{"id":89914,"date":"2017-04-07T23:03:42","date_gmt":"2017-04-07T21:03:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=89914"},"modified":"2017-04-08T00:30:07","modified_gmt":"2017-04-07T22:30:07","slug":"anna-bolena-alla-scala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/anna-bolena-alla-scala\/","title":{"rendered":"\u201cAnna Bolena\u201d alla Scala"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Milano, Teatro alla Scala, Stagione d\u2019opera e di balletto 2016-2017<\/em><br \/>\n<strong>\u201cANNA BOLENA\u201d<\/strong><br \/>\nTragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani<br \/>\nMusica <strong>Gaetano Donizetti<\/strong><br \/>\n<em>Enrico VIII<\/em> CARLO COLOMBARA<br \/>\n<em>Anna Bolena<\/em> HIBLA GERZMAVA<br \/>\n<em>Giovanna Seymour<\/em> SONIA GANASSI<br \/>\n<em>Lord Rochefort<\/em> MATTIA DENTI<br \/>\n<em>Lord Riccardo Percy<\/em> PIERO PRETTI<br \/>\n<em>Smeton<\/em> MARTINA BELLI<br \/>\n<em>Signor Hervey<\/em> GIOVANNI SEBASTIANO SALA<br \/>\n<strong>Coro e Orchestra del Teatro alla Scala<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Ion Marin<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Bruno Casoni<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Marie-Louise Bischofberger<\/strong><br \/>\nScene <strong>Eric Wonder<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Kaspar Glarner<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Bertrand Couderc<\/strong><br \/>\n<em>Produzione Op\u00e9ra National de Bordeaux<\/em><br \/>\n<em>Milano, 4 aprile 2017<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-89916 \" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-3.jpg\" alt=\"\" width=\"488\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-3.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-3-290x170.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-3-150x88.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px\" \/>\u00abO il tuo trionfo apprestisi, \/ o il tuo disastro estremo\u00bb. La dicotomia di esito gi\u00e0 suggerita dal libretto di Felice Romani sembra riflettersi sempre sulle recite scaligere di <em>Anna Bolena<\/em>. Nel Novecento, com\u2019\u00e8 noto, le edizioni furono praticamente due: quella celebre dell\u2019aprile 1957 (ripresa nello stesso mese dell\u2019anno successivo) e quella sciagurata del febbraio 1982, nata dall\u2019infausta decisione di riproporre l\u2019allestimento di Luchino Visconti e Nicola Benois di venticinque anni prima. Lo spettacolo importato oggi da Bordeaux costituisce dunque il primo apparato visivo \u201cnuovo\u201d alla Scala dal lontano 1957 (ma guai a chi azzardasse un confronto di qualunque tipo tra i due &#8230;); pi\u00f9 complessa, ovviamente, la vicenda degli interpreti, anche se i trascorsi novecenteschi possono aiutare a comprendere quanto accaduto in questi giorni. Nel 1982 la prima del 14 febbraio fu annullata e differita di una settimana: Montserrat Caball\u00e9, indisposta, avrebbe dovuto essere sostituita da Ruth Falcon ma il pubblico non lo permise; la serata del 21 inizi\u00f2 male, la Caball\u00e9 fu ferma nel proposito di condurre a termine la recita, che si concluse ancora peggio. Dopo il clamoroso insuccesso della prima, le quattro repliche furono felicemente sostenute dalla giovanissima Cecilia Gasdia, fresca vincitrice del concorso Callas. Trentacinque anni pi\u00f9 tardi la Scala decide di rimettere in scena la <em>Bolena<\/em> con una delle sue interpreti pi\u00f9 apprezzate, Anna Netrebko. Ma da tempo si sa che la primadonna non verr\u00e0 a Milano, e che il teatro ha dovuto provvedere alla sostituzione. <strong>Hibla Gerzmava<\/strong> \u00e8 il soprano, di carriera quasi esclusivamente russa, che ha accettato l\u2019impegnativa sfida: la perde alla prima del 31 marzo ma la vince, con apprezzabile successo, alla seconda recita. <strong>La cronaca di questa <em>Anna Bolena<\/em> dimostra ancora una volta l\u2019utilit\u00e0 della dialettica tra prima e seconda rappresentazione, soprattutto ai fini di un giudizio pi\u00f9 equilibrato e pi\u00f9 meditato<\/strong>. Legittime, ma senza valore assoluto, sono state infatti le stroncature dello spettacolo comparse nei principali giornali italiani all\u2019indomani del 31 marzo; la loro diffusione ha ingenerato un clima di forte prevenzione nei confronti della replica, tanto che nel corso dell\u2019intera serata la freddezza del pubblico si mantiene costante (un gelo che rende di ironia tragica la prima battuta di Anna: \u00abS\u00ec taciturna e mesta \/ mai non vidi assemblea!