{"id":88279,"date":"2017-01-02T14:14:29","date_gmt":"2017-01-02T13:14:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=88279"},"modified":"2023-03-06T11:16:13","modified_gmt":"2023-03-06T10:16:13","slug":"sulle-sottili-corde-di-un-violino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/sulle-sottili-corde-di-un-violino\/","title":{"rendered":"Sulle sottili corde di un violino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>Riccardo Viagrande<br \/>\n<\/strong>Edizioni Joker (2106) Volume di 264 pagine, brossura formato cm 13&#215;20,5 ISBN-13: 978887536402-1<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo lieti di annunciare la pubblicazione del primo romanzo scritto dal nostro <strong>Riccardo Viagrande,<\/strong> <strong><em>Sulle sottili corde di un violino<\/em><\/strong>, edito dalla <strong>Casa Editrice Joker<\/strong>. Come si pu\u00f2 vedere nel titolo <strong>la musica<\/strong> occupa un posto fondamentale.<br \/>\n<strong>Protagonista del romanzo \u00e8 Pietro<\/strong>, un giovane italiano che, al pari di tanti altri nostri connazionali, alla fine della Seconda Guerra Mondiale emigra da clandestino in Francia dove, dopo diverse peripezie, riesce a sfondare nel mondo della musica. <strong>Tutto il suo mondo ruota attorno ad un violino:<\/strong> quasi un totem, certamente il simbolo di una volont\u00e0 di riscatto e della concretezza degli affetti.<br \/>\nIn questo <strong><em>bildungsroman<\/em> <\/strong>seguiamo il processo di maturazione intellettiva e umana di questo caparbio musicista la cui storia vuole rimettere in primo piano tanto <strong>i valori della cultura<\/strong> quanto quelli della <strong>famiglia<\/strong> e della <strong>solidariet\u00e0<\/strong>. Attraverso le vicende umane di Pietro, infatti, viene affrontata una questione di grande attualit\u00e0: quella dell\u2019emigrazione che oggi sta emergendo con grande forza drammatica.<br \/>\nAlcune pagine del libro tratte dal capitolo <strong><em>Parigi, che meraviglia!<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abEcco Parigi!\u00bb disse Giovanni a Pietro indicandogli la capitale francese. \u00ab\u00c8 cos\u00ec che te l\u2019eri immaginata?\u00bb.<br \/>\n\u00abNon lo so!\u00bb rispose Pietro preso un po\u2019 di sorpresa.<br \/>\nCome se l\u2019era immaginata, Parigi? L\u2019aveva veramente im-maginata? Cosa poteva saperne lui della meravigliosa capitale francese? E, soprattutto, le sue aspettative lavorative avrebbero trovato una loro realizzazione? Per ora sapeva soltanto di trovarsi di fronte a una nuova esperienza della quale non poteva conoscere l\u2019esito. L\u00ec avrebbe avuto una vita nuova, ma sarebbe stata questa migliore della precedente o aveva fatto tutta quella strada per nulla? Parigi era l\u00e0, apparentemente accogliente e al tempo stesso ignota.<br \/>\n\u00abTi sei incantato?\u00bb gli chiese Giovanni rompendo il silenzio seguito a quel lapidario quanto misterioso \u201cnon lo so\u201d. \u00abUn po\u2019 ti capisco\u00bb prosegu\u00ec l\u2019uomo, \u00abhai quella forma non dico di paura, ma di incertezza\u2026 ecco la parola giusta&#8230; che tutti gli uomini hanno di fronte a qualcosa di nuovo. N\u2019est-ce pas?\u00bb.<br \/>\n\u00abS\u00ec\u2026 forse\u2026\u00bb rispose Pietro confuso e un po\u2019 spaurito.<br \/>\n\u00abMa non mi dicevi che qui viveva una tua zia?\u00bb.<br \/>\n\u00abS\u00ec, \u00e8 vero! Vorrei andarla a trovare\u00bb.<br \/>\n\u00abMa ti sei fatto annunciare? Sa che stavi venendo in Francia?\u00bb.<br \/>\n\u00abS\u00ec\u2026 almeno penso\u2026 Per la verit\u00e0 mia madre le ha scritto solo qualche mese fa dopo molto tempo. Prima della guerra si scrivevano spesso; mi ricordo ancora quando mia madre certe volte leggeva le sue lettere\u2026 Certo che io non l\u2019ho mai vista. \u00c8 andata via dall\u2019Italia molti anni fa. Amava Parigi e descriveva questa citt\u00e0 nei minimi dettagli. Quando ero in Italia sognavo quel bel mondo fatto di banchetti, di cene, di divertimenti. Mi sembrava che la sera mia madre mi leggesse una favola\u00bb.