{"id":88281,"date":"2017-01-25T00:33:07","date_gmt":"2017-01-24T23:33:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=88281"},"modified":"2017-01-25T00:40:19","modified_gmt":"2017-01-24T23:40:19","slug":"la-cenerentola-di-rossini-a-duecento-anni-dalla-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-cenerentola-di-rossini-a-duecento-anni-dalla-prima\/","title":{"rendered":"&#8220;La Cenerentola&#8221; di Rossini a duecento anni dalla prima"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prima rappresentazione: Roma, Teatro Valle 25 gennaio 1817<\/strong><br \/>\n&#8220;Malgrado la bravura degli interpreti e l\u2019entusiasmo del pubblico, condizioni essenziali al piacere musicale, la <em>Cenerentola<\/em>\u00a0non mi ha dato alcun piacere. Il primo giorno credetti di essere malato, ma fui costretto a riconoscere, nel corso delle successive interpretazioni che mi lasciavano sempre freddo e indifferente in mezzo ad un pubblico in delirio, che il mio malessere era un fatto del tutto personale. <strong>La musica della <em>Cenerentola<\/em>\u00a0mi sembra mancare del <\/strong><em><strong>bello ideale<\/strong><\/em><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]&#8221;<\/a><em>.<\/em><br \/>\nNonostante le riserve di <strong>Stendhal<\/strong>, la <strong><em>Cenerentola <\/em><\/strong>non solo fu apprezzata in Francia, ma godette e gode ancora oggi di un successo tale che le ha permesso di rivaleggiare per molto tempo con il <em>Barbiere di Siviglia<\/em>. Scegliere il soggetto della <em>Cenerentola<\/em>\u00a0non fu tuttavia semplice; nel 1816 era stata commissionata a Rossini una nuova opera che doveva essere eseguita nella stagione del carnevale del 1817, ma il soggetto proposto dal compositore e dal librettista Jacopo Ferretti, <em>Ninetta alla corte<\/em>, era stato respinto dalla cesura papalina perch\u00e9 ritenuto immorale. Il 23 dicembre del 1816 Rossini e Ferretti\u00a0non avevano ancora scelto il soggetto, quando il librettista, dopo una lunga discussione durata fino a tarda notte, sugger\u00ec quello della <em>Cenerentola<\/em>, come ricordato dallo stesso Ferretti nelle sue <em>Memorie<\/em>:<br \/>\n&#8220;Stanco dal proporre e mezzo cascante dal sonno, sibilai in mezzo a uno sbadiglio:\u00a0 \u2018<em>Cendrillon<\/em> \u2019. Rossini che, per esser meglio concentrato, si era posto a letto, rizzatosi su come il Farinata dell\u2019Alighieri: \u2018Avresti tu core scrivermi <em>Cendrillon<\/em> ?\u2019, mi disse: ed io a lui di rimando: \u2018E tu di metterla in musica?\u2019, ed egli: \u2018Quando il programma?\u2019, ed io \u2018&#8230;a dispetto del sonno, domani mattina\u2019, e Rossini: \u2018Buona notte!\u2019&#8221;<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il soggetto, tratto da <em>Cendrillon ou La petite pantoufle<\/em> di Perrault<\/strong>\u00a0e da due libretti d\u2019opera <em>Cendrillon <\/em>scritto da Charles Guillaume \u00c9tienne\u00a0per Nicolas Isouard\u00a0(1810) e <em>Agatina, o la virt\u00f9 presunta <\/em>scritto nel 1814 da Francesco Fiorini\u00a0per Stefano Pavesi, fu accettato dalla censura anche perch\u00e9 sfrondato dell\u2019elemento meraviglioso poco amato dal pubblico romano e l\u2019opera, composta con la solita straordinaria rapidit\u00e0, and\u00f2 in scena circa un mese dopo al Teatro Valle di Roma il 25 gennaio 1817 durante la stagione del carnevale ottenendo uno strepitoso successo e una grande popolarit\u00e0 non solo in Italia.<br \/>\n<strong><em>La trama<br \/>\n<\/em><\/strong><strong>Nel decadente castello di Don Magnifico<\/strong>, dove vivono Clorinda, Tisbe e Angelina, rispettivamente figlie e figliastra del castellano, giunge, mascherato da mendicante, Alidoro, precettore del principe Ramiro, con il compito di spiare le tre ragazze dal momento che il principe ha deciso di prendere moglie. Clorinda e Tisbe lo insultano mentre Angelina di nascosto gli offre del caff\u00e8. Poco dopo alcuni cavalieri annunciano l\u2019arrivo del principe e Don Magnifico raccomanda alle due figlie di vestirsi e di comportarsi bene. Anche <strong>Don Ramiro si presenta sotto il falso aspetto del suo paggio Dandin<\/strong>i e, vedendo Angelina, prova una forte emozione. Intanto Dandini, mascherato da principe, corteggia le tre sorellastre ma ad Angelina viene negato da Don Magnifico il permesso di andare alla festa alla quale tutti avrebbero partecipato. Alidoro decide allora di aiutarla fornendole uno splendido vestito in modo da poter intervenire al ballo con il viso velato; Don Magnifico nella misteriosa giovane velata riconosce Angelina ma non si preoccupa, sicuro che il principe sceglier\u00e0 una delle sue figlie alle quali, nel frattempo, svela di aver sperperato la ricchezza della figliastra per permettere loro di vivere nel lusso. Intanto Cenerentola, infastidita dal finto servo Dandini, rivela di essere innamorata del finto paggio Ramiro al quale consegna un braccialetto dicendogli che, se vuole amarla, dovr\u00e0 cercarla e riconsegnarle il dono e poi fugge; poco dopo rincasano Don Magnifico e le figlie molto adirati perch\u00e9 venuti a conoscenza dello scambio fatto tra Ramiro e Dandini. Durante un forte temporale la carrozza del principe si guasta davanti alla casa di Don Magnifico che, nonostante l\u2019ira, li ospita volentieri nella speranza che il principe possa sposare una sua figlia, ma, nel momento in cui Angelina sta dando la sedia regale al principe, i due si riconoscono suscitando le ire di Don Magnifico e delle figlie che si scagliano minacciosi contro la giovane subito difesa da Dandini e da Ramiro. Alla fine Angelina e Ramiro si sposano e perdonano Don Magnifico e le figlie che, commossi, l\u2019abbracciano affermando che nessun trono \u00e8 degno di lei.