{"id":88679,"date":"2017-01-16T11:39:57","date_gmt":"2017-01-16T10:39:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=88679"},"modified":"2017-01-25T13:37:06","modified_gmt":"2017-01-25T12:37:06","slug":"firenze-teatro-goldoni-didone-abbandonata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/firenze-teatro-goldoni-didone-abbandonata\/","title":{"rendered":"Firenze, Teatro Goldoni: &#8220;Didone Abbandonata&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Goldoni \u2013 Stagione 2016-2017<\/em><br \/>\n<strong>\u201cDIDONE ABBANDONATA\u201d<\/strong><br \/>\nDramma per musica in tre atti<br \/>\nLibretto di Pietro Metastasio<br \/>\nMusica di <strong>Leonardo Vinci<\/strong><br \/>\nEdizione a cura di Auser Musici<br \/>\n<em>Didone<\/em> ROBERTA MAMELI<br \/>\n<em>Enea<\/em> CARLO ALLEMANO<br \/>\n<em>Iarba<\/em> RAFFAELE PE<br \/>\n<em>Selene<\/em> GABRIELLA COSTA<br \/>\n<em>Araspe<\/em> MARTA PLUDA<br \/>\n<em>Osmida<\/em> GIADA FRASCONI<br \/>\nOrchestra del Maggio Musicale Fiorentino<br \/>\nDirettore <strong>Carlo Ipata<\/strong><br \/>\nClavicembalo <strong>Alessandra Artifoni<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Deda Cristina Colonna<\/strong><br \/>\nScene <strong>Gabriele Vanzini<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Monica Iacuzzo<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Vincenzo Raponi<\/strong><br \/>\nImpianto d&#8217;ombre <strong>Compagnia Altretracce<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Firenze, 10 gennaio 2017<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha riscosso un grande, forse inaspettato successo di pubblico questa <strong>prima rappresentazione in epoca moderna della &#8220;Didone abbandonata&#8221; di Leonardo Vinci<\/strong>.<br \/>\nIl delizioso ottocentesco Teatro Goldoni, perfettamente restaurato circa vent&#8217;anni fa e finalmente restituito all&#8217;Opera lirica, ha visto la sua sala, da poco meno di quattrocento posti, esaurita per ogni replica.<br \/>\nNon sempre \u00e8 sufficiente usare ingredienti di qualit\u00e0 perch\u00e9 il piatto riesca; in questo caso la bont\u00e0 degli ingredienti e la sapienza della combinazione \u00e8 riuscita in pieno a rendere golosa e invitante una pietanza di per s\u00e9 non delle pi\u00f9 appetibili e di facile digestione.<br \/>\nUno specialista di lungo corso come <strong>Carlo Ipata<\/strong> &#8211; fondatore dell&#8217;Ensemble Auser Musici, formazione di grande esperienza nella riscoperta e riproposizione in chiave filologica di lavori barocchi &#8211; in veste di direttore, <strong>una compagnia di giovani solisti di notevole bravura<\/strong> come vocalisti e come attori, una messa in scena di grande eleganza e semplicit\u00e0, basata su pochissimi elementi d&#8217;arredo, e soprattutto sulle luci di <strong>Vincenzo Raponi<\/strong> e sulle ombre della Compagnia <strong>Altretracce<\/strong>, la bellezza della cornice, una sala di teatro all&#8217;italiana dal sapore antico, di piccola dimensione, ideale per ospitare produzioni di opera barocca \u2013 indimenticate le rappresentazioni al Goldoni dell&#8217;Orfeo di Monteverdi messo in scena da Ronconi nel &#8217;98 \u2013 hanno contribuito al felicissimo esito di questa riproposizione di un lavoro di grande dimensione e impegno, di quasi tre ore di durata, con pi\u00f9 di venti arie, contenente molta bella musica, con momenti di particolare altezza espressiva, andato in scena nel 1726 e rimasto dormiente per quasi trecento anni.<br \/>\nLa &#8220;<strong>Didone abbandonata&#8221;<\/strong> fa parte del nutrito corpus, tra opere serie e comiche, di <strong>Leonardo Vinci<\/strong>, musicista di origine calabrese, fiorito in quella fucina straordinaria che \u00e8 stata la scuola napoletana, coetaneo di Porpora, Leo e di Francesco Durante, il quale, al di l\u00e0 della fama di musicista, si \u00e8 acquistato gloria imperitura come didatta, avendo avuto tra i suoi allievi praticamente tutti i pi\u00f9 importanti compositori di area napoletana della generazione successiva: Traetta, Jommelli, Sacchini, Paisiello, Piccinni e quel Pergolesi, geniale fuoriclasse, tanto dotato quanto sfortunato, capace di consegnare alla storia in soli ventisei anni di vita, capolavori come La serva padrona e lo Stabat Mater.