{"id":87935,"date":"2016-12-18T04:35:32","date_gmt":"2016-12-18T03:35:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=87935"},"modified":"2016-12-18T04:35:32","modified_gmt":"2016-12-18T03:35:32","slug":"venezia-teatro-la-fenice-attila","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-fenice-attila\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice: &#8220;Attila&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro La Fenice \u2013 Stagione, lirica e balletto, 2016-2017<\/em><br \/>\n<strong>\u201cATTILA\u201d<\/strong><br \/>\nDramma lirico in un prologo e tre atti<br \/>\nLibretto di Temistocle Solera e Francesco Maria Piave, dalla tragedia \u201cAttila, K\u00f6nig der Hunnen\u201d di Zacharias Werner<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<br \/>\n<\/strong><em>Attila <\/em>ROBERTO TAGLIAVINI<br \/>\n<em>Ezio <\/em>JULIAN KIM<br \/>\n<em>Odabella <\/em>VITTORIA YEO<br \/>\n<em>Foresto <\/em>STEFAN POP<br \/>\n<em>Uldino <\/em>ANTONELLO CERON<br \/>\n<em>Leone <\/em>MATTIA DENTI<br \/>\nOrchestra e coro del Teatro La Fenice<br \/>\nDirettore <strong>Riccardo Frizza<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Claudio Marino Moretti<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Daniele Abbado<\/strong><br \/>\nScene e light designer <strong>Gianni Carluccio<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Gianni Carluccio<\/strong> e <strong>Daniela Cernigliaro<\/strong><br \/>\nMovimenti coreografici <strong>Simona Bucci<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice in coproduzione<br \/>\ncon Teatro Comunale di Bologna e Teatro Massimo di Palermo<br \/>\n<em>Venezia, 15 dicembre 2016<br \/>\n<\/em>Dopo dodici anni \u00e8 sbarcato nuovamente in laguna l\u2019<em>Attila<\/em> di Verdi, secondo titolo della Stagione lirica 2016-2017 del Teatro La Fenice; un titolo che, analogamente all\u2019opera inaugurale, <em>Aquagranda<\/em>, si collega alla storia di Venezia e al suo delicato equilibrio idro-geologico, inserendosi nella tematica caratterizzante questo inizio di stagione: se la nuova opera di Filippo Perocco\u00a0 rievoca i giorni tristi della disastrosa alluvione del 1966, fino al sollievo seguente allo scampato pericolo e alla ripresa della vita nella Citt\u00e0 dei Dogi, nel prologo dell\u2019<em>Attila<\/em> si assiste all\u2019arrivo\u00a0 dei cittadini di Aquileia, scampati alle orde del terribile Unno, sulle sponde di Rio-Alto, tra le \u201clagune adriatiche\u201d, riproponendo la mitica palingenesi di Venezia, in base ad una tradizione oggi, peraltro, smentita dagli studiosi.<br \/>\nQuesto nuovo allestimento \u2013 coprodotto dalla Fondazione Teatro La Fenice insieme al Teatro Comunale di Bologna e al Teatro Massimo di Palermo e recante la firma per la regia di <strong>Daniele Abbado<\/strong>, per le scene e le luci di <strong>Gianni Carluccio<\/strong> che, insieme a <strong>Daniela Cernigliaro<\/strong>, ha disegnato anche i costumi, e per i movimenti coreografici di <strong>Simona Bucci<\/strong> \u2013 testimonia del rinnovato interesse per il giovanile lavoro verdiano, legato a Venezia e al suo massimo teatro anche per un altro aspetto, avendo visto la luce proprio alla Fenice il 17 marzo 1846: seconda delle cinque opere composte per la citt\u00e0 lagunare e nona nel catalogo operistico generale del Bussetano. Si tratta di un lavoro, come si \u00e8 detto, giovanile, che risale all\u2019ultima fase degli \u201canni di galera\u201d, gi\u00e0 prefigurando il Verdi della \u201ctrilogia popolare\u201d, per la capacit\u00e0 di scavare nell\u2019animo dei personaggi, in particolare del protagonista, che per certi versi \u2013 pur rimanendo l\u2019oppressore delle italiche genti, in linea con la visione risorgimentale \u2013 viene riscattato rispetto al <em>clich\u00e9<\/em> del barbaro spietato e sanguinario, facendogli assumere uno spessore psicologico pi\u00f9 complesso, che contempla anche sentimenti di giustizia e atteggiamenti di generosit\u00e0, e con ci\u00f2 rendendolo pi\u00f9 grande rispetto ad altri personaggi: come Ezio, che entra in scena mettendo in atto un tentativo di corruzione politica, Foresto, che \u00e8 in fondo un debole, ossessionato dalla gelosia, e Odabella, che \u00e8 una figura ambigua, probabilmente innamorata di Attila ma incapace di amarlo.