{"id":87110,"date":"2016-12-01T03:51:53","date_gmt":"2016-12-01T02:51:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=87110"},"modified":"2016-12-10T02:43:53","modified_gmt":"2016-12-10T01:43:53","slug":"rosmonda-dinghilterra-al-teatro-donizetti-di-bergamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/rosmonda-dinghilterra-al-teatro-donizetti-di-bergamo\/","title":{"rendered":"\u201cRosmonda d\u2019Inghilterra\u201d al Teatro Donizetti di Bergamo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Donizetti di Bergamo, Fondazione Donizetti 2016 &#8211;\u00a0<\/em><em>Stagione dedicata a Gianandrea Gavazzeni<\/em><br \/>\n<strong>\u201cROSMONDA D\u2019INGHILTERRA\u201d<\/strong><br \/>\nMelodramma serio in due atti di Felice Romani<br \/>\nMusica <strong>Gaetano Donizetti<\/strong><br \/>\n<em>Rosmonda<\/em>\u00a0 JESSICA PRATT<br \/>\n<em>Leonora<\/em>\u00a0 EVA MEI<br \/>\n<em>Enrico<\/em>\u00a0 DARIO SCHMUNCK<br \/>\n<em>Clifford<\/em>\u00a0 NICOLA ULIVIERI<br \/>\n<em>Arturo<\/em>\u00a0 RAFFAELLA LUPINACCI<br \/>\nOrchestra Donizetti Opera<br \/>\nCoro Donizetti Opera<br \/>\nDirettore <strong>Sebastiano Rolli<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Fabio Tartari<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Paola Rota<\/strong><br \/>\nScene e luci <strong>Nicolas Bovey<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Massimo Cantini Parrini<\/strong><br \/>\n<em>Nuova produzione e allestimento della Fondazione Donizetti<\/em><br \/>\n<em>Bergamo, 27 novembre 2016<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un vecchio padre, ovviamente vedovo, ossessionato dall\u2019onore della figlia, sedotta da un potente (e come non pensare ai verdiani Giacomo, Miller e Rigoletto?); un re che, sotto falsa identit\u00e0, custodisce una fanciulla in una torre isolata; la fanciulla medesima, divisa tra amore e vergogna; una regina tradita e bramosa di vendicarsi; l\u2019affacciarsi esplicito di un contrasto tra politica e affetti, come confessa Enrico Plantageneto al fedele Clifford: \u00abm\u2019avvinse \/ ragion di stato. Mi discioglie adesso \/ ragione del cuore\u00bb. E poi la morte ingloriosa della protagonista, brutalmente accoltellata nel finale per mano della regina stessa, Eleonora d\u2019Aquitania: tutto questo \u00e8 nella <em>Rosmonda d\u2019Inghilterra<\/em>, melodramma sulla truce vicenda inglese del XII secolo ben congegnato nella struttura da Felice Romani, prima per Carlo Coccia (1829) poi per Gaetano Donizetti (1834); in particolare il I atto inanella una serie di scene dalla crescente tensione, in cui i personaggi si aggiungono gli uni agli altri fino al parossistico concertato finale (\u00abNunzia \u00e8 tal calma orribile \/ che la tempesta \u00e8 presso\u00bb sussurra il coro, gi\u00e0 anticipando il \u00abS\u2019appressan gl\u2019istanti \/ d\u2019un\u2019ira fatale\u00bb del futuro <em>Nabucco<\/em>). Ma pi\u00f9 che altro, come accade nella coeva <em>Lucrezia Borgia<\/em>, anche qui il librettista gioca sullo svelamento di un\u2019identit\u00e0 imbarazzante: il vecchio padre scopre cos\u00ec dopo un lungo duetto con il sovrano che la scandalosa amante del re altri non \u00e8 che sua figlia.<br \/>\nDonizetti si dedic\u00f2 alla composizione in un periodo particolarmente fitto di lavoro, subito dopo <em>Lucrezia<\/em>, offrendo <em>Rosmonda<\/em> a Firenze il 26 febbraio 1834; l\u2019esito fu abbastanza deludente, nonostante la presenza di Fanny Tacchinardi Persiani e Gilbert Duprez come protagonisti &#8211; che l\u2019anno successivo avrebbero dato vita alla coppia di Lucia ed Edgardo &#8211; e una partitura ricca di musica molto interessante. Per questo motivo la Fondazione Donizetti ha fatto benissimo a riprendere il titolo e a curare un nuovo allestimento scenico, oltre alla