{"id":86796,"date":"2016-12-11T03:50:41","date_gmt":"2016-12-11T02:50:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=86796"},"modified":"2016-12-11T03:50:42","modified_gmt":"2016-12-11T02:50:42","slug":"andrea-bocelli-interprete-di-manon-lescaut-turandot-e-aida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/andrea-bocelli-interprete-di-manon-lescaut-turandot-e-aida\/","title":{"rendered":"Andrea Bocelli interprete di &#8220;Manon Lescaut&#8221;,  &#8220;Turandot&#8221; e  &#8220;Aida&#8221;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><em>Opera in quattro atti di Luigi Illica, Marco Praga, Domenico Oliva e Ruggero Leoncavallo da \u201cHistoire du chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut\u201d de l\u2019Abb\u00e9 Prevost. <strong>Ana Maria Martinez <\/strong>(Manon Lescaut), <strong>Andrea Bocelli <\/strong>(Des Grieux), <strong>Javier Arrey <\/strong>(Lescaut), <strong>Matthew Pe\u00f1a<\/strong>(Edmondo), <strong>Miriam Battistelli<\/strong> (Musico), <strong>Maurizio Muraro <\/strong>(Geronte), <strong>German Olvera <\/strong>(L\u2019oste, un sergente), <strong>Valentino Buzza <\/strong>(Un lampionaio), <strong>Francesco Salvadori <\/strong>(Il comandante), <strong>Avid Astorga <\/strong>(Il maestro di musica), <\/em><strong>Coro de la Generalitat Valenciana<\/strong>, <strong>Orquestra de la Comunitat Valenciana<\/strong>, <strong>Placido Domingo <\/strong>(direttore). Registrazione: Valencia Palau de les arts Reina Sofia, 24, 25, 28, 29 gennaio e 1, 3-05 febbraio 2014. <strong>2 CD Sugar 478 7490 \u00a0\u00a0<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Andrea Bocelli <\/strong>rappresenta un unicum difficilmente definibile: buon cantante di musica leggera con impostazione tenorile che si tenta quasi incomprensibilmente di sdoganare come tenore \u2013 anche se puramente discografico \u2013 grazie a un\u2019attenzione mediatica senza precedenti. \u00c9 all\u2019interno di questo processo mediatico che s\u2019inserisce la presente edizione in studio di \u201c<em>Manon Lescaut<\/em> che per\u00f2 si rivela in quasi tutte le sue componenti un\u2019occasione mancata.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">A compromettere la resa complessiva \u00e8 in primo luogo la modesta direzione di <strong>Placido Domingo<\/strong>, pur alla guida di ottimi complessi quali quelli dell\u2019<strong>Orquestra de la Comunitat Valenciana <\/strong>e del <strong>Coro de la Generalitat Valenciana. <\/strong>Domingo fornisce una lettura senza smalto, senza emozioni, senza drammaticit\u00e0; fin dai primi accordi si nota una placidit\u00e0, una mancanza di autentica energia che caratterizzer\u00e0 tutta l\u2019opera anche nei momenti pi\u00f9 concitati dove le improvvise accelerazioni dinamiche \u2013 si veda il terzetto del II atto \u2013 non diventano mai autenticamente drammatiche. Per il resto opta per tempi molto ampi e distesi che creano non pochi problemi a cantanti, spesso non in grado di reggere certe dinamiche.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La Manon di <strong>Ana Maria Martinez <\/strong>\u00e8 in qualche modo bifronte. La voce \u00e8 rilevante, solida e robusta nonostante un certo vibrato che emerge nel registro acuto ma il timbro \u00e8 scuro, fondo, brunito, decisamente molto maturo specialmente nei primi due atti dove la seducente giovent\u00f9 del ruolo latita alquanto; con il prosieguo dell\u2019opera e con l\u2019accendersi della drammaticit\u00e0 si trova progressivamente sempre pi\u00f9 a suo agio raggiungendo il suo meglio in un IV atto di forte intensit\u00e0 interpretativa e di una drammaticit\u00e0 che giustamente rinuncia a facili effettismi per concentrarsi sulle ragioni della musica e del canto, sempre corretto e controllato e mai sguaiato.