{"id":86136,"date":"2017-02-11T00:23:21","date_gmt":"2017-02-10T23:23:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=86136"},"modified":"2017-04-07T18:21:30","modified_gmt":"2017-04-07T16:21:30","slug":"alessandro-stradella-1639-1682-la-circe-1668","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/alessandro-stradella-1639-1682-la-circe-1668\/","title":{"rendered":"Alessandro Stradella (1639 &#8211; 1682): &#8220;La Circe&#8221; (1668)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><em>Operetta (Serenata) a tre su libretto di Giovan Filippo Apollonio. <strong>Jenny Campanella <\/strong>(L\u2019Ombra di Circe), <strong>Teresa Nesci <\/strong>(Zefiro), <strong>Marco Scavazza <\/strong>(Algido). <strong>Concerto Madrigalistico<\/strong>, <strong>Luca Guglielmi <\/strong>(direttore e maestro al cembalo). <\/em>Registrazione, Ginevra, Eglise de Saint-Germain, 30-31 agosto e 1 settembre 2008. T.Time: 52&#8242; 08&#8243; <strong>1 CD Stradivarius STR37040\u00a0<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019ascesa di Leopoldo de Medici alla porpora cardinalizia avvenuta nel dicembre del 1667 rappresentava un importante avvenimento per la numerosa e influente comunit\u00e0 toscana a Roma che fin dal tempo dei Papi Medici agli inizi del secolo precedente costituiva una realt\u00e0 di primo piano nelle dinamiche della citt\u00e0 eterna e che con l\u2019elezione a Cardinale del fratello del Gran Duca Ferdinando II otteneva un altro prestigioso successo. Non stupisce quindi che un personaggio influente di quella comunit\u00e0 come la Principessa di Rossano Olimpia Aldobrandini si sia subito mossa per organizzare sontuosi festeggiamenti da svolgere nella primavera seguente nella propria villa suburbana di Frascati, una delle pi\u00f9 ammirate \u201cdelizie\u201d della Roma rinascimentale e barocca e fondale ideale per l\u2019occasione. La nobildonna poteva poi sfruttare tutta la sua influenza che gli proveniva non sono dalla famiglia di origine ma anche da quelle dei due mariti \u2013 prima Paolo Borghese e poi Camillo Pamphilij nipote di Papa Innocenzo X \u2013 per concentrare sull\u2019evento l\u2019attenzione dell\u2019intera nobilt\u00e0 romana e non solo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Punto culminante dei festeggiamenti doveva essere \u2013 come di prassi al tempo \u2013 una nuova cantata celebrativa per la quale si coinvolsero alcune delle personalit\u00e0 pi\u00f9 in vista della scena romana: come poeta fu scritturato Giovan Filippo Apolloni gi\u00e0 collaboratore di Cesti e tramite questo continuatore della tradizione che affondava le proprie radici in Monteverdi e nei suoi poeti, mentre in qualit\u00e0 di autore delle musiche fu scelto \u2013 probabilmente su indicazione dello stesso Apolloni con cui gi\u00e0 aveva collaborato \u2013 il laziale \u2013 era nato forse a Nepi nel 1639 &#8211; Alessandro Stradella.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sul testo composto per l\u2019occasione da Apolloni Stradella realizz\u00f2 due diverse versioni musicali di cui una venne scelta dallo stesso Cardinal Leopoldo come testimonia una lettera del 19 maggio 1668. L\u2019impianto \u00e8 prettamente celebrativo e strettamente legato \u2013 nei personaggi e nei riferimenti \u2013 al contesto anche geografico cui la composizione era destinata. L\u2019ombra di Circe che si reca nel Lazio a cercare la tomba del figlio Telegono e qui incontra Zefiro e Algido \u2013 personificazione del fiume di Frascati \u2013 e insieme con essi si unisce nell\u2019esaltazione del nuovo principe della Chiesa. La banalit\u00e0 drammaturgica \u00e8 compensata da una certa originalit\u00e0 compositiva con cui Apolloni e Stradella riescono a superare le pi\u00f9 statiche convenzioni del tempo. La rigida successione di arie e recitativi \u00e8 frequentemente spezzata sia musicalmente \u2013 Stradella arricchisce spesso il basso continuo fino a trasformare il recitativo in una sorta di declamato arioso \u2013 sia drammaturgicamente con serie di arie che si collegano fra loro senza recitativi di raccordo affidate tanto al medesimo personaggio \u2013 come la grande scena di Zefiro con la successione di \u201cEd io che far\u00f2\u201d e \u201cPu\u00f2 dir divoto cor\u201d \u2013 quanto a personaggi diversi in una sorta di dialogo a distanza come accade con le due arie di Circe \u2013 \u201c<em>Vola, Zefiro, vola<\/em>\u201d e \u201c<em>Correr\u00f2, volar\u00f2<\/em>\u201d \u2013 inframezzate da quella di Algido \u201c<em>Chi stupori cercando va<\/em>\u201d.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La musica di Stradella affonda ancora le sue radici nella tradizione post-monteverdiana, pur non rinunciando al virtuosismol, come si pu\u00f2 apprezzare nei rapidi passaggi di bravura di \u201c<em>Correr\u00f2, volar\u00f2<\/em>\u201d. Questo viene sempre sottoposto a una precisa volont\u00e0 teatrale che mette sempre la parola al centro dell\u2019attenzione e piega gli effetti vocali alle ragioni del testo di cui sono un esempio le volatine su \u201c<em>Zefiro vola<\/em>\u201d. Altrettanto di tradizione ancora post rinascimentale \u00e8 il gusto tutto madrigalistico dei brani a pi\u00f9 voci, dei duetti e del terzetto conclusivo \u2013 definiti arie a due o a tre.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Concerto madrigalistico <\/strong>ripropone con precisione l\u2019essenziale impianto strumentale originale \u2013 di fatto limitato a due violini e al basso continuo qui formato da viola da gamba e tiorba \u2013 utilizzando strumenti antichi o riproduzioni precise di questi e suonando con propriet\u00e0 cos\u00ec da rendere le peculiarit\u00e0 e la ricerca di effetti che Stradella persegue nonostante il limitato organico disponibile.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Corretti i due soprani: pi\u00f9 agile e squillante <strong>Jenny Campanella <\/strong>come Ombra di Circe cui per\u00f2 nuoce una dizione spesso confusa, limite non indifferente in una vocalit\u00e0 cos\u00ec centrata sulla parola; pi\u00f9 morbida e lirica <strong>Teresa Nesci <\/strong>come Zefiro. <strong>Marco Scavazza <\/strong>(Algido) \u00e8 decisamente pi\u00f9 un baritono che un basso ma canta con notevole senso dello stile e nel suo caso la dizione \u00e8 impeccabile cos\u00ec che il testo emerge in tutta la sua chiarezza. Completano il programma la registrazione di alcuni brani strumentali dello stesso Stradella ovvero le sinfonie n. 17 e 22 e la Toccata per cembalo in La con <strong>Luca Guglielmi <\/strong>come solista.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Operetta (Serenata) a tre su libretto di Giovan Filippo Apollonio. 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