{"id":86719,"date":"2016-11-14T04:03:47","date_gmt":"2016-11-14T03:03:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=86719"},"modified":"2016-11-20T20:34:43","modified_gmt":"2016-11-20T19:34:43","slug":"ricordando-manuel-de-falla-a-70-anni-dalla-morte-el-amor-brujo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/ricordando-manuel-de-falla-a-70-anni-dalla-morte-el-amor-brujo\/","title":{"rendered":"Ricordando Manuel de Falla a 70 anni dalla morte: &#8220;El amor  brujo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Manuel de Falla <\/em><\/strong>(<em>Cadice 23 novembre 1876 \u2013 Cordoba, Argentina, 1946)<br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"><strong>&#8220;El amor\u00a0 brujo&#8221; <\/strong><\/span>(L\u2019amore stregone)<br \/>\n<\/em>Introduzione e scena<em> (Allegro furioso ma non troppo) &#8211;\u00a0<\/em>Dai gitani (Notte)<em> (Tranquillo e misterioso) &#8211;\u00a0<\/em>Canzone delle pene d\u2019amore<em> (Allegro) &#8211; \u00a0<\/em>Lo spettro<em> (Vivo ma non troppo) &#8211;\u00a0<\/em>Danza del terrore<em> (Allegro ritmico) &#8211;<\/em>\u00a0Il cerchio magico<em> (Racconto del pescatore) (Andante molto tranquillo) &#8211;\u00a0<\/em>Mezzanotte<em> (I sortilegi) (Lento e lontano) &#8211;\u00a0<\/em>Danza rituale del fuoco<em> (Per scacciare gli spiriti maligni) (Allegro ma non troppo pesante) &#8211;<\/em>\u00a0Scena<em> (Poco moderato, Allegro) &#8211;\u00a0<\/em>Canzone del fuoco fatuo<em> (Vivo) &#8211;\u00a0<\/em>Pantomima<em> (Allegro, Andantino tranquillo) &#8211;\u00a0<\/em>Danza della gara amorosa<em> (Allegretto mosso) &#8211;<\/em>\u00a0Finale<em> (Le campane del mattino) (Allegro tranquillo).<br \/>\n<\/em>Durata: 25\u2032ca<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/HpNkr1nH4UY\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<strong><em>El amor brujo<\/em><\/strong>, pur essendo uno dei lavori di Manuel de Falla pi\u00f9 amati dal pubblico, non riscosse un grande successo alla prima rappresentazione, avvenuta al Teatro Lara di Madrid il 15 aprile 1915. Questa prima versione, una \u201cgitaneria\u201d per canto e danza scritta per la zingara andalusa <strong>Pastora Imperio<\/strong>, cantante e ballerina di flamenco di grande successo, si avvaleva di un organico orchestrale alquanto ridotto, in cui figuravano un flauto con obbligo di ottavino, un oboe, un corno, una cornetta, un pianoforte, il quintetto d\u2019archi e, infine, alcune percussioni. Il compositore attribu\u00ec la causa dello scarso gradimento del pubblico, nonostante le positive recensioni sulla sua abilit\u00e0 nell\u2019orchestrazione, alla scelta di questo organico, dettata dalla struttura architettonica del teatro, destinato alla rappresentazione di opere di prosa e, quindi, privo di una fossa in cui ospitare l\u2019orchestra, tanto che decise di riorchestrare la partitura.<br \/>\n<strong>La seconda versione<\/strong>, il cui organico, molto pi\u00f9 ampio, prevedeva la presenza di due flauti, un oboe, due clarinetti, un fagotto, due trombe, timpani, pianoforte, archi e percussioni, ebbe un notevole successo alla prima esecuzione avvenuta il 28 marzo 1916 per la Societ\u00e0 Nazionale di musica presso l\u2019Hotel Ritz di Madrid; \u00a0tale successo assicur\u00f2, a quest\u2019opera, tramutata in balletto con canto, un posto sicuro nel repertorio sinfonico. Non si conosce il nome del direttore di quella serata trionfale, in quanto non figura nella nota di sala, ma alcuni studiosi attribuirono la direzione dell\u2019Orchestra Filarmonica di Madrid a <strong>Bartholom\u00e9 Perez Casas<\/strong>, mentre altri a <strong>Enrique Fern\u00e1ndez Arb\u00f3s<\/strong>.