{"id":88274,"date":"2017-01-02T16:52:58","date_gmt":"2017-01-02T15:52:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=88274"},"modified":"2017-01-02T20:15:08","modified_gmt":"2017-01-02T19:15:08","slug":"al-san-carlo-di-napoli-lo-schiaccianoci-visto-da-charles-jude","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/al-san-carlo-di-napoli-lo-schiaccianoci-visto-da-charles-jude\/","title":{"rendered":"Al San Carlo di Napoli &#8220;Lo Schiaccianoci&#8221; visto da Charles Jude"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Napoli, Teatro di San Carlo, stagione di balletto 2016-2017<\/em><br \/>\n<strong>\u201cLO SCHIACCIANOCI\u201d<\/strong><br \/>\nCoreografia\u00a0 <strong>Charles<\/strong><strong> Jude<\/strong><br \/>\nMusica\u00a0<strong>P\u00ebtr Il\u2019ic \u010cajkovskij<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><em>Clara\/Fata Confetto <\/em>ANNA CHIARA AMIRANTE<br \/>\n<em>Principe Schiaccianoci \u00a0<\/em>ALESSANDRO STAIANO<br \/>\n<em>Drosselmeyer\u00a0 <\/em>GIANLUCA NUNZIATA<br \/>\nOrchestra e Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo<br \/>\nCorpo di Ballo del Teatro di San Carlo<br \/>\nDirettore del Corpo di Ballo Giuseppe Picone<br \/>\nAllievi della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo diretta da St\u00e9phane Fournial<br \/>\nDirettore\u00a0 <strong>David Coleman<\/strong><br \/>\nDirettore del Coro di Voci Bianche\u00a0 <strong>Stefania Rinaldi<\/strong><br \/>\nScene <strong>Nicola Rubertelli<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Giusi Giustino<\/strong><br \/>\n<em>Napoli, 30 dicembre 2016\u00a0 ore 17.00<br \/>\n<\/em><strong>Puntuale come una ricorrenza, <em>Lo Schiaccianoci<\/em> torna al San Carlo anche questo Natale, nella versione di Charles Jude, registrando grande soddisfazione al botteghino, visto il <em>sold out<\/em> quasi totale per le recite proposte.<\/strong> \u00a0Una novit\u00e0 annunciata che, se non concede la stessa soddisfazione materiale delle vendite, di certo ha il merito di rafforzare la piacevolezza del ricordo di allestimenti pi\u00f9 \u201ctradizionali\u201d o quanto meno pi\u00f9 fiabeschi che il folto pubblico natalizio rincorre con convinzione. E spieghiamo ai nostri lettori il perch\u00e9, partendo dalle dichiarazioni del coreografo stesso.<br \/>\nPer chi non lo sapesse, Charles Jude vanta un curriculum da ex <em>\u00e9toile<\/em> dell\u2019Op\u00e9ra di Parigi e, dal settembre del 1996, \u00e8 Direttore del Ballet de l\u2019Op\u00e9ra di Bordeaux: \u00ab<em>Quando ho avuto l\u2019opportunit\u00e0 di creare con il Ballet de l\u2019Op\u00e9ra National de Bordeaux una nuova coreografia e una messa in scena del La Schiaccianoci, ho voluto allontanarmi dal libretto di Alexandre Dumas, seguito fedelmente dalle versioni tradizionali come quello di Marius Petipa, a beneficio dell\u2019universo pi\u00f9 fantastico e psicologico di Hoffmann\u00bb <\/em>tentando di<em> \u00abmantenere l\u2019universo fiabesco proprio del racconto\u00bb <\/em>e tracciando<em> \u00abil percorso iniziatico di una fanciulla che [&#8230;] entra nel mondo del sogno [&#8230;] per scoprire la propria sessualit\u00e0\u00bb<\/em>. Niente di sostanzialmente nuovo in questi propositi, visto che le versioni dell\u2019originale firmato da Petipa-Ivanov-\u010cjajkovskji sono state molte e differenti, dal \u201cnuovo classico\u201d balanchiniano\u00a0 (1954) alla versione autobiografica di un\u2019infanzia segnata dal dolore per Maurice B\u00e9jart (1998), passando per le ri-creazioni di stampo pi\u00f9 classico (Cranko, Nureyev, Baryshnikov, Grigorovi\u010d) ma anche attraverso riletture dissacranti come quella di Mark Morris (1991) in cui \u00e8 ribaltata la stessa identit\u00e0 di genere dei ruoli.<br \/>\nAlla base di tutto, c\u2019\u00e8 \u00a0l\u2019imperitura validit\u00e0 di un classico che indaga le paure e i desideri umani pi\u00f9 nascosti: la gioia del gioco e l\u2019inconfessabile voglia di crescere e di sognare che abita i pensieri anche dei bambini in et\u00e0 pi\u00f9 tenera. Ecco i presupposti di base che rendono <em>Lo Schiaccianoci <\/em>una fonte inesauribile dalla quale attingere idee per svilupparle in salse diverse, siano esse iconiche, psicologiche, psicagogiche, autobiografiche o dissacranti.