<br \/>\nAlla formazione del giovane Pergolesi pare abbia messo mano anche Leonardo Vinci, tenendo per breve tempo la cattedra al Conservatorio dei poveri di Ges\u00f9 Cristo che poi sarebbe passata a Durante; a questo riconoscimento va aggiunto un certo successo riscosso all&#8217;apparire dei suoi lavori, sia seri che comici; ci\u00f2 nonostante Vinci mor\u00ec in povert\u00e0, quarantenne, per un avvelenamento avvolto dal mistero, forse colpito dalla vendetta di un amante geloso come il suo collega Alessandro Stradella, o forse tradito da un eccessivo amore per il cibo e per il vino.<br \/>\nLa &#8220;Didone abbandonata&#8221; di Vinci \u00e8 un&#8217;opera scritta sull&#8217;omonimo, fortunatissimo libretto di Metastasio, che ha il record di sessanta, o gi\u00f9 di l\u00ec, messe in musica, da parte di altrettanti musicisti, tra i quali figurano anche nomi illustri come Scarlatti, Haendel, Cherubini, Mercadante; \u00e8 un&#8217;opera seria di tradizionale impianto metastasiano, senza cori, con una breve introduzione orchestrale e sviluppata in una successione di recitativi e arie con da capo, in grande numero come si \u00e8 detto, quasi trenta; un lavoro convenzionale quindi, che per\u00f2 si segnala per una particolare felicit\u00e0 nell&#8217;invenzione melodica e per una cura del recitativo accompagnato che ha il suo culmine nel finale, il lungo monologo che conduce al suicidio di Didone, concepito non come aria, ma come recitativo, appunto.<br \/>\nLa messa in scena, di notevole bellezza visiva, opera di <strong>Gabriele Vanzini<\/strong>, \u00e8 costituita da due elementi, uno statico: una gradinata ornata da una sfinge, a suggerire una realt\u00e0 materiale, il palazzo di Didone, il suo regno africano, e uno dinamico: una struttura costituita da &#8216;tubi Innocenti&#8217;, via via modificata, svelata o racchiusa da teli, entro i quali si suggeriscono, per mezzo di azioni coreografiche e proiezioni, stati d&#8217;animo, turbamenti amorosi, inquietudini.<br \/>\nAltre ombre, di gusto cinematografico, vengono proiettate sul fondale e suggeriscono in modo molto concreto, ma insieme fiabesco, evocativo, uno spazio oltre la scena.<br \/>\nIn una tale concezione assumono ovviamente un valore fondamentale le luci sempre efficaci di <strong>Vincenzo Raponi<\/strong>.<br \/>\nTrovo molto interessanti i costumi di <strong>Monica Iacuzzo<\/strong> capaci di fondere antichit\u00e0 e gusto settecentesco, con grande cura per i particolari, i tessuti preziosi, le acconciature.<br \/>\nLa regia di <strong>Deda Cristina Colonna<\/strong>, alle prese con una vicenda costituita in minima parte da fatti, eventi drammatici, e nella quasi totalit\u00e0 da sentimenti e affetti, si dedica a questi ultimi, curando, mediante le sfumature gestuali, la caratterizzazione psicologica, e ci riesce, con l&#8217;apporto fondamentale di una compagnia di solisti formata da ottimi attori, dotati di grande padronanza della scena, con punte di notevole personalit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;italianit\u00e0 dell&#8217;intero cast garantisce una pronuncia chiarissima, perfettamente intellegibile.<br \/>\nDi grande impatto scenico \u00e8 la Didone di <strong>Roberta Mameli<\/strong>, sempre autorevole ed eloquente sia nella fierezza della regina che nella prostrazione della donna ferita, abbandonata, in preda allo sconforto, ma mai remissiva; vinta ma non domata. Possiede una voce molto personale, dalle screziature metalliche, con un registro acuto tagliente e dal vibrato stretto pronunciato, capace di piegarsi a pianissimi impalpabili, con agilit\u00e0 sciolte e nitide e notevole espressivit\u00e0, ad esempio nella grande aria <em>\u201cSe vuoi ch&#8217;io mora\u201d<\/em> nella quale la dolce e triste melodia \u00e8 enunciata con grande pulizia e delicatezza.