versione in forma di concerto gi\u00e0 presentata a Firenze, citt\u00e0 natale dell\u2019opera. <strong>Sebastiano<\/strong> <strong>Rolli<\/strong>, un direttore esperto nel repertorio donizettiano, svolge un lavoro di concertazione molto corretto, forse enfatizzando un po\u2019 troppo le componenti militaresche della partitura (nella sinfonia e nel cruento finale); senza dubbio sa valorizzare tutti i talenti della <strong>Orchestra Donizetti Opera<\/strong>, una compagine molto professionale e preparata. <strong>Jessica Pratt<\/strong> anima &#8211; e non solo vocalmente &#8211; la protagonista, il cui personaggio a dire il vero non \u00e8 molto ben caratterizzato sul piano drammaturgico, soprattutto nel I atto; ma il soprano sa presentarlo come carattere forte e determinato al sacrificio, ossia con un profilo adeguato alla scrittura vocale molto ardua voluta da Donizetti. La prestazione della Pratt \u00e8 senz\u2019altro molto buona, attenta agli aspetti virtuosistici e alle <em>nuances<\/em> richieste (il modello di Lucia \u00e8 infatti alle porte) sebbene le puntature acute e sopracute siano sovente arrischiate nel timbro e nella tenuta. <strong>Eva Mei<\/strong> \u00e8 perfetta nel ruolo antagonistico e crudele di Leonora; peccato che per tutto il I atto un\u2019indisposizione grave la obblighi a cantare immobile ai lati della scena e in ombra, sostituita sul palco da un mimo. Nel II atto il miglioramento delle condizioni le permette di cantare e recitare senza impedimenti, con grande soddisfazione di tutto il pubblico: la voce ferma e autorevole corrobora l\u2019approfondimento espressivo dell\u2019ambiguo e sanguinario personaggio. Molto buona anche la prova di <strong>Raffaella Lupinacci<\/strong> nel ruolo mezzosopranile <em>en travesti<\/em> del paggio Arturo: il suo canto fuori scena e poi il duetto con il soprano nel corso del I atto sono uno dei momenti pi\u00f9 belli di tutta la recita. <strong>Nicola Ulivieri<\/strong>, nato come basso rossiniano, ha ormai esteso il proprio repertorio ad altri autori, e si rivela adeguatissimo a sostenere la parte di Clifford, con la giusta disposizione vocale e la necessaria, enfatica espressivit\u00e0. L\u2019elemento pi\u00f9 debole della compagnia \u00e8 purtroppo il tenore, <strong>Dario Schmunck<\/strong>, che non \u00e8 certo caratterizzato da una personalit\u00e0 vocale capace di imporsi, n\u00e9 per il timbro n\u00e9 per virt\u00f9 di belcantista; al contrario, pur con una tecnica apprezzabile, la linea di canto \u00e8 frammentata, gli acuti instabili e le messe di voce prive di tenuta; l\u2019esigente pubblico internazionale di Bergamo, comunque, fa bene a pazientare nel corso del I atto, perch\u00e9 nel successivo la situazione migliora un poco.<br \/>\nL\u2019allestimento scenico e la regia, unitamente ai costumi, dipendono da un progetto basato sull\u2019attenta lettura del libretto e delle sue fonti, di cui recuperano elementi meteorologici e naturalistici. Pi\u00f9 che sulle scene, sostituite da piccole quinte mobili che dilatano e rinserrano lo spazio attorno ai personaggi, come per stritolarli, <strong>Nicolas Bovey<\/strong> ha insistito sulle luci e sul contrasto di colori e oscurit\u00e0. La regia di <strong>Paola Rota<\/strong> pone in risalto quello che forse \u00e8 l\u2019elemento unificante dei vari caratteri: la sostanziale debolezza, che si traduce di volta in volta in infantile volont\u00e0 di possesso, ricorso all\u2019autoritarismo e alla violenza. Gli unici personaggi fautori dell\u2019equilibrio parrebbero essere quelli del coro, che per\u00f2 indossa costumi e parrucche neri &#8211; di <strong>Massimo Cantini Parrini<\/strong> &#8211; alquanto surreali; perfettamente funzionali, e molto curati, gli abiti dei personaggi principali. Il pubblico dimostra di