{"id":89658,"date":"2017-03-06T17:26:35","date_gmt":"2017-03-06T16:26:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=89658"},"modified":"2017-03-06T17:26:35","modified_gmt":"2017-03-06T16:26:35","slug":"daniel-barenboim-inaugura-la-pierre-boulez-saal-di-berlino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/daniel-barenboim-inaugura-la-pierre-boulez-saal-di-berlino\/","title":{"rendered":"Daniel Barenboim inaugura la Pierre Boulez Saal di Berlino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Berlino, Pierre Boulez Saal<br \/>\n<\/em><strong>Boulez Ensemble<br \/>\n<\/strong>Direttore <strong>Daniel Barenboim<br \/>\n<\/strong>Pianoforte <strong>Karim Said<br \/>\n<\/strong>Violino <strong>Michael Barenboim<br \/>\n<\/strong>Viola <strong>Yulia Deyneka<br \/>\n<\/strong>Clarinetto <strong>J\u00f6rg Widmann<br \/>\n<\/strong>Soprano <strong>Anna Prohaska<br \/>\n<\/strong><em>Pierre Boulez<\/em>: &#8220;Initiale per sette ottoni; &#8220;Sur Incises&#8221;, per tre pianoforti, tre arpe e tre percussioni<br \/>\n<em>Franz Schubert<\/em>: &#8220;Der Hirt auf dem Felsen&#8221; D965<br \/>\n<em>Wolfgang Amadeus Mozart<\/em>: Quartetto per pianoforte n. 2 in mi bemolle maggiore K.493<br \/>\n<em>Alban Berg<\/em>: Concerto da camera per pianoforte violino e 13 strumenti a fiato<br \/>\n<em>J\u00f6rg Widmann<\/em>: Fantasia per clarinetto solo (1993)<br \/>\n<em>Berlino, 4 marzo 2017\u00a0<\/em><br \/>\nPensando alla musica di Boulez, la prima sensazione che sorge \u00e8 il suo ipnotismo magnetico che tine l\u2019orecchio in sospeso fin quando il suono, a volte spigoloso, a volte insistente, non arriva ad un punto di culmine. Come un turbine, una tromba d\u2019aria, che parte pian piano preparandosi, per poi scatenarsi di colpo e con irruenza, senza piet\u00e0, prima di allontanarsi, lasciando un vuoto l\u00e0 dove \u00e8 passata. L\u2019architetto <strong>Frank Gehry<\/strong>, ha saputo render concreta questa sensazione, e l\u2019appena inaugurata <strong>Pierre Boulez Saal di Berlino<\/strong>, sembra rispecchiare a pieno i paesaggi sonori che il compositore francese ci ha lasciato in eredita nella sua musica. Tre ellissi, tre cerchi concentrici, che come una tromba d\u2019aria, per l\u2019appunto, <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Boulez-ensmble-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-89662\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Boulez-ensmble-1-256x384.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Boulez-ensmble-1-256x384.jpg 256w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Boulez-ensmble-1-133x200.jpg 133w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Boulez-ensmble-1-100x150.jpg 100w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Boulez-ensmble-1.jpg 341w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/a>tendono verso il basso, e nei quali le onde sonore si propagano fino a raggiungere l\u2019orecchio dell\u2019ascoltatore. Ogni singolo suono, persino il respiro di un clarinettista, \u00e8 perfettamente udibile, anche da chi non \u00e8 seduto al suo fianco. L\u2019acustica di questa sala, opera dell\u2019ingegnere <strong>Yasuhisa Toyota<\/strong>, collaboratore di Gehry, \u00e8 a dir poco stupefacente.<br \/>\nL\u2019idea in s\u00e9, probabilmente \u00e8 un po\u2019 simile al concetto della Philharmonie di Hans Scharoun, nella quale \u00e8 il pubblico a ruotare attorno ai musicisti, divenendo esso stesso il vero protagonista. E in effetti, \u00e8 proprio cos\u00ec, perch\u00e9 si fa presto a sentirsi un po\u2019 a casa, come se a un tratto, seduti sulla propria poltrona in salotto, un musicista stesse eseguendo qualcosa per noi, proprio sotto i nostri occhi. E siamo sinceri\u2026 chi non ha mai desiderato che questo potesse accadere?