{"id":88287,"date":"2017-01-01T01:36:10","date_gmt":"2017-01-01T00:36:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=88287"},"modified":"2017-01-01T01:36:10","modified_gmt":"2017-01-01T00:36:10","slug":"padova-teatro-verdi-la-boheme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/padova-teatro-verdi-la-boheme\/","title":{"rendered":"Padova, Teatro Verdi: &#8220;La Boh\u00e8me&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Padova, Teatro Verdi, Stagione Opera e Balletto 2016<br \/>\n<\/em><strong>\u00a0\u201cLA BOH\u00c8ME\u201d<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Opera in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, tratto da <em>\u201cSc\u00e8nes de la vie de boh\u00e8me\u201d<\/em> di Henri Murger.<br \/>\nMusica di\u00a0<strong>Giacomo Puccini<\/strong><br \/>\n<em>Mim\u00ec\u00a0 <\/em>MAIJA KOVALEVSKA<br \/>\n<em>Musetta<\/em>\u00a0MIHAELA MARCU<br \/>\n<em>Rodolfo<\/em>\u00a0GIORGIO BERRUGI<br \/>\n<em>Schaunard<\/em>\u00a0 DANIEL GIULIANINI<br \/>\n<em>Marcello<\/em>\u00a0GEZIM MYSHKETA<br \/>\n<em>Colline<\/em>\u00a0GABRIELE SAGONA<br \/>\n<em>Benoit<\/em>\u00a0DAVIDE PELISSERO<br \/>\n<em>Parpignol<\/em>\u00a0LUCA FAVARON<br \/>\n<em>Alcindoro<\/em>\u00a0CHRISTIAN STARINIERI<br \/>\n<em>Sergente dei Doganieri<\/em><em>\u00a0<\/em>LUCA BAUCE<br \/>\n<em>Un Doganiere<\/em><em>\u00a0<\/em>RICCARDO AMBROSI<br \/>\nOrchestra Filarmonia Veneta<br \/>\nCoro Lirico Veneto<br \/>\nCoro Voci Bianche \u201cCesare Pollini\u201d<br \/>\ndiretto da <strong>Marina Malavasi<br \/>\n<\/strong>Direttore<strong>\u00a0<\/strong><strong>Eduardo Strausser<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro\u00a0<strong>Stefano Lovato<br \/>\n<\/strong>Regia, scene, costumi, luci<strong>\u00a0<\/strong><strong>Paolo Giani Cei<\/strong><br \/>\n<em>Padova, 29 Dicembre 2016<br \/>\n<\/em>Debutto sfortunato per questa Boh\u00e8me patavina: un plauso va, a nostro avviso, ad un pubblico esemplare per pazienza e rispetto delle professionalit\u00e0 in gioco. I nostri migliori auguri vanno al tenore <strong>Giorgio Berrugi<\/strong> \u2013 Rodolfo \u2013 colto da una tremenda bronchite proprio la sera dello spettacolo: completamente afono, il cantante ha deciso comunque di non cancellare e di portare in fondo lo spettacolo nonostante la febbre alta e la terribil tosse (scusate, non resistevo). Se, nei primi due quadri, sorpresa e imbarazzo del pubblico \u2013 nonostante il malessere di Berrugi fosse stato annunciato prima dell\u2019inizio \u2013 hanno ovviamente prevalso, col trascorrere dei minuti lo sforzo e il sacrificio cui si stava sottoponendo il giovane tenore, barcamenandosi come poteva tra un\u2019ottava e l\u2019altra, sono stati commoventi, tanto che alla fine l\u2019applauso pi\u00f9 scrosciante \u00e8 stato per lui, che si fa trascinare in scena all\u2019ultimo dal regista, scuotendo la testa e chiedendo scusa. Tanto pi\u00f9 che un\u2019altra nostra firma, il collega Giordano Cavagnino, aveva gi\u00e0 avuto il piacere di ascoltarlo a Torino lo scorso ottobre nello stesso ruolo, lodandone<em> \u201cla <\/em>voce generosa e squillante e dall\u2019ottimo controllo [&#8230;] l\u2019 ottima linea di canto e la notevole attenzione al dato espressivo\u201d. Non ci \u00e8 dato sapere che medicine prodigiose il buon Berrugi abbia assunto tra secondo e terzo quadro, fatto sta che la sua performance migliora notevolmente: se gli acuti sono inaccessibili, quanto meno in fascia centrale ritroviamo il timbro caldo e il fraseggio curato che conosciamo. In