{"id":88909,"date":"2017-02-01T19:34:31","date_gmt":"2017-02-01T18:34:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=88909"},"modified":"2017-02-04T17:59:03","modified_gmt":"2017-02-04T16:59:03","slug":"opera-di-firenze-faust","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/opera-di-firenze-faust\/","title":{"rendered":"Opera di Firenze: &#8220;Faust&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Opera di Firenze \u2013 Stagione lirica\u00a0 2016-2017<\/em><br \/>\n<strong>\u201cFAUST\u201d<\/strong><br \/>\nDramma lirico in cinque atti. Libretto di Jules Barbier e Michel Carr\u00e9 tratto dal Faust e Marguerite di Michel Carr\u00e9, a sua volta tratto dal Faust di Johann Wolfgang von Goethe.<br \/>\nMusica di <strong>Charles Gounod<\/strong><br \/>\n<em>Faust<\/em> WOOKYUNG KIM<br \/>\n<em>Marguerite<\/em> CARMELA REMIGIO<br \/>\n<em>M\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s<\/em> PAUL GAY<br \/>\n<em>Siebel<\/em> LAURA VERRECCHIA<br \/>\n<em>Marthe<\/em> GABRIELLA SBORGI<br \/>\n<em>Wagner<\/em> KARL HUML<br \/>\n<em>Valentin<\/em> SERBAN VASILE<br \/>\nDanzatori:<br \/>\nChiara Afilani, Elena Barsotti, Maria Novella Della Martira, Martina Gerbi, Mariangela Massarelli, Gaia Mazzeranghi, Marika Meoli, Jessica Rapelli, Selene Scarpolini, Marianna Zanaglio, Luke Bradshaw<br \/>\nFiguranti speciali:<br \/>\nLaura Bandelloni, Chiara Catelani, Diletta Della Martira, Ermelinda Pansini, Francesco Baldini, Alessio Nieddu, Leonardo Paoli, Lorenzo Torracchi<br \/>\nOrchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino<br \/>\nDirettore <strong>Juraj Val\u010duha<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Lorenzo Fratini<\/strong><br \/>\nRegia <strong>David McVicar<\/strong> ripresa da <strong>Bruno Ravella<\/strong><br \/>\nScene <strong>Charles Edwards<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Brigitte Reiffenstuel<\/strong> ripresi da <strong>Anna Watkins<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Paule Constable<\/strong> riprese da <strong>John Percox<\/strong><br \/>\nCoreografie <strong>Michael Keegan-Dolan<\/strong> riprese da <strong>Rachel Poirier<br \/>\n<\/strong>Allestimento del Royal Opera House di Londra, Teatro Verdi di Trieste, Opera de Lille, Opera de Montecarlo<br \/>\n<em>Firenze, 24 gennaio 2017<\/em><br \/>\nIl <strong>Faust<\/strong> di Gounod, talvolta definito <em>drame-lyrique<\/em>, talvolta <em>Op\u00e9ra<\/em> senza altri attributi, si struttura sul modello del <em>Grand Op\u00e9ra<\/em>, con cinque atti, balletto, una certa esigenza di grandiosit\u00e0 e spettacolarit\u00e0 \u2013 &#8216;effetti speciali&#8217;, persino, per rendere gli aspetti soprannaturali \u2013 bench\u00e9 l&#8217;epoca d&#8217;oro del Grand Op\u00e9ra, 1830 e dintorni, fosse ormai passata e bench\u00e9 fosse stato inizialmente concepito con i dialoghi parlati, come si usava per l&#8217;<em>Op\u00e9ra comique<\/em>. Il Faust inizia ad infrangere quindi certe barriere di genere nel teatro musicale francese, aprendo la strada a Thomas, Bizet, Massenet, dai quali prende le mosse l&#8217;Opera naturalista e verista.<br \/>\nAccolto subito da un buon successo, divenne rapidamente popolarissimo, anche fuori dalla Francia in versione tradotta, tra la fine dell&#8217;Ottocento e tutta la prima met\u00e0 del Novecento, per poi accusare un calo nella frequenza delle produzioni, rimanendo comunque un titolo di repertorio.<br \/>\nIl pubblico fiorentino ha avuto pochissime occasioni di vedere il Faust: nel massimo teatro cittadino il capolavoro di Gounod \u00e8 comparso solo tre volte in circa settant&#8217;anni.<br \/>\nIn pochi ricorderanno il Faust in traduzione italiana della stagione 1948-&#8217;49, a parte Rolando Panerai, ancor oggi gagliardo e inossidabile, che vi sosteneva il ruolo di Valentino inseme ad altri cantanti di un passato mitico come Giacinto Prandelli, Faust, e Giulio Neri, Mefistofele; dopo quasi quarant&#8217;anni la prestigiosa accoppiata Ronconi-Pizzi ha firmato lo spettacolo che nel 1985 ha portato al Comunale lo storico M\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s di Samuel Ramey, con una compagnia di importanti artisti italiani e internazionali.<br \/>\nOggi dopo un intervallo di pi\u00f9 di trent&#8217;anni il <strong>Faust<\/strong> \u00e8 nuovamente in scena ed \u00e8 valsa la pena di aspettare tanto tempo per rivederlo nell&#8217;allestimento con la regia di <strong>David McVicar<\/strong>, ripresa in quest&#8217;occasione da <strong>Bruno Ravella<\/strong>, e le scene di <strong>Charles Edwards<\/strong>.