{"id":86310,"date":"2016-10-10T03:13:24","date_gmt":"2016-10-10T01:13:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=86310"},"modified":"2016-10-10T03:13:24","modified_gmt":"2016-10-10T01:13:24","slug":"virgilio-sieni-e-alain-platel-al-festival-aperto-di-reggio-emilia-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/virgilio-sieni-e-alain-platel-al-festival-aperto-di-reggio-emilia-2016\/","title":{"rendered":"Virgilio Sieni e Alain Platel al &#8220;Festival Aperto di Reggio Emilia&#8221; 2016"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Festival Aperto di Reggio Emilia 2016, Teatro Ludovico Ariosto<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;CANTICO DEI CANTICI&#8221;<\/strong><br \/>\ncoreografia e reg\u00eca\u00a0<strong>Virgilio Sieni<\/strong><br \/>\ninterpreti\u00a0<strong>Claudia Caldarano, Luna Cenere, Riccardo De Simone, Maurizio Giunti, Giulia Mureddu, Davide Valrosso<\/strong><br \/>\nmusiche originali eseguite dal vivo dall\u2019autore\u00a0<strong>Daniele Roccato\u00a0<\/strong>(contrabbasso)<br \/>\nelemento scenico in foglie d&#8217;oro\u00a0<strong>Giusto Manetti Battiloro S.p.A.<\/strong><br \/>\nluci\u00a0<strong>Mattia Bagnoli<\/strong><br \/>\ncostumi\u00a0<strong>Elena Bianchini e Virgilio Sieni<\/strong><br \/>\nproduzione\u00a0Festival Aperto, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Compagnia Virgilio Sieni<br \/>\n<em>Reggio nell&#8217;Emilia, Teatro Cavallerizza, 6 ottobre 2016<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;NICHT SCHLAFEN&#8221;<\/strong> [non dormire]<br \/>\nreg\u00eca\u00a0<strong>Alain Platel<\/strong><br \/>\ncomposizione e direzione musicale\u00a0<strong>Steven Prengels<\/strong><br \/>\ncreazione e interpretazione\u00a0<strong>B\u00e9renger Bodin, Boule Mpanya, Dario Rigaglia, David Le Borgne, Elie Tass, Ido Batash, Romain Guion, Russell Tshiebua, Samir M\u2019Kirech<\/strong><br \/>\ndrammaturgia\u00a0<strong>Hildegard De Vuyst<\/strong><br \/>\ndrammaturgia musicale\u00a0<strong>Jan Vandenhouwe<\/strong><br \/>\nscene\u00a0<strong>Berlinde De Bruyckere<\/strong><br \/>\nluci\u00a0<strong>Carlo Bourguignon<\/strong><br \/>\ncostumi\u00a0<strong>Dorine Demuynck<\/strong><br \/>\n<em>Reggio nell&#8217;Emilia,\u00a0 7 ottobre 2016 <\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/SIENI-CANTICO.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-86316\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/SIENI-CANTICO.jpg\" alt=\"sieni-cantico\" width=\"470\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/SIENI-CANTICO.jpg 470w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/SIENI-CANTICO-266x200.jpg 266w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/SIENI-CANTICO-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/SIENI-CANTICO-366x275.jpg 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/a>Il terzo week-end del Festival Aperto di Reggio Emilia, per quest\u2019ottava edizione concepito attorno al motto di \u201cPianeta Pensante\u201d, accoglie due proposte coreografiche di primissimo piano, vale a dire il <strong><em>Cantico dei Cantici<\/em> di Virgilio Sieni, presentato in prima assoluta presso il Teatro Cavallerizza, e <em>Nicht Schlafen<\/em> [non dormire] che &#8220;Les Ballets C de la B&#8221; di Alain Platel<\/strong> hanno portato sul palcoscenico del Teatro Ariosto dopo il debutto, in settembre, al Festival Torinodanza.<br \/>\n<strong>Due spettacoli certo lontani per poetica, concezione e scelte stilistiche, eppur capaci di declinare in maniera quasi complementare quell\u2019istanza di ripensamento della qualit\u00e0 delle interazioni umane e di attraversamento di reti e paesaggi relazionali che sembra costituire una delle linee guida di questa edizione di Aperto. <\/strong>Se in un caso, quello di <em>Cantico dei Cantici<\/em>, ci\u00f2 che pare offrirsi allo sguardo \u00e8 quasi il ritorno all\u2019origine del contatto con l\u2019altro e, dunque, il nascere di ogni impulso d\u2019amore, in <em>Nicht Schlafen<\/em> si assiste al disfacimento delirante di ogni possibilit\u00e0 di scambio, al conflitto inestirpabile che frantuma ogni legame umano nel suo inevitabile essere nella Storia. Uno spazio completamente vuoto e vivificato dall\u2019unica presenza di un tavolato dorato accoglie i sei interpreti (tre uomini e tre donne) di <strong><em>Cantico dei Cantici<\/em><\/strong> circoscrivendo un\u2019atmosfera in cui tutto sembra pulsare secondo un medesimo respiro o, meglio, accendersi del respiro altrui: dalla musica (composizioni per contrabbasso eseguite dal vivo dall\u2019autore, <strong>Daniele Roccato<\/strong>), alle luci (un cerchio dorato che occupa gran parte del palcoscenico e che, ora lieve ora fulgido, pare comunque spesso sul punto di svanire), ai corpi dei protagonisti, tutti a torso nudo e vestiti solo di leggeri pantaloni grigio-azzurri.