{"id":86766,"date":"2016-11-18T00:02:52","date_gmt":"2016-11-17T23:02:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=86766"},"modified":"2016-12-06T17:12:45","modified_gmt":"2016-12-06T16:12:45","slug":"milano-teatro-alla-scala-le-nozze-di-figaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/milano-teatro-alla-scala-le-nozze-di-figaro\/","title":{"rendered":"Milano, Teatro alla Scala: &#8220;Le nozze di Figaro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Milano, Teatro alla Scala, Stagione lirica 2015\/2016<\/em><em><br \/>\n<\/em><strong>\u201cLE NOZZE DI FIGARO\u201d<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Opera buffa in quattro atti su libretto di Lorenzo Da Ponte.<em><br \/>\n<\/em>Musica di\u00a0<strong>Wolfgang Amadeus Mozart<br \/>\n<\/strong><em>Il Conte d\u2019Almaviva<\/em>\u00a0SIMON KEENLEYSIDE<br \/>\n<em>La Contessa d\u2019Almaviva<\/em>\u00a0DIANA DAMRAU<br \/>\n<em>Susanna<\/em>\u00a0GOLDA SCHULTZ<br \/>\n<em>Figaro<\/em>\u00a0MARKUS WERBA<br \/>\n<em>Cherubino<\/em>\u00a0MARIANNE CREBASSA<br \/>\n<em>Marcellina<\/em>\u00a0ANNA MARIA CHIURI<br \/>\n<em>Don Bartolo\/Antonio<\/em>\u00a0ANDREA CONCETTI<br \/>\n<em>Don Basilio\/Don Curzio<\/em>\u00a0KRESIMIR SPICER<br \/>\n<em>Barbarina<\/em>\u00a0THERESA ZISSER<br \/>\n<em>Prima contadina<\/em>\u00a0FRANCESCA MANZO<br \/>\n<em>Seconda contadina<\/em>\u00a0KRIST\u00cdN SVEINSD\u00d3TTIR<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro alla Scala<br \/>\nDirettore\u00a0<strong>Franz Welser-M\u00f6st<\/strong><br \/>\nMaestro del coro\u00a0<strong>Bruno Casoni<\/strong><br \/>\nRegia\u00a0<strong>Frederic Wake-Walker<\/strong><br \/>\nScene e costumi\u00a0<strong>Antony McDonald<\/strong><br \/>\nLuci\u00a0<strong>Fabiana Piccioli<\/strong><br \/>\n<em>Milano, 8 novembre 2016<br \/>\n<\/em>Dopo tre decenni di successi, le intramontabili <em>Nozze di Figaro<\/em> di Giorgio Strehler &#8211; che hanno incantato il pubblico scaligero senza soluzione di continuit\u00e0 dal 1981 al 2012 &#8211; lasciano (finalmente?) spazio a una nuova produzione. Grandi aspettative e grandi responsabilit\u00e0 dunque per il giovane britannico\u00a0<strong>Frederic Wake-Walker,<\/strong>\u00a0cui \u00e8 stata affidata la nuova regia.\u00a0L\u2019onore e l\u2019onere di proporre un nuovo spettacolo dopo la ripresa incessante di un allestimento amatissimo e ormai storico era compito davvero impegnativo se non ingrato, ma non per questo ci sentiamo di assolvere le troppe lacune di una messinscena opaca e mediocre. Lo spettro di Strehler rivive nelle nuove Nozze in alcune esplicite citazioni che risiedono in elementi scenici iconici, dalla poltrona al centro del palco all\u2019apertura del sipario nel primo atto \u2013 sfondata violentemente da Figaro con un calcio ben assestato \u2013 all\u2019enorme lampadario calato nella scena in giardino, all\u2019interno del quale Susanna inspiegabilmente si accovaccia cantando \u201cDeh, vieni, non tardar\u201d. \u00a0La contestualizzazione settecentesca \u00e8 affidata ai costumi e alle scene\u00a0<em>kitsch<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Antony McDonald<\/strong>, che affianca nuovamente il regista britannico dopo il fortunato debutto mozartiano con la\u00a0<em>Finta Giardiniera<\/em>\u00a0al Festival di Glyndebourne 2014. Un diciottesimo secolo che non \u00e8 inquadramento storico della vicenda, ma la semplice ambientazione di uno spettacolo nello spettacolo: quello che vediamo non \u00e8 altro che una rappresentazione teatrale di una compagnia di attori. Infatti, attraverso il filtro del metateatro (di cui ormai si abusa), Wake-Walker sposta la vicenda dal piano umano delle relazioni e dei sentimenti a quello della finzione scenica. Tale impostazione \u00e8 esplicitamente dichiarata gi\u00e0 durante l\u2019overture con frenetici spostamenti di quinte e pannelli, coordinati da un consistente gruppo di acide assistenti di scena in tailleur nero, occhialetti e pettinature