{"id":89594,"date":"2017-02-23T01:31:54","date_gmt":"2017-02-23T00:31:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=89594"},"modified":"2017-02-23T01:31:54","modified_gmt":"2017-02-23T00:31:54","slug":"palermo-teatro-massimo-norma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/palermo-teatro-massimo-norma\/","title":{"rendered":"Palermo, Teatro Massimo: &#8220;Norma&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Palermo, Teatro Massimo, Stagione Lirica 2017<\/em><em><br \/>\n<\/em><strong>\u201cNORMA\u201d <\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Tragedia lirica in due atti, Libretto di Felice Romani, dalla tragedia <em>L&#8217;infanticide<\/em> di Alexandre Soumet.<br \/>\nMusica di<strong> Vincenzo Bellini \u00a0<\/strong><br \/>\n<em>Oroveso, capo dei druidi\u00a0<\/em> LUCA TITTOTO<br \/>\n<em>Norma, druidessa, sua figlia, sacerdotessa di Irminsul <\/em>MARIELLA DEVIA<br \/>\n<em>Pollione, proconsole romano nelle Gallie<\/em> JOHN OSBORN<br \/>\n<em>Adalgisa, druidessa<\/em> CARMELA REMIGIO<br \/>\n<em>Clotilde, ancella di Norma<\/em> MARIA MIR\u00d3<br \/>\n<em>Flavio, romano, amico di Pollione<\/em> MANUEL PIERATTELLI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Massimo<br \/>\nDirettore<strong> Gabriele Ferro \u00a0\u00a0<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Piero Monti<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Luigi Di Gangi <\/strong>e<strong> Ugo Giacomazzi \u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><br \/>\nScene <strong>Federica Parolini\u00a0 <\/strong><br \/>\nCostumi<strong> Daniela Cernigliaro \u00a0<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Luigi Biondi <\/strong><br \/>\nNuovo allestimento del Teatro Massimo in coproduzione con Arena Sferisterio di Macerata <strong><br \/>\n<\/strong><em>Palermo, 19 febbraio 2017 <\/em><br \/>\nNessun serto cinge le chiome di Norma al suo apparire in scena. Il capo non reca la verbena \u201cai misteri sacrata\u201d, n\u00e9 sciolta \u00e8 la capigliatura della sacerdotessa. Viceversa i suoi capelli sono annodati in un intrico di viluppi, e il corpo \u00e8 ingabbiato in una rete fittissima di corde. Ogni elemento visivo dell\u2019allestimento a firma di <strong>Luigi Di Gangi<\/strong> e <strong>Ugo Giacomazzi<\/strong> rimanda all\u2019idea di intreccio, di nodo, di legame, di trama. E ne costituisce fonte di ispirazione l\u2019universo di Maria Lai, artista di Ulassai scomparsa nel 2013, che nelle sue opere faceva proprio l\u2019immaginario rituale, arcaico della terra di origine. <strong>Ma se sul piano visivo questa <em>Norma<\/em> si presenta intrisa di connessioni con la Sardegna, sul piano pi\u00f9 profondo essa reca i segni della sicilianit\u00e0<\/strong>. Infatti ancora<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/norma2-rosellina-garbo_GRG5805.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-89597\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/norma2-rosellina-garbo_GRG5805-512x342.jpg\" alt=\"\" width=\"451\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/norma2-rosellina-garbo_GRG5805.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/norma2-rosellina-garbo_GRG5805-290x194.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/norma2-rosellina-garbo_GRG5805-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/norma2-rosellina-garbo_GRG5805-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 451px) 100vw, 451px\" \/><\/a>una volta la direzione artistica del Teatro Massimo punta a valorizzare le eccellenze del territorio, coinvolgendo due giovani registi siciliani, scegliendo un\u2019opera di Bellini e affidandone la direzione a <strong>Gabriele Ferro<\/strong>. Lo spettacolo aderisce cos\u00ec a una concezione moderna, ma allo stesso tempo affonda le proprie radici nel passato. Un passato al quale rimanda <em>in primis<\/em> l\u2019idea di sollevare la buca dell\u2019orchestra, in modo da rendere visibili i musicisti e offrire \u2013 nelle intenzioni di Ferro \u2013 <strong>un suono pi\u00f9 elegante, pi\u00f9 pulito, pi\u00f9 in armonia con i cantanti<\/strong>. L\u2019espediente ha dunque permesso di apprezzare la grana delle singole sezioni strumentali, in particolare il suono caldo dei legni, e di godere di dettagli che altrimenti sarebbero passati inosservati, fra tutti l\u2019impalpabile e limpidissimo pizzicato dei violini a sostegno del coro del secondo atto (\u201cNon part\u00ec? \/ Finora \u00e8 al campo\u201d).