ogni caso una simile indisposizione causa non pochi problemi ai momenti d\u2019assieme: in assenza del registro acuto di Rodolfo le altre voci si sono ritrovate decisamente pi\u00f9 esposte. Questo non \u00e8 stato certo un vantaggio per Mim\u00ec, <strong>Maija Kovalevska<\/strong>, artista di presenza notevole, ma purtroppo non sufficientemente espressiva. Molto pi\u00f9 a suo agio nel <em>Donde lieta usc\u00ec<\/em> del terzo quadro, non brilla nel primo, dove la presentazione di Mim\u00ec non regala i brividi che il pubblico attende sul <em>\u201c&#8230;ma quando vien lo sgelo\u201d<\/em>. Non manca la scivolata sull\u2019 <em>\u201camor\u201d <\/em>in finale di primo quadro: senza Rodolfo e con uno breve strillo di Mim\u00ec l\u2019applauso tarda a scattare. In ogni caso la voce c\u2019\u00e8 e possiamo spostare sulla regia la responsabilit\u00e0 della complessiva immobilit\u00e0 scenica del soprano. Tutt\u2019altro che immobile era invece <strong>Mihaela Marcu<\/strong>, una Musetta davvero bellissima e a suo modo trascinante. La pasta vocale \u00e8 un materiale eccellente, che tuttavia la Marcu non sfrutta al massimo delle proprie possibilit\u00e0, limitandosi a un colore troppo spesso piatto e uniforme. Ne lodiamo comunque la pronuncia perfettamente intelligibile e la verve scenica davvero prorompente. Non entusiasma nemmeno lo Schaunard di <strong>Daniel Giulianini<\/strong>, forse fuori ruolo, che ricorre troppo spesso a un\u2019emissione sforzata e a un fraseggio stentato. Resta comunque uno dei personaggi pi\u00f9 vivaci in scena, riuscendo immediatamente simpatico al pubblico che lo saluta con numerosi applausi. Senza dubbio chi ha retto la serata \u00e8 stato <strong>Gezim Myshketa<\/strong>, di cui abbiamo gi\u00e0 in passato avuto modo di notare l\u2019irreprensibile tecnica vocale. In questa difficile serata, il baritono albanese mostra inoltre nervi d\u2019acciaio e una brillante abilit\u00e0 recitativa: \u00e8 lui il motore della scena, lui a scuotere i colleghi e a spronarli con la propria spigliatezza e vivacit\u00e0. Davvero un ottimo Marcello, che alterna il brio dello scanzonato pittore boh\u00e9mienne a momenti di intenso lirismo quando non riesce a dimenticare la sua Musetta nel duetto (in cui fa praticamente tutto da solo) <em>Oh Mim\u00ec tu pi\u00f9 non torni. <\/em>Grande successo anche per il Colline di <strong>Gabriele Sagona<\/strong>, che ci offre una <em>Vecchia zimarra <\/em>sentita e ben cantata. La voce risulta sempre perfettamente udibile e il timbro ricco e pastoso ben si fonde ad una presenza scenica ben studiata e caratterizzata. Ottimo il consolidato Benoit di <strong>Davide Pelissero<\/strong>, che abbiamo gi\u00e0 avuto modo di lodare nello stesso ruolo per la propria irresistibile verve comica e per l\u2019impeccabile cura del fraseggio. Simpaticissimo anche l\u2019Alcindoro di <strong>Christian Starinieri<\/strong>. Completavano il cast <strong>Luca Favaron <\/strong>(Parpignol), <strong>Luca Bauce <\/strong>(Sergente dei doganieri) e <strong>Riccardo Ambrosi <\/strong>(Un doganiere).