{"id":85896,"date":"2016-08-21T13:10:15","date_gmt":"2016-08-21T11:10:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=85896"},"modified":"2016-12-07T02:19:56","modified_gmt":"2016-12-07T01:19:56","slug":"pesaro-37-rossini-opera-festival-florez-20","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/pesaro-37-rossini-opera-festival-florez-20\/","title":{"rendered":"Pesaro, 37\u00b0 Rossini Opera Festival: \u201cFl\u00f3rez 20\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pesaro, Adriatic Arena &#8211; Rossini Opera Festival, XXXVII edizione<\/em><br \/>\n<strong>\u201cFl\u00f3rez 20\u201d<\/strong><br \/>\n<strong>Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Christopher Franklin<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Andrea Faidutti<\/strong><br \/>\nTenore <strong>Juan Diego Fl\u00f3rez<\/strong><br \/>\ncon la amichevole partecipazione di <strong>Chiara Amar\u00f9, Ruth Iniesta, Salome Jicia, Cecilia Molinari, Marina Monz\u00f3, Pretty Yende, Nicola Alaimo, Marko Mimica, Pietro Spagnoli, Michael Spyres<\/strong><br \/>\n<em>Gioachino Rossini<\/em> : <em>Il signor Bruschino<\/em>, Sinfonia e Duetto \u00abQuant\u2019\u00e8 dolce a un\u2019alma amante\u00bb &#8211; <em>Otello<\/em>, Sinfonia e duetto \u00abNo, non temer\u00bb &#8211; <em>Le<\/em> <em>comte<\/em> <em>Ory<\/em>, Duo \u00abAh! quel respect, Madame\u00bb &#8211; <em>Zelmira<\/em>, Concertato del finale I \u00abLa sorpresa &#8230; lo stupore\u00bb &#8211; <em>Il<\/em> <em>barbiere<\/em> <em>di<\/em> <em>Siviglia<\/em>, Sinfonia e Aria \u00abCessa di pi\u00f9 resistere\u00bb &#8211; <em>La<\/em> <em>donna<\/em> <em>del<\/em> <em>lago<\/em>, Terzetto \u00abVincesti &#8230; addio!\u00bb &#8211; <em>La<\/em> <em>Cenerentola<\/em>, Sinfonia e Duetto \u00abTutto \u00e8 deserto &#8211; Un soave non so che\u00bb &#8211; <em>Il<\/em> <em>viaggio<\/em> <em>a Reims<\/em>, Sestetto \u00abZitti! &#8230; Non canta pi\u00f9\u00bb &#8211; <em>Matilde di Shabran<\/em>, Sinfonia e Quintetto \u00abSignor, men vado o resto?\u00bb &#8211; <em>Guillaume Tell<\/em>, Final IV \u00abTout change et grandit en ces lieux\u00bb<br \/>\n<em>Pesaro, 19 agosto 2016<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon fuggite, o lieti istanti, \/ della mia felicit\u00e0\u00bb. Nell\u2019edizione del 1996 un giovanissimo tenore peruviano sostitu\u00ec l\u2019ammalato interprete maschile della <em>Matilde di Shabran<\/em>, che il ROF riproponeva per la prima volta in et\u00e0 moderna. Non si tratt\u00f2 solo del salvataggio dello spettacolo, ma della rivelazione di <strong>Juan Diego Fl\u00f3rez<\/strong>, che non a caso si definisce artisticamente nato a Pesaro. Vent\u2019anni, e ventuno stagioni ormai compiute da quella del 1996, sono un tempo opportuno per tracciare un <em>r\u00e9sum\u00e9<\/em>, soprattutto in vista del futuro. Dieci opere interpretate al ROF, per un complesso di ventidue produzioni, tra novit\u00e0 e riprese, pi\u00f9 l\u2019anniversario del debutto; chi pensasse a una volont\u00e0 autocelebrativa sarebbe per\u00f2 in errore, perch\u00e9 Fl\u00f3rez non \u00e8 mai stato propenso agli atteggiamenti divistici autoreferenziali. Certo, \u201cFl\u00f3rez 20\u201d \u00e8 un titolo che non lascia dubbi su chi sia il protagonista dell\u2019evento, eppure \u00e8 sufficiente dare una scorsa al programma per apprezzarne la coralit\u00e0 della fisionomia, e concludere che l\u2019entit\u00e0 centrale \u00e8 quella di Rossini con la sua musica. Dieci numeri teatrali dalle dieci diverse opere che Fl\u00f3rez ha interpretato a Pesaro; di cinque l\u2019<strong>Orchestra del Teatro Comunale di Bologna<\/strong> esegue anche l\u2019<em>ouverture<\/em>; ma, in tutto questo, l\u2019unica aria veramente solistica \u00e8 quella dal <em>Barbiere di Siviglia<\/em>, perch\u00e9 gli altri pezzi sono