{"id":88921,"date":"2017-02-04T19:34:21","date_gmt":"2017-02-04T18:34:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=88921"},"modified":"2017-02-04T19:34:21","modified_gmt":"2017-02-04T18:34:21","slug":"al-teatro-verdi-di-padova-giselle-di-serussi-sahar-haring","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/al-teatro-verdi-di-padova-giselle-di-serussi-sahar-haring\/","title":{"rendered":"Al Teatro Verdi di Padova &#8220;Giselle di Serussi Sahar &#8211; Haring"},"content":{"rendered":"<p><em>Padova, Teatro Verdi, Evoluzioni \u2013 Rassegna di danza 2016\/17<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;GISELLE&#8221;<\/strong><br \/>\nCoreografie <strong>Itamar Serussi Sahar <\/strong>e <strong>Chris Haring<\/strong><br \/>\nConcept development <strong>Peggy Olislaergers<\/strong><br \/>\nMusiche originali<strong> Adolphe Adam<\/strong><br \/>\nRielaborazioni musicali <strong>Richard Van Kruysdijk<\/strong>,<strong> Andreas Berger<\/strong><br \/>\nInterpreti <strong>Balletto di Roma<\/strong><br \/>\n<em>Padova, 27 gennaio 2017<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Peggy Olislaergers<\/strong>, gi\u00e0 direttrice generale del Dutch Dance Festival, deve aver avuto l\u2019idea di esautorare <em>Giselle<\/em> da <em>deus ex machina <\/em>della sua vicenda e lo si capisce non solo perch\u00e9 la sua triste storia viene affidata a due autori, ma anche perch\u00e9 di lei non c\u2019\u00e8 traccia tra la compagine dei danzatori, anzi, il fatto di essere tutti in calzamaglia uguali sposta il significato della sua presenza al concettodi cui essa \u00e8 portatrice, per cui il personaggio principale si dematerializza per assumere il corpo dei figuranti uniti nella danza.<br \/>\nDopotutto, il balletto <em>Giselle<\/em> costituisce il simbolo del balletto classico, tanto romantico quanto saldamente ancorato a certi passi, movimenti e atteggiamenti (plateali, palesi e ostentati poi auto oppressi), come una rigorosa opera lirica, che sono qui, grazie alla compagnia <strong>Balletto di Roma<\/strong>, sinonimo di sentita devozione, diciamo amore, non per qualcuno ma per la danza in s\u00e9, quella cosa che pu\u00f2 accomunareopportunisticamente, quanto rendere libero.<br \/>\nEcco che allora entri a capire la Giselle di <strong>Serussi Sahar<\/strong> e <strong>Haring<\/strong>, a cui \u00e8 spettato firmare rispettivamente il I e il II atto: due belle personalit\u00e0 e testimoni di estremo riguardo, lo si \u00e8 capito, della danza contemporanea, per dire di quell\u2019arte che \u00e8 capace di dare corpo al sentimento. Quindi, evitando il pericolo di andar a cercar richiami diretti alla trama (non c&#8217;\u00e8 personificazione della bella contadina, n\u00e9del principe Albrecht, mentre forse si pu\u00f2 percepire la loro evocazione), che vuole che alla sventuratale si spezzi subito il cuore con l\u2019inganno, si osserva che il coreografo israelianoha affidatoalle tonalit\u00e0 pastello delle luci il supporto drammaturgico emotivo e allusivo dei piani sequenza, mentre alla colonna sonora, tra l&#8217;<em>ambient new age<\/em> e il <em>soundtrack<\/em> di commento ai film hollywoodiani sentinental popolari, addirittura il compito di distogliere lo spettatore dal voler ripensare alla <em>Giselle<\/em> ballata in punta di piedi: le musiche originali di <strong>Adam<\/strong>, le elaborazioni di <strong>Van Kruysdijk <\/strong>e <strong>Berger<\/strong> e quel pugno battuto sul petto, a intervalli regolari, tra la spalla e il torace come un <em>mea culpa<\/em>.<br \/>\n&gt;Godibili gli slanci e i piegamenti di schiena, cos\u00ec estremi e di forte impatto come le cadute a terra a corpo morto e quella spogliazione dalla calzamaglia color carne che significa suggello del trapasso dello spirito dal corpo all\u2019anima che lascia aperto il varco ai fantasmi del secondo atto.