{"id":86546,"date":"2016-10-24T17:02:07","date_gmt":"2016-10-24T15:02:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=86546"},"modified":"2016-12-29T16:38:02","modified_gmt":"2016-12-29T15:38:02","slug":"torino-teatro-regio-la-boheme-cast-alternativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-teatro-regio-la-boheme-cast-alternativo\/","title":{"rendered":"Torino, Teatro Regio: &#8220;La Boh\u00e8me&#8221; (cast alternativo)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio, stagione d\u2019opera 2016-2017<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;LA BOH\u00c8ME&#8221;\u00a0<\/strong>Opera in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dal romanzo <em>Sc\u00e8nes de la vie de Boh\u00e8me <\/em>di Henri Murger<br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini<br \/>\n<\/strong><em>Mim\u00ec<\/em> ERIKA GRIMALDI<br \/>\n<em>Rodolfo<\/em> IV\u00c1N AY\u00d3N RIVAS<br \/>\n<em>Musetta <\/em>FRANCESCA SASSU<br \/>\n<em>Marcello<\/em> SIMONE DEL SAVIO<br \/>\n<em>Schaunard<\/em> BENJAMIN CHO<br \/>\n<em>Colline<\/em> GABRIELE SAGONA<br \/>\n<em>Beno\u00eet<\/em> e <em>Alcindoro<\/em> MATTEO PEIRONE<br \/>\n<em>Parpignol<\/em> CULLEN GANDY<br \/>\n<em>Sergente dei doganieri<\/em> MARCO SPORTELLI<br \/>\n<em>Un doganiere<\/em> RICCARDO MATTIOTTO<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio<br \/>\nCoro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio \u201cG. Verdi\u201d<br \/>\nDirettore <strong>Gianandrea Noseda<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Claudio Fenoglio<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>\u00c0lex Oll\u00e9<br \/>\n<\/strong>Scene <strong>Alfons Flores<br \/>\n<\/strong>Costumi <strong>Lluc Castells<br \/>\n<\/strong>Luci <strong>Urs Sch\u00f6nebaum<br \/>\n<\/strong>Nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro dell\u2019Opera di Roma<br \/>\n<em>Torino, 20 ottobre 2016<br \/>\n<\/em>La vicenda di Rodolfo, Mim\u00ec e dei loro compagni di avventure \u2013 emblema della fine dei sogni della giovinezza e del passaggio all\u2019et\u00e0 adulta, attraverso il confronto con la prosaicit\u00e0 della vita quotidiana e l\u2019esperienza del dolore e della morte \u2013, immortalata dalla sensibilit\u00e0 pucciniana, ha una sua portata eterna e universale che le permette di reggere qualsiasi trasposizione di spazio e di tempo senza perdere fascino o efficacia. Tanto pi\u00f9 che la regia di <strong>\u00c0lex Oll\u00e9<\/strong> \u2013 sulla quale non mi soffermer\u00f2 oltre, essendo gi\u00e0 stata descritta con dovizia di particolari dal collega Giordano Cavagnino nel suo <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2016\/10\/torino-teatro-regio-la-boheme-2\/\">articolo<\/a> relativo al cast principale di questa produzione \u2013 va in fondo catalogata tra quelle di impostazione tradizionale, non prevedendo alcuno stravolgimento dell\u2019azione, al di l\u00e0 della posposizione in una periferia italiana dei nostri giorni. Certo, qualche dettaglio che stride \u00e8 inevitabile (quando mai, oggi, due ventenni si danno del lei, sia pure al loro primo incontro? quanti sanno ancora che cosa sia una barriera daziaria?), ed \u00e8 legittimo il dubbio che queste operazioni non servano per avvicinare all\u2019opera pubblico nuovo; ma per chi di <em>Boh\u00e8me <\/em>a Torino ne ha viste sin troppe la modernizzazione pu\u00f2 essere fonte di una feconda riflessione su come il mondo cambi molto nelle forme, ma le dinamiche della crescita umana passino attraverso processi sempre simili.\u00a0 Il vero dubbio, in fondo, \u00e8 quanto fosse necessario, per l\u2019apertura della nuova stagione, allestire un\u2019opera rappresentata per l\u2019ultima volta sul palcoscenico del Regio quindici mesi fa e ormai conosciuta a memoria da tutti i melomani torinesi \u2013 infatti, la sala non era completamente esaurita \u2013 che nell\u2019ultimo decennio hanno avuto la possibilit\u00e0 di assistervi almeno ad anni alterni. Invece di inventare nuovi allestimenti, non si potrebbe pensare ad ampliare il repertorio?Dal punto di vista musicale, l\u2019esecuzione, affidata al Direttore musicale stabile, <strong>Gianandrea Noseda<\/strong>, si \u00e8 distinta per una concertazione molto curata, che \u00e8 risaltata in particolare nella recita in questione, che lo scrivente ha ascoltato dal palco reale, dove l\u2019amalgama del suono e l\u2019equilibrio tra buca e palcoscenico si sono manifestati in misura eccellente. L\u2019attenzione di Noseda si concentra sul tessuto sinfonico, sulle dinamiche, sull\u2019agogica puntuale ma mai eccessivamente tesa, sugli opportuni istanti di stasi. Un precedente ascolto dalla platea con il primo cast aveva destato qualche perplessit\u00e0 per il prevalere dell\u2019orchestra sulle voci in diversi momenti d\u2019<em>ensemble<\/em>; ma, sar\u00e0 il maggiore rodaggio, sar\u00e0 la posizione dell\u2019ascoltatore, saranno le voci di caratura pi\u00f9 elevata, il 20 ottobre tutto \u00e8 parso filare per il meglio.