{"id":86398,"date":"2016-10-17T19:54:07","date_gmt":"2016-10-17T17:54:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=86398"},"modified":"2016-10-17T23:22:25","modified_gmt":"2016-10-17T21:22:25","slug":"moeder-dei-peping-tom-al-festival-aperto-di-reggio-emilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/moeder-dei-peping-tom-al-festival-aperto-di-reggio-emilia\/","title":{"rendered":"&#8220;Moeder&#8221; dei Peping Tom al Festival Aperto di Reggio Emilia"},"content":{"rendered":"<p>Peeping Tom<br \/>\n&#8220;<strong>MOEDER&#8221;<\/strong><br \/>\nregia <strong>Gabriela Carrizo<\/strong><br \/>\nassistenza registica e drammaturgia <strong>Franck Chartier<\/strong><br \/>\ncreazione e interpretazione <strong>Marie Gyselbrecht<\/strong>, <strong>Charlotte Clamens<\/strong>, <strong>Hun-Mok Jung<\/strong>, <strong>Simon Versnel<\/strong>, <strong>Maria Carolina Vieira<\/strong>, <strong>Brandon Lagaert<\/strong>, <strong>Yi-Chun Liu<\/strong>, <strong>Eurudike De Beul<\/strong><br \/>\nassistenza artistica <strong>Diane Fourdrignier<\/strong><br \/>\ncomposizione sonora e arrangiamenti <strong>Rapha\u00eblle Latini, Renaud Crols, Peeping Tom<\/strong><br \/>\nmissaggio audio <strong>Yannick Willox, Peeping Tom<\/strong><br \/>\nluci <strong>Giacomo Gorini<\/strong>, <strong>Amber Vandenhoeck<\/strong><br \/>\ncostumi <strong>Diane Fourdrignier<\/strong>, <strong>Kristof Van Hoorde (stagista), Peeping Tom<\/strong><br \/>\nscene <strong>Amber Vandenhoeck<\/strong>, <strong>Peeping Tom<\/strong><br \/>\n<em>Reggio Emilia, 15 ottobre 2016- Prima italiana<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo capitolo della trilogia dopo <strong>Vader<\/strong> (Padre) 2014, <strong>Moeder<\/strong> (Madre) sar\u00e0 seguita, probabilmente nel 2018 da <strong>Kinderen<\/strong> (Figli) 2018. Si tratta di un lavoro (in alternanza registica tra Gabriela e Franck) sulle relazione parentali che sta maturando e si spera raggiunga pi\u00f9 alti livelli artistico espressivi. Infatti <strong>Vader<\/strong> non aveva convinto per quel suo prevalere addirittura del recitato, seppur laconico e ripetitivo, molto minimale quasi puerile, a scapito delle ottime<em> performance<\/em> di contorsione e dei colpi di scena carichi di suspense ammirate invece in &#8220;<strong>A Louer<\/strong>&#8221; e in &#8220;<strong>32 rue Vandenbranden<\/strong>\u201d. Il teatro danza dei <strong>Peeping Tom<\/strong> \u00e8 originalissimo e unico; un appuntamento irrinunciabile per i fans italiani, considerata l\u2019unica tappa emiliana. Anche questo spettacolo, seppur notevole per l\u2019intensit\u00e0 dei quadri e delle figure a mio giudizio, sembra un po\u2019 sbilanciato verso la declinazione della prole (un\u2019attenzione maniacale verso quest\u2019ultima) che incentrato sulla figura ancestrale e primordiale della madre, la cui presenza \u00e8 una presenza pi\u00f9 performativa nella sua accezione di \u201cessere socialmente utile\u201d che biologicamente impegnata, perci\u00f2 carica pi\u00f9 che di concetti, di azioni sempre giocate sul filo affettivo. A parte questo nei <strong>Peeping Tom<\/strong> sta venendo a mancare la danza: quell\u2019equilibrio tra i duetti corpo a corpo, le contorsioni dei singoli al limite del possibile, spinte ed elevate all\u2019eccesso e mantenute nel tempo, e le intese corali, dove, tutti in scena, ci si scambia di posto, addirittura ci si trasfigura e si sparisce nel nulla. In <strong>Moeder<\/strong> c\u2019\u00e8 tutto ma manca forse quella reg\u00eca capace di dosare i tempi, ovvero dilatarli per farli entrare nella dimensione dello spettatore, nel momento in cui perde coscienza