<br \/>\nSi tratta di una messa in scena recente, nata a Londra nei primi anni duemila, e tuttavia abbondantemente rodata e giustamente ammirata in vari teatri, che fonde l&#8217;originalit\u00e0 creativa con la coerenza e il rispetto della vicenda narrata dal libretto, che riesce a stupire, incantare con la monumentalit\u00e0, con una cura pittorica per gli insiemi, senza distogliere dal dramma, infondendo vera vita ai solisti e alle masse.<br \/>\nLa vicenda viene trasportata nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, negli anni della composizione dell&#8217;opera o forse poco pi\u00f9 avanti; il Faust vede la luce nel 1859, lo stendardo di Napoleone III circoscrive il periodo agli anni 1852-1870, la guerra franco prussiana alla quale presumibilmente i soldati partecipano \u00e8 del &#8217;70. A voler essere pignoli la presenza della luce elettrica e del <em>Cabaret L&#8217;Enfer<\/em>, storico locale di Montmartre, dovrebbe posticipare l&#8217;ambientazione di un po&#8217;, ma qualche lieve imprecisione o anacronismo non toglie niente al fascino evocativo delle atmosfere create: la Parigi proto-industriale in cui convivono sobborghi proletari anneriti dal fumo e locali scintillanti di luci \u00e8 una cornice molto seducente e ricca di spunti.<br \/>\nIl dualismo tra bene e male, che sta alla base dell&#8217;opera \u00e8 reso materialmente da due elementi fissi che incorniciano la scena: un frammento di architettura teatrale sulla sinistra e una navata di chiesa gotica con l&#8217;organo a canne in balconata sulla destra; queste due polarit\u00e0 opposte, la mondanit\u00e0 e lo spirito, la terra e il cielo, racchiudono tutte le scene che si susseguono nel corso dell&#8217;Opera.<br \/>\nIl diavolo, anche etimologicamente, \u00e8 colui che confonde, che inganna, mescolando i significati; il teatro, quindi, lo spettacolo, la finzione, sono in questa visione registica strettamente associati alla seduzione diabolica: Faust torna giovane emergendo da un baule con lo specchio contornato da lampadine, come se fosse un attore che si \u00e8 cambiato, il regno di M\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s durante la <em>Notte di Valpurga<\/em> \u00e8 rappresentato mediante la proiezione di un teatro sul fondale e forse anche l&#8217;apparizione di\u00a0M\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s in vesti femminili, tra le regine e le cortigiane dell&#8217;antichit\u00e0 allude al fatto che, non soltanto la personificazione del male non ha sesso, ma che tra gli attributi del diavolo c&#8217;\u00e8 proprio l&#8217;ironia, il gusto del contrario e quindi il travestimento.<br \/>\nAgli aspetti concettuali e simbolici fa da contraltare la concretezza e la cura nella ricostruzione degli ambienti, dei costumi, dei movimenti delle masse.<br \/>\nDi grande efficacia \u00e8, ad esempio, la piazza del secondo atto, chiusa sul fondo da una cortina di poveri edifici, popolata dai soldati e dagli studenti euforici, in abito borghese e in abito militare, con zaini, sciabole e moschetti, che fanno festa intorno ad un grande crocifisso di legno che di l\u00ec a poco sanguiner\u00e0 vino su comando di M\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s, terrorizzando tutti.<br \/>\nAncora nel seguito del secondo atto, al riprendere delle danze, la scena \u00e8 invasa da ballerine di cancan e la piazza si trasforma nell&#8217;interno del <em>Cabaret L&#8217;Enfer<\/em>, mediante il cambio delle luci e la semplice discesa dall&#8217;alto di due strutture reticolari che ricalcano gli arconi della <em>Tour Eiffel<\/em>, ornate di lampadine colorate.<br \/>\nSono solo pochi esempi di una messa in scena estremamente ricca e varia, fantasiosa, ma mai gratuitamente iconoclasta, che mette la trovata a servizio della logica e non il contrario, con un gusto opportunamente <em>kolossal<\/em> e grande bellezza visiva, anche grazie ai costumi di <strong>Brigitte Reiffenstuel<\/strong> ripresi da <strong>Anna Watkins<\/strong> e alle luci di forte impatto drammatico di <strong>Paule Constable<\/strong> riprese da <strong>John Percox<\/strong>.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-88911 \" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/faust-2.jpg\" width=\"452\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/faust-2.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/faust-2-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/faust-2-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/faust-2-366x244.