{"id":86986,"date":"2016-11-27T18:44:16","date_gmt":"2016-11-27T17:44:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=86986"},"modified":"2016-11-29T03:55:00","modified_gmt":"2016-11-29T02:55:00","slug":"torino-teatro-regio-camille-saint-saens-samson-et-dalila","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-teatro-regio-camille-saint-saens-samson-et-dalila\/","title":{"rendered":"Torino. Teatro Regio. Camille Saint-Sa\u00ebns: &#8220;Samson et Dalila&#8221;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio, stagione lirica 2016-17<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cSamson et Dalila\u201d <\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Opera in tre atti e quattro quadri di Ferdinad Lemaire<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Musica di <strong>Camille Saint-Sa\u00ebns<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Dalila <\/em>DANIELA BARCELLONA<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Samson <\/em>GREGORY KUNDE<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Il sommo sacerdote di Dagon <\/em>CARLO SGURA<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Abim\u00e9lech <\/em>ANDREA COMELLI<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Un vecchio ebreo <\/em>SULKHAN JAIANI<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Un messaggero filisteo <\/em>ROBERTO GUENNO<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Primo filisteo <\/em>CULLEN GANDY<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Secondo filisteo <\/em>LORENZO BATTAGION<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Orchestra e coro del teatro Regio di Torino<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Direttore <strong>Pinchas Steinberg<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Regia, scene e costumi <strong>Hugo de Ana<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Coreografie <strong>Leda Lojodice<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Video <strong>Sergio Metalli<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Luci <strong>Vinicio Cheli<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Maestro del coro <strong>Claudio Fenoglio<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nuovo allestimento in coproduzione con il China National Centre of Performing Arts<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, 26 novembre 2016<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il Teatro Regio si \u00e8 sempre distinto per una particolare attenzione nei confronti dell\u2019opera francese di cui \u00e8 stato abitualmente proposto un titolo a stagione; questa volta \u00e8 stato il turno del ritorno sul palcoscenico subalpino di \u201c<em>Samson et Dalila<\/em>\u201d assente in citt\u00e0 dal 1997 quando era stato allestito da Luca Ronconi con l\u2019allora emergente Jos\u00e9 Cura nel ruolo del protagonista.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Per questo suo ritorno si sono fatte le cose in grande realizzando una prestigiosa collaborazione internazionale con il China National Centre of Performing Arts di Pechino per un allestimento che realizza in pieno la spettacolarit\u00e0 propria del titolo. Firmato integralmente da <strong>Hugo de Ana<\/strong> \u2013 autore di regia, scene e costumi \u2013 lo spettacolo rinuncia a qualunque volont\u00e0 di preciso inquadramento storico della vicenda per immergere lo spettatore in una sontuosa favola orientale; ai lati del sipario due grandiosi battenti di porta istoriati d\u2019argento aprono sul mondo della vicenda dove compaiono di volta in volta il muro del tempio di Dagon cui lavorano gli ebrei schiavi, il palazzo di Dalila fra trionfi di gemme e cristalli, la grande sala templare con le pareti decorate da rosette assire ingigantite in scala architettonica e fregi vegetali di gusto cinesizzante. Anche i costumi rinunciano a essere storicizzati per evocare un Oriente fantastico dove Anatolia, Levante, Mesopotamia, mondo iranico e indiano si fondono e si confondono; molto presente la componente indiana con gli elmi a maschera dei soldati filistei che ricordano il trucco degli attori che in ogni parte del mondo induista recitano nei templi il R\u0101m\u0101ya\u1e47a o il Mah\u0101bh\u0101rata o le proiezioni sul velo che chiude anteriormente il palcoscenico dei templi tantrici di Khajuraho e dei dettagli dei loro rilievi &#8211; proiezioni che si alternano ad altre di evocazione simbolica che alternano effetti di fuoco, anamorfosi ginniche ed erotiche, dettagli dei protagonisti (le mani di Sansone) \u2013 mentre i costumi fiabeschi e le acconciature blu marino o azzurro cielo fanno sembrare le compagne di Dalila pi\u00f9 uno stuolo di ninfe che fanciulle reali. Della parte spettacolare lasciano qualche dubbio solo la parziale riuscita del crollo finale del tempio di risultato poco efficace e le coreografie fin troppo plasticamente classiche di <strong>Leda Lojodice<\/strong>.