<br \/>\nIl nucleo originario dell\u2019opera \u00e8 costituito da una canzone gitana, il cui testo fu scritto da <strong>Mar\u00eda Lej\u00e1rraga<\/strong> per la prima rappresentazione della commedia <em>Lirio entre spinas<\/em> (<em>Il giglio tra le spine<\/em>), di cui era coautrice insieme al marito Gregorio Martinez Sierra; la canzone, musicata da Ger\u00f3nimo Gim\u00e9nez (1845-1923) e introdotta ad apertura della commedia, cantava le pene d\u2019amore di una giovane gitana tradita dall\u2019uomo di cui era innamorata e nei confronti del quale esprimeva propositi di vendetta. La commedia ebbe un notevole successo in questa versione anche se i coniugi decisero di stamparla non nella forma teatrale, ma in quella originale che non prevedeva la presenza della canzone.<br \/>\nProprio in quel periodo il compositore conobbe i coniugi Martinez Sierra con i quali inizi\u00f2 un\u2019importante e produttiva collaborazione che prevedeva la composizione di musiche di scena per la rappresentazione dei loro lavori teatrali per la stagione 1914-1915 al Teatro Lara di Madrid. In questo teatro era consuetudine chiudere gli spettacoli con un brano musicale e l\u2019impresario, in quell\u2019anno, decise di ingaggiare la famosa ballerina di flamenco Pastora Imperio, il cui repertorio era molto disorganico, in quanto prevedeva l\u2019esecuzione di canti e danze, accompagnati da una chitarra e da un pianoforte senza alcun legame tra di loro. Proprio per dare una certa coerenza allo spettacolo della famosa ballerina nacque il nucleo originario dell\u2019<strong><em>Amor brujo<\/em><\/strong>, che ruot\u00f2 attorno a quella canzone riscritta da Mar\u00eda Lej\u00e1rraga per l\u2019occasione con il titolo <em>Canci\u00f3n del amor dolido<\/em> (<em>Canzone delle pene d\u2019amore<\/em>). Alla canzone De Falla fece seguire la <em>Danza<\/em><em> del fin del d\u00eda <\/em>(<em>La danza della fine del giorno<\/em>) che, nella versione definitiva, sarebbe diventata la celeberrima <em>Danza rituale del fuoco<\/em>. Da questo nucleo originario, con l\u2019aggiunta di brani nuovi, nacque la prima versione dell\u2019<em>Amor brujo<\/em>, il cui libretto, scritto da Gregorio Martinez Sierra, narra di una <em>gitana, innamorata e non sufficientemente corrisposta<\/em> che <em>ricorre alle sue arti magiche per intenerire il cuore dell\u2019uomo,<\/em> riuscendo nel suo intento. Protagonista della seconda versione per balletto \u00e8, invece, Candelas, che ama, corrisposta, un gitano di nome Carmelo, ma alla sua felicit\u00e0 si oppone lo spettro di un suo vecchio amore che la tormenta con la sua gelosia postuma. Soltanto alcuni sortilegi, grazie ai quali Candelas riuscir\u00e0 ad allontanare l\u2019attenzione dello spettro da s\u00e9 per rivolgerla ad un\u2019altra gitana di nome Luc\u00eda, permetteranno ai due giovani di liberarsi dall\u2019incubo e, quindi, di coronare il loro sogno d\u2019amore.<br \/>\nDopo l\u2019energico attacco orchestrale, <strong><em>Introduction y Escena <\/em>(<em>Introduzione e scena<\/em>)<\/strong>, in cui al pianoforte, al flauto, all\u2019ottavino e all\u2019oboe \u00e8 affidato un motivo dal carattere ossessivo, il tremolo degli archi gravi fa da introduzione al successivo brano <em>E<strong>n la cueva<\/strong><\/em><strong> (<em>Dai gitani<\/em>)<\/strong> che esprime le inquietudini causate dall\u2019atmosfera notturna. In questo clima inquieto, accentuato dalla scansione delle ore ad opera dei due