<br \/>\nAnche sul piano musicale l\u2019intento \u00e8 stato quello di stabilire un contatto, di instaurare un legame pi\u00f9 profondo che partendo dall\u2019affinit\u00e0 con gli interpreti potesse coinvolgere anche il pubblico. Intenzioni esaudite attraverso la direzione trasparente ma incisiva di Ferro, alla guida di un\u2019<strong>Orchestra del Teatro Massimo<\/strong> che ha convinto per il dosaggio estremamente accurato del suono, ben adattandosi alla novit\u00e0 del rialzo della fossa orchestrale quasi a livello della platea. La sfida di <em>Norma<\/em>, secondo il direttore, sta proprio nel pervenire a quell\u2019equilibrio tra coinvolgimento emotivo e astrazione pura che costituisce la sostanza musicale di Bellini. Un intento analogamente perseguito dalla messinscena, a partire dalle scene \u2018intessute\u2019 di <strong>Federica Parolini<\/strong>, ai costumi \u2018ingabbianti\u2019 di <strong>Daniela Cernigliaro<\/strong>, fino agli \u2018astratti\u2019 giochi di luce di <strong>Luigi Biondi<\/strong>. Se la musica di Bellini procede dunque per continuit\u00e0 e sottrazione \u2013 con lunghe arcate in cui ogni frase sembra gi\u00e0 proiettarsi nella successiva \u2013 lo spettacolo si sviluppa invece all\u2019insegna di un progressivo accumulo, come una spola che scorre incessantemente nel telaio, costruendone il tessuto. Nella concezione di Giacomazzi e Di Gangi <strong>sono gli uomini a strappare le tele, a preparare l\u2019ordito, mentre le donne mettono insieme i fili per comporre la trama astrale che verr\u00e0 letta dalla protagonista<\/strong>. Ma \u00e8 principalmente Norma a muovere i fili di quella mappa, a tramare secondo il proprio volere, decidendo perfino di ingannare il suo stesso popolo. Norma trama, ma ugualmente tramano i Druidi, vittime di una menzogna colossale ordita a causa dell\u2019amore. Ed \u00e8 sempre l\u2019amore che spinge la sacerdotessa a contaminarsi, a mescolarsi con il nemico, dando alla luce due figli, uno bianco e uno di colore. La contaminazione non \u00e8 per\u00f2 intenzione primaria, come vorrebbe la concezione registica, ma effetto casuale di un soddisfacimento di impulsi terreni, del bisogno di Norma di affermare se stessa.<br \/>\nSin dall\u2019inizio Norma, dunque, si presenta come una donna, fortemente ancorata a quella dimensione<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/norma-rosellina-garbo_GRG5991.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-large wp-image-89596\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/norma-rosellina-garbo_GRG5991-512x342.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/norma-rosellina-garbo_GRG5991.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/norma-rosellina-garbo_GRG5991-290x194.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/norma-rosellina-garbo_GRG5991-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/norma-rosellina-garbo_GRG5991-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a> terrena che la musica tende di continuo a trascendere. Ma il canto di <strong>Mariella Devia<\/strong> opera il miracolo dell\u2019astrazione pi\u00f9 pura. Con la sua prova il soprano \u00e8 riuscito ancora una volta a offrire una lezione di belcanto, esibendo tecnica perfetta e dominio della scena. In \u201cCasta diva\u201d riesce letteralmente a ipnotizzare il pubblico, a sospendere il tempo, a tendere ancor pi\u00f9 quel filo rosso che dalla terra si proietta verso il cielo. In tal modo il filo rosso non \u00e8 soltanto rappresentazione del <em>fil rouge<\/em> che lega gli eventi, ma diventa ponte ideale fra naturale e sovrannaturale, ci\u00f2 che regge l\u2019impalcatura della vicenda e simboleggia il legame fra Norma e Pollione. Ma se quel filo \u00e8 in qualche modo preesistente, un altro nodo fondamentale si costruisce in <em>Norma<\/em>: quello che lega la protagonista ad Adalgisa. La scelta di affidare il ruolo a un soprano (<strong>Carmela Remigio<\/strong>) e non a un mezzosoprano \u00e8 sintomatica di una lettura che va a centrare un aspetto essenziale dell\u2019opera belliniana. Adalgisa \u00e8 infatti l\u2019<em>alter ego <\/em>di Norma, proiezione della sua giovinezza, del ricordo, dell\u2019amore. Nei duetti con Adalgisa, Norma \u00e8 in dialogo con se stessa. <strong>Il gesto di consegnare i fili nelle mani della giovane non allude soltanto alla volont\u00e0 di affidarle i propri figli, ma \u00e8 soprattutto il riconoscimento di un comune destino, di una comune identit\u00e0<\/strong>. La Remigio \u00e8 bravissima a modulare la propria interpretazione su quest\u2019idea, sottolineando l\u2019aspetto pi\u00f9 elegiaco di Adalgisa, ma al contempo dando spessore alla zona media del registro. La voce acquista cos\u00ec maggiore intensit\u00e0, esprimendosi in una linea affettuosa che attira e si rinsalda nell\u2019intreccio con la Devia, con gesti e movimenti che si ripetono a specchio. Nonostante questo il nodo verr\u00e0 reciso da una Norma infuriata, come anche il filo rosso, spezzato all\u2019irrompere della trafelata Clotilde (l\u2019ottima <strong>Maria Mir\u00f3<\/strong>).