Lanciotto, malva per Guido) continuamente mossi dal vento, allusivo a quella \u201cbufera infernal che mai non resta\u201d di dantesca memoria, cifra visiva dell\u2019immaginario legato alla storia di Paolo e Francesca (complici le incisioni di Gustave Dor\u00e9 del 1861). La suggestione di una scena lasciata completamente vuota e buia, ha indotto il pubblico a credere che l\u2019ondeggiare dei veli seguisse le dinamiche affettive del dramma inscenato restituendone l\u2019intima tensione. A completare l\u2019intensit\u00e0 emozionale della raffinatissima regia di Pizzi ha concorso la coreografia di <strong>Gheorghe Iancu<\/strong> che ha arricchito i pezzi corali e reso memorabile il momento topico della lettura del libro \u201cgaleotto\u201d grazie a una controscena dove i danzatori <strong>Letizia Giuliani<\/strong> e <strong>Francesco Marzola<\/strong> impersonavano Lancillotto e Ginevra, ma al tempo stesso Paolo e Francesca, plumbei e spettrali, gi\u00e0 proiettati nel vortice infernale. La gestualit\u00e0 dei corpi e la plasticit\u00e0 delle stoffe mosse dal vento, da sole hanno dunque dato corpo teatrale a una drammaturgia in verit\u00e0 assai statica (Romani non cre\u00f2 l\u2019opportuna tensione per il finale secondo che replicava la situazione di chiusura del primo atto), la cui ragion d\u2019essere risiedeva nel fornire agli artisti \u201cdi cartello\u201d ingaggiati a Madrid nella stagione 1830-31 (Adelaide Tosi, Concepci\u00f2n Lied\u00f2, Ignazio Pasini, Luigi Maggiorotti) le occasioni per esibire la propria perizia canora. Il giovane e ottimo cast ha saputo raccogliere il lascito di quegli interpreti per i quali Mercadante immagin\u00f2 le sue note. <strong>Leonor Bonilla<\/strong> ha una splendida voce, filati deliziosi, timbro cristallino negli acuti (che col tempo diventer\u00e0 ancor pi\u00f9 rotondo) e scioltezza nelle agilit\u00e0, ottima dizione, intensit\u00e0 attoriale (e competenza nella danza: la scena I.10 la vede infatti alle prese con passi coreografici complessi). Memorabili le sue arie sostenute dall\u2019arpa (scena I.4) e dal corno inglese (scena II.3) concertanti. <strong>Aya Wakizono<\/strong>, mezzosoprano giapponese dal colore vocale preziosissimo, affronta con maturit\u00e0 vocale e attoriale la difficile parte en travesti di Paolo, insidiosa per le colorature acute e per la tessitura che insiste sulle zone centrali e di passaggio. Straordinaria la prova del tenore turco <strong>Mert S\u00fcng\u00fc <\/strong>che si trovava ad interpretare una parte ambigua, da un lato il tenore di grazia rossiniano (quando non mozartiano), dall\u2019altro il tenore lirico drammatico dell\u2019operismo romantico. Lodevole la sua attenzione alle nuances nei piano e alle brevi messe di voce, come pure il suo coraggio nell\u2019affrontare di sbalzo i sovracuti. La parte di Lanciotto era il perno attorno al quale ruotava il congegno drammatico ideato da Romani e S\u00fcng\u00fc la interpreta senza alcun calo di tensione e con ottima presenza scenica. Molto buono anche il basso <strong>Antonio di Matteo<\/strong> che ha ben saputo caratterizzare il personaggio di Guido, non gratificato di un\u2019aria ma decisivo nei brani a pi\u00f9 voci per conferire il tono di gravit\u00e0 solenne e l\u2019aura sacrale connessa al ruolo di padre. Per le parti di fianco va notata la bella voce tenorile di <strong>Ivan Ayon Rivas<\/strong> affiancato dalla pi\u00f9 che dignitosa Isaura di <strong>Larisa Martinez<\/strong>. Ottima la preparazione del coro, notevole specialmente per la brillantezza dei tenori, curata da <strong>Cornel Groza<\/strong>. Impeccabile la direzione di <strong>Fabio Luisi<\/strong> alla guida di una quanto mai nutrita <strong>Orchestra Internazionale d\u2019Italia<\/strong>. Nella sua partitura madrilena Mercadante diede in pi\u00f9 occasioni prova di essere un orchestratore sapiente (a tratti accademico) e oltre alle arie con strumenti concertanti dissemin\u00f2 la <em>Francesca<\/em> di passaggi imitativi e di contrappunti timbrici in tutto simili a quelli belliniani. Luisi \u00e8 stato capace di evidenziare tali preziosismi senza mai perdere il contatto con il palcoscenico: precisissimo nel dare ogni attacco a cantanti e coristi, ha mantenuto una tensione nelle dinamiche e una coerenza nel fraseggio davvero invidiabili. Non ha stupito che a lui siano andati gli applausi pi\u00f9 calorosi del folto pubblico martinese, estasiato per questa prima rappresentazione assoluta che ancora una volta conferma quanto inadeguata sia la distinzione tra operisti \u201cmaggiori\u201d e \u201cminori\u201d che certa storia del melodramma continua ad imporre. <em>Foto Conserva<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Martina Franca, Palazzo Ducale, 2 agosto 2016 \u201cFRANCESCA DA RIMINI\u201d Dramma per musica, libretto di Felice Romani Musica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":85757,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[16570,13549,14400,14577,14583,1683,13256,271,16713,4009,16275,16714,13827,2406,560,10287,145,6106,8239,1484,228],"class_list":["post-85751","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-42-festival-della-valle-ditria","tag-antonio-di-matteo","tag-aya-wakizono","tag-cornel-groza","tag-coro-della-filarmonica-di-stato-transilvania-di-cluj-napoca","tag-fabio-luisi","tag-felice-romani","tag-francesca-da-rimini","tag-francesco-marzola","tag-gheorghe-iancu","tag-ivan-ayon-rivas","tag-larisa-martinez","tag-leonor-bonilla","tag-letizia-giuliani","tag-martina-franca","tag-mert-sungu","tag-opera-lirica","tag-orchestra-internazionale-ditalia","tag-palazzo-ducale","tag-pier-luigi-pizzi","tag-saverio-mercadante"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85751","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85751"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85751\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85752,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85751\/revisions\/85752"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/85757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85751"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85751"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85751"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}