<br \/>\nModesta la prestazione del <strong>Coro Lirico Veneto<\/strong> \u2013 preparato da <strong>Stefano Lovato<\/strong> \u2013 particolarmente all\u2019inizio del secondo quadro, quando troppi scollamenti interni alle sezioni rovinano un momento che dovrebbe risultare confusionario solo dal punto di vista scenico, non da quello musicale. Il <strong>Coro di Voci Bianche \u201cCesare Pollini\u201d<\/strong> \u00e8 stato preparato da <strong>Marina Malavasi<\/strong>. <strong>Eduardo Strausser<\/strong> regge una serata difficile scegliendo dei tempi consoni alle possibilit\u00e0 dei cantanti; Strausser confeziona e d\u00e0 una particolare impronta ad ogni quadro: se il secondo \u00e8 certamente il meno riuscito, il terzo \u00e8 invece quello in cui l\u2019orchestra d\u00e0 il meglio, particolarmente la sezione degli archi. Per quanto riguarda la scenografia <strong>Paolo Giani Cei <\/strong>opta per un simbolismo incentrato sulle quattro figure maschili dell\u2019opera: ci sono quattro mucchi di oggetti bianchi per terra a rappresentare l\u2019arte cui ciascuno dei personaggi \u00e8 dedito. Troviamo degli strumenti musicali per Schaunard; dei libri, immaginiamo di filosofia, per Colline; risme di carta per il poeta Rodolfo e cornici di quadri per il pittore Marcello. I costumi sono moderni, i quattro artisti portano il chiodo, Marcello dipinge con lo spray, Mim\u00ec si presenta in opinabili leggins di pelle e Musetta \u00e8 in tenuta animalier. E fin qui un discreto \u201cmah\u201d. Nel secondo quadro il locale di Momus \u00e8 una specie di night club con un palo per la pole dance al centro. Ci pu\u00f2 stare, ma con l\u2019ingresso del coro di voci bianche l\u2019ambientazione perde completamente di senso: siamo sempre dentro il locale? Siamo usciti fuori? Il palo \u00e8 in mezzo alla strada? E i bambini? I musicisti che vengono fatti entrare in scena per la marcia finale sono all\u2019interno? MAH\u00b2. Nel terzo quadro le lattivendole in tacco 15 non sono sicuramente lattivendole, mentre nel quarto troviamo quattro letti in stile ospedaliero sempre coi mucchi di oggetti simbolici davanti a ciascuno. Ci sono sicuramente spunti interessanti, ma forse ancora troppo incoerenti per poter essere apprezzati completamente. Il pubblico mostra di aver capito e apprezzato l\u2019impegno di tutte le figure professionali coinvolte e saluta la difficile serata con applausi scroscianti e calorosi. <em>Foto Giuliano Ghiraldini<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Padova, Teatro Verdi, Stagione Opera e Balletto 2016 \u00a0\u201cLA BOH\u00c8ME\u201d Opera in quattro quadri su libretto di Giuseppe [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":141,"featured_media":88288,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[6069,17813,17814,15841,5355,15583,5674,1102,136,5937,109,17816,17325,8791,14314,8879,145,15582,17817,17815,701],"class_list":["post-88287","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-christian-starinieri","tag-coro-di-voci-bianche-cesare-pollini","tag-coro-lirico-veneto","tag-daniel-giulianini","tag-davide-pelissero","tag-eduardo-strausser","tag-gabriele-sagona","tag-gezim-myshketa","tag-giacomo-puccini","tag-giorgio-berrugi","tag-la-boheme","tag-luca-bauce","tag-luca-favaron","tag-maija-kovalevska","tag-marina-malavasi","tag-mihaela-marcu","tag-opera-lirica","tag-paolo-giani-cei","tag-riccardo-ambrosi","tag-stefano-lovato","tag-teatro-verdi-di-padova"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88287","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/141"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88287"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88287\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88288"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88287"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88287"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88287"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}