<br \/>\nNella mutevole gamma di passioni che albergano nel cuore della protagonista, la Devia non riesce per\u00f2 a rendere il volto irato della sacerdotessa, mostrandosi ora tragica, ora intensa, ma mai autenticamente furibonda. Probabilmente a pesare su questo \u00e8 anche la resa caratteriale di Pollione, interpretato dallo statunitense <strong>John Osborn, <\/strong>affiancato dal sicuro Flavio di <strong>Manuel Pierrattelli<\/strong>. Il tenore tiene sotto controllo i timori legati a un ruolo impervio dipingendo un proconsole tutto d\u2019un pezzo, spumeggiante e bambinone, ma affrontato con mobilit\u00e0 di fraseggio e sicurezza di squillo negli acuti. Difficile infuriarsi con un personaggio del genere, ma pi\u00f9 opportuno pazientare nell\u2019attesa che maturi, che prenda consapevolezza di s\u00e9 e di coloro che lo circondano. <strong>Prevedibilmente i momenti pi\u00f9 intensi si collocano nel finale, allorch\u00e9 i due protagonisti si fronteggiano e rivelano accenti ricchi di pathos<\/strong>, l\u2019una nel sublimare ogni sentimento pregresso (\u201cIn mia man <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/osborn-remigio-rosellina-garbo_GRG6234.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-89598\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/osborn-remigio-rosellina-garbo_GRG6234-512x342.jpg\" alt=\"\" width=\"475\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/osborn-remigio-rosellina-garbo_GRG6234.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/osborn-remigio-rosellina-garbo_GRG6234-290x194.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/osborn-remigio-rosellina-garbo_GRG6234-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/osborn-remigio-rosellina-garbo_GRG6234-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 475px) 100vw, 475px\" \/><\/a>alfin tu sei\u201d) l\u2019altro nel comprendere finalmente il carattere della donna (\u201cQual cor tradisti\u201d). Tuttavia proprio nella scena conclusiva si sono verificati due episodi di fraintendimento musicale, con un evidente sfasamento tra cantanti e orchestra recuperato per il rotto della cuffia. Non \u00e8 forse un caso che tutto ci\u00f2 sia avvenuto durante il confronto con il personaggio che costituisce il perfetto contraltare della sacerdotessa, l\u2019Oroveso di <strong>Luca Tittoto<\/strong>, ieratico negli atteggiamenti, ma vocalmente ancorato a profondit\u00e0 terrene. Il timbro del basso \u00e8 di grande bellezza e imponenza, in grado di sovrastare la compagine corale alla quale sempre si accompagnava, e della quale tuttavia non assumeva il ruolo di autorevole guida, bens\u00ec di interlocutore alla pari. Il <strong>Coro del Teatro Massimo<\/strong> ha dimostrato di aver pienamente recepito la lezione dei registi nel trasmettere mobilit\u00e0 e nel trasformarsi da semplice massa a popolo vivo e pulsante. Lo si \u00e8 avvertito nel celebre coro del secondo atto (\u201cGuerra, guerra\u201d) che visivamente si presentava come il sovrapporsi di onde in tempesta, eccitate dai gesti imperiosi di Norma. Tuttavia, pur possedendo questa capacit\u00e0 di soggiogazione, Norma \u00e8 consapevole della propria solitudine e soltanto quando rinuncia al potere ritrova l\u2019affetto del padre, il sostegno di Pollione, l\u2019essenza di donna. In questo si compie l\u2019ideale di Di Gangi e Giacomazzi, nella coscienza di chi non appartiene alle leggi di questo mondo e per questo \u00e8 contenta di ascendere al rogo dove pi\u00f9 puro e santo \u201cincomincia eterno amor\u201d. <em>Foto Rosellina Garbo<\/em><br \/>\n<strong>Repliche sino al 28 febbraio<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palermo, Teatro Massimo, Stagione Lirica 2017 \u201cNORMA\u201d Tragedia lirica in due atti, Libretto di Felice Romani, dalla tragedia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":54,"featured_media":89595,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1250,17677,5933,1692,1502,2806,16681,16682,4086,15904,115,223,145,5053,6420,3247,16683],"class_list":["post-89594","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-carmela-remigio","tag-daniela-cernigliero","tag-federica-parolini","tag-gabriele-ferro","tag-john-osborn","tag-luca-tittoto","tag-luigi-biondi","tag-luigi-di-gangi","tag-manuel-pierattelli","tag-maria-miro","tag-mariella-devia","tag-norma","tag-opera-lirica","tag-orchestra-del-teatro-massimo","tag-palermo","tag-teatro-massimo-di-palermo","tag-ugo-giacomazzi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89594","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/54"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89594"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89594\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89595"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}