{"id":86526,"date":"2016-10-27T03:04:45","date_gmt":"2016-10-27T01:04:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=86526"},"modified":"2016-12-11T23:00:31","modified_gmt":"2016-12-11T22:00:31","slug":"venezia-teatro-malibran-il-medico-dei-pazzi-di-giorgio-battistelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-malibran-il-medico-dei-pazzi-di-giorgio-battistelli\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro Malibran: &#8220;Il medico dei pazzi&#8221; di Giorgio Battistelli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro Malibran, Lirica e Balletto, Stagione 2015-2016 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cIL MEDICO DEI PAZZI\u201d<\/strong><br \/>\nAzione musicale napoletana<br \/>\nLibretto e musica <strong>Giorgio Battistelli <\/strong>liberamente adattato dall\u2019omonima commedia di Eduardo Scarpetta<br \/>\n<em>Rosina<\/em> DAMIANA MIZZI<br \/>\n<em>Bettina\/Carmela<\/em> ARIANNA DONADELLI<br \/>\n<em>Concetta<\/em> LORIANA CASTELLANO<br \/>\n<em>Amalia<\/em> MILENA STORTI<br \/>\n<em>Ciccillo<\/em> SERGIO VITALE<br \/>\n<em>Michelino<\/em> GIUSEPPE TALAMO<br \/>\n<em>Errico<\/em> MAURIZIO PACE<br \/>\n<em>Felice<\/em> MARCO FILIPPO ROMANO<br \/>\n<em>Luigi <\/em>MATTEO FERRARA<br \/>\n<em>Raffaele<\/em> FILIPPO FONTANA<br \/>\n<em>Carlo<\/em> CLEMENTE ANTONIO DALIOTTI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro La Fenice<br \/>\nDirettore <strong>Francesco Lanzillotta<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Claudio Marino Moretti<\/strong><br \/>\nRegia e Scene <strong>Francesco Saponaro<\/strong><br \/>\nCostumi<strong> Carlos Tieppo<\/strong><br \/>\nLight designer <strong>Cesare Accetta<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice<br \/>\nPrima rappresentazione italiana<br \/>\n<em>Venezia, 23 ottobre 2016\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>Il genere dell&#8217;opera, considerato con sufficienza dalle avanguardie pi\u00f9 radicali del Novecento, ha conosciuto \u2013 come si legge nel programma di sala \u2013\u00a0 una rinascita a partire dagli anni Novanta<\/strong>, grazie anche ad alcuni compositori italiani, che\u00a0 vi si sono cimentati ottenendo grande successo, a dire il vero, pi\u00f9 all&#8217;estero che in Italia. \u00c8 il caso di <strong>Giorgio Battistelli, di cui \u00e8 nota la predilezione per il teatro musicale<\/strong>, testimoniato dalle sue numerose opere concepite per la scena, che affrontano i pi\u00f9 disparati temi, attinti a diverse fonti, tra cui un\u2019importanza particolare hanno \u00a0quelle rappresentate da film: da <em>Teorema<\/em> di Pasolini a <em>Prova d&#8217;orchestra<\/em> di Fellini, a <em>Miracolo a Milano<\/em> di De Sica, a <em>Divorzio all&#8217;italiana<\/em> di Germi, capostipite \u2013 quest\u2019ultimo \u2013 della commedia all&#8217;italiana, che irride a certe anacronistiche convenzioni sociali, vigenti in un&#8217;immobile, assolata Sicilia. Un'&#8221;azione napoletana&#8221; \u00e8 invece <em>Il medico dei pazzi<\/em> secondo la definizione riportata sul libretto, che Battistelli stesso ha liberamente tratto dall&#8217;omonima commedia di Eduardo Scarpetta (1908), ultimo lavoro del commediografo napoletano, prima di lasciare le scene. Alla base dell\u2019opera \u2013 che ha avuto la sua prima a Nancy nel 2014, la stessa citt\u00e0 in cui era apparso <em>Divorzio all&#8217;italiana<\/em> qualche anno prima \u2013 vi \u00e8 comunque anche la fortunata trasposizione cinematografica della commedia di Scarpetta, realizzata nel secondo dopoguerra da Mario Mattoli, con Tot\u00f2 nel ruolo di Felice Sciosciammocca, il benestante sindaco di