<br \/>\nAl suo fianco <strong>Carlo Allemano<\/strong> \u00e8 un Enea vocalmente solido e potente, pi\u00f9 eroico che amoroso, ha buona padronanza delle agilit\u00e0 e notevole sicurezza scenica. Il suo timbro \u00e8 caratterizzato da una certa opacit\u00e0 e alcune puntature acute inserite nelle variazioni sono risolte di fibra, in modo non molto convincente; ha qualche problema di memoria, anticipa un&#8217;entrata e cambia delle parole, tuttavia il personaggio \u00e8 nel complesso efficace e credibile.<br \/>\nIl controtenore <strong>Raffaele Pe<\/strong> nei panni del re africano Iarba, carattere negativo senza sfumature, \u00e8 bravissimo scenicamente nel delineare un personaggio nervoso, inquieto, dominato dall&#8217;ambizione e dalla collera, del tutto sgradevole anche fisicamente; ha un bel timbro tondo e sonoro, specialmente nel settore centrale, esibisce nelle sue arie &#8216;di furore&#8217; agilit\u00e0 nitidissime e fiati interminabili.<br \/>\nPersonaggio diametralmente opposto \u00e8 il suo confidente Araspe, giusto e generoso, interpretato da <strong>Marta Pluda<\/strong> con una voce gradevole, non grande, che acquista rotondit\u00e0 in zona acuta.<br \/>\nLo strumento vocale pi\u00f9 notevole, per volume e timbro \u00e8 quello del soprano <strong>Gabriella Costa<\/strong> nei panni di Selene, sorella di Didone, anch&#8217;ella innamorata di Enea. Dell&#8217;intero cast \u00e8 l&#8217;unica non &#8216;specialista&#8217;, essendo una cantante che affronta abitualmente anche il repertorio ottocentesco e verista, tuttavia ha un ottimo controllo nelle agilit\u00e0 e nei passaggi vocalizzati; tra le sue diverse arie esegue ad esempio <em>\u201cArdi per me fedele\u201d<\/em> con grande eleganza e voce piena e carezzevole.<br \/>\nBel timbro di contralto, particolarmente felice nei gravi possiede <strong>Giada Frasconi<\/strong>, che interpreta con sicurezza scenica e canto corretto il personaggio di Osmida.<br \/>\n<strong>Carlo Ipata<\/strong> dirige l&#8217;<strong>Orchestra del Maggio<\/strong> ottenendo un risultato di grande nitore formale, ma anche ricco di vita teatrale, per quanto possibile; particolarmente notevoli sono l&#8217;introduzione e il finale, ma si ricordano anche certi accompagnamenti al canto pieni di potenza e di energia come nell&#8217;aria di Iarba <em>\u201cCadr\u00e0 fra poco in cenere\u201d<\/em>.<br \/>\nIn finale d&#8217;atto e alla fine dell&#8217;Opera, il pubblico che riempie la sala, nonostante la gelida temperatura esterna che certo non invita alle passeggiate notturne, festeggia tutti, con particolare calore nei confronti del direttore e della protagonista Roberta Mameli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Goldoni \u2013 Stagione 2016-2017 \u201cDIDONE ABBANDONATA\u201d Dramma per musica in tre atti Libretto di Pietro Metastasio Musica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":497,"featured_media":88680,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[9673,11113,17945,17942,9378,17943,3671,17947,7551,17946,17944,8115,2803,17940,13853],"class_list":["post-88679","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-carlo-allemano","tag-carlo-ipata","tag-compagnia-altretracce","tag-deda-cristina-colonna","tag-didone-abbandonata","tag-gabriele-vanzini","tag-gabriella-costa","tag-giada-frasconi","tag-leonardo-vinci","tag-marta-pluda","tag-monica-iacuzzo","tag-raffaele-pe","tag-roberta-mameli","tag-teatro-goldoni","tag-vincenzo-raponi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88679","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/497"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88679"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88679\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88681,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88679\/revisions\/88681"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88680"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88679"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88679"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88679"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}