{"id":86074,"date":"2016-09-16T03:54:29","date_gmt":"2016-09-16T01:54:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=86074"},"modified":"2017-01-09T14:35:58","modified_gmt":"2017-01-09T13:35:58","slug":"taranto-festival-paisiello-2016-nina-o-sia-la-pazza-per-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/taranto-festival-paisiello-2016-nina-o-sia-la-pazza-per-amore\/","title":{"rendered":"Taranto, Festival Paisiello 2016: &#8220;Nina o sia la pazza per amore&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Taranto, Chiostro del Museo Diocesano MUDI, 12-13 settembre 2016<br \/>\n<\/em><strong>\u201cNINA o sia La pazza per amore\u201d<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Commedia per musica in prosa e in verso, libretto di Giuseppe Carpani e Giambattista Lorenzi dalla com\u00e9die di Benoit-Joseph Marsollier<br \/>\nMusica di<strong> Giovanni Paisiello<\/strong><br \/>\n<em>Prima esecuzione in tempi moderni della prima versione del 25 giugno 1789<br \/>\nEdizione critica a cura di Lucio Tufano<br \/>\nNina<\/em> GIUSEPPINA PIUNTI<br \/>\n<em>Lindoro\u00a0<\/em> FRANCISCO BRITO<br \/>\n<em>Conte\u00a0<\/em> ROCCO CAVALLUZZI<br \/>\n<em>Susanna\u00a0<\/em> MARIA LUISA CASALI<br \/>\n<em>Giorgio\u00a0<\/em> ANDREA VINCENZO BONSIGNORE<br \/>\n<em>Villanelle <\/em>\u00a0VALERIA LA GROTTA, CRISTINA FANELLI, MARIA CHIARA SCARALE, FLAVIA MURI<br \/>\n<em>Villani\u00a0<\/em> DOMENICO PELLICOLA, GIUSEPPE LUCENTE, LUCA SIMONETTI, FRANCESCO MASILLA<br \/>\nOrchestra del Giovanni Paisiello Festival<br \/>\nDirettore <strong>Giovanni Di Stefano<\/strong><br \/>\nRegia e scene <strong>Stefania Panighini<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Costumi <strong>Veronica Pattuelli<\/strong><br \/>\nDisegno luci<strong> Walter Mirabile <\/strong><br \/>\n<em>Taranto, 12 settembre 2016<br \/>\n<\/em>Per il bicentenario della morte di Giovanni Paisiello l\u2019omonimo festival organizzato dagli Amici della Musica di Taranto ha proposto la messinscena di uno dei titoli pi\u00f9 celebri del <em>genius loci<\/em>: <em>La Nina o sia la pazza per amore<\/em>. L\u2019opera \u00e8 tra le pi\u00f9 note del catalogo paisielliano, complice l\u2019attenzione riservatale in tempi recenti da celebri direttori e interpreti. In quest\u2019occasione tuttavia \u00e8 stata presentata la versione originale del 25 giugno 1789 in un atto, mai pi\u00f9 eseguita in tempi moderni in quanto preferita alla seconda versione in due atti del 1790 o a quella con i dialoghi cantati revisionata da Lorenzo Da Ponte nella Vienna di Mozart. Sulla base dell\u2019ottima edizione critica, curata dal musicologo Lucio Tufano, il pubblico della citt\u00e0 natale di Paisiello ha potuto cos\u00ec ascoltare una <em>Nina<\/em> stringata e drammaturgicamente pi\u00f9 lineare. Unica intrusione della versione 1790 \u00e8 stata la canzone del pastore, posta a mo\u2019 di prologo con l\u2019accompagnamento di un\u2019autentica zampogna calabrese che ha suggestionato fin da subito l\u2019uditorio, tornando poi al centro dell\u2019opera per dare corpo sonoro alle allucinazioni della pazza per amore. La regia di <strong>Stefania Panighini,<\/strong> qui curatrice anche della scenografia, ha inteso abbinare la pazzia al mondo dell\u2019inconscio e dell\u2019infanzia facendo agire in scena due bambini, \u2018doppi\u2019 di Nina e Lindoro, impegnati in controscene emozionanti, in particolare quella del commiato finale di Nina dal suo doppio bambina che appariva come un addio rivolto all\u2019et\u00e0 dell\u2019innocenza. Lo spazio claustrofobico abitato dalla protagonista \u00e8 