{"id":86335,"date":"2016-10-11T01:12:57","date_gmt":"2016-10-10T23:12:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=86335"},"modified":"2016-10-11T01:13:44","modified_gmt":"2016-10-10T23:13:44","slug":"venezia-palazzetto-bru-zane-ismael-margain-e-guillaume-bellom-a-quattro-mani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-palazzetto-bru-zane-ismael-margain-e-guillaume-bellom-a-quattro-mani\/","title":{"rendered":"Venezia, Palazzetto Bru Zane: Isma\u00ebl Margain e Guillaume Bellom, &#8220;A quattro mani&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Palazzetto Bru Zane-Centre de Musique Romantique Fran\u00e7aise, Festival \u201cCamille Saint-Sa\u00ebns tra romanticismo e modernit\u00e0\u201d <\/em><br \/>\n<strong>\u201cA quattro mani\u201d<\/strong><br \/>\nPianoforte <strong>Isma\u00ebl Margain,\u00a0<\/strong> <strong>Guillaume Bellom<\/strong><br \/>\n<em>Camille Saint-Sa\u00ebns:\u00a0 &#8220;<\/em>Le Rouet d\u2019Omphale&#8221; op. 31; &#8220;Suite alg\u00e9rienne&#8221; op. 60<br \/>\n<em>Fernand de La Tombelle: &#8220;<\/em>Orientale &#8221;<br \/>\n<em>Georges Bizet:<\/em> Jeux d\u2019enfants<br \/>\n<em>Maurice Ravel: <\/em>Ma M\u00e8re l\u2019Oye<br \/>\n<em>Venezia, 7 ottobre 2016\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nProsegue con successo il festival d\u2019autunno del Palazzetto Bru Zane-Centre de Musique Romantique Fran\u00e7aise, dedicato quest\u2019anno ad un musicista, come Camille Saint-Sa\u00ebns, famoso, ma anche sconosciuto \u2013 se si considera una larga parte della sua produzione uscita da tempo dal repertorio \u2013, avvalendosi, come d\u2019abitudine, dell\u2019apporto di giovani quanto talentuosi interpreti. \u00c8 il caso del duo pianistico Margain-Bellom, che si \u00e8 cimentato in una serie di pezzi per pianoforte a quattro mani di Saint-Sa\u00ebns\u00a0 e altri autori francesi, rivisitando una modalit\u00e0 esecutiva molto in voga nell\u2019Ottocento, quando, oltre ad una forma di socializzazione, rappresentava anche un mezzo di diffusione della musica \u2013 le opere di Wagner si conobbero a Parigi, inizialmente, proprio in questa forma \u2013 e di insegnamento, nonch\u00e9, una cospicua fonte di guadagno per gli editori, che pubblicavano i generi pi\u00f9 vari: arrangiamenti operistici, trascrizioni di brani orchestrali, pezzi infantili, musica da ballo, variazioni brillanti, imponenti sonate. I due interpreti, che nell\u2019aspetto avevano l\u2019aria di due studentelli di conservatorio, si sono rivelati \u2013 appena messe le mani sulla tastiera \u2013 due musicisti di assoluto spessore per l\u2019affiatamento, la sensibilit\u00e0, la padronanza tecnica, di cui hanno dato prova, tra l\u2019altro in una serie di pezzi dai tratti stilistici anche molto diversi e con diversi gradi di difficolt\u00e0 tecniche. <strong>Isma\u00ebl Margain<\/strong> suonava la parte pi\u00f9 acuta, <strong>Guillaume Bellom<\/strong> quella pi\u00f9 grave.<br \/>\nIl concerto \u00e8 iniziato con un poema sinfonico di\u00a0 Saint-Sa\u00ebns. Dopo aver dichiarato, nel 1879, il primato della musica assoluta su quella a programma, l\u2019autore francese, nel 1907, rivede le sue posizioni, esprimendosi a favore dei poemi sinfonici di Liszt, e di conseguenza anche dei propri, per quanto ogni riferimento extramusicale sia da lui considerato solo un pretesto per tentare musicalmente nuove strade, inediti effetti. Di fatto, il vero programma dei poemi sinfonici di Saint-Sa\u00ebns \u00e8 la musica stessa. Lo conferma anche <strong><em>Le Rouet d\u2019Omphale<\/em><\/strong> \u2013 il primo titolo in programma per la serata \u2013 nella cui <em>notice<\/em> l\u2019autore afferma che \u201cil soggetto \u00e8 la seduzione femminile, la lotta trionfante