{"id":89807,"date":"2017-03-23T14:41:04","date_gmt":"2017-03-23T13:41:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=89807"},"modified":"2017-03-23T23:25:13","modified_gmt":"2017-03-23T22:25:13","slug":"christian-gerhaher-e-daniel-harding-a-madrid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/christian-gerhaher-e-daniel-harding-a-madrid\/","title":{"rendered":"Christian Gerhaher e Daniel Harding a Madrid"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Madrid, Auditorio Nacional de M\u00fasica<\/em><br \/>\n<em>Fundaci\u00f3n Iberm\u00fasica &#8211; Temporada XLVII<\/em><br \/>\n<strong>Gustav Mahler Jugendorchester<\/strong><br \/>\nBaritono <strong>Christian Gerhaher<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Daniel Harding<\/strong><br \/>\nAlban Berg: <em>Altemberg-Lieder<\/em> op. 4<br \/>\nFranz Schubert: \u00abSei mir gegr\u00fc\u00dft, o Sonne\u00bb e \u00abDer J\u00e4ger ruhte hingegossen\u00bb da <em>Alfonso und Estrella<\/em><br \/>\nAnton Bruckner: Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore WAB 105<br \/>\n<em>Madrid, 21 marzo 2017<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Madrid non avevano ancora mai suonato insieme, la <strong>Gustav Mahler Jugendorchester<\/strong> e <strong>Daniel Harding<\/strong>; l\u2019occasione \u00e8 impreziosita dalla presenza di <strong>Christian Gerhaher<\/strong>, che nella prima parte canta <em>Lieder<\/em> di Berg e due arie di Schubert. Il pezzo forte del concerto, per\u00f2, viene dalla seconda parte, con la Quinta sinfonia di Bruckner. Un programma che reca l\u2019impronta stilistica di Claudio Abbado, fondatore dell\u2019orchestra a Vienna nel 1986, mentore di Harding e grande frequentatore dell\u2019opera bruckneriana, specialmente nei festival di Lucerna degli ultimi anni. <strong>Gerhaher \u00e8 oggi il liederista imbattibile: mezze voci e chiaroscuri sono gli elementi pi\u00f9 affascinanti dell\u2019apporto vocale, ma quelli pi\u00f9 profondi derivano dall\u2019interpretazione della parola poetica<\/strong>. Nei brevissimi <em>Altemberg-Lieder<\/em> Berg inserisce punti critici, come acuti al limite del registro superiore di un baritono, che Gerhaher affronta alla stregua non di virtuosismi, ma di sfide dell\u2019espressivit\u00e0, ricorrendo anche al falsetto, purch\u00e9 l\u2019imprevedibilit\u00e0 giochi a favore dell\u2019espressione radicale. Ogni attacco \u00e8 incantevole nelle due arie da <em>Alfonso und Estrella<\/em>, una duplice meraviglia anche sul piano strumentale.<br \/>\nIl concerto \u00e8 tutto trionfalmente celebrato dal pubblico di Madrid, ma la cronaca della seconda parte merita una piccola riflessione introduttiva. Nella pratica e nell\u2019esperienza sinfonica di oggi, infatti, Mahler e Bruckner rappresentano senza dubbio i due autori pi\u00f9 complessi e pi\u00f9 frequentati sul piano internazionale. Pi\u00f9 di qualunque altro autore, essi incarnano nella loro musica l\u2019espressione del mondo e al tempo stesso la crisi di linguaggio che collega l\u2019Otto- e il Novecento. \u00c8 abbastanza avvilente per l\u2019uomo postmoderno accettare che gli autori del repertorio sinfonico considerati corifei di un linguaggio universale, e dunque pi\u00f9 proposti quali classici della modernit\u00e0, siano due compositori di sinfonie, morti rispettivamente nel 1911 e nel 1896. Mahler fu buon presago della propria precocit\u00e0, diventando celebre la sua frase \u201cil mio tempo verr\u00e0\u201d; profezia che oggi si pu\u00f2 intendere compiutamente anche in termini tecnico-esecutivi. Bruckner, apparentemente pi\u00f9 semplice di Mahler nelle strutture linguistiche e nei codici utilizzati, resta ancora oggi in buona misura un enigma. Se la musica mahleriana \u00e8 un discorso circolare e totalizzante, universale nella scelta dei contenuti e imprevedibile nell\u2019adozione delle forme, la sinfonia bruckneriana \u00e8 invece un organismo pi\u00f9 convenzionale, specialmente nel rispetto delle strutture tardo-romantiche, spesso prevedibile, sempre