<br \/>\n\u00abAllora\u2026 \u00e8 ricca tua zia?\u00bb.<br \/>\n\u00abStava abbastanza bene grazie a un negozietto di abbigliamento con il quale era riuscita a fare fortuna\u00bb.<br \/>\n\u00abMa ha risposto a tua madre?\u00bb.<br \/>\n\u00abNo\u00bb.<br \/>\n\u00abE perch\u00e9 mai?\u00bb.<br \/>\n\u00abNon lo so\u00bb.<br \/>\nGiovanni, uomo di una certa esperienza, aveva fiutato che qualcosa non andava nel racconto di Pietro, tuttavia prefer\u00ec non manifestare i suoi dubbi al giovane interlocutore per non scoraggiarlo.<br \/>\n\u00abBene, Pietro!\u00bb disse l\u2019uomo dandogli una pacca sulla spalla. \u00abDomani mattina andremo insieme a cercarla, questa tua zia. Sai almeno dove abita?\u00bb.<br \/>\n\u00abCerto\u00bb rispose Pietro, prendendo di tasca un foglio dove era scritto l\u2019indirizzo.<br \/>\n\u00abConservalo bene\u00bb disse Giovanni. \u00abDomani, a suo tempo, me lo darai. Per adesso mi attendono in un posto\u2026 sai\u2026 voglio scaricare questa merce che mi pesa tantissimo e domani, te lo prometto, penseremo a te! C\u2019est bien?\u00bb.<br \/>\n\u00abPerfetto\u00bb rispose Pietro.<br \/>\nMentre parlavano, i due erano ormai giunti a destinazione; all\u2019orizzonte si profilava in modo sempre pi\u00f9 chiaro un capannone che, ufficialmente, era un\u2019usine come si poteva leggere nell\u2019insegna, ma che in realt\u00e0 serviva per nascondere le merci di contrabbando da immettere poi sul mercato. Giovanni, che non voleva mettere Pietro in una situazione di pericolo, si ferm\u00f2 con la macchina in prossimit\u00e0 di una zona molto alberata, distante abbastanza perch\u00e9 gli uomini del capannone non si accorgessero della presenza di un\u2019altra persona. Qui disse a Pietro di scendere, aggiungendo:<br \/>\n\u00abAspettami qui. Tra mezz\u2019ora, tre quarti d\u2019ora al massimo sar\u00f2 da te\u00bb.<br \/>\nDa l\u00ec il nostro Pietro poteva vedere tutto. Giovanni era atteso. I due uomini, che presidiavano l\u2019ingresso, lo salutarono calorosamente come si fa con un vecchio amico. Entr\u00f2 con la sua auto nel capannone, mentre Pietro rimase a debita distanza. Dal posto in cui si era nascosto il giovane poteva vedere uscire Giovanni con la macchina, ma aveva anche un osservatorio privilegiato per la sua luna che incominciava ad apparire in cielo. Avrebbe voluto prendere il suo violino per suonare in quella splendida cornice naturale. Si trovava, infatti, in un bosco lussureggiante nel quale quell\u2019arte unica che \u00e8 la natura dava uno spettacolo veramente meraviglioso. La natura sembrava romanticamente esaltata dalla luce dolce e soffusa del crepuscolo. Era, infatti, l\u2019ora che, come diceva il Poeta, \u201cvolge il desio ai naviganti e intenerisce il core lo d\u00ec c\u2019hann detto ai loro amici addio\u201d. E Pietro aveva detto addio a tante persone.<br \/>\nIn quella faccia sempre uguale della luna Pietro ripercorreva tutta la sua vita: vedeva la madre e la sua bella Marie, cercava di immaginare il suo futuro, la sua nuova vita, pensava alla sua musica che, quando era solo, rappresentava la sua unica compagnia, almeno nella sua mente. Cos\u00ec facendo, il tempo pass\u00f2 in fretta e Giovanni puntualissimo, dopo i tre quarti d\u2019ora, usc\u00ec dal capannone, dove entrarono i due uomini che erano rimasti fuori a sorvegliare. Pot\u00e9 cos\u00ec riprendere in macchina Pietro che non sapeva quale fosse la merce cos\u00ec scottante che Giovanni contrabbandava; l\u2019uomo, del resto, lo aveva tenuto all\u2019oscuro forse per preservarlo da qualche pericolo e il giovane, dal canto suo, non aveva mai cercato di soddisfare questa sua curiosit\u00e0, comprendendo le precauzioni prese dal suo compagno di viaggio. In quella circostanza nessuno si accorse dell\u2019esistenza di Pietro e questo fu un bene sia per lui che per Giovanni. Quella gente non amava testimoni scomodi e sarebbe stato difficile spiegare loro che Pietro era totalmente all\u2019oscuro del loro traffico del quale, peraltro, non gli importava nulla.