Roccasecca, e Carlo Giuffr\u00e8 in quello del prodigo nipote Ciccillo, che fa la bella vita a Napoli, anzich\u00e9 dedicarsi agli studi di medicina. Anche nel lavoro di Battistelli il Merdione viene presentato da un&#8217;angolazione estraniata ed ironica, pur attribuendo al tema della follia una valenza che va ben oltre quei limiti geografici. Nel libretto la vicenda appare semplificata, riducendo al minimo le battute dialettali ed eliminando alcuni personaggi, per concentrarsi sul nucleo essenziale del perfetto meccanismo teatrale creato da Scarpetta, che \u00e8 poi quello di una \u201ccommedia degli equivoci\u201d.<br \/>\n<strong>Sul versante musicale, la scrittura di Battistelli \u00e8 modellata sul ritmo serrato della vicenda e della parola<\/strong>: vocalmente si traduce in un continuo declamato, che segue il ritmo del parlato, modellato, a sua volta, su quello dell&#8217;antica Commedia dell&#8217;Arte. Si coglie, inoltre, un legame molto stretto tra la recitazione e l&#8217;azione scenica, da una parte, e la\u00a0 loro resa musicale, dall\u2019altra, anche attraverso una raffinata orchestrazione, attenta ad ogni minimo dettaglio. Fondamentale la funzione del coro, che, in apertura dell&#8217;opera, fa la parodia dei napoletani al bar con la concitazione ossessiva delle ordinazioni, e in generale rappresenta la \u201cvoce di Napoli\u201d, il sottofondo ambientale \u2013 dal chiacchiericcio alle esclamazioni in vernacolo \u2013, che accompagna le azioni dei personaggi. Aspetto intrigante della partitura: le citazioni dall\u2019<em>Otello<\/em>, <em>La Traviata<\/em> e <em>L\u2019Africana<\/em>, inserite, rispettivamente, per Raffaele, attore dilettante, che deve debuttare nei panni del Moro nella tragedia di Shakespeare; per Michelino, amico di Ciccillo, che \u00e8 costretto a fingersi un tenore impazzito per l\u2019opera incentrata su Violetta, e per Errico, maestro di musica, che avrebbe dovuto dirigere l\u2019opera di Meyerbeer alla Scala, se non fosse stato cacciato dagli orchestrali.<br \/>\nL\u2019impostazione registica di <strong>Francesco Saponaro<\/strong> \u2013 napoletano verace, mentre Battistelli \u00e8 nato ad Albano Laziale in provincia di Roma \u2013 si basa sull\u2019idea di considerare la vicenda, in linea con le scelte dello stesso compositore, valida ben aldil\u00e0 del contesto napoletano, se non altro perch\u00e9 Napoli \u00e8 stata ed \u00e8 ancora \u2013 nella sua vera essenza \u2013 una grande capitale della cultura, riconosciuta in tutto il mondo. Nella vicenda stessa si coglie il contrasto tra il mondo rurale con la sua mentalit\u00e0 sempliciotta, incarnata da Sciosciammocca (il cognome significa: \u201cuno che respira a bocca aperta\u201d) e la vita frenetica della metropoli con il suo modo pi\u00f9 disincantato di vedere le cose: per questo <strong>l&#8217;ambientazione scelta \u00e8 quella del periodo del <em>boom<\/em> economico<\/strong> \u2013 tra gli ultimi anni Cinquanta e i primi anni Sessanta \u2013 quando il conflitto citt\u00e0-campagna si fa pi\u00f9 stridente. Inoltre determinante \u00e8 stata l&#8217;influenza di due capolavori del cinema di quel medesimo periodo, entrambi legati a Eduardo De Filippo, figlio naturale di Scarpetta \u2013 <em>L&#8217;oro di Napoli<\/em> e <em>Ieri oggi e domani \u2013<\/em>, in cui il capoluogo campano \u00e8 in qualche modo protagonista, in un fase di cambiamenti e contraddizioni, come lo era nella messinscena del <em>Medico dei Pazzi,<\/em> del 1959, ad opera dello stesso Eduardo, che ambient\u00f2 la commedia in quel medesimo anno. E l&#8217;effige di Eduardo si vede sullo sfondo della scena fissa, cui contrastano le fotografie della nuova Napoli dei palazzinari, frutto di quella speculazione edilizia, che Francesco Rosi denuncia, da grande regista impegnato qual era, in <em>Mani sulla citt\u00e0<\/em>. Particolare cura ha profuso il regista nel mettere in valore le doti attoriali dei cantanti, che in effetti hanno saputo mantenere il ritmo sempre vivace imposto all\u2019azione scenica, mostrandosi a loro agio quanto a gestualit\u00e0 e recitazione.