duetti, terzetti, concertati con coro, fino al sublime finale del <em>Guillaume Tell<\/em>, nella cui grandezza armonica il concerto si conclude trionfalmente. E a dipanare il programma \u00e8 essenziale la partecipazione \u201camichevole\u201d (lo prescrive la locandina) di dieci colleghi, alcuni ormai molto celebri, <strong>Nicola Alaimo<\/strong> (attuale Geronio del <em>Turco in Italia<\/em>) o <strong>Michael Spyres<\/strong> (l\u2019altro tenore, che ha appena affiancato Fl\u00f3rez nella <em>Donna del lago<\/em>, e poi ha reso omaggio a Nourrit in un concerto tutto suo); avrebbe dovuto essere presente anche Olga Peretyatko, ma per problemi di salute \u00e8 stata sostituita da <strong>Ruth Iniesta <\/strong>e<strong> Marina Monz\u00f3<\/strong>, giovani soprani dell\u2019Accademia Rossiniana. Fl\u00f3rez attacca in pianissimo il duetto dal <em>Signor Bruschino<\/em>, con una <strong>Monz\u00f3<\/strong> un poco intimidita, ma poi la cifra della soavit\u00e0 si dispiega pienamente; ottimo Spyres come Iago nel duetto dell\u2019<em>Otello<\/em>, incantevoli gli armonici di <strong>Pretty Yende<\/strong> (il soprano del <em>Ciro in Babilonia<\/em>) nel duetto dal <em>Comte Ory<\/em>, molto interessante il vibrato della nuova esordiente <strong>Salome Jicia<\/strong> nel terzetto della <em>Donna del lago<\/em>, sempre magnifico da riascoltare, a due giorni di distanza dall\u2019opera completa; molto fresca e simpatica <strong>Chiara Amar\u00f9<\/strong> nel duetto della <em>Cenerentola<\/em>, e cos\u00ec via per gli altri. Insomma, una grande festa teatrale, intervallata dai momenti strumentali diretti molto bene da <strong>Christopher Franklin<\/strong> (in particolare l\u2019ouverture di <em>Otello<\/em>) e amplificati anche dal <strong>Coro del Teatro Comunale di Bologna<\/strong>, istruito da <strong>Andrea Faidutti<\/strong>.<br \/>\n<strong>Con un concerto celebrativo dei vent\u2019anni dal debutto di un tenore \u00e8 perfettamente consequenziale che la prima domanda su Fl\u00f3rez riguardi la sua voce: com\u2019\u00e8 cambiata, dal 1996 a oggi?<\/strong> Sono apparsi nuovi caratteri che invitano a riconsiderare le scelte del repertorio? \u00c8 forse il tempo di affrontare altri autori oltre a quelli del primo Ottocento? Del suo futuro decider\u00e0 ovviamente l\u2019artista, che finora si \u00e8 distinto per oculatezza, prudenza, intelligenza, allo scopo di tutelare una carriera di anno in anno pi\u00f9 preziosa e interessante (a colazione in albergo, la mattina dopo il concerto, un melomane non troppo rossiniano mi chiedeva, cos\u00ec, tra uova con <em>bacon<\/em> e crostate alla frutta, \u201cNon sar\u00e0 gi\u00e0 pronto per Puccini?\u201d. Mi sono limitato a rispondere: \u201cSpero di no\u201d &#8230;). Sulla voce in s\u00e9 e sulla sua fisiologica trasformazione, si pu\u00f2 ben dire che \u00e8 cambiata poco in proporzione ai vent\u2019anni. Ma se qualcosa si \u00e8 perso, altro si \u00e8 guadagnato, come accade a tutti i grandi interpreti. Non sembra lecito parlare di imperfezioni, tuttavia qualche debolezza va oggi registrata nel sostegno delle note basse e nella scansione dei gruppetti nei passaggi pi\u00f9 virtuosistici (fino a qualche tempo fa la precisione con cui Fl\u00f3rez li sgranava era semplicemente perfetta). Per contro, <strong>la finezza dell\u2019interprete e del fraseggiatore \u00e8 divenuta pi\u00f9 schietta: sono scomparse alcune leziosaggini del passato, alcuni atteggiamenti un po\u2019 troppo ricercati, anche di autocompiacimento, che ora lasciano spazio all\u2019elegia dove opportuna, al lamento quando la disperazione o l\u2019ira lo richiedono; non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla che non sia necessario e, appunto, naturale<\/strong>. Gi\u00e0 in altra occasione abbiamo osservato che \u00abFl\u00f3rez ha negli anni scorsi viziato