\u00bb &#8211; Il trillare dei telefoni, poi, potr\u00e0 vellicare la fantasia dei fautori del complottismo: un cellulare squilla esattamente quando Smeton canta \u00abAh! Parea che per incanto \/ <em>rispondessi<\/em> al mio soffrire\u00bb, in I ix). Soltanto a partire dalla met\u00e0 del II atto gli applausi si liberano un po\u2019 pi\u00f9 spontaneamente, a fronte di interpretazioni musicali di discreta o buona fattura. Alla fine che accade? Apprezzamento e applausi compatti per la protagonista; approvazione per gli altri (tranne che per il basso e per il mezzosoprano), aperto dissenso nei confronti del direttore d\u2019orchestra. In effetti, il responsabile di <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-89920 \" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena.jpg\" alt=\"\" width=\"486\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-290x177.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-150x92.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 486px) 100vw, 486px\" \/>tutte le criticit\u00e0 \u00e8 <strong>Ion Marin<\/strong>: <strong>se anche la direzione e la concertazione fossero state impeccabili, la scelta di presentare l\u2019opera scorciata e tagliata come si faceva negli anni Cinquanta avrebbe comunque destato fastidio e amarezza<\/strong>. \u00c8 inutile, e quasi oltraggioso, che le locandine richiamino quale testo di riferimento l\u2019edizione critica di Paolo Fabbri pubblicata da Fondazione Donizetti di Bergamo e Ricordi di Milano, se poi l\u2019opera effettivamente eseguita sottrae ben pi\u00f9 di mezzora di musica, mantenendo tutti i tagli della tradizione inaugurata da Gianandrea Gavazzeni; ed \u00e8 paradossale che tale sconcio si proponga proprio alla Scala, assente il titolo da trentacinque anni, quando soltanto nel novembre 2015 il Teatro Donizetti di Bergamo ha riproposto <em>Anna Bolena<\/em> in forma integrale, rivelando la bellezza e la funzionalit\u00e0 di tutti i da capo, le riprese, le introduzioni orchestrali, grazie all\u2019attenta e scrupolosa lettura di Corrado Rovaris. <strong>La mannaia di Marin, al contrario, tarpa le ali a ogni ambizione di <em>granditas<\/em> che anima la partitura<\/strong>: quel \u00absublime tragico\u00bb che Giuseppe Mazzini riconosceva all\u2019opera nel saggio <em>Filosofia della musica<\/em> (1836) e quell\u2019imponenza delle architetture che permette il confronto con titoli come <em>Semiramide<\/em>, <em>Il crociato in Egitto<\/em>, <em>L\u2019ultimo giorno di Pompei<\/em>, tutte anteriori di pochi anni rispetto alla <em>Bolena<\/em>, crollano drasticamente in un\u2019esecuzione che gi\u00e0 trent\u2019anni fa sarebbe stata considerata di impostazione obsoleta. <strong>Se l\u2019<em>ouverture<\/em> \u00e8 alquanto bandistica, nelle varie scene Marin ricerca sempre quelle stilizzazioni del discorso e dei caratteri musicali tipiche del Rossini serio, tralasciando per\u00f2 completamente gli empiti romantici e le dinamiche donizettiane<\/strong>, molto pi\u00f9 rapide nel mutamento e nel capovolgimento; di conseguenza il trattamento degli archi \u00e8 inadeguato, <strong>alcuni numeri che dovrebbero essere drammaturgicamente decisivi risultano scialbi, slentati, privi di accenti netti e senza nerbo<\/strong> (come, per esempio, il terzetto del II atto), mentre altri scorrono via assurdamente rapidi e pericolosi per i cantanti (come la cabaletta finale di Anna, \u00abCoppia iniqua, l\u2019estrema vendetta\u00bb). In altre parole &#8211; brutali ed efficaci &#8211; il direttore sembra impegnarsi in ogni modo per irritare il gi\u00e0 fortemente prevenuto pubblico scaligero. <strong>Hibla Gerzmava<\/strong> possiede una voce corposa, dalle risonanze rotonde e morbide, anche se nel registro acuto la grana si sfrangia un poco, sbiancandosi; nella zona del passaggio emerge invece un vibrato cortissimo, a volte appena percepibile; <strong>dizione, intonazione e linea di canto risultano corrette, nonostante qualche stridore nel corso delle agilit\u00e0, in particolare quelle del I atto<\/strong>. Rinfrancata dalla tolleranza del pubblico l\u2019interprete reagisce meglio nel II, quando si sforza di modulare stili ed emissioni differenti, a seconda della situazione: <strong>nei momenti drammatici e violenti riesce pi\u00f9 commovente che in quelli lirici e patetici<\/strong>, ma la grande scena della pazzia \u00e8 del tutto credibile e persuasiva (dall\u2019attacco perfetto di \u00abAl dolce guidami \/ castel <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-89915 size-full\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-2.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-2.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-2-290x180.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-2-150x93.