{"id":88216,"date":"2016-12-27T19:08:45","date_gmt":"2016-12-27T18:08:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=88216"},"modified":"2016-12-28T19:33:43","modified_gmt":"2016-12-28T18:33:43","slug":"opera-di-firenze-nabucco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/opera-di-firenze-nabucco\/","title":{"rendered":"Opera di Firenze: &#8220;Nabucco&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Opera di Firenze &#8211; Stagione d\u2019opera 2016\/17<br \/>\n<\/em><strong>\u201cNABUCCO\u201d<br \/>\n<\/strong>Dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<br \/>\n<\/strong><em>Nabucco, re di Babilonia<\/em>\u00a0DIMITRI PLATANIAS<br \/>\n<em>Ismaele, nipote di Sedecia, re di Gerusalemme<\/em>\u00a0PAOLO ANTOGNETTI<br \/>\n<em>Zaccaria, gran pontefice degli ebrei<\/em> RICCARDO ZANELLATO<br \/>\n<em>Abigaille, schiava, creduta figlia primogenita di Nabucco\u00a0<\/em>SUSANNA BRANCHINI<br \/>\n<em>Fenena, figlia di Nabucco\u00a0<\/em>ANNA MALAVASI<br \/>\n<em>Il gran sacerdote<\/em> <em>di Belo<\/em> LUCIANO LEONI<br \/>\n<em>Abdallo, vecchio ufficiale di Nabucco<\/em> STEFANO CONSOLINI<br \/>\n<em>Anna, sorella di Zaccaria<\/em> ELENA BORIN<br \/>\nOrchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino<br \/>\nDirettore <strong>Renato Palumbo<br \/>\n<\/strong>Maestro del coro <strong>Lorenzo Fratini<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Leo Muscato<br \/>\n<\/strong>Scene <strong>Tiziano Santi<br \/>\n<\/strong>Costumi <strong>Silvia Aymonino<br \/>\n<\/strong>Luci <strong>Alessandro Verazzi<br \/>\n<\/strong>Allestimento del Teatro Lirico di Cagliari<br \/>\n<em>Firenze, 22 dicembre 2016<br \/>\n<\/em>Calorosa accoglienza quella del pubblico fiorentino all\u2019ultima opera prima del nuovo anno, la cui partecipazione approssima il \u201ctutto esaurito\u201d in ciascuna delle recite in programmazione.\u2028Ad apertura di sipario, la scena dischiude un tempio di Salomone senza mura, un \u201cluogo dell\u2019anima\u201d plasmato solamente attraverso il dinamismo cromatico delle luci, che ben trasmette il fotogramma di un popolo arroccato agli idoli della sua citt\u00e0, privo di altra difesa ad esclusione della fede, a cui le lamine luminescenti ed i bagliori del fuoco sembrano rimandare. Questa la potenza evocativa di una produzione tanto autentica quanto sobria, che con la radenza delle scelte illuminotecniche di <strong>Alessandro Verazzi<\/strong> restituisce l\u2019illusione di un tempo indefinito e sacrale, ma non per questo distante, forgiando una rappresentazione che sa coinvolgere il pubblico, grazie anche a costumi che calano credibilmente i personaggi all\u2019interno del contesto, ora facendone risaltare l\u2019aspetto religioso, ora quello guerresco. La toga prevista da <strong>Silvia Aymonino<\/strong> per Zaccaria, ad esempio, \u00e8 come clonata nelle vesti del popolo che lo attornia, quasi costituisse una metafora visiva dell\u2019effondersi delle sue predicazioni, mentre le corazze che rafforzano i corpetti di Abigaille e Nabucco ben si confanno alla comune tempra dei due. Sebbene le scene di <strong>Tiziano Santi<\/strong> insistano su ambientazioni esterne, sottile cura \u00e8 comunque riservata al tratteggio dei pochi scorci in interno. Ce ne rendiamo conto negli appartamenti della reggia, dove l\u2019intimo taglio della stanza cinta da veli in cui Abigaille viene a conoscenza delle sue origini servili instaura un clima di raccoglimento ed anche quando lo stesso espediente viene utilizzato per circoscrivere la conversione di Fenena: simili soluzioni legano cos\u00ec gli animi delle due rivali, in due passi chiave dell\u2019intreccio.