{"id":89809,"date":"2017-03-25T01:07:49","date_gmt":"2017-03-25T00:07:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=89809"},"modified":"2017-03-25T01:07:49","modified_gmt":"2017-03-25T00:07:49","slug":"berlino-deutsche-oper-death-in-venice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/berlino-deutsche-oper-death-in-venice\/","title":{"rendered":"Berlino, Deutsche Oper: &#8220;Death in Venice&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Berlino, Deutsche Oper , Stagione lirica 2017<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;DEATH IN VENICE&#8221;<br \/>\n<\/strong>Opera in due atti di Benjamin Britten, su libretto di Myfanwy Piper, tratta dal romanzo di Thomas Mann.<br \/>\nMusica di <strong>Benjamin Britten<br \/>\n<\/strong><em>Gustav von Aschenbach <\/em>PAUL NILON<br \/>\n<em>Il viaggiatore, il bellimbusto, il gondoliere, \u00a0il direttore dell\u2019hotel, \u00a0il parrucchiere, \u00a0la voce di Dioniso<\/em> SETH CARICO<br \/>\n<em>Apollo <\/em>TAI ONEY<br \/>\n<em>Madre polacca<\/em> LENA NATUS<br \/>\n<em>Tadzio <\/em>RAUAND TALEB<br \/>\n<em>Due sorelle di Tadzio<\/em> EBRU DILBER, JULIA BREIER<br \/>\n<em>Educatrice<\/em> ANNE R\u00d6METH<br \/>\n<em>Jaschiu, amico di Tadzio<\/em> ANTHONY MROSEK<br \/>\n<em>Altri amici<\/em> LAURENZ WIEGAND, PHILIP ROZENKIEWICZ, PHILIPP DJOKIC\u00a0, ALEXANDER GAIDA, ALEXANDER SCHANK\u00a0, DAVID LEHMANN<br \/>\n<em>Venditrice di fragole<\/em>\u00a0ALEXANDRA HUTTON<br \/>\nOrchestra e coro del Deutsche Oper di Berlino<br \/>\nDirettore <strong>Donald Runnicles<br \/>\n<\/strong>Maestro del coro<strong> Raymond Hughes<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Graham Vick<br \/>\n<\/strong>Scene e costumi <strong>Stuart Nunn<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Wolfgang G\u00f6bbel<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Coreografie <strong>Ron Howell<br \/>\n<\/strong><em>Berlino, 19 marzo 2017<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4905PaulNilonRauandTaleb_hf-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-89813\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4905PaulNilonRauandTaleb_hf-2-512x342.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4905PaulNilonRauandTaleb_hf-2.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4905PaulNilonRauandTaleb_hf-2-290x194.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4905PaulNilonRauandTaleb_hf-2-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4905PaulNilonRauandTaleb_hf-2-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><\/em>Quell\u2019alone di mistero e inquietudine, quell\u2019atmosfera onirica che racchiude la vicenda di<em> Death in Venice<\/em> presente dapprima nel romanzo di Thomas Mann, e in seguito negli essenziali paesaggi sonori creati da Britten, sotto le mani di <strong>Graham Vick<\/strong> sembra quasi affievolirsi.\u00a0E\u2019 un po\u2019 come se il regista britannico ci stesse proponendo un\u2019altra vicenda, ambientata in un luogo indefinito, che potrebbe essere un qualsiasi paese d\u2019occidente nel quale i personaggi si astraggono dalla propria interiorit\u00e0 come se fossero fantocci. Ed \u00e8 cos\u00ec che a distanza di pi\u00f9 di quarant\u2019anni dal primo debutto nella capitale tedesca di <em>Death in Venice,<\/em> il ritorno al Deutsche Oper \u00e8 stato al quanto discusso.<br \/>\nBenjamin Britten, poco prima della sua morte, lasci\u00f2 ai posteri un\u2019eredit\u00e0 dal valore inestimabile e <em>Death in Venice<\/em> ne \u00e8 ad oggi solo una piccola parte, resa unica dalla collaborazione con la librettista Myfanwy Piper, che seppe tirar fuori il meglio dal noto romanzo di Thomas Mann. \u00a0Sono in tanti, infatti, coloro che rivedono come elemento caratterizzante della vicenda la componente omosessuale di Gustav von Aschenbach, in accordo alle reali tendenze del compositore. C\u2019\u00e8 da dire per\u00f2, in realt\u00e0, che in <em>Death in Venice<\/em> c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9. \u00a0C\u2019\u00e8 il forte richiamo alla tragedia greca, e c\u2019\u00e8 anche il richiamo al conflitto, di indubbia natura nietzscheana, tra lo spirito apollineo e quello dionisiaco, che infine avr\u00e0 il sopravvento sul primo.<br \/>\nIl personaggio di Aschenbach ha molto di quel che fu il temperamento di Britten stesso d\u2019altronde, <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4813PaulNilon.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-89812\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4813PaulNilon-512x342.jpg\" alt=\"\" width=\"469\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4813PaulNilon.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4813PaulNilon-290x194.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4813PaulNilon-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4813PaulNilon-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px\" \/><\/a>dall\u2019estremo riserbo, l\u2019autodisciplina, e quella passione totalizzante, come fosse un fuoco, per la quale, giusto per porre un esempio, il compositore decise di posticipare la sua operazione al cuore, per finir di comporre l\u2019opera. Sarebbe errore grave, infatti, il soffermarsi esclusivamente all\u2019evidenza della componente che fa riferimento all\u2019invaghimento di Aschenbach nei confronti del giovane Tadzio, senza valutare l\u2019aspetto mentale che incarna questo conflitto, ben udibile nella musica di Britten.<br \/>\nEd \u00e8 quello che il regista britannico, sembra proprio aver fatto. Le diciassette scene, presenti nel libretto, infatti, avrebbero forse dovuto rappresentare quasi un cammino interiore, come delle tappe, che il protagonista compie prima di arrivare al culmine della perdita di senno.