<br \/>\nUna <em>Giselle<\/em> per niente afasica, anzi, carica di aspettative e di allusioni metafisiche richiamate, stavolta da Haring, dall\u2019oltretomba, che \u00e8 il luogo di quel sogno eterno in cui si rivivono atti misti tra il vissuto e l\u2019aver voluto vivere oltre il punto di non ritorno. Il coreografo austriaco, infatti, fa dello storytelling (\u201c<em>Questa non \u00e8 una favola<\/em>\u201d) inserendo dialoghi e monologhi fuoricampo che significano nulla, ma donano quella verve estetica che hanno le strisce di parole che escono dalle bocche dei santi nelle raffigurazioni parietali medievali. Straordinariamente belli i cortei dei ballerini che appaiono da una parte del palco e svaniscono dall\u2019altra con eleganti ondulazioni del corpo come dei cavallucci marini. Tutto si fa danza (fino alla morte) come espiazione dei nostri peccati per applicazione ideale di quella legge pre trapasso che perpetua la pena a chi \u00e8 stato cagione di morte altrui. Cos\u00ec anche per il II atto le luci di scena, al contrario delle musiche cos\u00ec accentuate e a stacco netto, hanno ben saputo armonizzare le coreografie, vale a dire ambientare i gesti di assolo e di gruppo, fino a esprimere uno stato d&#8217;animo confacente con le figure attrici del racconto. Quindi nessun <em>crois\u00e9, allong\u00e9es <\/em>o<em> pas de bourr\u00e9e<\/em>, ovvero proposti destrutturati nei movimenti che li compongono, come un piatto gastronomico arci conosciuto rivisitato nella composizione dei suoi elementi; qui servito a un\u2019audience probabilmente avvezza ai balletti classici che ha invece potuto riconoscere il <em>temps lev\u00e9 <\/em>a cura dei singoli, perch\u00e9 gi\u00e0 pi\u00f9 spendibile nella danza contemporanea.<br \/>\nE il tutto finisce con un tesissimo <em>arabesque, <\/em>trattenuto bello alto: con la gamba arretrata in IV posizione abbondante: un balzo in avanti e poi fermi nel punto pi\u00f9 alto del movimento,proposto dalle fila dei ballerini per tutto lo stage come un <em>still frame<\/em>. Geniale il far scorrere l\u2019ensemble, ognuno con la sua direttrice parallela a quella di un altro, perpendicolare ai nostri sguardi, cos\u00ec da accentuare l\u2019effetto profondit\u00e0: un richiamoalle quinte sceniche usate nell\u2019Ottocento, l\u2019una dietro l\u2019altra, sfilate via dal palco al seguito dei ballerini.<br \/>\nLunghi e sentiti applausi per il <strong>Balletto di Roma<\/strong> sebbene rimanga il sospetto che una percentuale non indifferente degli astanti, per stima d&#8217;et\u00e0, si aspettasse di vedere la <em>Giselle<\/em> classica di <strong>Gautier<\/strong> e <strong>Coralli<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di Simone Grassetto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Padova, Teatro Verdi, Evoluzioni \u2013 Rassegna di danza 2016\/17 &#8220;GISELLE&#8221; Coreografie Itamar Serussi Sahar e Chris Haring Concept [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":122,"featured_media":88922,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[4588,18055,1240,18053,14677,18052,18051,18054],"class_list":["post-88921","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-adolphe-adam","tag-andreas-berger","tag-balletto-di-roma","tag-chris-haring","tag-danza","tag-itamar-serussi-sahar","tag-peggy-olislaergers","tag-richard-van-kruysdijk"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88921","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88921"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88921\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88929,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88921\/revisions\/88929"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88922"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88921"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88921"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88921"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}