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Al suo fianco il Des Grieux di Bocelli \u00e8 sicuramente pi\u00f9 problematico; nonostante si tratti di una registrazione discografica \u2013 che permette di compensare i limiti di volume e proiezione \u2013, rimangono il timbro povero, privo di fascino e una tecnica precaria che condiziona tutto il suo canto non solo nelle palesi difficolt\u00e0 in acuto e nei limiti di un legato mai naturale ma soprattutto impedendogli anche solo di cercare un approfondimento interpretativo. Quando c\u2019\u00e8 qualche tentativo al riguardo, rapidamente si scivola in effetti esageratamente veristi nel senso pi\u00f9 deteriore del termine (si ascoltino i singhiozzi al termine di \u201c<em>Pazzo son<\/em>\u201d). Le\u00a0 cose vanno un po\u2019 meglio nel IV atto dove il cantante sembra sciogliersi in un canto pi\u00f9 naturale e anche meno ingessato sfruttando al meglio la chiarezza di dizione che \u00e8 sicuramente la sua miglior dote. <strong>Javier Arrey <\/strong>\u00e8 un Lescaut di buona presenza vocale ma alquanto anonimo sia come timbro sia come interprete e non lascia traccia particolare all\u2019ascoltatore limitandosi a una prova di onesto professionismo. Buono invece il Geronte di <strong>Maurizio Muraro<\/strong> che dimostra quanto il ruolo guadagni a essere affidato a voci sane e fresche piuttosto che a vecchie glorie sul viale del tramonto. Mediocre e timbricamente arido il Musico di <strong>Mariam Battistelli<\/strong>; pessimo l\u2019Edmondo sgraziato e ingolato di <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/751cf6ad217dc7227d0f6a706700bfe6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-86798\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/751cf6ad217dc7227d0f6a706700bfe6-384x384.jpg\" alt=\"Turandot Bocelli\" width=\"384\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/751cf6ad217dc7227d0f6a706700bfe6-384x384.jpg 384w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/751cf6ad217dc7227d0f6a706700bfe6-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/751cf6ad217dc7227d0f6a706700bfe6-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/751cf6ad217dc7227d0f6a706700bfe6-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/751cf6ad217dc7227d0f6a706700bfe6-366x366.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/751cf6ad217dc7227d0f6a706700bfe6-75x75.jpg 75w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/751cf6ad217dc7227d0f6a706700bfe6.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a><strong>Matthew Pe\u00f1a<\/strong> e nell\u2019insieme professionali le altre parti di fianco.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Dramma lirico in tre atti e cinque quadri su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni. <strong>Jennifer Wilson <\/strong>(Turandot), <strong>Andrea Bocelli <\/strong>(Calaf), <strong>Jessica Nuccio <\/strong>(Li\u00f9), <strong>Alexander Tsymbalyuk<\/strong> (Timur), <strong>Germ\u00e1n Olivera<\/strong> (Ping), <strong>Valentino Buzza <\/strong>(Pang), <strong>Pablo Garc\u00eda L\u03ccpez<\/strong> (Pong), <strong>Javier Agull\u03cc<\/strong> (Altoum, Il principe di Persia), <strong>Ventselav Anastasov<\/strong> (Il mandarino), <strong>Carmen Avivar <\/strong>(Ancella), <strong>Jacqueline Squarcia <\/strong>(Ancella), <\/em><strong>Coro de la Generalitat Valenciana<\/strong>, <strong>Orquestra de la Comunitat Valenciana<\/strong>, <strong>Zubin Mehta <\/strong>(direttore). : Valencia Palau de les arts Reina Sofia 2015. <strong>2 CD Sugar 478 8293<br \/>\n<\/strong>L\u2019anno successivo a \u201c<em>Manon Lescaut<\/em>\u201d\u00a0 fa seguito\u00a0 \u201c<em>Turandot<\/em>\u201d sempre centrata su Andrea Bocelli, scommessa quanto mai ardita considerando le ancor pi\u00f9 esigenti richieste vocali di quest\u2019opera.