{"id":86326,"date":"2016-10-11T22:48:54","date_gmt":"2016-10-11T20:48:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=86326"},"modified":"2017-01-16T17:58:02","modified_gmt":"2017-01-16T16:58:02","slug":"novara-teatro-c-coccia-aida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/novara-teatro-c-coccia-aida\/","title":{"rendered":"Novara, Teatro C. Coccia: &#8220;Aida&#8221;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro C. Coccia, Novara. Stagione lirica 2016-17<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cAIDA\u201d <\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Opera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Musica di <strong>Giuseppe Verdi <\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Aida <\/em>ALEXANDRA ZABALA<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Amneris <\/em>SANJA ANASTASIA<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Radames <\/em>WALTER FRACCARO<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Amonasro <\/em>ELIA FABBIAN<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Ramfis <\/em>ANTONIO DI MATTEO<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Il Re <\/em>GIANLUCA LENTINI<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Il messaggero <\/em>MURAT CAM GUVEN<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>La sacerdotessa <\/em>MARTA CALCATERRA<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Orchestra del Conservatorio G. Cantelli di Novara<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Direttore <strong>Matteo Beltrami<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Coro San Gregorio Magno e Coro del Ticino<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Maestro del coro <strong>Mauro Rolfi <\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Regia <strong>Piero Maranghi <\/strong>e <strong>Paolo Gavazzeni<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Scene e costumi <strong>Leila Fteita<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Luci <strong>Angelo Linzalata<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Coreografie <strong>Simona Bucci<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nuovo Allestimento Fondazione Teatro Coccia Onlus<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Novara,\u00a0 9 settembre 2016<br \/>\n<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il Teatro C. Coccia di Novara apre la stagione 2016\/17 con una produzione decisamente ambiziosa di \u201c<em>Aida<\/em>\u201d e bisogna riconoscere che l\u2019obiettivo \u00e8 stato sostanzialmente centrato. Presentare \u201c<em>Aida<\/em>\u201d in uno spazio teatrale e anche di dimensioni relativamente contenute permette di togliere l\u2019opera da quelle letture puramente spettacolari che troppo spesso la caratterizzano per riportare al centro la dimensioni lirica e onirica della partitura. E proprio in questo senso lavorano i registi <strong>Piero Maranghi <\/strong>e <strong>Paolo Gavazzeni<\/strong> che insieme a <strong>Leila Fteita<\/strong> firmano uno spettacolo di elegante sobriet\u00e0. L\u2019impianto scenico, pur nella sua monumentalit\u00e0 \u2013 le scene sono fra le pi\u00f9 imponenti viste sul palcoscenico novarese negli ultimi anni \u2013, trasmette un\u2019idea di essenzialit\u00e0: grandi scalinate, pareti lisce che si muovono ricomponendo i vari ambienti, massicci pilastri. Il tutto \u00e8 arricchito da limitati ma puntuali elementi di caratterizzazione dei singoli ambienti \u2013 il grande braciere del tempio di Ptha, i troni del palco reale durante la scena del trionfo e nel III atto una grande luna che riflette con suggestiva poesia sui colori metallici del Nilo in sotto fondo \u2013 mentre le luci trasmettono i colori caldi e sabbiosi del deserto egiziano. I costumi sono tradizionali, senza inutili forzature mentre la regia segue con cura e precisione la vicenda lavorando molto sui rapporti che intercorrono fra i personaggi. Per il trionfo si \u00e8, infine, sfruttata l\u2019intera platea del teatro facendo sfilare il corteo fra gli spettatori. Va inoltre considerato che l\u2019intera produzione non \u00e8 stata pensata solo nell\u2019ottica della diretta fruizione teatrale ma anche per la progettata ripresa e diffusione televisiva all\u2019interno di una collaborazione con Classica tv (canale compreso nel pacchetto Sky) che ha contribuito a tutta la realizzazione dello spettacolo all\u2019interno di una sinergia quanto mai interessante considerando le difficolt\u00e0 in cui si trovano molti teatri italiani. Sul piano musicale si