{"id":85872,"date":"2016-08-19T21:34:01","date_gmt":"2016-08-19T19:34:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=85872"},"modified":"2016-12-07T02:24:21","modified_gmt":"2016-12-07T01:24:21","slug":"pesaro-27-rossini-opera-festival-hommage-a-nourrit-con-michael-spyres","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/pesaro-27-rossini-opera-festival-hommage-a-nourrit-con-michael-spyres\/","title":{"rendered":"Pesaro, 37\u00b0 Rossini Opera Festival: \u201cHommage \u00e0 Nourrit\u201d con Michael Spyres"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pesaro, Teatro Rossini &#8211; Rossini Opera Festival, XXXVII edizione<\/em><br \/>\n<strong>\u201cHommage \u00e0 Nourrit\u201d<\/strong><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica G. Rossini<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>David Parry<\/strong><br \/>\nTenore <strong>Michael Spyres<\/strong><br \/>\n<em>Luigi Cherubini<\/em> : <em>Al\u00ec Bab\u00e0<\/em>, R\u00e9cit \u00abC\u2019en est donc fait!\u00bb et Romance \u00abC\u2019est de toi, ma D\u00e9lie\u00bb<br \/>\n<em>Gioachino Rossini<\/em> : <em>Le comte Ory<\/em>, \u00abQue les destins prosp\u00e8res\u00bb &#8211; <em>Guillaume Tell<\/em>, R\u00e9citatif \u00abNe m\u2019abandonne point\u00bb et Air \u00abAsile h\u00e9reditaire\u00bb<br \/>\n<em>Daniel-Fran\u00e7ois Auber<\/em> : <em>Gustave III<\/em>, \u00abOh, vous, par qui ma vie\u00bb &#8211; <em>Le Philtre<\/em>, Ouverture &#8211; <em>La muette de Portici<\/em>, Air \u00abQue voi-je\u00bb et Cavatine \u00abDu pauvre seul ami\u00bb &#8211; <em>Le philtre<\/em>, \u00abPhiltre divin!\u00bb<br \/>\n<em>Jacques-Fromental Hal\u00e9vy<\/em> : <em>La Juive<\/em>, \u00abRachel, quand du Seigneur\u00bb<br \/>\n<em>Giovanni Pacini<\/em> : <em>Stella di Napoli<\/em>, Sinfonia<br \/>\n<em>Gaetano Donizetti<\/em> : <em>Poliuto<\/em>, Scena \u00abVeleno \u00e8 l\u2019aura ch\u2019io respiro\u00bb e Aria \u00abFu macchiato l\u2019onor mio\u00bb<br \/>\n<em>Louis Niedermeyer<\/em> : <em>Stradella<\/em>, \u00abVoyageur \u00e0 qui Venise\u00bb<br \/>\n<em>Pesaro, 18 agosto 2016<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza tenorile di maggior spicco del ROF 2016 \u00e8 ovviamente quella di Juan Diego Fl\u00f3rez, che celebra il suo ventennale rapporto di collaborazione artistica nella citt\u00e0 in cui \u00e8 diventato vessillifero della tradizione rossiniana. Ma dopo di lui \u00e8 la volta di <strong>Michael Spyres<\/strong>, l\u2019altro tenore venuto di lontano (nato a Mansfield, nel Missouri) che a Pesaro ha debuttato soltanto nel 2012 come Baldassarre in un riuscitissimo <em>Ciro in Babilonia<\/em>; poi qui a Pesaro si \u00e8 distinto soprattutto come Rodrigo nella <em>Donna del lago<\/em> (2013), divenuto punto forte del suo repertorio (alla Scala, alla Royal Opera House e adesso di nuovo al ROF). <strong>Spyres \u00e8 tenore acutissimo, capace di conservare l\u2019impostazione di grazia anche nei virtuosismi pi\u00f9 impervi; detto con il lessico tecnico della tradizione, appartiene alla categoria delle <em>hautes-contre<\/em>, ossia del tenore contraltino di tradizione francese<\/strong>. Per questo motivo, oggi nessuno meglio di lui potrebbe rendere omaggio ad Adolphe Nourrit (1802-1839), lo sfortunato tenore che cre\u00f2 numerosi ruoli rossiniani, in una stagione in cui tecnica vocale e gusto del pubblico mutavano troppo rapidamente perch\u00e9 il singolo artista sapesse adattarvisi senza ripercussioni pericolose. Dopo essere stato per una quindicina di anni l\u2019idolo del pubblico dell\u2019Op\u00e9ra, Nourrit usc\u00ec infatti sconfitto dal confronto con il rampante Gilbert Duprez, sperimentatore di un\u2019emissione degli acuti del tutto nuova, drammatica, mordace, aggressiva, lontana dal falsettone del passato; la depressione in cui cadde il tenore lo spinse addirittura al suicidio, a Napoli, quando la censura borbonica viet\u00f2 le rappresentazioni del <em>Poliuto<\/em> che Donizetti aveva scritto per lui.<br \/>\nL\u2019<em>Hommage \u00e0 Nourrit<\/em> programmato dal ROF 2016 non \u00e8 dunque soltanto un <em>recital<\/em>, ma un interessantissimo compendio di storia della vocalit\u00e0, perch\u00e9 Spyres canta le arie principali dalle opere che Cherubini, Rossini, Auber, Hal\u00e9vy, Donizetti e Niedermayer scrissero per lui (manca Meyerbeer, purtroppo, ma non si poteva pretendere che un solo cantante riproponesse in un\u2019unica occasione tutto il repertorio francese; gi\u00e0 cos\u00ec il programma costituisce un\u2019autentica fatica erculea). Si inizia con un brano che \u00e8 tutt\u2019un graduale crescendo verso l\u2019acuto, come la romanza di Nadir \u00abC\u2019est de toi, ma D\u00e9lie\u00bb dall\u2019<em>Al\u00ec Bab\u00e0<\/em> di Cherubini (opera del 1833), e la voce si presenta