<br \/>\nPochissime, nella storia del teatro di danza, sono le ri-creazioni totali o parziali di un grande classico dotate di quella qualit\u00e0 intrinseca che fa immediatamente breccia nell&#8217;immaginario del pubblico. <strong>Bench\u00e9, come altri, anche questo balletto sia una mescolanza di tradizioni disparate e individuali, l\u2019idea di messa in scena danzata borghese e zuccherosa appare quella pi\u00f9 difficile da sradicare. <\/strong><em>Lo Schiaccianoci<\/em> sancarliano\u00a0 di Charles Jude, che con i suoi tratti <em>vintage<\/em> e un po\u2019 stravaganti si rivela, per Napoli, un allestimento necessario pi\u00f9 alla voglia di \u201cnovit\u00e0\u201d che pubblico critica sembrano esigere, di certo non supera gli allestimenti precedenti che, nella romantica ricchezza delle scene e dei costumi hanno davvero immerso il pubblico nel mondo incantato delle fiabe. Si tratta di un lavoro dal taglio moderno e cos\u00ec va assaporato, bench\u00e9 la fusione di elementi contrastanti stilisticamente non sembri funzionare nella maniera migliore. Spesso, infatti, la novit\u00e0 serve ad apprezzare ancor pi\u00f9 la tradizione, come in questo caso. S\u00ec, perch\u00e9 anche i nativi digitali non si incantano davanti a una scenografia proiettata: quanto \u00e8 pi\u00f9 meravigliosa la verit\u00e0 dei rami di una foresta innevata che calano dall\u2019alto o ci sorprendono al buio, o un guscio di noce che, dietro il velario, porta davvero via Clara e il suo Principe? Le &#8220;reat\u00e0&#8221; virtuali popolano fin troppo il nostro quotidiano, per poter suscitare la meraviglia spontanea che un bambino sa riconoscere, anche pi\u00f9 di un adulto, in quei mezzi meccanici cos\u00ec affascinanti che da millenni rendono il Teatro un luogo di magia. <strong>Forse si crede che oggi la gente non sappia riconoscere la differenze tra queste cose, che il pubblico non si renda conto della drammaturgia, se essa non viene sottolineata dal \u201cfacilitatore digitale\u201d di turno. <\/strong><strong>Fortunatamente non \u00e8 cos\u00ec e i commenti dei pi\u00f9 giovani, in platea, danno ragione a questa visione. <\/strong><br \/>\nDa un punto di vista strettamente coreografico, interessante la prima parte dello spettacolo e il sistema dei Passi a due, talvolta costipati in un\u2019overdose di virtuosismi non sempre in accordo con la descrizione musicale. \u00a0Poco efficaci le grandi sequenze di insieme, come il Valzer dei Fiocchi di Neve e il Valzer dei Fiori, in cui spesso le danzatrici sono allineate in formazioni quadrangolari scontate e poco interessanti da un punto di vista strutturale. I Fiocchi di Neve, a tratti, per tipologie gestuali e di sequenze, sono apparsi molto simili alle Villi di <em>Giselle<\/em>. Anche nel momento drammaturgicamente pi\u00f9 importante, ossia quello della battaglia dei topi con lo Schiaccianoci, non solo la \u201cstazza\u201d ridotta degli animali (i bambini della Scuola di Ballo diretta da St\u00e9phane Fournial) cozzava contro quella dei soldati in una lotta impari fin dall\u2019inizio, ma troppe volte non ha seguito il dettato musicale\u00a0 &#8211; cos\u00ec precisamente imposto a \u010cjajkovskij alla creazione &#8211;\u00a0 nei punti salienti, tanto da determinare un forte iato tra azione e musica.<br \/>\nL\u2019uso di luci al led molto accese non ha dato effetti piacevoli sulle <em>nuances<\/em>, altrettanto accese, di alcuni costumi (Valzer dei Fiori), cos\u00ec come i colori freddi sui lunghi tut\u00f9 bianchi dei Fiocchi di Neve hanno generato un violetto da musical, per non dire dei \u201cseguipersone\u201d sui protagonisti: luci del variet\u00e0.<br \/>\nMa passiamo agli interpreti della serata: <strong>ottima prova per Anna Chiara Amirante, nel ruolo di Clara\/Fata Confetto, e Alessandro Staiano, Principe Schiaccianoci <\/strong>(che si alternano al primo cast composto da <strong>Alessandro Macario<\/strong>, Primo ballerimo ospite del Massimio napoletano, ed <strong>Ekaterina Oleynik<\/strong>, e a <strong>Claudia D&#8217;Antonio <\/strong>e<strong> Salvatore Manzo<\/strong> del terzo cast ). Con la sua tecnica pulita e sicura, Anna Chiara Amirante appare l\u2019elemento pi\u00f9 maturo in scena, in questo senso, soprattutto nell\u2019uso artistico delle braccia, che costantemente respirano con