<br \/>\nVenendo alla direzione e alla concertazione, <strong>il maestro Anzillotta ha affrontato la partitura con un approccio molto analitico<\/strong>, facendo apprezzare appieno la raffinatezza dell\u2019orchestrazione, basata su un\u2019ampia tavolozza di colori, oltre alla caratterizzazione di ogni personaggio. Di valore il <em>Cast<\/em>, che \u2013 come accennato \u2013 si \u00e8 ben comportato sia nel canto che nel gesto scenico, con un\u2019efficace espressivit\u00e0, che \u2013 nell\u2019uno e nell\u2019altro caso \u2013 non \u00e8 mai sconfinata nella macchietta. Cos\u00ec i baritoni: <strong>Marco Filippo Romano<\/strong> (l\u2019ingenuo Felice); <strong>Sergio Vitale<\/strong> (l\u2019ineffabile Ciccillo); <strong>Matteo Ferrara<\/strong>, quale Luigi, giornalista e scrittore di novelle; <strong>Filippo Fontana<\/strong>, nei panni di Raffaele; e <strong>Clemente Antonio Daliotti<\/strong>, in quelli di Carlo, direttore della Pensione Stella, nonch\u00e9 fratello di Raffaele. Analogamente validi i tenori \u2013 <strong>Giuseppe Talamo<\/strong> (Michelino, amico di Ciccillo) e <strong>Maurizio Pace<\/strong> (Errico) \u2013, i soprani \u2013 <strong>Damiana Mizzi<\/strong> (Rosina, figlia di Amalia, scambiata per pazza da Felice, che finge di acconsentire a sposarla) e <strong>Arianna Donadelli<\/strong> (Bettina, cameriera del caff\u00e8, e Carmela, cameriera della pensione) \u2013, infine i mezzosoprani: <strong>Loriana Castellano<\/strong> nei panni di Concetta, moglie di Felice, e <strong>Milena Storti<\/strong> in quelli di Amalia, madre di Rosina, anch\u2019ella scambiata per pazza da Felice. Molto espressivo il coro. Successo pieno e caloroso per tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro Malibran, Lirica e Balletto, Stagione 2015-2016 \u201cIL MEDICO DEI PAZZI\u201d Azione musicale napoletana Libretto e musica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":86530,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[3379,17265,5583,6269,17261,4292,2709,17262,7626,17263,17260,7883,2229,2419,17264,3185,145,7646,16247],"class_list":["post-86526","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alejandro-marco-buhrmester","tag-ariananna-donadelli","tag-clemente-antonio-daliotti","tag-damiana-mizzi","tag-eduardo-scarpetta","tag-filippo-fontana","tag-francesco-lanzillotta","tag-francesco-saponaro","tag-giorgio-battistelli","tag-giuseppe-talamo","tag-il-medico-dei-pazzi","tag-loriana-castellano","tag-marco-filippo-romano","tag-matteo-ferrara","tag-maurizio-pace","tag-milena-storti","tag-opera-lirica","tag-teatro-malibran-di-venezia","tag-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86526","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86526"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86526\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86532,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86526\/revisions\/86532"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86530"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86526"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86526"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86526"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}