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Se il risultato nel suo complesso risulta decisamente migliore rispetto al titolo precedente, il merito spetta in primo luogo a <strong>Zubin Mehta<\/strong> e il confronto con la modesta prestazione direttoriale di Domingo non potrebbe essere pi\u00f9 lampante. Gli stessi complessi valenciani appaiono come trasfigurati sotta la direzione di Mehta mostrando pienamente le loro possibilit\u00e0. La lettura fornita dal direttore non si distanzia da quelle offerte nelle precedenti edizioni dell\u2019opera a cominciare dalla storica \u2013 e ancora fondamentale \u2013 registrazione del 1972 con Sutherland e Pavarotti. Per Mehta \u201c<em>Turandot<\/em>\u201d \u00e8 una grande favola orientale dai colori sgargianti, dagli improvvisi riflessi di gemme preziose fra le ombre della notte di Pechino: un trionfo di effetti timbrici e coloristici che esaltano la natura quasi klimtiana della partitura e non \u00e8 casuale che proprio le parti orchestrali e corali siano i punti di forza di questa registrazione, le gemme pi\u00f9 smaglianti di un monile dove per\u00f2 mancano i due elementi fondamentali.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Tutti gli splendori orchestrali di Mehta si scontrano infatti con la modestia dei due protagonisti. <strong>Jennifer Wilson <\/strong>\u00e8 una Turandot molto vecchio stile, legata alla tradizione wagneriana delle principesse di gelo. Voce possente ma non sempre ben controllata \u2013 soprattutto nel settore acuto che appare sfodera delle poco piacevoli fissit\u00e0 \u2013 e personaggio limitato a una gelida esecutrice di note, dove il gelo di Turandot \u00e8 quello di un tetragono blocco d\u2019acciaio senza nessuna apertura a quell\u2019introspezione pi\u00f9 umana in cui cantanti di altra provenienza hanno saputo trovare accenti di gran lunga pi\u00f9 vitali e stimolanti. Una Turandot che guarda a un modello Nilsson senza per\u00f2 averne la personalit\u00e0 e onnipotenza vocale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Come Calaf Bocelli \u00e8 palesemente oltre i suoi limiti. La voce rispetto alla Manon non \u00e8 certo migliorata ma sembra ancor aver perso smalto. La dizione resta buona ma manca totalmente la capacit\u00e0 di quel declamato epico che cos\u00ec spesso deve caratterizzare Calaf: si ascolti quanto flebile appaia gi\u00e0 nella scena iniziale con Timur e Li\u00f9 o come la sua voce suoni meno squillante e sicura di quella dell\u2019Altoum di <strong>Javier Agull\u03cc <\/strong>nel II atto. Gli acuti sono si presentano corretti, ma resta sempre un senso di sforzo e fatica e il settore grave spesso \u00e8 fin troppo povero di armonici. Le due romanze sono meglio riuscite \u2013 appare evidente come tutta la preparazione si sia concentrata su di esse \u2013 ma Calaf non si riduce a quello e il resto naufraga impietosamente. Il resto del cast si muove su livelli decisamente pi\u00f9 alti ma non basta ovviamente a compensare i limiti dei protagonisti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Jessica Nuccio <\/strong>\u00e8 una Li\u00f9 liliale, dalla vocalit\u00e0 leggera e dal timbro quasi adolescenziale ma sorretto da un canto di grande eleganza e musicalit\u00e0, arricchito di un bell&#8217;uso delle mezzevoci e sempre centrato sul versante espressivo; <strong>Alexander Tsymbalyuk <\/strong>presta a Timur la sua bellissima voce di autentico basso cantante, ricca di armonici e omogenea su tutta la gamma oltre che di bellissimo colore. Il trio delle maschere vede al centro il Ping di <strong>Germ\u00e1n Olivera<\/strong>, dalla pronuncia un po\u2019 pasticciata ma dalla voce robusta e sonora affiancato da due ottimi giovani tenori come <strong>Valentino Buzza <\/strong>(Pang) e <strong>Pablo Garc\u00eda L\u03ccpez <\/strong>(Pong) tutti prodotti del centro di perfezionamento di Placido Domingo. Javier Agull\u03cc \u00e8 un Altoum ottimamente cantato e senza inutili senilit\u00e0 nel canto mentre <strong>Ventseslav Anastasov <\/strong>\u00e8 un mandarino di particolare autorevolezza e potenza vocale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Verdi_AIDA_Lewis-Bocelli_DECCA_Cover.