apprezza l\u2019attento lavoro condotto da <strong>Matteo Beltrami <\/strong>con i ragazzi dell\u2019 <strong>Orchestra del Conservatorio G. Cantelli di Novara<\/strong> che hanno mostrato una qualit\u00e0 e una maturit\u00e0 esecutiva assolutamente apprezzabili se rappportati alla giovane et\u00e0 e alla pochissima esperienza degli strumentisti. Qualche suono pu\u00f2 essere non sempre pulito, qualche imprecisione si percepisce ma l\u2019impegno e la passione che trasmettono questi giovani musicisti conquista in ogni caso. Discorso simile per le masse corali guidate da <strong>Mauro Rolfi<\/strong>: non veri e proprio cori professionisti ma compagini che portano avanti la loro attivit\u00e0 con passione e zelo. Si coglie in modo evidente la cura con cui questa produzione \u00e8 stata preparata tanto che, pur rimanendo un certo scarto di qualit\u00e0 a favore della componente femminile e considerando l\u2019impegno richiesto da quest\u2019opera, la prestazione pu\u00f2 dirsi pi\u00f9 che compiuta. Beltrami riesce a cogliere l\u2019ambivalente natura dell\u2019opera valorizzandone i tratti pi\u00f9 lirici ma senza sacrificare in modo eccessivo le parti eroiche e monumentali riuscendo ad evitare con bravura entrambi gli eccessi di cui la partitura pu\u00f2 essere vittima riuscendo a fondere, con mano capace, monumentalit\u00e0 e intimismo, brillantezza ritmica e preziosismi orientali senza mai perdere di vista la tenuta teatrale complessiva. Sorprende come Aida <strong>Alexandra Zabala<\/strong>: l\u2019avevamo apprezzata lo scorso anno come Corinna. Il passaggio di ruolo suscitava, per la verit\u00e0, qualche perplessit\u00e0 e timori ma la cantante colombiana \u00e8 uscita vincitrice dal cimento. Certo la voce suona spesso leggera per la parte; la Zabala ha, per\u00f2, la sensibilit\u00e0 di non cercare inutilmente un volume e una drammaticit\u00e0 che non possiede ma cerca di affrontare il ruolo con la sua voce appoggiandosi alle sue doti di musicalit\u00e0 e all\u2019ottima tecnica di cui \u00e8 dotata che le permette acuti nitidi e puliti, ottimo controllo sul fiato, filature e mezze voci perfettamente eseguite. La sua \u00e8 un\u2019Aida quasi belcantista per impostazione vocale e di un lirismo intenso e patetico su quello interpretativo. Quest\u2019Aida cos\u00ec delicatamente musicale avrebbe dovuto avere al suo fianco un diverso Radam\u00e8s. <strong>Walter Fraccaro <\/strong>\u00e8 apparso in buona forma ma la sua impostazione tutta epica muscolare del personaggio crea un contrasto fin troppo marcato con la delicatezza della Zabala. Innegabilmente la voce \u00e8 importante anche se non sempre troppo raffinata, lo squillo \u00e8 buono cos\u00ec come la proiezione anche se si nota una tendenza ad allargare eccessivamente i suoni.\u00a0 Al contempo si notano alcuni sforzi per piegare l\u2019imponente massa vocale ad accenti pi\u00f9 intimi e raccolti come nel duetto finale dove trova il giusto lirismo. Specialista del ruolo, <strong>Sanja Anastasia <\/strong>\u00e8 un\u2019Amneris di forte rilievo sia scenico sia vocale, dotata di una voce robusta e sonora con acuti pieni e sicuri e cui nuoce solo una tendenza ad accentuare troppo il registro grave. Il personaggio \u00e8 perfettamente conosciuto anche sul piano interpretativo e certi accenti di insinuante efficacia ad esempio nel terzetto iniziale e nel duetto con Aida del II atto colgono pienamente il segno mentre nel finale tende a farsi trasportare troppo dalla passionalit\u00e0 perdendo a tratti di vista la correttezza stilistica. <strong>Elia Fabbian <\/strong>\u00e8 un baritono dalla voce robusta e sonora, dal timbro abbastanza chiaro ma non certo leggero e dall\u2019ottima dizione \u2013 per altri il lavoro sull\u2019intellegibilit\u00e0 del testo si apprezzava in tutti gli interpreti testimoniando un attento lavoro al riguardo \u2013 e una naturale predisposizione per un canto stentoreo e marziale che ben si addice ad Amonasro. Notevole il materiale vocale di cui dispone <strong>Antonio Di Matteo, <\/strong>un Ramfis cantato con autentica voce di basso scura e profonda. Un po\u2019 flebile ma corretto il Re di <strong>Gianluca Lentini<\/strong>; brava <strong>Marta Calcaterra <\/strong>come sacerdotessa mentre <strong>Murat Can Guven <\/strong>nel ruolo sostanzialmente declamato del messaggero era limitato da una pronuncia italiana poco naturale. Sala gremita e convinto successo per tutti gli interpreti.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro C. Coccia, Novara. 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