{"id":85943,"date":"2016-08-23T19:46:33","date_gmt":"2016-08-23T17:46:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=85943"},"modified":"2016-12-07T02:04:53","modified_gmt":"2016-12-07T01:04:53","slug":"una-voce-per-il-belcanto-chris-merritt-in-concerto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/una-voce-per-il-belcanto-chris-merritt-in-concerto\/","title":{"rendered":"&#8220;Una voce per il Belcanto&#8221;. Chris Merritt in concerto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro della Grancia di Montisi \u2013 Festival \u201cSolo Belcanto\u201d 2016<br \/>\nTenore<\/em> <strong>Chris Merritt <\/strong><br \/>\n<em>Pianoforte<\/em> <strong>Beatrice Benzi\u00a0\u00a0<\/strong><br \/>\nMusiche di Giacomo Carissimi, Francesco Durante, Alessandro Scarlatti, Giovanni Battista Bononcini , Christoph Willibald Gluck, Giovanni Legrenzi, Giulio Caccini, Francesco Durante, Vincenzo Bellini, Gioachino Rossini, Giacomo Puccini.<br \/>\n<em>Montisi,<\/em><em> 19 agosto 2016\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nIl <strong>Festival Solo Belcanto<\/strong>, giunto quest&#8217;anno alla terza edizione, \u00e8 un piccolo festival, che ha sede in un teatrino minuscolo, in un piccolissimo borgo sulle colline senesi, non lontano da Pienza.\u00a0 Chi entra dentro le mura di Montisi e percorre l&#8217;unica strada che attraversa longitudinalmente il paese, guardandosi intorno avverte che la piccola dimensione di tutto ci\u00f2 che lo circonda \u00e8 un ingrediente essenziale della sua bellezza. Come gioielli in uno scrigno, quelle mura di mattoni rossi custodiscono un&#8217;aria incantata, un silenzio, un&#8217;armonia di facciate eleganti e semplici, e, tra tante cose belle, un delizioso teatrino della fine dell&#8217;Ottocento, perfettamente restaurato, incastonato in una magnifica struttura quattrocentesca.\u00a0 Analogamente piccolo e prezioso \u00e8 il Festival Solo Belcanto concepito e diretto da <strong>Giovanni Vitali<\/strong>, che si distrae cos\u00ec dalle fatiche invernali al Teatro dell&#8217;Opera di Firenze, in collaborazione con <strong>Silvia Mannucci Benincasa<\/strong>, ospite e genius loci \u2013 Palazzo Mannucci Benincasa \u00e8 uno degli edifici pi\u00f9 importanti di Montisi. \u00c8 un festival piccolo perch\u00e9 nasce con pochi mezzi, si compone di quattro o cinque eventi pi\u00f9 un&#8217;esperienza didattica ogni anno, \u00e8 diretto ad un pubblico selezionato, non pi\u00f9 di cinquantasette spettatori per ogni concerto; prezioso per la concezione generale \u2013 occuparsi della parte pi\u00f9 aristocratica dell&#8217;arte vocale, il Belcanto \u2013 per l&#8217;ideazione dei singoli eventi, per una ricerca di qualit\u00e0 testimoniata dai nomi degli artisti che hanno partecipato alle varie edizioni: Roberto de Candia, Marina Comparato, Jessica Pratt, tra gli altri.\u00a0 Quest&#8217;anno la direzione artistica ha coinvolto come <em>artist in residence<\/em> un nome mitico, un artista che \u00e8 rimasto nel cuore e nella memoria di tutti gli appassionati del Belcanto come fenomeno naturale e come mostro di bravura: <strong>Chris Merritt<\/strong>. Proprio Chris Merritt, che terr\u00e0 una masterclass per giovani cantanti,\u00a0 ha aperto questa edizione del festival con un concerto che da diversi punti di vista va considerato straordinario. Prima di tutto perch\u00e9 Merritt \u00e8 un cantante del quale spesso e inevitabilmente si parla al passato: sessantaquattrenne, da quarantun anni sulle scene, ha avuto tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90 un periodo di gloria con pochi paragoni, magari di nicchia, ma fulgidissima, come protagonista indiscusso della Rossini Renaissance, ma anche in altri ruoli belcantistici, segnatamente Arturo nei <em>Puritani<\/em>. Dopodich\u00e9 la sua carriera \u00e8 andata avanti in maniera meno clamorosa, prevalentemente lontano dall&#8217;Italia, in un repertorio contemporaneo non molto seguito dalla massa degli appassionati, e pi\u00f9 recentemente anche in ruoli di fianco, tanto che, fino a poco tempo fa, erano molti coloro che si domandavano che fine avesse fatto.