stato pensato come una grigia casa in rovina al cui interno si posizionava una luna piena, allusione espressionista alla sfera dell\u2019irrazionale, e un albero secco, simbolo dell\u2019obnubilamento della ragione. Unica nota di colore il rosso vivo di alcuni papaveri, richiami all\u2019amore perduto verso Lindoro, e di un libretto dove Nina appunta di continuo frammenti della sua nevrosi; libretto che alla fine dell\u2019opera ella getter\u00e0 via, segno dell\u2019avvenuta guarigione che tuttavia viene messa in dubbio dalla sua scomposta risata collocata a pochi secondi dalle ultime battute dell\u2019opera. Considerando che il testo librettistico del 1789 lasciava intuire che l\u2019unica via di evasione dal dolore per Nina era offerta dalla lettura, la regista ha dunque pensato di riempire il palcoscenico di enormi libri praticabili congeniali a un continuo dinamismo scenico. Stefania Panighini si \u00e8 mostrata infatti sensibile nel far coincidere con naturalezza il movimento dei cantanti sulla scena con gli snodi formali della musica paisielliana, dando in tal modo vita a una sorta di partitura gestuale che ha reso ancor pi\u00f9 incisiva l\u2019azione drammatica. Tra le tante idee della regista, preoccupata di bilanciare la staticit\u00e0 del dramma con un turbinio di azioni, \u00e8 risultata spiazzante ma credibile quella che ha immaginato una liaison amorosa tra il conte e la governante di Nina (Mozart del resto insegna che i conti hanno un debole per le Susanne\u2026) esplicitata da un bacio focoso al termine dell\u2019aria di Susanna. A rendere prezioso l\u2019allestimento sono stati i bellissimi costumi di <strong>Veronica Pattuelli<\/strong>, in parte ispirati alle atmosfere decadentistiche del Tim Burton di <em>Sposa cadavere<\/em>. Ottima l\u2019intesa tra la regista e il disegno luci di <strong>Walter Mirabile<\/strong> che ha scandito i momenti topici di un\u2019azione tutta interiore, quasi inconsistente e proprio per questo di non facile resa scenica.\u00a0 <strong>Giovanni Di Stefano<\/strong>, avvezzo alle partiture di Paisiello, ha diretto la giovane<strong> orchestra del Paisiello Festival<\/strong> con verve straordinaria assicurando una vettorialit\u00e0 all\u2019intera opera che poteva essere compromessa dalle continue interruzioni dei dialoghi recitati. Coraggiosi alcuni stacchi di tempo rapidissimi che hanno infranto alcune abitudini esecutive in nome di un rispetto delle agogiche originali. Ottima anche la differenziazione delle dinamiche e la cura riservata alla chiarezza timbrica nei numerosi segmenti concertanti. <strong>Giuseppina Piunti<\/strong> ha dato voce al personaggio di Nina \u2013 difficile sul fronte mimico e ambiguo su quello vocale in quanto sospeso tra soprano e mezzo-soprano \u2013 con un\u2019intensit\u00e0 encomiabile specialmente nei lunghi recitativi parlati, da lei affrontati con una competenza attoriale rarissima nel mondo dei cantanti d\u2019opera. Nella celeberrima aria <em>Il mio ben quando verr\u00e0<\/em> la scelta di vibrare ogni nota poteva s\u00ec allontanarsi da una corretta interpretazione stilistica ma di certo garantiva una presa emotiva straordinaria, quasi a materializzare in canto le emicranie della follia. La voce del tenore argentino <strong>Francisco Brito<\/strong> \u2013 ottimo anche come attore \u2013 \u00e8 squisita per il timbro e la variet\u00e0 dei colori dinamici, per la fantasia nelle variazioni improvvisatorie, per l\u2019abbinamento di delicatezza e potenza, per la padronanza assoluta degli acuti e la pienezza nei gravi. Memorabile il suo Lindoro nel lungo e