<br \/>\nPer l\u2019inaugurazione della Boulez Saal, \u00e8 <strong>Daniel Barenboim<\/strong> a fare gli onori di casa. E\u2019 lui l\u2019ideatore di questo progetto, che si inserisce all\u2019interno della \u201cBarenboim Said Akademie\u201d, l\u2019accademia allestita negli ex magazzini scenografici della <em>Staatsoper<\/em>, che gi\u00e0 da qualche mese ospita studenti provenienti dal medio oriente, in accordo all\u2019idea della <em>West Eastern Divan Orchestra<\/em>, fondata nel 1999 dallo stesso direttore d\u2019orchestra insieme allo scrittore Edward Said, con lo scopo di favorire il dialogo tra musicisti provenienti da paesi tra di loro in conflitto, alcuni di essi da tempi molto lontani, come israeliani e palestinesi.<br \/>\nE la stagione concertistica appena iniziata, sembra gi\u00e0 essere un <em>potpourri<\/em> di generi diversi, nel quale al fianco della musica contemporanea dei pi\u00f9 tra gli alti nomi del nostro secolo, si piazza il jazz e la musica araba. Quest\u2019ultima, spunto di riflessione che sembra incuriosire, specialmente le donne dell\u2019alta borghesia tedesca, che tanto adorano far sfoggio di una passione per l\u2019esotico a dir poco galoppante. Sta di fatto per\u00f2 che di questi tempi l\u2019idea, certamente non nuova, di unire popoli in conflitto tra di loro, \u00e8 da considerarsi ammirevole. E\u2019 un\u2019idea resa possibile grazie all\u2019anima multiculturale di Berlino, che ha saputo superare vicende storiche ben complesse, riponendo la propria fiducia nell\u2019altro.<br \/>\nEd \u00e8 un po\u2019 questo il fulcro del discorso, sul quale Barenboim sembra focalizzarsi con lo sperare che \u201cquesto luogo possa divenire un punto d\u2019incontro per lo studio della musica araba in Europa\u201d. E\u2019 il suo desiderio, da lui espresso nel corso della serata di inaugurazione.<br \/>\nInteressante il programma scelto per l\u2019occasione, eseguito dall\u2019appena nato <strong>Boulez Ensemble<\/strong>. Per prima \u00e8 una<strong> <em>Initiale, <\/em>dell\u201987, scritta da Boulez per sette ottoni<\/strong>, a risuonare con potenza. In questo caso il podio \u00e8 stato piazzato in cima, nell\u2019ultima ellisse della sala, gli strumenti ai lati, sempre in alto, un espediente che fornisce al pubblico una visione diversa di musica da camera, nella quale anche le sedie sembrano vibrare, o per meglio dire un po\u2019 tremare a magnitudo tre della scala Richter. Valido il soprano di coloratura <strong>Anna Prohaska<\/strong>, nel \u201c<em>Der Hirt auf dem Felsen<\/em>\u201d ( il pastore sulla rupe) uno degli ultimi capolavori che Franz Schubert lasci\u00f2 all\u2019umanit\u00e0 poco prima della sua \u00a0morte. Dalla vocalit\u00e0 calda ma al contempo delicata, il soprano di origini austriache, ha interpretato con gusto questo <em>Lied , <\/em>vocalmente non dalla facile esecuzione. \u00a0Ad accompagnarla al pianoforte lo stesso Barenboim e al clarinetto il noto compositore tedesco <strong>J\u00f6rg Widmann<\/strong> ( oggi anche docente dell\u2019accademia) il quale ha poi anche eseguito una sua famosa fantasia per strumento solista.<br \/>\nLo stile compositivo di Widmann interessa oggi pi\u00f9 che mai coloro i quali ricercano sonorit\u00e0 inaudite. <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Boluez-enemble-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-large wp-image-89663\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Boluez-enemble-3-512x342.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Boluez-enemble-3.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Boluez-enemble-3-290x194.