{"id":88730,"date":"2017-01-23T17:08:40","date_gmt":"2017-01-23T16:08:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=88730"},"modified":"2017-01-23T17:23:30","modified_gmt":"2017-01-23T16:23:30","slug":"torino-teatro-regio-pagliacci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-teatro-regio-pagliacci\/","title":{"rendered":"Torino, Teatro Regio: &#8220;Pagliacci&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio, stagione d\u2019opera 2016-2017\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>&#8220;PAGLIACCI&#8221; <\/strong><br \/>\nDramma in un prologo e due atti su libretto di Ruggero Leoncavallo<br \/>\nMusica di <strong>Ruggero Leoncavallo<\/strong><br \/>\n<em>Nedda (Colombina)<\/em> ERIKA GRIMALDI<br \/>\n<em>Canio (Pagliaccio)<\/em> FRANCESCO ANILE<br \/>\n<em>Tonio (Taddeo) <\/em>ROBERTO FRONTALI<br \/>\n<em>Peppe (Arlecchino)<\/em> JUAN JOS\u00c9 DE L\u00c9ON<br \/>\n<em>Silvio<\/em> ANDRZEJ FILO\u0143CZYK<br \/>\n<em>Primo contadino<\/em> VLADIMIR JURLIN<br \/>\n<em>Secondo contadino<\/em> SABINO GAITA<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio<br \/>\nCoro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio \u201cG. Verdi\u201d<br \/>\nDirettore <strong>Nicola Luisotti<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Claudio Fenoglio<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Gabriele Lavia<\/strong><br \/>\nScene, costumi e video <strong>Paolo Ventura<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Andrea Anfossi<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento<br \/>\n<em>Torino, 17 gennaio 2017\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nDurante l\u2019originale presentazione dello spettacolo alla stampa, tenutasi il 9 gennaio sul palcoscenico del Teatro Regio \u2013 i relatori sedevano nel teatrino di scena, mentre il pubblico dei cronisti occupava le panche destinate ai paesani-spettatori nel II atto \u2013 \u00e8 emerso che questa produzione di <em>Pagliacci<\/em> era stata inizialmente concepita per essere abbinata al <em>Tabarro <\/em>pucciniano, completando cos\u00ec il <em>Trittico <\/em>iniziato nel 2014 con <em>Gianni Schicchi <\/em>(in dittico con <em>Eine florentinische Trag\u00f6die <\/em>di Zemlinsky) e proseguito nel 2015 con <em>Suor Angelica<\/em> (abbinata a <em>Goyescas <\/em>di Granados). Anche la scenografia era stata pensata per trasformarsi nelle rive parigine della Senna. Invece, gli appassionati di opere rare dovranno attendere ancora un tempo indefinito prima di assistere al <em>Tabarro<\/em>, e prende sempre pi\u00f9 piede, nei teatri italiani, l\u2019abitudine a fare serata con un atto unico. Non sono state chiarite le ragioni che hanno portato alla decisione di eseguire i <em>Pagliacci <\/em>da soli, anche se, in tempi di <em>budget <\/em>ridotti, qualche sospetto pu\u00f2 lecitamente venire. <strong>Gabriele Lavia<\/strong> ha illustrato come l\u2019idea registica sia nata in lui \u2013 e non si pu\u00f2 non ravvisare un\u2019assonanza con la poetica e il processo compositivo di Leoncavallo \u2013 da una situazione reale, dal ricordo d\u2019infanzia di un teatrino di strada allestito a Catania negli anni dell\u2019immediato dopoguerra, in un contesto urbano segnato dalle distruzioni belliche; e proprio a quegli anni fa riferimento la messa in scena torinese. Non intendo diffondermi sul lato visivo dello spettacolo, gi\u00e0 descritto da Michele Curnis nella sua recensione al cast alternativo, se non per dire che garantisce una nitida comprensione della vicenda, senza che essa perda di verisimiglianza, e ammalia lo spettatore con un tripudio di luci e colori che, rappresentando la solarit\u00e0 mediterranea, creano un azzeccato contrasto con la cupezza della tragedia.