<br \/>\nQuesta \u00e8 almeno la lettura del regista, che non nasconde una visione demistificante dell\u2019epopea risorgimentale, in conseguenza del fatto che, nella trasposizione operata da Verdi-Solera-Piave, i \u201cpatrioti\u201d sono personaggi alquanto discutibili. La vicenda viene, peraltro, attualizzata, per cui l\u2019esercito di Attila \u00e8 composto da popolazioni dell\u2019Est a noi contemporanee, i Romani sono dei militari internazionali del nostro tempo, mentre la decadenza di Roma diventa l\u2019attuale decadenza dell\u2019intero Occidente: un modo per portare in scena la contemporaneit\u00e0, pur senza fare riferimenti troppo espliciti. Essenziali sono apparse le scene, che suggeriscono l\u2019interno di una grande nave, che fa da cornice alle varie situazioni, conferendo alla vicenda il senso di un viaggio. Dall\u2019alto del palcoscenico pendono delle fumi, che terminano con un cappio \u2013 a cui finisce appeso per i polsi lo stesso Attila \u2013 simbolo di un potere oppressivo che colpisce anche se stesso. Suggestive le luci. Nulla di particolarmente nuovo, ma tutto abbastanza efficace. Eccessivamente numerose, invece, le interruzioni dovute ai cambi di scena, che spezzano la coesione drammaturgica.<br \/>\nDal punto di vista musicale, la direzione di <strong>Riccardo Frizza<\/strong> tende ad evocare \u2013 grazie ad un diffuso vigore e a tempi ben marcati nella loro concitazione \u2013 il clima risorgimentale, tipico del Verdi giovane, dando nel contempo adeguato risalto al\u00a0 le novit\u00e0 e alle raffinatezze gi\u00e0 presenti in questa partitura: come le due arie di Odabella, \u201cSanto di patrio indefinito amor\u201d \u2013 tra le pi\u00f9 impegnative ed estese, oltre che sviluppate dal punto di vista formale \u2013 e \u201cOh! nel fuggente nuvolo\u201d \u2013 dalla scrittura strumentale insolitamente raffinata \u2013, e due scene in cui primeggia Attila \u2013 il sogno e il successivo incontro con Leone \u2013 caratterizzate da forza espressiva e austera dignit\u00e0 \u2013, per non parlare di varie pagine che non nascondono un certa vocazione descrittivo-evocativa come l\u2019uragano a Rio-Alto (sull\u2019esempio di <em>Le d\u00e9sert <\/em>di F\u00e9licien David).<br \/>\nDi alto livello il Cast. <strong>Roberto Tagliavini, <\/strong>con voce ben timbrata, per quanto di potenza non del tutto adeguata,\u00a0 e una linea di canto dal nobile accento, \u00e8 riuscito a conferire al protagonista quell\u2019umanit\u00e0 con cui Verdi ha intenso caratterizzarlo e che risulta evidente nelle scene gi\u00e0 citate come in quella in cui, ad Odabella, sua promessa sposa, che lo trafigge, rivolge qualcosa di analogo alla sconsolata esclamazione di Cesare a Bruto. Appassionata e combattiva l\u2019<em>Odabella<\/em> di <strong>Vittoria Yeo, <\/strong>che ha\u00a0 affrontato con timbro omogeneo e fraseggio scolpito le asperit\u00e0 del suo ruolo \u2013 di tessitura estesissima e ricco di agilit\u00e0 \u2013 assecondando in buona parte la volont\u00e0 del compositore, che lo scrisse per un soprano \u201cdi forza\u201d, confidando nei \u201cpolmoni d\u2019acciaio\u201d di Sofia Loewe, interprete nella prima assoluta.\u00a0Non sempre convincente il Foresto di<strong> Stefan Pop,<\/strong> un tenore che ha rivelato una certa facilit\u00e0 negli acuti, per quanto in questa zona la sua voce si assottigli assumendo un timbro un po\u2019 troppo aperto.\u00a0Davvero autorevole \u00e8 apparso<strong> Julian Kim <\/strong>\u2013 gi\u00e0 apprezzato dal pubblico veneziano \u2013 nella parte di Ezio, sfoggiando una voce ferma e gradevolmente brunita, insieme a un buon fraseggio. Adeguata ai loro ruoli la professionalit\u00e0 di<strong> Mattia Denti (<\/strong><em>Leone)<\/em> e <strong>Antonello Ceron (<\/strong><em>Uldino)<\/em>.\u00a0Grande la prestazione del<strong> Coro della Fenice,<\/strong> istruito magistralmente da <strong>Claudio Marino Moretti.\u00a0<\/strong>Successo pieno e applausi convinti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice \u2013 Stagione, lirica e balletto, 2016-2017 \u201cATTILA\u201d Dramma lirico in un prologo e tre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":87937,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5740,548,17677,1632,2396,153,4126,3676,145,551,4308,12444,943,319,17678],"class_list":["post-87935","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-antonello-ceron","tag-attila","tag-daniela-cernigliero","tag-daniele-abbado","tag-gianni-carluccio","tag-giuseppe-verdi","tag-julian-kim","tag-mattia-denti","tag-opera-lirica","tag-riccardo-frizza","tag-roberto-tagliavini","tag-simona-bucci","tag-stefan-pop","tag-teatro-la-fenice-di-venezia","tag-vittoria-yeo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87935","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=87935"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87935\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87936,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87935\/revisions\/87936"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/87937"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=87935"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=87935"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=87935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}