<br \/>\nGli otto momenti dell\u2019azione, tanti quanti i poemi che compongono il Cantico di Salomone cui il lavoro chiaramente si ispira, sgorgano cos\u00ec gli uni dagli altri senza urto n\u00e9 lacerazione, ma descrivendo, semmai, una dinamica costante di sparizione\/apparizione sia attraverso il levarsi e l\u2019inabissarsi della musica, sia grazie al continuo avvicendarsi degli interpreti dentro e fuori l\u2019area illuminata della scena: i danzatori entrano ed escono ora per graduale emersione\/immersione, come nelle sequenze iniziali<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/SIENI-CANTICO-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-86317\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/SIENI-CANTICO-2.jpg\" alt=\"sieni-cantico-2\" width=\"470\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/SIENI-CANTICO-2.jpg 470w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/SIENI-CANTICO-2-266x200.jpg 266w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/SIENI-CANTICO-2-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/SIENI-CANTICO-2-366x275.jpg 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/a> con le schiene che si muovono quasi fossero materia magmatica, ora tuffandosi repentinamente, come accade nei tanti momenti in cui cercano riparo sicuro nell\u2019ombra o, al contrario, si lanciano con energia nella luce e nell\u2019azione. Se l\u2019ombra non \u00e8 qui tenebra ma antro rigoglioso, radura che protegge e genera la vita, la luce non \u00e8 raggio violento ma bagliore, lume che consente a questa umanit\u00e0, erotica e fanciulla, di iniziare a conoscersi e scoprirsi. La prossimit\u00e0, il gesto, la sequenza danzata divengono cos\u00ec l\u2019occasione per stabilire una connessione con l\u2019altro, sia esso rappresentato dallo spazio circostante (che si esplora e si domina spesso grazie a un movimento circolare che, nella ripetuta rotazione su bacino e ginocchia, richiama quasi l\u2019atto di alzarsi e imparare a camminare) o, chiaramente, dagli altri esseri umani, avvicinati talvolta col tocco leggero di mani\/zampe che si sfiorano, talaltra con l\u2019intensit\u00e0 della presa, della posa, dell\u2019intarsio di membra che si cercano l\u2019un l\u2019altra, ma sempre proiettandosi in mille direzioni.<br \/>\nIl linguaggio coreografico di Sieni rinuncia forse qui alle accelerazioni dinamiche e ai rizomi di movimento che spesso lo hanno connotato per aprirsi a un respiro vitale capace di riempire i corpi come una folata di vento e concretizzato, forse, nel duetto finale, con gli interpreti che, ora in piedi ora sdraiati, inarcano esageratamente la schiena ed (iper)espongono il torace in un\u2019apertura che ha in s\u00e9 il soffio, l\u2019accoglienza, la fiducia. I sei corpi dei danzatori, come ben scrive Stefano Tomassini nelle note introduttive, \u201csono qui invitati a farsi un solo corpo\u201d: quello che <em>Cantico dei Cantici<\/em> finisce allora per rivelare \u00e8 una sorta di idillio carico di promesse, di speranze e di aspettative per questo gregge di uomini-fanciulli che, ulteriore, ispirata declinazione della poetica e delle utopie di Sieni, offrono la concreta visione del totale perdersi nell\u2019altro.<br \/>\nNiente fiducia, se non a schegge, niente abbandono, se non per brevi istanti in <em><strong>Nicht Schlafen<\/strong> <\/em><strong>di Alain Platel<\/strong>. I motivi di ispirazione, in questo caso, provengono dal cuore addolorato del Primo Novecento: l\u2019epoca travagliata evocata dalle musiche di <strong>Gustav Mahler<\/strong>, le cui composizioni (rielaborate da <strong>Steven Prengels<\/strong> e con inserti di brani tradizionali congolesi) costruiscono la trama dello spettacolo, e dai volumi dello storico e romanziere Philp Bolm, con l\u2019attenzione per i grandi mutamenti dell\u2019epoca e per l\u2019impatto che rivoluzioni tecnologiche e guerre mondiali hanno avuto sulle relazioni umane, sull\u2019impiego della violenza, sulla concezione dei ruoli di genere.