da subito omogenea e ferma al pari dell\u2019intonazione. Nel <em>Comte Ory<\/em> di Rossini (1828) l\u2019emissione galleggia sul fiato, e il pubblico comincia a compiacersi di tale naturalezza (decisamente pi\u00f9 spontanea rispetto alla prova pur ragguardevole della <em>Donna del lago<\/em>). Timbricamente molto bella, la voce di Spyres si fa apprezzare perch\u00e9 duttile e mobile nella proiezione, ancorch\u00e9 caratterizzata da un unico, luminoso colore; i passaggi di agilit\u00e0 a volte potrebbero essere pi\u00f9 curati, ma soltanto nell\u2019appoggio del suono, perch\u00e9 il resto \u00e8 perfetto. Nella buona cantabilit\u00e0 del <em>Gustave III<\/em> di Auber (1833) emerge un\u2019impostazione molto francese, forse un po\u2019 <em>d\u2019antan<\/em>, ma che non guasta nella celebrazione di un tenore simbolo della tradizione gi\u00e0 negli anni Trenta dell\u2019Ottocento; l\u2019appoggio della voce, tanto per intendersi, \u00e8 collocato in un punto tra naso e testa, che frutta un suono di grande suggestione, in particolare nel registro acuto. Con <em>La muette de Portici<\/em> (1828) e l\u2019aria di Masaniello Spyres inizia a porgere una serie di prodezze: messe di voce impegnative, alleggerimenti del fiato, acuti a ventaglio in pianissimo; nulla di pi\u00f9 delizioso per le orecchie degli appassionati belcantistici, che a loro volta manifestano un entusiasmo sempre pi\u00f9 accentuato. Il tenore ricambia ancora, oltre che con la tecnica, con un\u2019<em>allure<\/em> di simpatia e di giovialit\u00e0, tradotte anche nella cantabilit\u00e0 di <em>Le Philtre<\/em> (sempre di Auber, del 1831). Il concertatore \u00e8 un protagonista delle riscoperte teatrali del repertorio melodrammatico come <strong>David Parry<\/strong>, alla guida della giovane <strong>Orchestra G. Rossini<\/strong>; nell\u2019<em>ouverture<\/em> di <em>Le Philtre<\/em>, tutta esotismi e sonagli frullanti, qualche piccolo stridore non guasta la freschezza complessiva dell\u2019<em>ensemble<\/em>, che ricostruisce assai bene le sonorit\u00e0 e il gusto del teatro musicale di primo XIX secolo.<br \/>\nSi diceva di un\u2019impostazione molto francese dell\u2019emissione; ebbene, l\u2019aria centrale di <em>Guillaume Tell<\/em> (1829), con i suoi difficili attacchi in acuto, storna ogni sospetto di risonanze nasali; piuttosto, se si volesse a ogni costo rintracciare qualche leggerissimo difetto di intonazione, bisogner\u00e0 cercarlo in alcune scale discendenti. Ma i punti di forza sono pi\u00f9 imponenti, come il sicurissimo fraseggio della lingua francese, che risalta nella cabaletta dell\u2019ultima opera rossiniana, pur staccata con un tempo molto rapido da Parry (e punteggiata da un corno fastidiosamente abrasivo); acuto finale (il temuto do) forse non del giusto ordine di grandezza, ma sicuramente pi\u00f9 che corretto. Nella <em>Juive<\/em> (pare che il celebre testo dell\u2019aria \u00abRachel, quand du Seigneur\u00bb si debba allo stesso Nourrit) la voce comincia ad assumere un timbro pi\u00f9 virile, recuperando anche slancio nella nuova cabaletta: ed \u00e8 la pagina pi\u00f9 applaudita dell\u2019intero <em>recital<\/em>. L\u2019insistenza su di un\u2019espressivit\u00e0 virile anche nel <em>Poliuto<\/em> (composto, ma non rappresentato, nel 1838) rende ragione della qualit\u00e0 del concerto, davvero pensato come piccola storia della vocalit\u00e0 tenorile in un mannello di pochi anni. Sembra gi\u00e0 un brioso <em>bis<\/em> la barcarola \u00abVoyageur \u00e0 qui Venise\u00bb da <em>Stradella<\/em> di Niedermeyer (unico pezzo che Spyres controlla sullo spartito, tutto quanto precede \u00e8 cantato a memoria, irreprensibilmente); invece \u00e8 lo storico-filologico suggello del programma, perch\u00e9 quello di Alessandro Stradella fu l\u2019ultimo ruolo creato per Nourrit nel periodo parigino; era il 3 marzo 1837, lo stesso anno in cui inizi\u00f2 il fatale duello con Duprez, a colpi di acuti tanto diversamente modulati &#8230; Prima di questo nono brano del <em>tour de force<\/em> Spyres prende la parola, saluta il pubblico con il tono gaio e apparentemente frivolo del valzer di Niedermeyer, e accenna appena, con garbata reticenza, all\u2019epilogo tragico della vita di Nourrit. Del resto, tra le acclamazioni di tutto il Teatro Rossini, non c\u2019\u00e8 dubbio che l\u2019eredit\u00e0 vocale dell\u2019antico contraltino si sia conservata molto bene, e che riproporla oggi desti ancora un interesse altissimo, oltre che un piacere puro e prolungato.\u00a0\u00a0 <em>Foto \u00a0Studio Amati Bacciardi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pesaro, Teatro Rossini &#8211; Rossini Opera Festival, XXXVII edizione \u201cHommage \u00e0 Nourrit\u201d Orchestra Sinfonica G. 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