\u00a0 Quindi ritrovarlo in un festival italiano, unico protagonista di un concerto tutto imperniato sul Belcanto, con una scelta di brani che in sostanza sono gli stessi che portava in concerto trent&#8217;anni fa, \u00e8 gi\u00e0 una cosa che colpisce. Poi il fatto che un artista entrato nella leggenda per le sue imprese al Rof, alla Scala, al Metropolitan si immerga in una dimensione cos\u00ec intima e offra il suo canto, mettendosi in discussione con la massima semplicit\u00e0, con entusiasmo giovanile e persino un filo di timidezza, stupisce ulteriormente, dal momento che tutti riconoscono il prestigio del Merritt divo, pochi conoscono il candore e la dolcezza del Merritt uomo. Infine la forma vocale: \u00e8 banale sottolineare che il recensore \u00e8, prima di tutto, un appassionato d&#8217;Opera e di canto, quindi sarei ipocrita se non riconoscessi che, andando a sentire questo concerto, ero pieno di curiosit\u00e0, ma anche di timore, o quanto meno di dubbi. Posso assicurare che non ero il solo a Montisi a domandarsi se la vocalit\u00e0 tanto straordinaria e quindi potenzialmente tanto fragile di Merritt fosse ancora in grado di sostenere con onore un repertorio non pi\u00f9 affrontato in pubblico da anni, in un concerto lungo e impegnativo, a voce &#8216;nuda&#8217; con il solo pianoforte.<br \/>\nI timori erano infondati: <strong>Chris Merritt \u00e8 ancora in grado di stupire e di incantare\u00a0 come vocalista e come artista<\/strong>. Il tempo \u00e8 stato gentile con la sua voce, ha lasciato qualche segno, \u00e8 un fatto inevitabile, ma sono segni che intaccano i dettagli e non la sostanza. Ad esempio ha bisogno di un po&#8217; di tempo per scaldarsi ed &#8216;entrare a regime&#8217;, i fiati non sono pi\u00f9 cos\u00ec lunghi come negli anni d&#8217;oro, la mezzavoce non esce sempre pulitissima, le agilit\u00e0 pi\u00f9 vorticose hanno perso un po&#8217; di nitidezza. Sono piccole cose a fronte di uno strumento saldo e fermo, sempre perfettamente avanti come posizione, che infatti corre a meraviglia nel <em>forte<\/em> e nel <em>piano<\/em>; ma soprattutto l&#8217;emissione \u00e8 facile e naturale, non c&#8217;\u00e8 niente di laborioso o faticoso in un registro medio-basso scuro e vellutato, dal volume esuberante e in un registro acuto luminoso e, cosa abbastanza incredibile, ancora dolce e morbido. Questa, che \u00e8 sempre stata una delle pi\u00f9 belle caratteristiche della voce di Merritt, ovvero la capacit\u00e0 di affrontare frasi acute senza apparente traccia di tensione, con un suono soffice, ricco, mai tagliente, \u00e8 ancora presente oggi, segno di una inalterata capacit\u00e0 di mixare i registri di testa e di petto, rara in un tenore anziano. Immutati rispetto agli anni della giovent\u00f9 sono anche il vizietto dei piccoli portamenti tra note contigue in qualche passaggio legato e una dizione ancora abbastanza <em>yankee<\/em>, le &#8216;e&#8217; che diventano &#8216;ey&#8217; e le &#8216;o&#8217; che diventano &#8216;ou&#8217; in finale di frase, le &#8216;t&#8217; e le &#8216;d&#8217; esplosive; a questo penso dovremo rassegnarci con un sorriso.\u00a0 In ultimo c&#8217;\u00e8 nel Merritt di oggi un interprete di spessore, all&#8217;occorrenza elegante, brioso, commosso, forse addirittura pi\u00f9 maturo e interessante che in passato, arricchito nel suo ventaglio espressivo e nella sua sensibilit\u00e0 dall&#8217;aver frequentato, dopo i ruoli belcantistici, quelli di Strauss, Schoenberg, Berg, Boulez.