{"id":85880,"date":"2016-08-19T23:29:05","date_gmt":"2016-08-19T21:29:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=85880"},"modified":"2016-12-06T21:11:21","modified_gmt":"2016-12-06T20:11:21","slug":"pesaro-37-rossini-opera-festival-la-donna-del-lago","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/pesaro-37-rossini-opera-festival-la-donna-del-lago\/","title":{"rendered":"Pesaro, 37\u00b0 Rossini Opera Festival: &#8220;La donna del lago&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Adriatic Arena,\u00a0Pesaro, 37\u00b0 Rossini Opera Festival<br \/>\n<\/em><strong>\u201cLA DONNA DEL LAGO\u201d<br \/>\n<\/strong>Melodramma in due atti di Andrea Leone Tottola<br \/>\nMusica di <strong>Gioachino Rossini<br \/>\n<\/strong><em>Giacomo V-Uberto<\/em> JUAN DIEGO FLOREZ<br \/>\n<em>Duglas <\/em>MARKO MIMICA<br \/>\n<em>Rodrigo<\/em> MICHAEL SPYRES<br \/>\n<em>Elena<\/em> SALOME JICA<br \/>\n<em>Malcom <\/em>VARDUHI ABRAHAMYAN<br \/>\n<em>Albina <\/em>RUTH INIESTA<br \/>\n<em>Serano\/Bertram <\/em>FRANCISCO BRITO<br \/>\n<em>Elena anziana <\/em>GIUSI MERLI<br \/>\n<em>Malcom anziano <\/em>ALESSANDRO BALDINOTTI<br \/>\nOrchestra e coro del Teatro Comunale di Bologna<br \/>\nDirettore <strong>Michele Mariotti<br \/>\n<\/strong>Maestro del coro<strong> Andrea Faidutti<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Damiano Michieletto<br \/>\n<\/strong>Scene <strong>Paolo Fantin<br \/>\n<\/strong>Progetto luci <strong>Alessandro Carletti<br \/>\n<\/strong>Costumi<strong> Klaus Bruns<br \/>\n<\/strong><em>Pesaro,<\/em><em> 14<\/em><em> agosto 2016<br \/>\n<\/em><em>La<\/em><em> donna<\/em><em> del<\/em><em> lago<\/em> \u00e8 una delle opere pi\u00f9 frequentate dal Rossini Opera Festival, quest&#8217;anno alla sua quinta presenza in cartellone.\u00a0Nel 1819 Rossini, bench\u00e9 avesse solo ventisette anni di et\u00e0, si trovava nella piena maturit\u00e0 artistica, al termine di quella fase di lavoro forsennato che gli aveva permesso di sfornare tre, anche quattro opere all&#8217;anno, ventisette in undici anni di attivit\u00e0, prima che, dal 1820 in avanti, il ritmo si diradasse, fino al prematuro &#8216;pensionamento&#8217; nel 1829.\u00a0A questo punto del percorso si situa <em>La<\/em><em> donna<\/em><em> del<\/em><em> lago<\/em>, opera in genere considerata avanzata &#8216;ideologicamente&#8217;, rispetto all&#8217;epoca e rispetto al resto della produzione rossiniana: il soggetto, tratto da un poema dello stesso Walter Scott, fonte di tanti spunti melodrammatici tra cui la Lucia di Lammermoor, appare percorso gi\u00e0 da fremiti e inquietudini protoromantiche e <em>st<\/em><em>\u00fcrmer<\/em>, per l&#8217;intrigo amoroso che si fonde con i contrasti politici, per le atmosfere brumose dell&#8217;ambientazione lacustre scozzese, soprattutto per un diffuso senso di struggimento, di amore inappagato, di passione compressa.\u00a0Ma <em>La<\/em><em> donna<\/em><em> del<\/em><em> lago<\/em> \u00e8 opera coronata da un canonico lieto fine: i ribelli ottengono il perdono e gli innamorati si avviano a convolare a nozze; da dove viene dunque, in cosa consiste la <em>Sehnsucht<\/em> che circola nell&#8217;opera e si insinua nei cuori dei protagonisti?\u00a0Proprio a questo senso sottile e misterioso di malessere, mai espresso, soltanto alluso da certi fremiti, certe sospensioni, certi abbandoni della musica di Rossini, si propone di dar corpo ed evidenza questa messa in scena dovuta a <strong>Damiano<\/strong><strong> Michieletto<\/strong>, uno dei registi italiani oggi pi\u00f9 affermati, pi\u00f9 volte presente al ROF. \u00a0Per far questo, <strong>Michieletto<\/strong> per l&#8217;ennesima volta racchiude l&#8217;opera in una cornice: la &#8216;vita reale&#8217; \u00e8 mostrata all&#8217;inizio e alla fine dello spettacolo, tutto quello che sta in mezzo, ovvero tutto lo svolgimento dell&#8217;opera, \u00e8 una <em>r<\/em><em>\u00eaverie<\/em>, un sogno ad occhi aperti di una mente non sappiamo quanto lucida e quanto indebolita dalla vecchiaia.