improbabili. Queste intervengono insistentemente nel mezzo dell\u2019azione esibendosi in stacchetti grotteschi (come la marcia nel \u201cNon pi\u00f9 andrai\u201d), ridisponendo elementi in scena o riproducendo con enfasi e tempismo perfetto l\u2019effetto sonoro di schiaffi e porte serrate, simpatiche la prima volta ma alla lunga ripetitive, se non moleste. Per il resto, molte le incoerenze o le\u00a0<em>gag<\/em>\u00a0totalmente fini a se stesse che non contribuiscono certo a dare a questa lettura registica coerenza e spessore: l\u2019anziano gobbo perennemente in scena che segue sullo spartito l\u2019intera opera ricordando le parole ai cantanti; cadute di stile sparse qua e l\u00e0 senza ragione, con allusioni sessuali tra i protagonisti e gestacci dei paesani; l\u2019apparizione del rivale in amore che vaga con aria di sfida per il palco, rispettivamente il Conte sulle note di \u201cSe vuol ballare\u201d e Figaro in \u201cVedr\u00f2 mentr\u2019io sospiro\u201d; caratterizzazioni indefinite dei personaggi, passando da un Basilio a met\u00e0 tra un cupo cortigiano del Duca di Mantova e l\u2019effeminato frontman di una band metal a un Antonio tatuato, ossigenato e con un gilet di piume; l\u2019improvviso \u201ceffetto party\u201d nel Finale Terzo con luci violacee (light design di\u00a0<strong>Fabiana Piccioli<\/strong>), con spogliarello di coro e comparse e occhi di bue che danzano sul pubblico in platea e nei palchi, stacco improvviso e ingiustificato dal clima settecentesco di questo spettacolo nello spettacolo. Insomma,\u00a0<strong>il risultato \u00e8 un mix incoerente di linguaggi e forzature che pi\u00f9 che tenere viva l\u2019attenzione diventano spia di una messinscena labile, confusa e a dire il vero per nulla innovativa.<\/strong><br \/>\nGrandi soddisfazioni invece sul fronte vocale, con un cast internazionale di primo livello.\u00a0Partendo dal debutto pi\u00f9 atteso, dieci anni dopo il successo milanese nel ruolo di Susanna, l\u2019esordio scaligero di\u00a0<strong>Diana Damrau<\/strong>\u00a0nei nuovi panni della Contessa \u00e8 pienamente all\u2019altezza delle aspettative. Maturit\u00e0 vocale e grandi capacit\u00e0 d\u2019interprete permettono al soprano tedesco di scolpire a tutto tondo un personaggio estremamente complesso e sfaccettato, dalla malinconia della cavatina \u201cPorgi amor qualche ristoro\u201d, al tono divertito nell\u2019architettare \u201cuna burla innocente\u201d ai danni del marito e il trasporto nell\u2019affrontarlo quando l\u2019accusa di tradimento, fino al disincanto di un sublime \u201cDove sono i bei momenti\u201d. In entrambe le due grandi arie, eseguite magistralmente, la voce \u00e8 sempre ben timbrata e limpida nonostante la maggior corposit\u00e0 acquisita nel tempo, valorizzata da un\u2019emissione calibrata alla perfezione, dallo squillante sfogo in acuto fino al pi\u00f9 delicato\u00a0<em>pianissimo<\/em>. Il ruolo vacante di Susanna \u00e8 ottimamente ricoperto da\u00a0<strong>Golda Schultz<\/strong>, dotata di disinvolta presenza scenica e un accattivante timbro brunito. Il soprano sudafricano ha padronanza tecnica e innata musicalit\u00e0, con cui riesce ad affrontare brillantemente i numerosi duetti e terzetti che la coinvolgono nel corso dell\u2019opera e che le consentono di interpretare nel quarto atto un memorabile \u201cGiunse alfin il momento\u2026\u201d di estrema sensualit\u00e0, trasporto e delicatezza.\u00a0<strong>Markus Werba<\/strong>\u00a0\u00e8 un Figaro istrionico, volutamente sopra le righe nelle movenze e nell\u2019esasperata gestualit\u00e0 che si sposa al meglio un\u2019impostazione registica che calca la mano sul concetto di farsa e teatralit\u00e0. Il baritono austriaco dimostra anche dignitoso spessore vocale e cura alla dizione, risultando particolarmente convincente nell\u2019aria \u201cAprite un po\u2019 quegli occhi\u201d, riuscendo a valorizzarla con un buon fraseggio e il giusto\u00a0<em>p\u00e0thos.