<br \/>\nNonostante formalmente si trattasse di un cast alternativo, infatti, i protagonisti di questa recita avrebbero potuto tranquillamente essere in scena la sera della \u201cprima\u201d. Il soprano <strong>Erika Grimaldi<\/strong>, che proprio nella <em>Boh\u00e8me<\/em> aveva debuttato al Regio nel 2008, conosce il ruolo di Mim\u00ec come le proprie tasche, e ogni volta approfondisce la lettura di qualche dettaglio: si pensi al fraseggio quotidiano, realistico, della scena della ricerca della chiave, alla malizia di \u00abvivo sola, soletta\u00bb, alla spossatezza comunicata negli ultimi due quadri e in specie nella scena finale. Un po\u2019 di affaticamento doveva essere reale, complici il pancione all\u2019ottavo mese e il pesante abbigliamento imposto dalla regia, ma il ritratto di Mim\u00ec morente \u00e8 perfettamente riuscito, favorito da una voce che nel corso degli anni ha acquisito sfumature pi\u00f9 calde e ombrose. La Musetta del soprano <strong>Francesca Sassu<\/strong> si identifica per l\u2019intonazione puntuale e per la voce sensuale, morbida e calda, senza perdere il tratto piccante del personaggio. Il tenore <strong>Iv\u00e1n Ay\u00f3n Rivas<\/strong> (Rodolfo), ventitreenne pressoch\u00e9 debuttante, alla sua prima prova assoluta in un ruolo protagonistico, \u00e8 stato la vera sorpresa della serata; non ha stupito del tutto, per\u00f2, coloro che lo avevano ascoltato casualmente in qualche parte collaterale (come il sottoscritto, che lo sent\u00ec interpretare Guelfo nella <em>Francesca da Rimini <\/em>di Mercadante, a Martina Franca qualche mese fa) ed erano rimasti colpiti dalla sua voce. Lo squillo nitido, l\u2019estensione sicura e il volume ragguardevole nonostante una corporatura minuta, uniti a un timbro naturalmente bello, fanno di lui uno dei tenori lirici pi\u00f9 interessanti della nuova generazione, a patto che egli non si consideri \u201carrivato\u201d e continui a studiare per perfezionare alcuni dettagli tecnici e approfondire la lettura interpretativa dei personaggi affrontati. Il baritono <strong>Simone Del Savio<\/strong> riesce assai bene nel ruolo di Marcello, di cui evidenzia il carattere schietto, <strong>Benjamin Cho<\/strong> \u00e8 un discreto Schaunard, pur con qualche problema nella dizione italiana (\u00abmi sia permesso al nobile consesso\u00bb diventa un piccolo garbuglio), e il basso <strong>Gabriele Sagona<\/strong> riesce a integrare la sua espressiva \u00abVecchia zimarra\u00bb nella scena della morte di Mim\u00ec senza farla apparire come un cammeo a s\u00e9 stante. Il basso <strong>Matteo Peirone<\/strong> \u00e8 giustamente caricaturale nel doppio ruolo di Beno\u00eet e di Alcindoro, che la regia rende eccessivamente volgare. Nulla da eccepire sulle seconde parti n\u00e9 sul coro, che nel II quadro ha dato un\u2019ottima prova di s\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio, stagione d\u2019opera 2016-2017 &#8220;LA BOH\u00c8ME&#8221;\u00a0Opera in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":86550,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7955,17176,5491,5630,5674,136,1696,16275,109,2384,145,5894,919,17082],"class_list":["post-86546","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alex-olle","tag-benjamin-cho","tag-erika-grimaldi","tag-francesca-sassu","tag-gabriele-sagona","tag-giacomo-puccini","tag-gianandrea-noseda","tag-ivan-ayon-rivas","tag-la-boheme","tag-matteo-peirone","tag-opera-lirica","tag-simone-del-savio","tag-teatro-regio-di-torino","tag-torino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86546","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86546"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86546\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88226,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86546\/revisions\/88226"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}