<br \/>\n<strong>Vediamo pi\u00f9 in dettaglio il programma affrontato e gli aspetti pi\u00f9 interessanti del <\/strong>concerto, che ha avuto il prezioso contributo di <strong>Beatrice Benzi<\/strong>, pianista accompagnatrice di grande esperienza nonch\u00e9 assistente alla Scala dei pi\u00f9 importanti direttori italiani dell&#8217;ultimo ventennio. <strong>La prima parte \u00e8 stata composta da nove arie distribuite in un arco di circa due secoli<\/strong>, da Caccini a Gluck, con al centro il periodo Barocco; sono tutti brani di tessitura centrale, talvolta con cospicue discese nel grave. Dopo \u201cVittoria mio core\u201d di Carissimi, in cui la voce appariva ancora un po&#8217; fredda, in \u201cVergin tutto amor\u201d di Francesco Durante si evidenzia la tenuta del registro grave, la solidit\u00e0 e l&#8217;omogeneit\u00e0 dello strumento e un bel trillo. Con i successivi due brani si passa all&#8217;opera di Scarlatti. \u201cGi\u00e0 il sole del Gange\u201d, brano spesso presente nei concerti di Merritt, \u00e8 un&#8217;esecuzione brillante, la voce si fa pi\u00f9 limpida, l&#8217;intonazione \u00e8 netta e precisa, belli i trilli. \u201cO cessate di piagarmi\u201d \u00e8 interpretata con grande partecipazione, stile solenne, un tempo lento e flessibile che evidenzia una perfetta intesa con la pianista. La successiva \u201cPer la gloria d&#8217;adorarvi\u201d di Bononcini mette in evidenza la variet\u00e0 dinamica con <em>fortissimi<\/em> dal volume imponente e bei <em>pianissimi<\/em>.\u00a0 Bellissima, di grande eleganza \u00e8 l&#8217;esecuzione di \u201cO del mio dolce ardor\u201d dal Paride ed Elena di Gluck, su un tempo largo, fraseggiata con libert\u00e0 ed espressivit\u00e0. \u201cChe fiero costume\u201d da <em>Eteocle e Polinice<\/em> di Legrenzi trova la voce di Merritt ormai calda, al top delle possibilit\u00e0; l&#8217;articolazione \u00e8 ottima, il piglio altero, la sonorit\u00e0 si espande e riempie la sala, la chiusa in alto preceduta dal trillo scatena lunghissimi e calorosi applausi; il nostro tenore \u00e8 soddisfatto e sorridente, sembra un po&#8217; sorpreso, si schermisce :\u201dc&#8217;\u00e8 ancora tanto da cantare\u201d. Statuaria, veramente classica \u00e8 l&#8217;esecuzione dell&#8217;\u201dAmarilli\u201d di Caccini, le famose &#8216;i&#8217; suonano alla perfezione, la voce \u00e8 libera e avanti, qualche presa di fiato purtroppo interrompe le fioriture in una lettura per il resto di stupenda pulizia formale. Con \u201cDanza, danza\u201d di Francesco Durante, rapida e briosa, la possanza del registro centrale di Chris Merritt chiude la prima parte del concerto.<br \/>\n<strong>La seconda parte si apre con le arie da Camera di Bellini.<\/strong> In \u201cSogno d&#8217;infanzia\u201d sembra che la voce sia nuovamente un po&#8217; dura e fredda, ma nella ripresa le cose presto si aggiustano. \u201cDolente immagine di Fille mia\u201d \u00e8 un&#8217;esecuzione commovente e commossa, raccolta nel suono e nell&#8217;espressione, con belle mezzevoci. \u201cBella Nice\u201d, arietta di tessitura piuttosto elevata, che anticipa le frasi di Pollione nel duetto con Adalgisa destinate a finire in <em>Norma<\/em>, mette in luce le potenzialit\u00e0 di Merritt <em>tenore spinto<\/em> con ottima tenuta e ottimo si bemolle acuto. Con \u201cMa rendi pur contento\u201d si chiude la pregevole parentesi belliniana, giustamente festeggiata da applausi calorosi. Nelle due ariette rossiniane successive il nostro tenore \u00e8 chiaramente nel suo elemento, tutto scorre con naturalezza e senza intoppi. \u201cSole e amore\u201d \u00e8 una bella sorpresa, che ci ricorda che Merrit \u00e8 stato un buon Rodolfo pucciniano: la sua voce si