riconoscibile. Eppure il linguaggio del secondo continua a costituire un codice misterioso, per lo pi\u00f9 insondabile, soprattutto se comparato a quello del primo, complesso ma eloquente. <strong>Il filtro dell\u2019interpretazione mistico-religiosa che sovente si applica all\u2019ascolto di Bruckner appare pi\u00f9 come tentativo di reperire un senso strutturato che non una proposta esegetica complessivamente valida<\/strong>. Per questo motivo ogni esecuzione bruckneriana, assai pi\u00f9 di quelle di Mahler, costituisce una sfida notevole per il direttore d\u2019orchestra. Nella maggior parte dei casi egli si limita alla concertazione e all\u2019enunciazione tecnicamente perfetta della partitura &#8211; che gi\u00e0 \u00e8 sforzo notevole &#8211; conseguente a scelte \u201cequilibrate\u201d in sonorit\u00e0, ritmi, tempi, accenti. Ma un\u2019autentica interpretazione sarebbe altra cosa. A ogni concerto bruckneriano torna sempre in mente la provocatoria (e certamente malvagia) battuta di Sergiu Celibidache, il quale si domandava negli anni Ottanta se la <em>premi\u00e8re<\/em> di molte sinfonie di Bruckner avesse mai avuto luogo.<br \/>\n<strong>Harding<\/strong>, anche perch\u00e9 proviene dalla scuola abbadiana, <strong>conosce molto bene questo repertorio, e la sua concezione stilistica nell\u2019affrontare la Quinta \u00e8 chiara sin dall\u2019inizio: sonorit\u00e0 grandiose degli ottoni, pause dilatate al massimo, leggerezza e rapidit\u00e0 nelle frasi dei fiati<\/strong>. Il contrasto tra la ieraticit\u00e0 e istantaneit\u00e0 nell\u2019enunciazione delle diverse famiglie strumentali produce un effetto espressionista di origine furtw\u00e4ngleriana, mentre sembra pi\u00f9 personale il notevole contrasto interno di tempi diversi (sebbene a lungo andare provochi un effetto un po\u2019 schizofrenico). <strong>La bellezza del suono della Jugendorchester \u00e8 fuori discussione: il timbro caldo degli archi, avvolgente e compatto, instaura un dialogo con le diafane consistenze di flauto, oboe, clarinetto<\/strong>, interrotto soltanto dai violenti colpi del timpano. In effetti il Bruckner di Harding \u00e8 costruito su di un\u2019impostazione dialettica forte e crudele, rispecchiando uno scontro incessante di elementi differenti e irriducibili, che \u00e8 poi l\u2019esistenza stessa. Il direttore fa apprezzare la complessa stratificazione di motivi e costrutti contrappuntistici in ogni blocco o sezione, accentuando sino alla fine lo schema dialettico adottato all\u2019inizio: l\u2019ostentato scontro di forte e mellifluo lascia spazio, nella stretta conclusiva, al predominare delle trombe, mentre il timpano romba sempre pi\u00f9 come un maglio ciclopico. L\u2019effetto \u00e8 molto efficace e suggella un\u2019esecuzione di grandissimo pregio. La variazione volumetrica, tuttavia, non \u00e8 che un principio formale della sinfonia bruckneriana: quello sostanziale capace di rivelare il senso ultimo giace ancora nel profondo, forse inattingibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Madrid, Auditorio Nacional de M\u00fasica Fundaci\u00f3n Iberm\u00fasica &#8211; Temporada XLVII Gustav Mahler Jugendorchester Baritono Christian Gerhaher Direttore Daniel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":89808,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[502,3431,15546,9334,14678,327,2426,13368,18341],"class_list":["post-89807","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-alban-berg","tag-anton-bruckner","tag-auditorio-nacional-de-musica-de-madrid","tag-christian-gerhaher","tag-concerti","tag-daniel-harding","tag-franz-schubert","tag-fundacion-ibermusica","tag-gustav-mahler-jugendorchester"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89807","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89807"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89807\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89807"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89807"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}