<br \/>\nDi fronte all\u2019allestimento che valse il \u201cPremio Abbiati 2012\u201d, ci saremmo forse aspettati di pi\u00f9 dalla regia di <strong>Leo Muscato<\/strong> che, al di fuori di qualche spunto pi\u00f9 originale, come l\u2019idea di mostrare in scena un\u2019Abigaille fanciulla sulle note del cantabile dell\u2019aria, vive perlopi\u00f9 all\u2019interno di un progetto sorprendentemente statico per un dramma vorticoso come \u201cNabucco\u201d. Per di pi\u00f9, maggiore risalto sarebbe dovuto spettare alla resa del sovrannaturale, presente a pi\u00f9 riprese nell\u2019opera. A questo proposito, se l\u2019effetto sorpresa della folgorazione divina viene precluso dall\u2019evidente calco di una saetta spenta sulla lapide retrostante al trono, il crollo dell\u2019idolo, che pure d\u00e0 il titolo alla quarta parte, passa quasi inosservato, riducendosi ad un semplicistico barlume sullo sfondo.<br \/>\n\u201cUna parte che si fa da sola\u201d, scrive Verdi a proposito di Nabucco, eppure con <strong>Dimitri Platanias <\/strong>non si \u00e8 avuta questa impressione, dato che la dizione approssimativa e le frequenti inflessioni nasali delineavano un re monocorde, lontano dalla virile baldanza del condottiero o dal ridestarsi di un vecchio. Di certo la ricerca di colori non era agevolata da una vocalit\u00e0 modesta nel volume e tecnicamente perfettibile, ma al baritono greco \u00e8 sfuggito pi\u00f9 d\u2019un appiglio per fare sue le caleidoscopiche gradazioni del ruolo, anche quando la voce si era ormai scaldata, riuscendo al pi\u00f9 a bilanciare la durezza delle note pi\u00f9 gravi e la poco nitida emissione degli acuti con qualche legato di centro pi\u00f9 riuscito.<br \/>\nA poco \u00e8 valsa pure la concitata affezione che si scorgeva nell\u2019interpretazione di <strong>Susanna Branchini<\/strong>, in continua difficolt\u00e0 con l\u2019impervia scrittura di Abigaille. Le sciabolate sonore e l\u2019uso della voce come un\u2019arma letale, infatti, sono elementi che possono ritorcersi contro, quando non sostenuti da una corretta emissione a piena voce. Cos\u00ec, gli acuti risuonavano tesi e l\u2019apprensione nella resa di volatine ed agilit\u00e0 prese di sbalzo costringeva il soprano ad anticipare i passi virtuosistici, eseguiti con frequenti sbavature ed omissioni, quando non interrotti da improvvise prese di fiato. Non sono il suo forte neppure le imperiose escursioni di registro, attenuate da note gravi ovattate e, all\u2019uscita, anche alzate d\u2019ottava, mentre la cantante sa farsi arguta nello scolpire un fraseggio volto ad irrobustire la proiezione in tessitura medio-grave. Passando per suoni fissi ed un vibrato tanto stretto da impedirle di essere persuasiva sui trilli, di Abigaille rimane solo la sobria linea del cantabile in cui rimembra il passato, dove con premesse simili era difficile pretendere particolari <em>nuance<\/em>, ma che tutto sommato ha costituito una parentesi di maggiore controllo emissivo.<br \/>\nMalgrado l\u2019apprezzabile morbidezza di un timbro chiaro ed omogeneo, neppure lo Zaccaria di <strong>Riccardo Zanellato <\/strong>sfuggiva del tutto al sottodimensionamento di questo quadro interpretativo. Abile nel modellare sottili mezze voci, il basso tratteggia ancora un pontefice solenne, come si addice ad una guida spirituale mai rassegnata e severa nelle inserzioni gravi, ma \u00e8 il limite nella cavata a renderlo poco incisivo nella restituzione del ruolo, che con i suoi acuti sommessi e la difficile dominazione nel canto a piena orchestra l\u2019ha visto pi\u00f9 volte sovrastato dal suo <em>alter ego<\/em> corale. L\u2019equilibro si \u00e8 parzialmente ristabilito con l\u2019apporto delle rimanenti parti, a partire