espande, sembra trasportato dalla gioia di cantare, tuttavia la lettura musicale \u00e8 precisa, con acciaccatura impeccabile e ottima salita alla frase \u201ccol tuo primo pensier\u201d; l&#8217;intenzione di ripetere la parola \u201cpensa\u201d all&#8217;ottava inferiore in pianissimo provoca un banale inconveniente, le corde non vibrano; se l&#8217;avesse cantata forte sarebbe andato tutto liscio, ma sarebbe stato antimusicale e volgare. Ma ancora pi\u00f9 sorprendente \u00e8 la \u201cStoriella d&#8217;amore\u201d in cui \u00e8 reso a meraviglia il tono salottiero che a tratti s&#8217;increspa di pathos ed \u00e8 retta con disinvoltura la tessitura ispida di questa rilettura in chiave umbertina delle vicende di Paolo e Francesca. Con l&#8217;ultimo brano siamo al culmine vocale ed espressivo di questo recital: nell&#8217;aria \u201cAh! S\u00ec, per voi gi\u00e0 sento\u201d dall&#8217;<em>Otello<\/em> di Rossini, Merritt si confronta con il suo passato, con i ruoli che l&#8217;hanno reso grande nel mondo ed \u00e8 un confronto dall&#8217;esito positivo. Se le agilit\u00e0 hanno perso un po&#8217; di precisione e di nitidezza le note ci sono tutte\u00a0 \u2013 abbastanza impressionanti per ampiezza quelle centrali \u2013 e soprattutto c&#8217;\u00e8 il personaggio: un Otello grintoso, fiero, ambizioso. Attempato? S\u00ec, anche, ma Otello non \u00e8 giovane, si sa. Per placare il tumulto del pubblico, ristretto ma molto vivace, ci vuole almeno un bis.\u00a0 Merritt in un volo spericolato lo pesca dalla sua attivit\u00e0 pi\u00f9 recente, l&#8217;assolo del Governatore che augura \u201cBon Voyage\u201d al <em>poor Candide<\/em>, dall&#8217;operetta di Bernstein. \u00c8 un&#8217;esecuzione brillante, piena di simpatia e di humour, conclusa con un raggiante e lungo si bemolle. Chris Merritt, a quanto pare, sta vivendo una seconda giovinezza vocale o forse lo avevamo solo perso di vista per troppo tempo. Mi auguro che questo primo concerto, che sar\u00e0 seguito da un secondo, in ottobre, al teatro dell&#8217;Opera di Firenze, apra una nuova fase della sua attivit\u00e0 che permetta al pubblico italiano e ai giovani cantanti di godere di quanto ha ancora da comunicare e da insegnare e a chi \u00e8 troppo giovane per averlo sentito ai tempi d&#8217;oro di ascoltare oggi un grande tenore, merce rara.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro della Grancia di Montisi \u2013 Festival \u201cSolo Belcanto\u201d 2016 Tenore Chris Merritt Pianoforte Beatrice Benzi\u00a0\u00a0 Musiche di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":497,"featured_media":85947,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[233,6566,3403,14679,14678,16825,16828,16829,490,136,143,16830,16262,1933,217,16826,16827,224],"class_list":["post-85943","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-alessandro-scarlatti","tag-beatrice-benzi","tag-chris-merritt","tag-christoph-willibald-gluck","tag-concerti","tag-festival-solo-belcanto","tag-festival-solo-belcanto-2016","tag-francesco-durante","tag-giacomo-carissimi","tag-giacomo-puccini","tag-gioachino-rossini","tag-giovanni-battista-bononcini","tag-giovanni-legrenzi","tag-giovanni-vitali","tag-giulio-caccini","tag-siliva-mannucci-benincasa","tag-teatro-della-grancia-di-montisi","tag-vincenzo-bellini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85943","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/497"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85943"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85943\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85944,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85943\/revisions\/85944"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/85947"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}