\u00a0In un salottino borghese \u2013 ci troviamo all&#8217;incirca negli anni &#8217;40 \u2013 c&#8217;\u00e8 una coppia di anziani coniugi, Elena e Malcom ormai al tramonto della loro esistenza; sul tavolo c&#8217;\u00e8 la foto incorniciata di re Giacomo ritratto da giovane, ormai probabilmente passato a miglior vita, tanto che Elena ne adorna affettuosamente l&#8217;immagine di fiori freschi; il marito ha un impeto di gelosia e rovescia il vaso. La poca acqua versata si moltiplica, gronda dal tavolino ed Elena in una sorta di trance la raccoglie avidamente nel cavo delle mani, la beve, si bagna il viso, i capelli, la veste; quest&#8217;accesso di nostalgia del passato e della vita sul lago d\u00e0 inizio all&#8217;azione, ovverosia al sogno. \u00a0Il salotto scompare, ci troviamo dentro la casa dei Duglas completamente in rovina, circondata dai canneti che alludono alla presenza del lago, inizia l&#8217;Opera e il personaggio di Elena anziana si aggira, assiste ai fatti che accadono a se stessa da giovane, interagisce come una presenza silenziosa e invisibile, segue l&#8217;azione perfettamente conscia di ci\u00f2 che sta per succedere, come se avesse rivissuto mille volte nella sua memoria quegli eventi e ora si accingesse a farlo ancora, sempre coinvolta emotivamente allo stesso modo. Anche Malcom anziano compare a tratti in scena, fremendo di disappunto ogni volta che ad Elena si avvicinano il re Giacomo o Rodrigo, i suoi rivali.\u00a0Alla fine dell&#8217;Opera ricompare il salotto, Malcom, interpretato dal bravo attore <strong>Alessandro Baldinotti<\/strong>, sembra pacificato, forse aver ripercorso quei fatti lontani lo ha rassicurato, forse riesce ad accettare; l&#8217;amore o la vecchiaia hanno spento la gelosia.\u00a0Il concetto \u00e8 espresso in maniera chiara, fin troppo didascalica: tra Elena e Uberto-Giacomo c&#8217;\u00e8 stato qualcosa, forse lei ha corrisposto per un momento all&#8217;amore del re, forse c&#8217;\u00e8 stato persino di pi\u00f9: una fugace unione fisica? Il ricordo di quell&#8217;incontro continua a suscitare teneri ricordi in lei e dolore nel marito.\u00c8 una lettura legittima, la musica incoraggia a pensare che i casti accenti scambiati tra Elena e Uberto facciano leggere in trasparenza una tenerezza venata di passione; il modo in cui questa idea \u00e8 svolta lascia in pi\u00f9 punti perplessi.\u00a0Intanto perch\u00e9 per una volta si potrebbe pensare di affidare alla regia il compito di comunicare o far intuire tutte le ambiguit\u00e0, i sottintesi, le intenzioni inespresse, restando dentro la vicenda, semplicemente tramite la recitazione, i movimenti dei personaggi, il trucco, i costumi, senza ricorrere sistematicamente alla &#8216;spiegazione&#8217;, al meccanismo della storia dentro la storia, del personaggio che dal di fuori rivive, sogna o immagina ci\u00f2 che va in scena.\u00a0Poi bisogna dire che le due presenze silenziose ingombrano e anche parecchio, spesso distraendo. Gran parte delle azioni che compiono sono di significato piuttosto oscuro o, al contrario, talmente evidente da sfiorare la banalit\u00e0; lei in particolare, una bravissima e indomita <strong>Giusi<\/strong> <strong>Merli<\/strong>, praticamente sempre presente in scena, fa cose bizzarre: si corica accanto ad Elena giovane, le acconcia i capelli, si sdraia bocconi sul suo abito da sposa, si immerge integralmente nel lago continuando la recita tutta gocciolante&#8230; Perch\u00e9?<br \/>\nVisivamente per\u00f2 la scena di <strong>Paolo<\/strong> <strong>Fantin<\/strong> \u00e8 bellissima, tutto \u00e8 curato minuziosamente, in un accordo di forme e colori, legni, tessuti, vegetazione di grande misura ed equilibrio, con un modo di rappresentare la rovina, la decadenza materiale che immediatamente introduce all&#8217;atmosfera di prostrazione e di sacrificio. Di grande impatto e funzionalit\u00e0 sono le luci di <strong>Alessandro<\/strong> <strong>Carletti<\/strong> nel suggerire atmosfere, sottolineando talvolta con grande veemenza certi particolari momenti. \u00a0I costumi di <strong>Klaus<\/strong> <strong>Bruns<\/strong> sono piuttosto atemporali \u2013 l&#8217;azione dovrebbe essere stata trasportata intorno alla fine dell&#8217;800 \u2013 e sembra vogliano sottolineare con la generale cupezza dei colori degli abiti maschili la brutalit\u00e0 delle fazioni in guerra; si contrappongono a questi i toni chiari e le forme aggraziate del costume di Elena e la lucida marsina di seta azzurra del re Giacomo.