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/faust-2-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/><br \/>\nM\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s \u00e8 un diavolo signorile, salottiero, spiritoso e garbato; <strong>Paul Gay<\/strong>, <em>bass-bariton<\/em> parigino quarantottenne, con la sua figura alta e slanciata, i modi eleganti, l&#8217;espressione distaccata, lievemente divertita, \u00e8 perfetto scenicamente per impersonare questo diavolo un po&#8217; dandy un po&#8217; flaneur, sempre composto e padrone di s\u00e9, tutto sommato simpatico, la cui perfidia si identifica con l&#8217;indifferenza, la nonchalance con la quale scivola senza scomporsi sugli abissi del dolore.<br \/>\nLa sua prestazione vocale segue dappresso quella scenica: la voce \u00e8 tonda, morbida, correttamente emessa, il fraseggio \u00e8 elegante e opportunamente insinuante; questo M\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s si esprime prevalentemente a fior di labbro, con garbo e civilt\u00e0; due o tre esplosioni vocali in cui cerca un maggior volume e un&#8217;espansione tonante non sono felicissime n\u00e9 per il personaggio n\u00e9 per lo smalto vocale che si incrina.<br \/>\nUna bella sorpresa \u00e8 il Faust di <strong>Wookyung Kim<\/strong>: senza fare paragoni con mostri sacri del passato, che oggi nessuno potrebbe sostenere, mette in mostra un timbro notevolmente bello, un volume e una proiezione che lo rendono distintamente udibile e soprattutto &#8211; rarit\u00e0 nel panorama odierno per un tenore lirico pieno con possibilit\u00e0 di espansione verso ruoli pi\u00f9 drammatici \u2013 ha un&#8217;emissione sul fiato, morbida, non spinge sugli acuti, non forza, anzi canta pi\u00f9 della met\u00e0 della parte <em>piano<\/em> e <em>pianissimo<\/em> con una bella mezzavoce &#8211; ad esempio all&#8217;esclamazione <em>O merveille<\/em>.<br \/>\nUnico neo: gli manca un filo di squillo nelle note estreme che, pur rimanendo morbide e timbrate, tornano un po&#8217; indietro, come il do della cavatina <em>Salut demeure<\/em>, peraltro tutta benissimo cantata, con un&#8217;espressivit\u00e0 semplice e il giusto tono estatico.<br \/>\n<strong>Carmela Remigio<\/strong> canta e interpreta con esperienza ormai consumata il ruolo di Marguerite, disegna una figura di grande delicatezza e grazia femminile con una vocalit\u00e0 sicura che d\u00e0 il meglio in zona medio acuta; la scrittura virtuosistica della sua aria \u00e8 resa con pi\u00f9 attenzione alla partecipazione che alla spettacolarit\u00e0 dell&#8217;esecuzione.<br \/>\nAltrettanto ben cantato, ma un po&#8217; pallido a causa di una voce aggraziata e timbro gradevole, ma pi\u00f9 leggera di quanto ci si aspetterebbe per un grande ruolo baritonale, che fonde accenti lirici ed eroici, \u00e8 il Valentin di <strong>Serban Vasile<\/strong>.<br \/>\n<strong>Laura Verrecchia<\/strong> fa del suo Siebel una figura di grande poesia e dolcezza, grazie alla vocalit\u00e0 sicura e alla propriet\u00e0 della recitazione.<br \/>\nEfficacissima \u00e8 <strong>Gabriella Sborgi<\/strong> nei panni della stagionata, ma non rassegnata Marthe: la scena della seduzione tra lei e M\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s \u00e8 un episodio brillante, perfettamente riuscito grazie alla bravura di entrambi.<br \/>\nVocalmente e scenicamente valido \u00e8 il Wagner di <strong>Karl Huml<\/strong>.<br \/>\n<strong>Juraj Val\u010duha<\/strong> dirige l&#8217;eccellente <strong>Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino<\/strong> ottenendo una compattezza e una bellezza di suono di per s\u00e9 stupende, a questo si unisce una ricerca delle sfumature preziose e una cura del dettaglio coniugata ad un ritmo narrativo serrato, teatralmente efficace. Capita che in qualche punto il turgore sonoro copra le voci, ma molti momenti restano nella memoria, in particolare tutto il terzo atto \u2013 nel quale si concentrano i tesori musicali del Faust &#8211; a partire dall&#8217;introduzione coadiuvata dall&#8217;ottimo clarinetto.<br \/>\nMagnifica \u00e8 la prova del <strong>Coro<\/strong> diretto da <strong>Lorenzo Fratini<\/strong>, sempre all&#8217;altezza del compito.<br \/>\nUna menzione particolare meritano le coreografie di <strong>Michael Keegan-Dolan<\/strong> riprese da <strong>Rachel Poirier<\/strong>, in particolare il balletto del quinto atto che irride Marguerite e la sua gravidanza.<br \/>\nIl successo di pubblico \u00e8 caloroso, il teatro \u00e8 pieno in tutti gli ordini di posti e gli applausi sono lunghi e convinti per tutti gli interpreti, per il direttore e per il direttore del coro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera di Firenze \u2013 Stagione lirica\u00a0 2016-2017 \u201cFAUST\u201d Dramma lirico in cinque atti. 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