\u00a0<\/em><strong>Simon Keenleyside<\/strong>\u00a0\u00e8 come sempre perfettamente a suo agio nei panni del Conte d\u2019Almaviva, ruolo tra i suoi prediletti con cui debutt\u00f2 nel mondo operistico nel 1988 ad Amburgo. Il baritono inglese coglie appieno quel sottile equilibrio tra inguaribile seduttore e marito impacciato con una disinvoltura e una sicurezza che solo un veterano del ruolo pu\u00f2 avere. Elegantissimo tanto nelle movenze quanto nella linea di canto, svetta nei pezzi d\u2019insieme con suoni sempre ben timbrati e brilla nell\u2019aria \u201cVedr\u00f2 mentr\u2019io sospiro\u201d con una resa pressoch\u00e9 impeccabile. Eccezionale anche\u00a0<strong>Marianne Crebassa<\/strong>, che con voce squillante, perfetto\u00a0<em>physique du r\u00f4le<\/em>\u00a0e fraseggio assai curato impersona un Cherubino frizzante e adorabilmente adolescenziale, alternando con spiccate doti attoriali gestualit\u00e0 nobile a movenze volutamente goffe. Ottima l\u2019esecuzione delle due ariette \u201cNon so pi\u00f9 cosa son, cosa faccio\u201d e \u201cVoi che sapete\u201d. Molto divertente in scena e ben cantata la Marcellina di\u00a0<strong>Anna Maria Chiuri<\/strong>\u00a0(peccato per il taglio dell\u2019aria \u201cIl capro e la capretta\u201d), affiancata da un sempre efficace\u00a0<strong>Andrea Concetti<\/strong>\u00a0nel doppio ruolo di Bartolo e Antonio.\u00a0<strong>Kresimir Spicer<\/strong>\u00a0d\u00e0 voce insolitamente squillante a Don Basilio e Don Curzio, esageratamente sguaiato in pi\u00f9 occasioni ma comunque convincente nel complesso della sua performance. Convincenti le allieve dell\u2019Accademia del Teatro alla Scala: bravissima la Barbarina di\u00a0<strong>Theresa Zisser<\/strong>\u00a0e corrette le contadine di\u00a0<strong>Francesca Manzo<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Kristin Sveinsdottir<\/strong>.Sempre buona la prestazione del\u00a0<strong>Coro<\/strong>\u00a0diretto da\u00a0<strong>Bruno Casoni<\/strong>, nonostante alcune imprecisioni negli attacchi dovute essenzialmente alla direzione non troppo attenta di\u00a0<strong>Franz Welser-M\u00f6st<\/strong>, che non convince appieno. Con uno stacco dei tempi spesso inappropriato\u00a0e un approccio asettico\u00a0e povero di colori, il direttore austriaco\u00a0non sembra\u00a0curarsi troppo cantanti: non sono rari purtroppo i momenti di totale scollamento tra buca e palcoscenico, nonch\u00e9\u00a0i\u00a0problemi di eccessivo volume orchestrale che spesso va sovrastare le voci. Il pubblico, piuttosto annoiato e perplesso nel corso della serata,\u00a0ha riservato\u00a0meritate ovazioni a tutti i protagonisti\u00a0al calare del sipario. Le restanti recite andranno in scena il 19, il 24 e il 27 novembre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, Teatro alla Scala, Stagione lirica 2015\/2016 \u201cLE NOZZE DI FIGARO\u201d Opera buffa in quattro atti su libretto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":86767,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[499,420,17391,1904,17392,17394,14773,17269,14776,6010,15672,519,13758,1253,145,17393,4129,16436,253],"class_list":["post-86766","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-andrea-concetti","tag-anna-maria-chiuri","tag-antony-mcdonald","tag-diana-damrau","tag-fabiana-piccioli","tag-francesca-manzo","tag-franz-welser-most","tag-frederic-wake-walker","tag-golda-schultz","tag-kresimir-spicer","tag-kristin-sveinsdottir","tag-le-nozze-di-figaro","tag-marianne-crebassa","tag-markus-werba","tag-opera-lirica","tag-simon-keenleyside","tag-teatro-alla-scala-di-milano","tag-theresa-zisser","tag-wolfgang-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/99"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86766"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86766\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87240,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86766\/revisions\/87240"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}