\u00a0Venendo al cast \u00e8 d&#8217;obbligo segnalare, nello scontro tra Rodrigo di Dhu e Giacomo V-Uberto, l&#8217;incontro tra due grandissimi protagonisti: <strong>Michael<\/strong> <strong>Spyres<\/strong> e <strong>Juan<\/strong> <strong>Diego<\/strong> <strong>Florez,<\/strong> che esemplificano, in maniera oggi senza possibili paragoni, le due vocalit\u00e0 tenorili dell&#8217;opera seria rossiniana.\u00a0Spyres impersona in Rodrigo il personaggio altero, tracotante, violento, affidato al baritenore, Florez l&#8217;amoroso gentile, nobile e senza macchia affidato alla voce chiara e lucente del re Giacomo sotto le mentite spoglie di Uberto di Snowdon, tenore contraltino di grazia.\u00a0<strong>Michael<\/strong> <strong>Spyres<\/strong> sino dal suo ingresso impressiona per l&#8217;ampiezza e il volume veramente imponente, unito alla selvaggia imponenza scenica, del suo registro centrale e per la facilit\u00e0 e sonorit\u00e0 della discesa alle note gravi, proprie del registro baritonale; ma desta ammirazione anche la facilit\u00e0 e la foga con la quale attinge i vertici del pentagramma con note acute e sopracute molto pi\u00f9 sottili e chiare, emesse in suono misto, nondimeno lucenti e quasi sempre penetranti.\u00a0Il settore centrale presenta qualche granulosit\u00e0, non \u00e8 del tutto levigato, il che espressivamente non turba la raffigurazione di un personaggio tanto fiero quanto iracondo; del resto \u00e8 quasi inevitabile che una vocalit\u00e0 cos\u00ec estrema presenti nel medium i suoni pi\u00f9 laboriosi, se non deboli. Tuttavia risulta magnifico l&#8217;impeto spericolato, al quale la padronanza delle agilit\u00e0 pi\u00f9 rapide, anche di sbalzo, conferisce completezza.\u00a0<strong>Juan<\/strong> <strong>Diego<\/strong> <strong>Florez<\/strong> offre una raffigurazione ormai classica di un personaggio affrontato in tante occasioni e di conseguenza rifinito in tutti i suoi aspetti.\u00a0Con venti anni di carriera sulle spalle lo strumento di Florez, al netto di una nasalit\u00e0 un pochino invadente, \u00e8 compatto, omogeneo e luminoso; il registro centrale ha acquistato colore e spessore, il registro acuto \u00e8 sempre timbrato e limpido; probabilmente la salita non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec facile come un decennio fa, qualche acuto estremo denuncia un minimo di spinta, ma sono cambiamenti fisiologici di poco conto in una voce cos\u00ec sana da consentirgli di affrontare ad altissimo livello un ruolo lungo, impervio, nel complesso piuttosto pauroso quale quello di Giacomo V; in pi\u00f9 sembra oggi aumentata la capacit\u00e0 e la propensione al canto sfumato, all&#8217;uso di piani e pianissimi, mentre eccellenti, da vero specialista, continuano ad essere le agilit\u00e0. La sua aria \u201cO fiamma soave\u201d scatena giustamente l&#8217;entusiasmo del pubblico. \u00a0Tra due antagonisti di tale spessore il Malcom di <strong>Varduhi<\/strong> <strong>Abrahamyan<\/strong> non sfigura affatto e non era facile impresa, dal momento che la giovane cantante armena possiede un strumento di mezzosoprano che d\u00e0 il meglio in zona medio alta. Tuttavia l&#8217;ottima emissione unita al timbro pregevole, dotato di buon volume, le consente di percorrere con morbidezza tutta la sua estensione e di venire a capo con onore della scrittura del suo personaggio. Evitando di aprire e di spingere, mantiene il suono dolce e omogeneo, sempre corposo e presente grazie alla efficace proiezione.\u00a0Il fisico imponente a la statura la aiutano a portare in scena il personaggio maschile di giovane amoroso al quale presta accenti caldi e appassionati, con una partecipazione emotiva che si mantiene sempre entro una linea nobile. Il pubblico la capisce e la gratifica con ovazioni pari a quelle riservate ai due &#8216;divi&#8217;.