da <strong>Paolo Antognetti<\/strong> (Ismaele), che non sar\u00e0 dotato di particolari mezzi vocali, ma che \u00e8 riuscito a risolvere uno dei ruoli meno interessanti del repertorio verdiano, conciliando la sentita partecipazione scenica con voce ferma e sensibilit\u00e0 di fraseggio, mentre la suadente Fenena di <strong>Anna Malavasi<\/strong> risentiva di qualche incertezza sugli acuti della romanza, sebbene lo ricambiasse con un registro medio-grave caldo ed espressivo. Con teatrale arte nella recitazione, era poi l\u2019Anna ben timbrata di <strong>Elena Borin<\/strong> a distinguersi tra i personaggi secondari, a fronte dell\u2019autorevole apporto di <strong>Luciano Leoni<\/strong> (gran sacerdote) e dei tenui interventi di <strong>Stefano Consolini<\/strong> (Abdallo).<br \/>\nDifferentemente dalla prova del 2014, qualche segnale di minore forma si trovava anche scorrendo le file del coro di <strong>Lorenzo Fratini<\/strong>, come nell\u2019incerto attacco del \u201cMaledetto\u201d od in qualche punto di minor compattezza (\u201cImmenso Jehovah\u201d). Si pu\u00f2 discutere sulla scelta di un \u201cVa\u2019, pensiero\u201d intessuto quasi integralmente in <em>pianissimo<\/em>, senza dare particolare slancio alle commoventi frasi centrali, ma per lo meno questa lettura lo ha ricondotto a quello che in realt\u00e0 \u00e8: una toccante pagina musicale, su cui si strugge un popolo in bilico, ad un passo dalla condanna.<br \/>\nDalla buca, invece, la restituzione integrale dello spartito \u00e8 parsa pi\u00f9 esibizionistica che rispettosa del cast, pi\u00f9 volte messo in affanno da accelerazioni ritmiche o subissato da intense sonorit\u00e0. Al posto di strette rapidissime, finalizzate all\u2019applauso, sarebbe stato preferibile un piano complessivo pi\u00f9 attento all\u2019agogica, in grado di combinare con fermezza i richiami ai temi dell\u2019opera presenti nella sinfonia dove le variazioni ritmiche sembravano appena abbozzate, prima di disperdersi in un approccio dai pochi contrasti espressivi ed avaro di dinamiche, se non al momento dei delicati contrappunti dei violoncelli divisi, delle note celestiali di flauto ed arpa o dei motivi cullanti dei legni, con i quali la bacchetta di <strong>Renato Palumbo<\/strong> ha saputo evidenziare la componente interiore del dramma.\u00a0Si chiude, infine, nel disorientamento generale, tra dissensi a scena aperta ed applausi, questa riproposizione della terza opera di Giuseppe Verdi, a cui si augura una pi\u00f9 consona celebrazione nel \u201cDon Carlo\u201d previsto dall\u2019Ottantesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera di Firenze &#8211; Stagione d\u2019opera 2016\/17 \u201cNABUCCO\u201d Dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":262,"featured_media":88217,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[8776,938,6197,5772,153,5932,4671,15004,105,10669,145,4754,1272,3076,2637,1470,3520],"class_list":["post-88216","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-verazzi","tag-anna-malavasi","tag-dimitri-platanias","tag-elena-borin","tag-giuseppe-verdi","tag-leo-muscato","tag-lorenzo-fratini","tag-luciano-leoni","tag-nabucco","tag-opera-di-firenze","tag-opera-lirica","tag-paolo-antognetti","tag-renato-palumbo","tag-silvia-aymonino","tag-stefano-consolini","tag-susanna-branchini","tag-tiziano-santi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88216","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/262"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88216"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88216\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88217"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}