<br \/>\nNella recita del 17 gennaio il tenore in locandina, Fabio Sartori, \u00e8 stato sostituito a causa di un \u00abimprovviso malore\u00bb. Poich\u00e9 lo stesso annuncio \u00e8 risuonato alle recite del 15 e del 19, ci dovrebbe preoccupare seriamente per la sua salute; o, forse, si \u00e8 trattato di una formulazione infelice per comunicare il persistere di un\u2019indisposizione. A interpretare Canio \u00e8 stato quindi <strong>Francesco Anile<\/strong>, responsabile di quasi tutte le recite in programma. La sua \u00e8 una voce \u201cverista\u201d, con la molteplicit\u00e0 di significati che questa definizione pu\u00f2 comportare; quel che \u00e8 certo \u00e8 che in Canio egli trova un ruolo d\u2019elezione come pochi altri potrebbero esserlo, e che sul pubblico la sua interpretazione genera un forte effetto, manifestatosi con abbondanza di applausi. Il suono voluminoso, squillante e luminoso nel registro acuto, garantisce un\u2019ottima riuscita ai passaggi pi\u00f9 attesi, laddove nel registro medio-grave si risentono gli effetti di un modo di porgere che potrebbe guadagnare maggiore classe. Il soprano <strong>Erika Grimaldi<\/strong>, aiutata anche da una regia vivace ma mai caricaturale, tratteggia compiutamente la figura di Nedda, nella quale realizza uno dei ruoli pi\u00f9 convincenti della sua carriera: giocando sui colori della voce, riesce a essere credibile e passionale, dolce e calda senza mai cadere in sdolcinature nel duetto con Silvio, civettuola e irridente mentre viene corteggiata da Tonio, impavida e orgogliosa di fronte alla violenza di Canio. La nota acidula conferita alla ballata d\u2019esordio identifica fin da subito la giovane commediante come donna matura e consapevole. Il baritono <strong>Roberto Frontali<\/strong> possiede un timbro nobile che contrasta con la figura ripugnante di Tonio, del cui animo mette in luce le pieghe meno ovvie, la dolente umanit\u00e0 che si trasforma in viscida perfidia a seguito del rifiuto subito. Durante la \u201ccommedia\u201d del II atto, \u00e8 assai perspicuo nel far capire i momenti in cui l\u2019attore veste i panni di Taddeo e quelli nei quali \u00e8 l\u2019uomo Tonio a parlare della realt\u00e0 della vita. Impressione assai positiva \u00e8 giunta da Peppe e da Silvio, i cui interpreti sono comuni ai due cast. Si tratta di ruoli brevi ma nient\u2019affatto secondari, che, quando siano affidati a solisti di rilievo, si palesano nella loro importanza drammaturgica e vocale. Il primo \u00e8 appannaggio del tenore <strong>Juan Jos\u00e9 de Le\u00f3n<\/strong>, la cui voce \u00e8 chiara e svettante, aggraziata ma nient\u2019affatto esile, e di ottima proiezione; ideale risulta la serenata cantata nei panni di Arlecchino. Il baritono <strong>Andrzej Filo\u0144czyk<\/strong>, delicato e leggero, tratteggia Silvio come un <em>dandy <\/em>cittadino in villeggiatura pi\u00f9 che come il campagnolo indicato dal libretto \u2013 favorito in questo dall\u2019abito elegante \u2013, e in tale veste rende pi\u00f9 verosimili le sfumature di fraseggio dettate s\u00ec dall\u2019afflato amoroso, ma anche, indubbiamente, da una scaltra retorica. Impeccabili, come sempre, sono le compagini del Regio. L\u2019orchestra, in particolare, forse grazie alla maggiore attenzione che si pu\u00f2 porre ai dettagli in uno spettacolo pi\u00f9 breve, ha messo in risalto insolite finezze di partitura, cui non si suole prestare caso nell\u2019opera di Leoncavallo. In ci\u00f2, il merito va attribuito, oltre che agli strumentisti, al direttore <strong>Nicola Luisotti<\/strong>, che queste peculiarit\u00e0 ha studiato e valorizzato, richiamando l\u2019attenzione su di esse anche durante la conferenza stampa di presentazione dell\u2019opera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio, stagione d\u2019opera 2016-2017\u00a0 &#8220;PAGLIACCI&#8221; Dramma in un prologo e due atti su libretto di Ruggero [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":88732,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[17966,5491,4473,1529,12435,1069,145,408,17958,1124,340,919],"class_list":["post-88730","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-andrzej-filonczyk","tag-erika-grimaldi","tag-francesco-anile","tag-gabriele-lavia","tag-juan-jose-de-leon","tag-nicola-luisotti","tag-opera-lirica","tag-pagliacci","tag-paolo-ventura","tag-roberto-frontali","tag-ruggero-leoncavallo","tag-teatro-regio-di-torino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88730","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88730"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88730\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88731,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88730\/revisions\/88731"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88732"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}