della debolezza contro la forza\u201d, per poi confessare che il \u201crouet\u201d (arcolaio) non \u00e8 che un pretesto per determinare il ritmo e l\u2019andamento generale del pezzo. Questo presenta una struttura ABA\u2019, la cui sezione centrale \u2013 \u201cErcole che geme nei lacci che non pu\u00f2 spezzare\u201d e \u201cOnfale che schernisce i vani sforzi dell\u2019eroe\u201d \u2013 \u00a0ha l\u2019andamento di un climax tra le due sezioni estreme. Grande sicurezza e nitore nel tocco hanno sfoggiato i due esecutori nella prima sezione molto brillante, fatta di trilli e\u00a0 scalette veloci affidate alla parte acuta; nella sezione centrale dominata dal registro grave e da un procedere con pesantezza, cui si contrappongono trilli nell\u2019acuto; e, infine, nella terza, che si apre con un tema danzante, per poi sfociare nella riproposizione della sezione iniziale. Dopo questo primo pezzo, piuttosto difficile, si \u00e8 passati ad <strong><em>Orientale<\/em> <\/strong>di Fernand de La Tombelle \u2013 che non presenta particolari difficolt\u00e0 tecniche \u2013 dedicato alla pianista Marguerite Allard, che suonava a quattro mani insieme a sua sorella Aline, esibendosi soprattutto nel salotto della moglie del compositore. Nonostante il titolo, l\u2019orientalismo di questo lavoro \u2013 che l\u2019autore ha composto senza mai essere stato in Oriente \u2013 \u00e8 piuttosto discreto: pedali armonici, una formula melodica che stilizza una melopea arabizzante e qualche tocco modale (dato dall\u2019assenza della sensibile) bastano a creare un tenue effetto esotico. Vari nel tocco e attenti alle sfumature, nonch\u00e9 ai diversi caratteri si sono dimostrati i due giovani interpreti in questo pezzo, basato sulla ripetizione, a livelli diversi, di uno schema ritmico, che fa da supporto all\u2019improvvisazione, e nel quale una sognante melodia si sviluppa su un ondeggiare di arpeggi, mentre qualche crescendo anima il clima generale, di carattere intimistico. Il terzo titolo ha riportato sulla scena il musicista dedicatario del festival. Saint-Sa\u00ebns era solito svernare in Algeria, dove tra l\u2019altro mor\u00ec. Dopo una <strong><em>R\u00eaverie orientale<\/em><\/strong>, ispirata ad un primo soggiorno algerino nell\u2019autunno 1873, il musicista compose una <em>suite<\/em> orchestrale, la <strong><em>Suite alg\u00e9rienne<\/em><\/strong>, eseguita per la prima volta ai Concerts Colonne nel 1880. Di questo lavoro \u00e8 stata proposta una trascrizione per pianoforte a quattro mani, eseguita dal Duo Margain-Bellom con tale ricchezza di colori e sensibilit\u00e0 per le sfumature, da non aver fatto rimpiangere una grande orchestra, caratterizzando con giusto accento le varie scene in cui si articola: la vista di Algeri e, insieme, l\u2019ascolto dei suoi rumori e delle sue voci dalla nave scossa da un\u2019onda, cui corrispondono musicalmente ondeggianti melismi in 6\/8, che gradatamente sfociano in un corale; la descrizione di un caff\u00e8 arabo dove si danza al suono dei flauti, dei <em>rebab<\/em> e dei tamburi, che si traduce in un fugato che stilizza quel modo di far musica; l\u2019incanto dell\u2019oasi di Blidah nella notte profumata in cui risuona lontano un canto d\u2019amore, insieme al dolce suono di un flauto; il ritorno ad Algeri, dove si sente il passo raddoppiato di un reggimento francese, il cui ritmo marziale contrasta con i ritmi bizzarri e le languide melodie orientali, a simboleggiare il colonialismo che opprime le culture locali.