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Boluez-enemble-3-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Boluez-enemble-3-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a>Nella sua musica c\u2019\u00e8 tutta un\u2019alternanza di silenzi, respiri e note coronate che portano ad un viaggio introspettivo. In questa Fantasia per clarinetto solo del 1993, proposta per l\u2019occasione, piena di scale e abbellimenti, terzine, sestine e glissandi scivolanti, il cui tema principale sembra quasi dividersi in due come una sorta di botta e risposta, Widmann \u00e8 riuscito a catturare l\u2019attenzione del pubblico, complici le sue eccellenti doti tecniche da bravo clarinettista oltre che da effervescente compositore.<br \/>\nBrava la violista <strong>Yulia Deyneka<\/strong> ( viola solista degli Staatskapelle e adesso docente alla Barenboim Said Akademie) ed il violoncellista <strong>Kian Soltani<\/strong>, nel <em>Quartetto per pianoforte n 2 in mi bemolle maggiore K.493<\/em> di Mozart.<br \/>\nLa seconda parte del concerto ha proposto due importanti pagine della musica contemporanea: il <strong><em>Concerto da camera per pianoforte violino e 13 strument<\/em>i <em>a fiato<\/em> di Alban Berg<\/strong> e <strong><em>Sur Incises<\/em> di Boulez<\/strong>. \u00a0Al pianoforte l\u2019interessante<strong> Karim Said<\/strong>, allievo di Barenboim, e bravo esecutore dal tocco deciso, minuto di statura, ma espressivamente grande. Solistico il violino di<strong> Michael Barenboim<\/strong> in Berg. Il figlio del direttore d\u2019orchestra tuttavia apparentemente ha risentito anch\u2019esso dell\u2019influenza \u201csevera\u201d del padre, il quale porta oggi con s\u00e9 questa nomina, riscontrabilissima come si pu\u00f2 vedere nella qualit\u00e0 della musica da lui eseguita e soprattutto nella scelta dei musicisti. A conclusione della serata, il monumentale <em>Sur Incises, <\/em>di Boulez ( per tre arpe, tre pianoforti e tre strumenti a percussioni ) il secondo degli <em>Incises<\/em> che si basano sull\u2019esacordo Sacher, un po\u2019 sulla stessa scia di <em>Derivare 1, Messagesquisse e R\u00e9pons<\/em>.\u00a0L\u2019esecuzione di questo particolarissimo lavoro di Boulez da parte di Barenboim \u00e8 da definirsi impeccabile. E dall\u2019alto, guardando bene lo spartito che Barenboim ha sul podio, sembra scorgere le righe di una dedica, quella di un amico, forse un maestro, il cui nome oggi rimane pi\u00f9 che mai impresso nella memoria. <em>Foto Peter Adamik<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Berlino, Pierre Boulez Saal Boulez Ensemble Direttore Daniel Barenboim Pianoforte Karim Said Violino Michael Barenboim Viola Yulia Deyneka [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6487,"featured_media":89661,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[502,17156,18247,14678,344,2426,9959,18245,18244,18246,12192,253,10497],"class_list":["post-89658","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-alban-berg","tag-berlino","tag-boulez-ensemble","tag-concerti","tag-daniel-barenboim","tag-franz-schubert","tag-jorg-widmann","tag-karim-said","tag-kian-soltani","tag-michael-barenboim","tag-pierre-boulez","tag-wolfgang-amadeus-mozart","tag-yulia-deyneka"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89658","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6487"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89658"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89658\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89660,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89658\/revisions\/89660"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89661"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89658"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89658"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89658"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}