\u00a0Vick, invece, le elimina tutte, senza piet\u00e0, spiegando che tale scelta \u00e8 utile al fine di evitare i cambi di scena. Delle diciassette scene sta di fatto che ne resta una sola, con un unico filo conduttore, l\u2019invaghimento dei sensi e nulla pi\u00f9. Il tutto rimane fermo in una dimensione mentale, perch\u00e9 \u00e8 solo nella mente dello spettatore che la vicenda pu\u00f2 prendere campo.<br \/>\nSullo sfondo, il tutto sia apre con il funerale di Aschenbach, come presagio forse di quel che verr\u00e0, come se lui stesso stesse assistendo al suo funerale in sogno o in una visione. Quando invece originariamente la scena iniziale avviene in un cimitero tedesco e non per la morte del protagonista.<br \/>\nAnche il giovane Tadzio non sembra incarnare i classici ideali grechi di bellezza, ma piuttosto appare come un ragazzo smilzo e non dalla spiccata presenza scenica. I noti giochi di Apollo del settimo quadro, sembrano tramutarsi in un incontro di karate piuttosto che in un pentathlon.<br \/>\n<strong>Donald Runnicles<\/strong>, invece, ha dimostrato proprio tutto il suo amore e la sua ammirazione per la musica di Britten, riproposta da lui con estrema fedelt\u00e0. Commovente nel finale, nostalgico ma non triste, come una sorta di tranquilla accettazione dell\u2019inevitabile.\u00a0Runnicles in questo Britten si \u00e8 concentrato sui colori, sul bianco e nero sintetizzato nei recitativi di Achenbach, in contrapposizione con l\u2019orchestra e con i suoni orientaleggianti del vibrafono, cogliendo la vera essenza di questa musica, in una sola parola: ammaliante.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4129PaulNilonRauandTaleb.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-89811\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4129PaulNilonRauandTaleb-512x342.jpg\" alt=\"\" width=\"490\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4129PaulNilonRauandTaleb.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4129PaulNilonRauandTaleb-290x194.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4129PaulNilonRauandTaleb-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DeuOperVenedig-4129PaulNilonRauandTaleb-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 490px) 100vw, 490px\" \/><\/a>Ottima anche la scelta degli interpreti. \u00a0La parte del protagonista, come \u00e8 assai noto, fu composta da Britten tenendo in considerazione le caratteristiche vocali del suo compagno di vita , ossia il tenore Peter Pears, all\u2019epoca non pi\u00f9 giovanissimo, motivo per il quale il compositore predilesse il registro medio acuto, ma pi\u00f9 cauto sull\u2019acuto, ed il recitativo accompagnato dal pianoforte solo.\u00a0<strong>Paul Nilon<\/strong>, possiede quella maturit\u00e0 scenica ideale per il ruolo di Aschenbach, non \u00e8 n\u00e9 troppo giovane n\u00e9 troppo vecchio, la sua voce \u00e8 matura, non particolarmente grande, \u00a0ma tecnicamente corretta. Probabilmente sarebbe difficile per questo ruolo trovare un cinquantaseienne come lui, e la sua &#8220;inglesitudine&#8221; gioca tutta a suo favore.\u00a0Molto bravo il basso baritono <strong>Seth Carico<\/strong> ( la voce di Dioniso, il gondoliere, il viaggiatore sconosciuto, il vecchio bellimbusto e \u00a0il barbiere) dalla voce sufficientemente duttile e dall\u2019eccellente presenza scenica, ha letteralmente conquistato il pubblico del Deutsche Oper.\u00a0Bravo anche il controtenore <strong>Tai Oney<\/strong> ( il dio Apollo), dalla vocalit\u00e0 raffinata.\u00a0Poco gradevole, invece, la venditrice di fragole, <strong>Alexandra Hutton<\/strong>.\u00a0Ha mostrato, invece, tutta la sua bravura il coro del Deutsche Oper, che, in un\u2019opera come questa \u00e8 stato in parte anche un po\u2019 protagonista, dimostrando di esser composto da cantanti validi e dalla spiccata presenza scenica. Bizzarro per\u00f2, il finale proposto da Vick, ossia, la morte di Tadzio, ucciso dai suoi amici per errore durante il gioco, e Aschenbach che non muore.\u00a0Uno scambio di ruoli del quale non si comprende bene il significato, ed \u00e8 anche probabilmente per questo che il pubblico del Deutsche Oper, la sera della prima, non ha esitato nel mostrare il proprio dissenso con pi\u00f9 fischi che applausi.\u00a0Certamente <em>Death in Venice<\/em> per\u00f2 rimane un capolavoro, e il ritorno in Germania della musica di Britten \u00e8 sempre ben gradito. <em>Foto Marcus Lieberanz<\/em><\/p>\n<h1><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Berlino, Deutsche Oper , Stagione lirica 2017 &#8220;DEATH IN VENICE&#8221; Opera in due atti di Benjamin Britten, su [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6487,"featured_media":89810,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[13732,931,112,17451,5061,1267,145,18342,15927,18343],"class_list":["post-89809","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alexandra-hutton","tag-benjamin-britten","tag-death-in-venice","tag-deutschen-oper-berlin","tag-donald-runnicles","tag-graham-vick","tag-opera-lirica","tag-paul-nilon","tag-seth-carico","tag-tai-oney"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89809","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6487"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89809"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89809\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89814,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89809\/revisions\/89814"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89810"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89809"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89809"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89809"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}