<br \/>\nPer gli ultimi due pezzi \u2013 entrambi evocanti il mondo dell\u2019infanzia \u2013 i due musicisti si sono scambiati le parti. Composta da Ravel per i giovanissimi figli dei suoi amici Godebski, la suite <strong><em>Ma m\u00e8re l\u2019Oye<\/em><\/strong>, per pianoforte a quattro mani si ispira a una delle loro favole preferite. Nel 1908,\u00a0 vide la luce la sola <em>Pavane<\/em>, pensata per le piccole mani infantili, una pagina che si suona quasi interamente sui tasti bianchi. Gli altri pezzi successivamente aggiunti, sono di pi\u00f9 difficile esecuzione \u2013 ma comunque relativamente semplici, senza armonie troppo complicate \u2013 anche se l\u2019ultimo, <em>Les Entretiens de la Belle et la B\u00eate<\/em>, \u00e8 alquanto elementare, costituendo \u2013 secondo la definizione dell\u2019autore stesso \u2013 la \u201cquarta Gymnop\u00e9die\u201d, per l\u2019influenza dell\u2019estetica minimalista di Erik Satie, percepibile gi\u00e0 nella <em>Pavane<\/em>. Anche l\u2019interpretazione di questo pezzo \u00e8 stata esemplare per la capacit\u00e0 dimostrata dai due pianisti di dare adeguata espressivit\u00e0 ad una scrittura che spesso fa uso di mezzi, come si \u00e8 detto, piuttosto semplici.<br \/>\nDecisamente pi\u00f9 difficile \u00e8 <strong><em>Jeux d&#8217;enfants<\/em> <\/strong>di Georges Bizet, una composizione \u2013 terminata nell\u2019autunno 1871 con dedica a due misteriose mesdemoiselles: Marguerite de Beaulieu et Fanny Gouin \u2013 che \u00e8 stata concepita per i bambini in qualit\u00e0 di ascoltatori, ma non di interpreti, come dimostrano le sue difficolt\u00e0 esecutive. Bench\u00e9 fosse un notevole pianista, apprezzato dallo stesso Liszt, Bizet non ha scritto molto per la tastiera, in ogni caso, <em>Jeux d\u2019enfants<\/em>, la sua unica partitura per pianoforte a quattro mani, \u00e8 una tra le sue pi\u00f9 celebri composizioni. Il lavoro \u2013 come si \u00e8 detto \u2013 richiede due interpreti agguerriti, in grado di affrontare le difficolt\u00e0, anche virtuosistiche, racchiuse in questa stupenda <em>suite<\/em>, in cui Bizet \u2013 diversamente da Schumann, che in <em>Kinderszenen<\/em> idealizza il mondo infantile, e da Ravel, che in <em>Ma M\u00e9re l\u2019Oye<\/em>, ne evoca anche le angosce e i misteri \u2013 raffigura con candore e freschezza i divertimenti dei piccoli mediante motivi di icastica evidenza. Va\u00a0 da s\u00e9 che il pezzo sembrava composto per Isma\u00ebl Margain e Guillaume Bellom, che ne hanno evidenziato tutta la raffinatezza armonica, l\u2019estrosa eleganza dei motivi, la scrittura, ora densa ora lieve, che fa sentire i timbri dell\u2019orchestra. Successo veramente strepitoso confermato dalla concessione di due <em>bis<\/em>: due brani tratti da <em>Bilder aus Osten<\/em>, op. 66 di Robert Schumann.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Palazzetto Bru Zane-Centre de Musique Romantique Fran\u00e7aise, Festival \u201cCamille Saint-Sa\u00ebns tra romanticismo e modernit\u00e0\u201d \u201cA quattro mani\u201d [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":86336,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[4930,14678,15788,17027,247,17134,17133,376,10201,16247],"class_list":["post-86335","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-camille-saint-saens","tag-concerti","tag-fernand-de-la-tombelle","tag-festival-camille-saint-saens-tra-romanticismo-e-modernita","tag-georges-bizet","tag-guillaume-bellom","tag-ismael-margain","tag-maurice-ravel","tag-palazzetto-bru-zane","tag-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86335","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86335"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86335\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86336"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86335"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86335"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86335"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}