tormentato monologo <em>Questo \u00e8 dunque il loco usato<\/em> dove l\u2019interazione con il suo doppio bambino e con il gioco cangiante di luci ha realizzato un momento di teatralit\u00e0 purissima. Bellissima per chiarezza e adeguatezza al personaggio anche la Susanna di <strong>Maria Luisa Casali<\/strong>, soprano di coloratura agile e ricco di sfumature nell\u2019aria <em>Per l\u2019amata padroncina<\/em>, inserita ex novo da Paisiello rispetto alla fonte francese. Molto bravo<strong> Andrea Vincenzo Bonsignore<\/strong>, baritono dalla voce brillante e omogenea nei registri, che ha conquistato il pubblico, coinvolgendolo anche in platea, nella parte buffa, l\u2019unica di tutta l\u2019opera, di Giorgio (per la regista \u00e8 un buontempone ottimista che se non vede stelle con il suo cannocchiale \u00e8 pronto a gettarne alcune di carta luccicante). Buona, anche se migliorabile nella variet\u00e0 delle dinamiche, la voce del basso <strong>Rocco Cavalluzzi<\/strong> che ha interpretato con adeguatezza la figura dolente del conte padre di Nina. Degna di menzione la prova dei componenti dell\u2019ottetto vocale (<strong>Valeria La Grotta, Cristina Fanelli, Maria Chiara Scarale, Flavia Muri, Domenico Pellicola, Giuseppe Lucente, Luca Simonetti, Francesco Masilla<\/strong>), cui erano affidati i ruoli di villani e villanelle, trattati dalla regista alla stregua di singoli personaggi ben individualizzati sul piano prossemico e vocale con segmenti in assolo; nell\u2019insieme, pur essendo otto giovani voci, hanno reso l\u2019effetto di un folto e compatto coro operistico. \u00a0Calorosissima l\u2019accoglienza del pubblico che ha fatto registrare il sold out per le due sere. Vedere nella cornice di Taranto vecchia, splendida e al tempo stesso decadente, circa duecento persone in fila nell\u2019attesa di ascoltare la musica di Paisiello \u00e8 la pi\u00f9 grande delle conquiste di un festival che ambisce a far riappropriare Taranto del suo patrimonio identitario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Taranto, Chiostro del Museo Diocesano MUDI, 12-13 settembre 2016 \u201cNINA o sia La pazza per amore\u201d Commedia per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":86080,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5662,16957,16960,16952,16959,16963,6148,2645,16961,1292,16962,16958,16956,16618,145,16955,11497,12046,12042,16953,16954],"class_list":["post-86074","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-andrea-vincenzo-bonsignore","tag-cristina-fanelli","tag-domenico-pellicola","tag-festival-paisiello-2016","tag-flavia-muri","tag-francesco-masilla","tag-francisco-brito","tag-giovanni-di-stefano","tag-giuseppe-lucente","tag-giuseppina-piunti","tag-luca-simonetti","tag-maria-chiara-scarale","tag-maria-luisa-casali","tag-nina-o-sia-la-pazza-per-amore","tag-opera-lirica","tag-orchestra-del-paisiello-festival","tag-rocco-cavalluzzi","tag-stefania-panighini","tag-valeria-la-grotta","tag-veronica-pattuelli","tag-walter-mirabile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86074","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86074"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86074\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88056,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86074\/revisions\/88056"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86080"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86074"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86074"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86074"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}