ed entra in scena accanto e dentro al performer. Come pubblico prendiamo un fremito quando <strong>Marie Gyselbrecht <\/strong>annaspa in quella pozza d\u2019acqua solo sonoramente percepibile e ci manda in affanno; rimaniamo affranti quando <strong>Brandon Lagaert <\/strong>trema tutto nel ripetere che deve andare perch\u00e9 l\u2019aspetta la figlia, ch\u00e9 \u00e8 il suo compleanno e le luci al neon sfarfallano al ritmo convulso delle sue evoluzioni. Poi sorridiamo al balletto delle guardie del museo, ondeggiato sui fianchi, tutt\u2019attorno alla ladra del quadro: un quadro che lei ricorda stava appeso in cucina sopra al banco dove lavorava sua mamma. Ma dove siamo? In una nursery o in un museo? Chi sono quei personaggi dai tic epilettici: visitatori del museo o infermieri e ostetriche? Non importa, perch\u00e9 ci\u00f2 che vogliamo intendere \u00e8 ci\u00f2 che vediamo nel bello del rivelarsi mentre si canta (la bella voce lirica di <strong>Eurudike De Beul<\/strong> nel \u201c<em>Miserere<\/em>\u201d), si recita, si danza e si suona (l\u2019ukulele del mariachi) e qui il <em>sound design<\/em> mai come stavolta \u00e8 cifra stilistica ed espressione virtuosa tra una canzone rock e una strimpellata al piano forte. Ancora <strong>Lynch<\/strong> viene di nuovo citato, dopo l\u2019ambientazione di <strong>A Louer<\/strong> (2012), ripresa da <strong>Twin Peaks <\/strong>nel momento del sogno dell\u2019agente Dale Cooper (quello del nano che parla al contrario seduto su una poltrona in una stanza col pavimento a scacchi racchiusa dentro tende rosse), nella ragazza della macchina del caff\u00e8 (che esce da essa), ripresa da \u201cThe Lady In The Radiator\u201d in Eraserhead. Lynch e <strong>Peeping Tom<\/strong> sono concordi che nell\u2019esasperazione della psiche dei personaggistia la cifra stilistica, la godibilit\u00e0 dello spettacolo (<em>mise en scene<\/em>). Purtroppo, il voler dare spazio al sistema linguistico verbale, anzich\u00e9 a quello non verbale comporta rischi tecnici. Mi riferisco al fatto che la sovratitolazione era alle volte asincrona rispetto al recitato, nonch\u00e9 poco visibile in quanto fioca.<br \/>\nFiume di applausi finali da farli uscire tre volte, i <strong>Peeping Tom<\/strong> ci lasciano soddisfatti, carichi di scene da riosservare ripetendole agli amici che sono stati seduti accanto a te e concordi nel ritenere gli spettacoli della compagnia belga delle <em>performance<\/em> in cui c\u2019\u00e8 espressione di personalit\u00e0, quella del ballerino e del suo mondo interiore e parallelo, quel mondo che cerca di sopravvivere pur se alienato dalla routine quotidiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Peeping Tom &#8220;MOEDER&#8221; regia Gabriela Carrizo assistenza registica e drammaturgia Franck Chartier creazione e interpretazione Marie Gyselbrecht, Charlotte [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":122,"featured_media":86410,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[17186,17182,17188,17189,17183,17185,17181,17180,17179,17184,17187],"class_list":["post-86398","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-brandon-lagaert","tag-charlotte-clamens","tag-eurudike-de-beul","tag-gabriela-carrizo","tag-hun-mok-jung","tag-maria-carolina-vieira","tag-marie-gyselbrecht","tag-moeder","tag-peping-tom","tag-simon-versnel","tag-yi-chun-liu"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86398","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86398"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86398\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86410"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}