flauti, del pianoforte e della prima fila dei primi violini, si erge il canto della zingara di Granata, Candelas, che intona la sua <strong><em>Canci\u00f3n del amor dolido<\/em> (<em>Canzone delle pene d\u2019amore<\/em>)<\/strong>. Il senso di terrore diventa ulteriormente pi\u00f9 intenso nel brano successivo<strong> <em>El aparecido<\/em> (<em>Lo spettro<\/em>)<\/strong> con l\u2019apparizione dello spettro la cui immagine, delineata dal tema della tromba formato da note ribattute, sparisce immediatamente con le veloci folate del pianoforte, del flauto e degli archi, lasciando, tuttavia, sopravvivere un seguito di stati d\u2019animo angosciosi provocati dal ricordo inquietante degli amori defunti che, nella <em>Danza del terror<\/em>, si personalizzano intrecciando un ballo sinistro intorno a Candelas. La donna cerca di porre rimedio a questi incubi ricorrendo alla magia, rappresentata da un etereo motivo affidato alle trombe nel successivo brano <strong><em>El circolo magico<\/em> (<em>Il cerchio magico<\/em>)<\/strong>. Finalmente \u00e8 <strong><em>Mezzanotte<\/em> (<em>Medianoche<\/em>)<\/strong> e i rintocchi battuti dal pianoforte ricordano che \u00e8 il momento opportuno per iniziare i sortilegi; la <strong><em>Danza<\/em><em> rituel del fuego<\/em> (<em>Danza rituale del fuoco<\/em>)<\/strong> <em>per cacciare gli spiriti malvagi <\/em>pu\u00f2 cos\u00ec iniziare con i suoi ritmi ancestrali e quasi \u201cbarbarici\u201d, a cui seguono i motivi orientaleggianti dell\u2019oboe nella <strong><em>Escena<\/em> (<em>Scena<\/em>)<\/strong> successiva. Nei sortilegi interviene anche il fuoco il cui potere magico \u00e8 richiamato nella successiva <strong><em>Danza rituel del fuego<\/em> <em>fatuo <\/em>(<em>Danza rituale del fuoco fatuo<\/em><\/strong>) alla quale segue una pantomima i cui personaggi diventano il malinconico violoncello e il dolce oboe. La <em>Danza<\/em><em> del juego dell\u2019amor<\/em> (<em>La danza della gara amorosa<\/em>) costituisce un ultimo momento di inquietudine con le cupe sonorit\u00e0 orchestrali prima che la gioia si possa finalmente liberare in <strong><em>Las campanas del amanecer<\/em> (<em>Le campane del mattino<\/em>)<\/strong>. Qui le campane annunciano la fine delle tenebre e i due amanti possono scambiare il loro pegno d\u2019amore. L\u2019incantesimo \u00e8, finalmente, sciolto e l\u2019amore pu\u00f2 cos\u00ec trionfare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Manuel de Falla (Cadice 23 novembre 1876 \u2013 Cordoba, Argentina, 1946) &#8220;El amor\u00a0 brujo&#8221; (L\u2019amore stregone) Introduzione e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":86802,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,17368,6322,17370,1870,17371,17369],"class_list":["post-86719","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-bartholome-perez-casas","tag-el-amor-brujo","tag-enrique-fernandez-arbos","tag-manuel-de-falla","tag-maria-lejarraga","tag-pastora-imperio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86719","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86719"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86719\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86732,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86719\/revisions\/86732"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86802"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86719"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86719"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86719"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}