\u00a0<strong>Salome<\/strong> <strong>Jicia <\/strong>\u00e8 dotata di un buono strumento, sufficientemente sonoro, canta tutte le sue note senza problemi, ha una bella presenza scenica; probabilmente le manca un po&#8217; di sicurezza e di confidenza con il ruolo, denuncia un certo nervosismo che si riflette anche sull&#8217;emissione, affetta qua e l\u00e0 da qualche suono querulo o vetroso. Non \u00e8 facile dire se questa raffigurazione di un&#8217;Elena costantemente inquieta o &#8216;sulle spine&#8217; sia una scelta interpretativa, magari concordata all&#8217;interno di una visione generale che tende a sottolineare gli aspetti protoromantici dell&#8217;Opera, oppure sia semplicemente dovuta ad un po&#8217; di emozione che trattiene e occulta la personalit\u00e0 della cantante.\u00a0<strong>Marko Mimica<\/strong>, Duglas, appare artisticamente e vocalmente cresciuto rispetto alla prestazione dello scorso anno come Podest\u00e0 nella <em>Gazza ladra; <\/em>disegna un Duglas fiero e sufficientemente autorevole grazie alla propriet\u00e0 dell&#8217;azione scenica e al timbro sonoro che appare pi\u00f9 scurito che naturalmente scuro, e questo forse \u00e8 il nodo che rimane da sciogliere nella sua vocalit\u00e0.\u00a0<strong>Ruth Iniesta<\/strong>, Albina, usa con propriet\u00e0 una voce lirica, di peso medio e di bel timbro; <strong>Francisco Brito<\/strong>, impegnato in due ruoli, Serano e Bertram, ha un bel timbro, pieno e brunito, non valorizzato dall&#8217;emissione nasale.\u00a0L&#8217;<strong>Orchestra e il coro del Teatro comunale di Bologna<\/strong> offrono una prova ottima, un suono lucido, compatto, direi all&#8217;occorrenza commosso, sotto la direzione di <strong>Michele Mariotti<\/strong>, trionfatore della serata a fianco del \u201cterzetto dei pretendenti\u201d. Il giovane direttore dimostra una comprensione e una confidenza con la partitura di tutto rispetto, che coniuga la cura del dettaglio alla continuit\u00e0 di tono. Come detto in precedenza si ha l&#8217;impressione che la lettura generale tenda a sottolineare \u2013 o a ipotizzare? &#8211; anche nella scrittura musicale aspetti anticipatori di un clima romantico certamente presenti nel soggetto; in ogni caso siamo in presenza di una interpretazione molto interessante, dalla tenuta costante con momenti di notevole bellezza: cito tra i tanti il Duetto Uberto-Elena del I Atto, il coro del <em>clan<\/em> \u201cQual rapido torrente\u201d con il successivo ingresso di Rodrigo, condotto con piglio energico ma non bandistico, l&#8217;accompagnamento morbidissimo ed elastico dell&#8217;aria \u201cO fiamma soave\u201d, tutta la II scena del II Atto fino alla sfida a duello tra Uberto e Rodrigo.\u00a0Il pubblico che riempiva ogni poltrona dell&#8217;Adriatic Arena ha riservato applausi e ovazioni lunghe e convinte a tutti i protagonisti e al direttore, esplodendo di giubilo alle uscite di <strong>Juan Diego Florez<\/strong>. <em>Foto Amati Bacciardi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Adriatic Arena,\u00a0Pesaro, 37\u00b0 Rossini Opera Festival \u201cLA DONNA DEL LAGO\u201d Melodramma in due atti di Andrea Leone Tottola [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":497,"featured_media":85883,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[16785,14650,16797,7212,2377,923,6148,143,16798,123,13982,3935,9478,2399,791,145,6143,1948,13498,8737,4779],"class_list":["post-85880","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-37-rossini-opera-festival","tag-adriatic-arena","tag-alessandro-baldinotti","tag-alessandro-carletti","tag-andrea-faidutti","tag-damiano-michieletto","tag-francisco-brito","tag-gioachino-rossini","tag-giusi-merli","tag-juan-diego-florez","tag-klaus-bruns","tag-la-donna-del-lago","tag-marko-mimica","tag-michael-spyres","tag-michele-mariotti","tag-opera-lirica","tag-orchestra-e-coro-del-teatro-comunale-di-bologna","tag-paolo-fantin","tag-ruth-iniesta","tag-salome-jicia","tag-varduhi-abrahamyan"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/497"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85880"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85884,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85880\/revisions\/85884"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/85883"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}