gradire tutto lo spettacolo, tributando lunghi applausi a ogni interprete e al direttore; \u00e8 soprattutto palpabile la gioia di avere assistito alla rinascita di un\u2019opera che arricchisce il catalogo del Donizetti \u201cinglese\u201d, oltre a <em>Maria Stuarda<\/em>, <em>Anna Bolena<\/em>, <em>Roberto Devereux<\/em>, <em>Lucia di Lammermoor<\/em> <em>et<\/em> <em>caeterae<\/em>. <strong>Resta una perplessit\u00e0 sul finale: dal momento che direttore, regista e direzione artistica intendevano rappresentare la versione originale del 1834<\/strong>, e non quella approntata dallo stesso Donizetti per le riprese del &#8217;37-&#8217;38 (che poi non si realizzarono), \u00e8 stata espunta la cabaletta di Leonora dopo la morte di Rosmonda; ma siccome il restauro d&#8217;autore sull&#8217;autografo originale ha cancellato la musica che accompagnava l&#8217;ultima battuta della regina (\u00abSono alfine vendicata&#8230; \/ trema, Enrico! Io regno ancor\u00bb) alla fine si \u00e8 deciso di non eseguire nulla, facendo spegnere l&#8217;opera in modo assolutamente anomalo. Sul piano filologico \u00e8 inaccettabile presentare un finale mutilo, solo perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 disponibile quello originale, quando per\u00f2 sopravvive la correzione d&#8217;autore. Non \u00e8 forse un principio cardine della filologia moderna pubblicare l&#8217;ultima versione licenziata dall&#8217;autore? Un anonimo giornalista francese, presente alla prima esecuzione fiorentina, scrisse un giudizio burlesco per affermare che la <em>Rosmonda<\/em> fosse \u00abin effetto la pi\u00f9 mediocre fra le opere di quel ferace maestro\u00bb, inventando la storia di un sequestro di Donizetti da parte di briganti di Monterossi che \u00ablo costrinsero, con trombone al petto, a comporre un\u2019opera nella loro caverna ed a scriverla per intero prima che spuntasse il sole\u00bb (l\u2019aneddoto si legge in <em>Tutti i libretti di Donizetti<\/em>, a c. di E. Saracino, Milano 1993, p. 744). \u00c8 una delle attestazioni pi\u00f9 antiche del luogo comune sulla prolificit\u00e0 di Donizetti, abbinata a poca cura nella scrittura orchestrale e vocale; l\u2019ascolto della <em>Rosmonda<\/em>, ossia di un\u2019opera mai pi\u00f9 ripresa dopo il 1845, demolisce una volta per tutte questo pregiudiziale luogo comune.\u00a0\u00a0 <em>Foto Gianfranco Rota \/ Fondazione Donizetti<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Donizetti di Bergamo, Fondazione Donizetti 2016 &#8211;\u00a0Stagione dedicata a Gianandrea Gavazzeni \u201cROSMONDA D\u2019INGHILTERRA\u201d Melodramma serio in due [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":87115,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[17524,286,140,12324,700,17525,2972,6136,505,17523,13315,8280,5461,3957],"class_list":["post-87110","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-coro-donizetti-opera","tag-dario-schmunck","tag-eva-mei","tag-fabio-tartari","tag-jessica-pratt","tag-massimo-cantini-parrini","tag-nicola-ulivieri","tag-nicolas-bovey","tag-opera","tag-orchestra-donizetti-opera","tag-paola-rota","tag-raffella-lupinacci","tag-sebastiano-rolli","tag-teatro-donizetti-di-bergamo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87110","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=87110"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87110\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87187,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87110\/revisions\/87187"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/87115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=87110"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=87110"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=87110"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}