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Come protagonisti di questa sontuosa fiaba troviamo <strong>Daniela Barcellona <\/strong>e <strong>Gregory Kunde<\/strong>. Al debutto nei panni di Dalila la cantante triestina affronta un ruolo molto diverso da quelli a lei pi\u00f9 abituali sia sul piano espressivo che su quello vocale; la <strong>Barcellona<\/strong> non ha lo scatto ferino dell\u2019autentico Falcon ma possiede comunque tutte le note della parte e pu\u00f2 contare su una voce di sontuoso velluto, splendida come colore e di rara robustezza e sempre sorretta da una tecnica invidiabile \u2013 esemplare il controllo di voce sui piani e pianissimi eseguiti in modo esemplare e mai poveri di suono \u2013 cos\u00ec che l\u2019ampiezza della cavata e la nobilt\u00e0 dell\u2019accento rivelano la matrice berlioziana \u2013 e quindi di radice ancora neoclassica \u2013 della vocalit\u00e0 di Saint-Sa\u00ebns ulteriormente valorizzata dal perfetto controllo della prosodia francese. Sul piano della costruzione del personaggio vengono esaltati gli aspetti pi\u00f9 autoritari e imperiosi: la sua \u00e8 una Dalila che esprime tutta se stesso nell\u2019impeto quasi eroico del duetto con il gran sacerdote o nella sprezzante ironia degli interventi del finale piuttosto che nelle scene di seduzione in linea in questo con l\u2019idea registica che del ruolo esalta gli aspetti pi\u00f9 politici e calcolatori rispetto a quelli pi\u00f9 scopertamente sensuali.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Gregory Kunde<\/strong> ha conosciuto in questi anni una seconda giovinezza vocale ma il peso di un repertorio tanto vasto e impegnativo ha lasciato inevitabilmente qualche segno, qualche durezza, qualche affaticamento. Il suo Samson parte con evidente prudenza: il primo atto \u00e8 giocato con attenzione, quasi al risparmio, in quanto il cantante ha esperienza e sa gestire i propri mezzi in modo da farli risultare al pieno nel momento pi\u00f9 opportuno, il grande monologo del III atto che rappresenta il culmine della sua prestazione. Segnali da considerare ma che restano come crepe sulla superficie di una vocalit\u00e0 di una robustezza e di uno squillo ammirevoli, capace di riempire con rara presenza ogni angolo della sala. La sua \u00e8 una vocalit\u00e0 sempre spinta da una convinzione e da un amore per la propria arte che non possono non emozionare a prescindere da qualche piccola smagliatura.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Claudio Sgura <\/strong>\u00e8 un Sommo sacerdote di forte evidenza sia scenica che vocale cos\u00ec come ottimamente centrati l\u2019Abim\u00e9lech di <strong>Andrea Comelli<\/strong>,\u00a0 il Vecchio ebreo di <strong>Sulkhan Jaini<\/strong> e le parti di fianco; splendida in tutte le componenti la prova del coro del Teatro Regio, autore di una prestazione da incorniciare. Alla guida dell\u2019orchestra del Regio <strong>Pinchas Steinberg<\/strong> offre una prestazione di grande solidit\u00e0 ed esperienza, tiene con sicurezza tutte le varie componenti ma non riesce a convincere fino in fondo, in quanto \u00e8 evidente che nella sua visione prevalga un\u2019idea quasi oratoriale dell\u2019opera, sostanzialmente statica e attenta a evidenziare soprattutto gli aspetti formali; \u00e8 innegabile tuttavia che un passo pi\u00f9 teatrale e sonorit\u00e0 pi\u00f9 tese e brillanti non sarebbero state improprie e avrebbero evitato quel senso di eccessiva pesantezza che in pi\u00f9 punti la direzione faceva emergere. Buona presenza di pubblico e successo trionfale per tutti gli interpreti.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio, stagione lirica 2016-17 \u201cSamson et Dalila\u201d Opera in tre atti e quattro quadri di Ferdinad [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":86995,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[17507,4930,17506,4688,17177,2971,382,5215,11310,8829,145,922,15701,128,2288,17508,919,17082,10199],"class_list":["post-86986","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-andrea-comelli","tag-camille-saint-saens","tag-carlo-sgura","tag-claudio-fenoglio","tag-cullen-gandy","tag-daniela-barcellona","tag-gregory-kunde","tag-hugo-de-ana","tag-leda-lojodice","tag-lorenzo-battagion","tag-opera-lirica","tag-pinchas-steinberg","tag-roberto-guenno","tag-samson-et-dalila","tag-sergio-metalli","tag-sulkhan-jaiani","tag-teatro-regio-di-torino","tag-torino","tag-vinicio-cheli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86986","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86986"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86986\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87038,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86986\/revisions\/87038"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86995"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86986"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86986"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86986"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}