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/IuEUqwYNZ8Q\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La musica<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-88282\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Cenernetola-Es.-1.jpg\" alt=\"\" width=\"493\" height=\"147\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Cenernetola-Es.-1.jpg 493w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Cenernetola-Es.-1-290x86.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Cenernetola-Es.-1-150x45.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Cenernetola-Es.-1-366x109.jpg 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px\" \/>Aperta dalla celeberrima <strong><em>Sinfonia<\/em><\/strong>, che, composta un anno prima per un\u2019altra opera, la <em>Gazzetta<\/em>, presenta la classica struttura\u00a0 con un\u2019introduzione lenta di carattere marziale (<em>Maestoso<\/em>) a cui segue un brillante <em>Allegro<\/em> in forma-sonata nel quale si insinuano toni malinconici, l\u2019opera abbandona completamente l\u2019elemento fiabesco; la protagonista \u00e8, infatti, un\u2019umile fanciulla invaghita di un re leggendario conteso da altre donne, che trova un po\u2019 di conforto cantandone la storia in una cantilena mesta in 6\/8 in <em>re minore<\/em>, <strong><em>Una volta c\u2019era un re<\/em><\/strong> (Es. 1).<br \/>\nQuesta mestizia avvolge la figura di Cenerentola\u00a0anche quando d\u00e0 sfoggio di grandi fioriture vocali perch\u00e9 il suo volto, da cui traspare l\u2019incanto dell\u2019innocenza, \u00e8 sempre presente nello svolgimento della vicenda; anche quando la giovane \u00e8 assente e in scena vi sono le due sorellastre a cui Rossini ha tolto ogni elemento umano riducendole a semplici voci staccate sia dal caldo registro di Cenerentola\u00a0sia dalla rude caricatura di Don Magnifico sia dall\u2019ambiguit\u00e0 comica del cameriere Dandini. Fa eccezione soltanto Don Ramiro il cui trepido canto \u00e8 simile a quello della canzone di Cenerentola. Il duetto <em>Un soave non so che<\/em>, cantato da Cenerentola\u00a0e dal principe Don Ramiro, che, travestito da scudiero, si era introdotto nella casa di Don Magnifico per conoscere liberamente le figlie, \u00e8 una pagina di straordinaria grazia in cui i due giovani si scoprono innamorati l\u2019uno dell\u2019altra. La scelta del 6\/8 sembra marcare una certa continuit\u00e0 tra i sogni di Cenerentola\u00a0e la loro possibile realizzazione con l\u2019incontro con Don Ramiro, al quale risponde con la stessa melodia trasportata alla dominante. Tra le altre arie importanti dell\u2019opera vanno segnalate <em>S\u00ec, ritrovarla io giuro<\/em>, tratta dal secondo atto, nel quale Don Ramiro, dopo aver deciso di smettere i panni dello scudiero, promette di ritrovare la sua amata Cenerentola\u00a0e la grande aria <em>Nacqui all\u2019affanno, al pianto<\/em>, tratta dal Finale dell\u2019atto secondo, nella quale Cenerentola\u00a0manifesta tutta la sua gioia per la sorte toccatale. Quest\u2019ultima aria, giudicata giustamente da Stendhal <em>qualcosa di pi\u00f9 di un pezzo di straordinaria bravura<\/em>, \u00e8 in realt\u00e0 un brano in cui domina il sentimento in una scrittura certamente ornata, ma di grande espressivit\u00e0.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/f3_C3zwwq-0\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>Standhal, <em>Vita di Rossini,\u00a0<\/em>a cura di Mariolina Bongiovanni Bertini, Torino, EDT, 1992<strong>,<\/strong> p. 148<br \/>\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> L. Rognoni, <em>Gioacchino Rossini<\/em>, Torino, Eri, p. 273<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima rappresentazione: Roma, Teatro Valle 25 gennaio 1817 &#8220;Malgrado la bravura degli interpreti e l\u2019entusiasmo del pubblico, condizioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":88285,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,143,14528,1059,123,186,17812,13574],"class_list":["post-88281","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-gioachino-rossini","tag-jacopo-ferretti","tag-joyce-didonato","tag-juan-diego-florez","tag-la-cenerentola","tag-luigi-rognoni","tag-stendhal"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88281","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88281"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88281\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88713,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88281\/revisions\/88713"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88285"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88281"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}