<br \/>\n\u00abTutto bene! Caro ragazzo\u00bb esord\u00ec l\u2019uomo, \u00abanche questa volta \u00e8 andato tutto bene\u00bb.<br \/>\n\u00abHai un buon rapporto con quegli uomini!\u00bb disse Pietro.<br \/>\n\u00abUn buon rapporto? Un rapporto di lavoro\u2026 se lavoro si pu\u00f2 chiamare quello che faccio\u00bb replic\u00f2 Giovanni con una certa amarezza. \u00abFino a quando sei utile sei un loro amico ma se sgarri possono cancellarti dalla faccia della terra\u00bb.<br \/>\n\u00ab\u00c8 gente pericolosa? L\u2019avevo capito quando hai preferito lasciarmi per strada piuttosto che farmi venire con te\u00bb.<br \/>\n\u00abBravo!\u00bb.<br \/>\n\u00abMa perch\u00e9 non cambi lavoro allora?\u00bb riprese il ragazzo, che si era in un certo qual modo affezionato a quell\u2019uomo che lo aveva aiutato cos\u00ec tanto. \u00abVivi continuamente nel pericolo. Io, lo confesso, ho avuto una grande paura quella notte alla frontiera\u2026 Temevo di essere scoperto ma tu corri questo rischio tantissime volte\u00bb.<br \/>\nPietro aveva concluso il suo discorso con la passione tipica di un oratore, anche se la sua eloquenza talvolta balbettava.<br \/>\n\u00abCaro ragazzo, ormai sono dentro fino al collo. Conosco troppe cose di quegli uomini. Per me, cambiare vita \u00e8 impossibile. Lo vorrei tanto, ma\u2026\u00bb e qui imprec\u00f2 contro quel giorno in cui aveva conosciuto i contrabbandieri e si era unito a loro. Alla fine, dopo essere rimasto in silenzio per un bel pezzo quasi ricordando in quei momenti la sua vita passata, disse: \u00abcaro ragazzo, tu non devi conoscere quella gente! Non devi rovinarti la vita!\u00bb. E non riusc\u00ec a trattenere le lacrime.<br \/>\nPietro, colpito da quell\u2019improvviso cambiamento d\u2019umore di un uomo che aveva conosciuto come una persona sempre allegra, decise di rispettare il suo dolore. Avrebbe voluto chiedergli le ragioni che lo avevano spinto a fare quella vita, ma aveva capito che quell\u2019uomo nascondeva una storia dolorosa.<br \/>\n\u00abScusami\u00bb disse a un certo punto Giovanni, \u00abvoglio metterti in guardia da questa vita\u2026 ti voglio proteggere come un figlio! Ti aiuter\u00f2, domani cercheremo tua zia e se\u2026\u00bb. \u201cNon la troveremo\u201d, stava per dire ma si ferm\u00f2 in tempo per non scoraggiare il ragazzo. \u00abBeh, vedremo cosa fare! Io sono con te\u00bb concluse il buon Giovanni.<br \/>\nForse quest\u2019aggettivo \u00e8 del tutto appropriato per un uomo, come Giovanni, che avrebbe potuto vivere felicemente e onestamente e che le circostanze della vita avevano portato a fare quell\u2019esistenza che adesso odiava e della quale aveva ormai la nausea.<\/p>\n<p>Per ulteriori info:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Riccardo Viagrande Edizioni Joker (2106) Volume di 264 pagine, brossura formato cm 13&#215;20,5 ISBN-13: 978887536402-1 Siamo lieti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":88280,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[16990,14668,7775,17811],"class_list":["post-88279","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libreria","tag-edizioni-joker","tag-libreria","tag-riccardo-viagrande","tag-sulle-sottili-corde-di-un-violino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88279","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88279"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88279\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":110842,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88279\/revisions\/110842"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88280"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88279"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88279"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88279"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}