il giusto \u201cpeso\u201d, senza mai cadere nel lezioso o nel manierato; deve ancora sciogliere la tensione del viso in alcuni momenti, soprattutto cambiando \u201ccolore\u201d scenico nei momenti di gioia\/timore\/terrore che appaiono stati emotivi molto legati allo stile di una danza aerea e raffinata, ma che tiene ancora in parte imbrigliata la sfera emotiva. Forte di salti energici e della sua consueta sicurezza scenica, Alessandro Staiano (di rientro dall\u2019Op\u00e9ra di Bordeaux dove ha interpretato, come ospite, Copp\u00e9lia) \u00e8 apparso pi\u00f9 maturo come <em>porteur<\/em>, nel Passo a Due, e si conferma meritevole nel ricoprire ruoli di primissimo piano in Compagnia. Una Compagnia dove i &#8220;ruoli&#8221; scritti sulla carta dell&#8217;organigramma si ribaltano quasi completamente in scena e, mentre il Teatro dell&#8217;Opera di Roma nomina addirittura \u00e9toiles (ricordando che Alessandra Amato si \u00e8 formata alla scuola del San Carlo diretat da Anna Razzi), a Napoli il processo delle promozioni non sembra interessare come dovrebbe i vertici della piramide amministrativa.<br \/>\nDegni di menzione <strong>Salvatore Manzo<\/strong> nel ruolo di Friz e il Cosacco interpretato con pulizia, energia ed eleganza da <strong>Danilo Notaro<\/strong>; la Danza Araba \u00e8 stata affidata ancora una volta a <strong>Luisa Ieluzzi<\/strong>, in un ruolo che ben ne evidenzia le principali doti di danzatrice dalle linee femminili e moderne. Lode anche al \u201ccammello\u201d umano, che accompagnava la coppia araba con divertenti movenze circensi.<br \/>\nNon eccellente la prestazione del Corpo di Ballo, all\u2019interno del quale spuntano nuovamente alcuni elementi artisticamente e tecnicamente deboli.\u00a0 L\u2019orchestra, diretta dal Maestro <strong>David Coleman<\/strong>, ha eseguito la partitura del nostro balletto con la consueta bravura (con qualche modifica sull\u2019andamento dei legati e degli staccati nella sezione dedicata al Coro di Voci Bianche, in verit\u00e0 meno interessante del solito), sia pure un po\u2019 \u201cin sordina\u201d, o almeno cos\u00ec sembrava visto il brusio di fondo di una pomeridiana dal pubblico variegato, per non dire ineducato ad assistere a uno spettacolo dal vivo. Perch\u00e9 le Scuole di danza che popolano il territorio (ma anche la scuola dell\u2019obbligo, dove i progetti di Teatro fioriscono ovunque) dovrebbero prestare pi\u00f9 attenzione a educare i propri allievi a come si assiste a uno spettacolo, dal momento che saranno pi\u00f9 le volte in cui questi ragazzi siederanno in una poltrona di platea, invece di calcare le tavole di un palcoscenico. Educazione a tacere, a seguire lo spettacolo e ad applaudire quando \u00e8 il momento. Perch\u00e9 Cultura \u00e8 anche saper osservare la Danza nel rispetto del Teatro e dei suoi Artisti. <em>(foto Francesco Squeglia)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli, Teatro di San Carlo, stagione di balletto 2016-2017 \u201cLO SCHIACCIANOCI\u201d Coreografia\u00a0 Charles Jude Musica\u00a0P\u00ebtr Il\u2019ic \u010cajkovskij Clara\/Fata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":70,"featured_media":88325,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[6606,10142,17757,17810,14677,6309,17758,1406,1699,9406,1317,6907,15628,15132],"class_list":["post-88274","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-alessandro-staiano","tag-anna-chiara-amirante","tag-charles-jude","tag-danilo-norato","tag-danza","tag-david-coleman","tag-ekaterina-oleynik","tag-giuseppe-picone","tag-giusi-giustino","tag-luisa-ieluzzi","tag-nicola-rubertelli","tag-salvatore-manzo","tag-stefania-rinaldi","tag-stephane-fournial"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88274","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/70"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88274"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88274\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88338,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88274\/revisions\/88338"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88274"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88274"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88274"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}