il suo uditorio, strabiliandolo con uno smalto e uno squillo che ora non si impongono pi\u00f9 con tanta forza. [&#8230;] il compiacimento per la bellezza vocale ha ceduto il passo all\u2019espressivit\u00e0 del declamato e degli affetti\u00bb. Sempre pi\u00f9, comunque, \u00e8 capace di scatenare entusiasmi viscerali: esistono nel mondo <em>clubs<\/em> e associazioni di <em>fans<\/em> che lo seguono adoranti (<em>Los florezidos<\/em>), specialmente tra i rossiniani che ogni anno compiono il pellegrinaggio pesarese. Se per questa parte preponderante del pubblico il <em>recital<\/em> aveva almeno venti ragioni per essere proposto in coda al ROF 2016, al posto degli usuali <em>Stabat Mater<\/em> o <em>Petite Messe Solennelle<\/em> o esecuzione di un\u2019opera in forma di concerto, qualcun altro si domandava se l\u2019esibizione-florilegio rossiniano con sciorinamento di acuti e sopracuti &#8211; ritenuta prestazione circense &#8211; avesse davvero un senso cos\u00ec profondo. A tali dubbi si pu\u00f2 rispondere non solo dal punto di vista del tenore-prodigio, che giustamente celebra vent\u2019anni (scusate se son pochi) di fedelt\u00e0 a una citt\u00e0, a un <em>festival<\/em> e a un autore, ma anche dal punto di vista di una nutrita percentuale di pubblico, che del ROF \u00e8 principale sostenitore. Non \u00e8 un caso se Fl\u00f3rez abbia voluto cantare come unica aria \u00abCessa di pi\u00f9 resistere\u00bb, che ha costituito anche l\u2019unico <em>bis<\/em> della serata: oltre all\u2019affezione per la parte vocale di Almaviva, i versi di quell\u2019aria esprimono un momento di apice e forse di non ritorno, come accade molto spesso nel melodramma italiano. \u00c8 l\u2019istante in cui il carattere vocale tocca il culmine della propria felicit\u00e0, e implora il tempo di non fuggir via troppo rapido: \u00abNon fuggite, o lieti istanti, \/ della mia felicit\u00e0\u00bb. Questo \u00e8 il pi\u00f9 bel sentimento che possa assaporare chi rivive in una serata vent\u2019anni della propria carriera artistica e professionale, condividendola con molti colleghi e con moltissimi spettatori che l\u2019hanno accompagnata e apprezzata dall\u2019inizio. Il ricordo consapevole di un\u2019esperienza passata non pu\u00f2 che essere un insegnamento utile per il futuro; quando poi si pu\u00f2 declinare con la musica di Rossini, la celebrazione diventa addirittura un obbligo.\u00a0\u00a0 <em>Foto Studio Amati Bacciardi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pesaro, Adriatic Arena &#8211; Rossini Opera Festival, XXXVII edizione \u201cFl\u00f3rez 20\u201d Orchestra e Coro del Teatro Comunale di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[16785,2377,13438,886,2945,14678,143,240,123,16806,9478,2399,1074,6143,31,5354,13498,8737],"class_list":["post-85896","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-concerti","tag-37-rossini-opera-festival","tag-andrea-faidutti","tag-cecilia-molinari","tag-chiara-amaru","tag-christopher-franklin","tag-concerti","tag-gioachino-rossini","tag-il-barbiere-di-siviglia","tag-juan-diego-florez","tag-marina-monzo","tag-marko-mimica","tag-michael-spyres","tag-nicola-alaimo","tag-orchestra-e-coro-del-teatro-comunale-di-bologna","tag-pietro-spagnoli","tag-pretty-yende","tag-ruth-iniesta","tag-salome-jicia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85896","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85896"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85896\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87385,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85896\/revisions\/87385"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85896"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85896"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85896"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}