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-86799\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Verdi_AIDA_Lewis-Bocelli_DECCA_Cover-384x384.jpg\" alt=\"Aida Bocelli\" width=\"384\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Verdi_AIDA_Lewis-Bocelli_DECCA_Cover-384x384.jpg 384w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Verdi_AIDA_Lewis-Bocelli_DECCA_Cover-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Verdi_AIDA_Lewis-Bocelli_DECCA_Cover-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Verdi_AIDA_Lewis-Bocelli_DECCA_Cover-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Verdi_AIDA_Lewis-Bocelli_DECCA_Cover-366x366.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Verdi_AIDA_Lewis-Bocelli_DECCA_Cover-75x75.jpg 75w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Verdi_AIDA_Lewis-Bocelli_DECCA_Cover.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a>Opera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni<\/em>. <strong><em>Kristin Lewis <\/em><\/strong><em>(Aida), <strong>Andrea Bocelli <\/strong>(Radames), <strong>Veronica Simeoni <\/strong>(Amneris), <strong>Ambrogio Maestri <\/strong>(Amonasro), <strong>Carlo Colombara <\/strong>(Ramfis), <strong>Giorgio Giuseppini <\/strong>(Il re), <strong>Maria Katzarava <\/strong>(Una sacerdotessa), <strong>Juan Jos\u00e9 de Leon <\/strong>(Il messaggero), <\/em><strong>Orchestra e coro del Maggio Musicale Fiorentino<\/strong><em>, <\/em><strong>Zubin Mehta <\/strong>(direttore)<strong>.<\/strong> Registrazione 11-15 aprile 2015. <strong>2 CD Sugar 483 0075 \u00a0\u00a0<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima delle registrazioni che vedono come protagonista Andrea Bocelli segna il passaggio da Puccini a Verdi e si realizza con una nuova\u00a0 \u201c<em>Aida<\/em>\u201d. Alla guida dei validi complessi del <strong>Maggio Musicale fiorentino <\/strong>troviamo un\u00a0<strong>Zubin Mehta <\/strong>perfettamente a suo agio con un\u2019orchestra che ha diretto per anni e praticamente forgiato al suo modo di suonare; tuttavia il direttore\u00a0 opta per scelte non sempre convincenti. Fin dal preludio di una leggerezza e di una trasparenza quasi cameristiche si nota l\u2019idea di un\u2019\u201d<em>Aida<\/em>\u201d di intenso lirismo cui si contrappone nei momenti pi\u00f9 grandiosi una monumentalit\u00e0 solenne e ieratica ma sempre retta da tempi ampi e distesi.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Una lettura di questo tipo richiederebbe voci capaci di sostenere l\u2019impegno richiesto, altrettanto solenni e sontuose e purtroppo non \u00e8 questo il presente caso. <strong>Kristin Lewis <\/strong>\u00e8 un\u2019Aida, delicata, sostanzialmente lirica e dal timbro giovanile e luminoso, il che \u00e8 anche confacente con un ruolo troppo spesso virato verso una drammaticit\u00e0 fin eccessiva.\u00a0 Qui la fragilit\u00e0 della voce \u00e8 spesso evidente cos\u00ec come un registro acuto mal controllato, con note spesso fisse e sconfinanti nell\u2019urlo e uno grave veramente\u00a0 povero di armonici cui non si aggiunge quella capacit\u00e0 di leggere il ruolo quasi in un\u2019ottica belcantista che ha permesso ad altre interpreti anche recenti di ottenere ottimi risultati nella parte. E se la cantante non convince in pieno, altrettanto vale per l\u2019interprete tutta impostata su un lirismo manierato, fin troppo intimidita nel duetto con il padre, priva di seduzione in quello con Radames. Questi\u00a0 \u00e8 un Bocelli che sostanzialmente conferma se stesso con i pochi pregi e i molti difetti; come per Aida non \u00e8 impropria l\u2019idea di un Radames lirico e giovanile, smaltato guerriero da leggenda cortese ma per farlo servirebbe comunque una presenza vocale e una seduzione timbrica che a Bocelli mancano e se un buon lirismo si ascolta in <em>\u201cCeleste Aida<\/em>\u201d \u2013 a parte la salita di \u201c<em>un trono vicino al sol<\/em>\u201d veramente forzata \u2013 tutte le parti pi\u00f9 eroiche o declamate &#8211; lo vedono quasi scomparire nelle masse sinfonico-vocali che lo circondano \u2013 e Mehta al riguardo non fa nulla per agevolarlo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Di impostazione sostanzialmente lirica anche <strong>Veronica Simeoni<\/strong> che tratteggia un\u2019Amneris di certo anti-convenzionale cui mancano lo scatto ferino che il ruolo richiede in certi passaggi e forse un po\u2019 di potenza vocale ma in compenso la cantante costruisce un personaggio sicuramente interessante. La sua Amneris \u00e8 decisamente pi\u00f9 una ragazza innamorata che una furia come \u00e8 giusto che sia; il timbro \u00e8 chiaro ma luminoso e femminile e rende bene la giovinezza e la passionalit\u00e0 del personaggio, l\u2019accento sempre vario, curato, puntuale ed eccola veramente insinuante nel duetto con Aida oppure autenticamente coinvolta in quello con Radames. Se la scena del giudizio manca un po\u2019 di forza, gli va riconosciuta la intelligenza musicale che le evita ogni scivoloni veristi a favore di un canto sempre corretto. Un ruolo sicuramente ancora da maturare ma per cui gi\u00e0 si scorgono interessanti elementi di sviluppo. <strong>Ambrogio Maestri <\/strong>\u00e8 un Amonasro piuttosto convenzionale e poco controllato\u00a0 vocalmente \u2013 specie il settore acuto mostra pi\u00f9 di una traccia di sforzo \u2013 fortunatamente non eccessivamente caricato sul piano espressivo, giustamente pi\u00f9 padre che scomposto barbaro. Ben riusciti sia vocalmente che interpretativamente il Ramfis di <strong>Carlo Colombara <\/strong>&#8211; autentico veterano della parte<strong> &#8211; <\/strong>e il Re di <strong>Giorgio Giuseppini<\/strong> entrato per altro in extremis a sostituzione dell\u2019indisposto Ferruccio Furlanetto e perfin troppo lusso nella parte di fianco con la luminosa sacerdotessa di <strong>Maria Katzarava <\/strong>e lo squillante messaggero di <strong>Juan Jos\u00e9 de Leon <\/strong>impegnati in ruoli fin troppo piccoli per le loro belle qualit\u00e0 vocali.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera in quattro atti di Luigi Illica, Marco Praga, Domenico Oliva e Ruggero Leoncavallo da \u201cHistoire du chevalier [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":86797,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[6541,1290,8327,419,17408,309,17415,146,17409,15172,17411,17305,136,3081,153,17413,17404,3922,4258,12435,3363,10904,17405,5352,17406,3968,17410,17412,268,17407,17414,4659,1152],"class_list":["post-86796","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-alexander-tsymbalyuk","tag-ambrogio-maestri","tag-ana-maria-martinez","tag-andrea-bocelli","tag-avid-astorga","tag-carlo-colombara","tag-carmen-avivar","tag-cd","tag-coro-de-la-generalitat-valenciana","tag-francesco-salvadori","tag-german-olivera","tag-german-olvera","tag-giacomo-puccini","tag-giorgio-giuseppini","tag-giuseppe-verdi","tag-javier-agull","tag-javier-arrey","tag-jennifer-wilson","tag-jessica-nuccio","tag-juan-jose-de-leon","tag-kristin-lewis","tag-maria-katzarava","tag-matthew-pena","tag-maurizio-muraro","tag-miriam-battistelli","tag-orchestra-e-coro-del-maggio-musicale-fiorentino","tag-orquestra-de-la-comunitat-valenciana","tag-pablo-garcia-lpez","tag-placido-domingo","tag-valentino-buzza","tag-ventselav-anastasov","tag-veronica-simeoni","tag-zubin-mehta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86796","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86796"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86796\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86800,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86796\/revisions\/86800"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86797"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86796"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86796"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86796"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}