<br \/>\nEd \u00e8 proprio un senso di lacerazione primordiale, di scontro inesausto e di morte violenta a prendere corpo nel corso dell\u2019ora e quaranta minuti di spettacolo, innanzitutto grazie al gruppo dei tre cavalli morenti dell\u2019artista Berlinde De Bruyckere posti sullo sfondo e alla tela beige dei tendaggi macchiati e sbrindellati che circondano il palcoscenico. In questo spazio primitivo e apocalittico al contempo, i nove eccezionali interpreti, otto uomini e una donna tutti diversissimi per struttura fisica, nazionalit\u00e0 e qualit\u00e0 di movimento, si lanciano in un\u2019azione costruita s\u00ec sulla dialettica scontro\/pacificazione, ma destinata a risolversi, fatalmente, in favore del primo termine in gioco. Sono infatti l\u2019aggressivit\u00e0 animalesca e la violenza cieca a dominare lo spettacolo traducendosi, ad esempio, nella lunga <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/alain-PLATEL.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-86318\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/alain-PLATEL-512x342.jpg\" alt=\"alain-platel\" width=\"512\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/alain-PLATEL.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/alain-PLATEL-290x194.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/alain-PLATEL-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/alain-PLATEL-366x244.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/alain-PLATEL-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a>sequenza in cui, scagliandosi gli uni contro altri, gli interpreti si strappano di dosso i vestiti che poi spargono, ammasso di rifiuti, su tutta l\u2019area della scena; o, ancora, nell\u2019accanirsi del gruppo su un esile ragazzo biondo, prima percosso, strattonato, soffocato e poi deposto sul fondo a ingrossare le fila delle carcasse animali; o, sul finale, nella massa degli interpreti che, ebbri e sardonici, si spingono in proscenio mantenendosi ben saldi l\u2019un l\u2019altro a suon di urti, tirate di capelli e mani che si infilzano nella carne dell\u2019altro. A poco servono, se non a creare qualche speranza presto delusa, i passaggi in cui questo gruppo di creature, attuali e remote come il bizzarro campionario di abiti che le veste, sembrano trovare la via dell\u2019incontro. Se da un lato non bastano le sequenze danzate all\u2019unisono seguendo di volta in volta l\u2019iniziativa e la creativit\u00e0 del singolo, dall\u2019altro si rovescia nel livore la giocosa danza eseguita con cavigliere di campanelli sui canti congolesi di Boule Mpanya e Russell Tshiebua, cos\u00ec come gli accenni di tenerezza amorosa si spengono nella promiscuit\u00e0 pi\u00f9 becera. \u00c8 un\u2019umanit\u00e0 ambigua e complessa quella di <em>Nicht Schlafen<\/em>, che maschera s\u00ec la tortura dietro lo sgambetto e il passo di pura <em>danse d\u2019\u00e9cole<\/em>, ma che conserva, pur massacrata, la nostalgia di qualcosa che odora di bellezza, di compassione, di sostegno reciproci. Una compassione che vena forse anche l\u2019imperativo del titolo, quel \u201cnon dormire\u201d in cui, accanto al dovere morale di guardare senza filtro le proprie inconfessabili bassezze, permane rimane anche un velo di rispetto per ci\u00f2 che l\u2019uomo, si pensi allo straordinario <em>m\u00e9lange<\/em> di linguaggi dell\u2019assolo iniziale, \u00e8 (era?) in grado di fare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Festival Aperto di Reggio Emilia 2016, Teatro Ludovico Ariosto &#8220;CANTICO DEI CANTICI&#8221; coreografia e reg\u00eca\u00a0Virgilio Sieni interpreti\u00a0Claudia Caldarano, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5690,"featured_media":86315,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[862,17118,17119,15315,15323,14677,17120,17121,15322,17122,17131,17116,15318,17123,17114,15317,17129,17115,17124,17125,17126,17117,17130,954],"class_list":["post-86310","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-alain-platel","tag-berenger-bodin","tag-boule-mpanya","tag-claudia-caldarano","tag-daniele-roccato","tag-danza","tag-dario-rigaglia","tag-david-le-borgne","tag-davide-valrosso","tag-elie-tass","tag-festival-aperto-di-reggio-emilia-2016","tag-festival-aperto-reggio-emilia","tag-giulia-mureddu","tag-ido-batash","tag-luna-cenere","tag-maurizio-giunti","tag-reggio-emilia","tag-riccardo-de-simone","tag-romain-guion","tag-russell-tshiebua","tag-samir-mkirech","tag-steven-prengels","tag-teatro-ludovico-ariosto","tag-virgilio-sieni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86310","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5690"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86310"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86310\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86325,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86310\/revisions\/86325"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86315"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86310"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86310"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}