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/>natio\u00bb fino all\u2019esagitata cabaletta finale, pregevole anche per la capacit\u00e0 di <em>legato<\/em> delle varie frasi). Il tenore <strong>Piero Pretti<\/strong> ha voce piccola ma assai bella, e cura molto l\u2019emissione e il dosaggio dei fiati, con un fraseggio attento, a volte anche ricercato. Tende ad aprire gli acuti, con un effetto di inadeguatezza che non sfugge al pubblico; nel corso del II atto la sua prestazione per\u00f2 migliora notevolmente, soprattutto nel duetto con Rochefort. <strong>Martina Belli<\/strong> interpreta il ruolo <em>en travesti<\/em> del paggio Smeton: oltre alla debolezza del registro basso, piuttosto tipica e prevedibile quando una voce di mezzosoprano affronta il repertorio contraltile, accusa qualche incertezza nei fiati, forse dovuta alla tensione; la sua prova \u00e8 comunque apprezzabile, anche grazie alla plausibilit\u00e0 attoriale e all\u2019impegno con cui si muove sulla scena. Deludente la prova di <strong>Sonia Ganassi<\/strong>, nella difficile parte di Giovanna Seymour: oltre ai consueti difetti di dizione e fraseggio, l\u2019ascoltatore percepisce una generale stanchezza che compromette gran parte degli interventi (accumulandosi, specie nelle agilit\u00e0 del grande duetto del II atto). Anche la prova di <strong>Carlo Colombara<\/strong>, nelle vesti di Enrico VIII, \u00e8 generalmente inadeguata; nonostante l\u2019abilit\u00e0 e l\u2019espressivit\u00e0 con cui simula la buona accoglienza di Percy, sin dall\u2019inizio la linea vocale \u00e8 imprecisa nell\u2019intonazione e poco curata nel fraseggio, a differenza del solito. La voce stessa, per di pi\u00f9, appare sbiancata e manca del timbro che ha reso celebre questo cantante; forse per un\u2019indisposizione, nel terzetto del II atto \u00e8 spesso obbligato a inflessioni parlate, fuori della maschera. Corretti il Rochefort di <strong>Mattia Denti<\/strong> e l\u2019Hervey di <strong>Giovanni Sebastiano Sala<\/strong> (quest\u2019ultimo \u00e8 solista dell\u2019Accademia di perfezionamento per cantanti lirici della Scala). Molto buoni i cori maschile e femminile istruiti da <strong>Bruno Casoni<\/strong>. L\u2019allestimento di <strong>Marie-Louise Bischofberger<\/strong> prevede una scena unica, formata da una cornice sbilenca collocata sullo sfondo, e da un unico elemento che ne occupa lo spazio anteriore: un gigantesco trono d\u2019oro, all\u2019inizio velato, poi scoperto da Enrico quale promessa nuziale per Giovanna, pi\u00f9 tardi giaciglio della disperazione di Anna e infine, con repentina metamorfosi, scaletta del patibolo per la regina condannata a morte. L\u2019atmosfera \u00e8 di generale oscurit\u00e0, squarciata soltanto da sporadiche luci sullo sfondo, con videoproiezioni di lontano gusto espressionista. Grigi e convenzionali anche i <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-89917 size-full\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-4.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-4.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-4-290x195.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-4-150x101.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/>costumi di <strong>Kaspar Glarner<\/strong>, poco significativo l\u2019impianto delle luci di <strong>Bertrand Couderc<\/strong>. A dire il vero una regia vera e propria non c\u2019\u00e8, o meglio non si apprezza in termini di concreti risultati teatrali: la gestualit\u00e0 dei personaggi non appare troppo curata, e &#8211; peggio &#8211; i movimenti del coro sono del tutto aleatori (nel 1957 Franco Abbiati, recensendo lo spettacolo di Visconti sul \u00abCorriere della Sera\u00bb, pot\u00e9 dire della regia: \u00abha graduato le distanze e le prospettive, ha spostato gli schemi da gioco di scacchi e ha fatto, di ogni figura dei cori, un personaggio diverso. Tradizione, s\u00ec; ma non manierismo\u00bb). Le trovate di Bischofberger sono anche volgari: Enrico offre a Giovanna una <em>fl\u00fbte<\/em> di champagne, producendo una di quelle cadute di stile da cinema <em>peplum<\/em>; nel quintetto della scena venatoria del I atto gli interpreti si tengono tutti per mano, come se gi\u00e0 si presentassero alla ribalta finale per raccogliere gli applausi (metateatro spicciolo?); in ogni snodo drammatico di entrambi gli atti interviene una bimba, la figlia di Bolena, effettivamente evocata da Enrico (\u00abla sua figlia \/ ravvolge anch\u2019essa nella sua ruina\u00bb, II vii) ma non per questo obbligata a presenziare in quasi ogni numero; insomma, <strong>tanto manierismo e nessuna idea forte sui principali personaggi e sul loro tragico destino<\/strong>. Certamente <em>Anna Bolena<\/em> rappresenta un\u2019opera molto difficile e impegnativa per qualsiasi grande teatro; se poi si prescinde dal rispetto del testo musicale, come accaduto in questo allestimento, la sfida rischia di essere persa in partenza. D\u2019altra parte, la<em> Bolena<\/em> rappresentata per la prima volta il 26 dicembre 1830 al Teatro Carcano, non era nata appunto quale sfida nei confronti della stessa Scala? \u00abDal punto di vista economico, poi, era davvero il duello tra Davide e Golia: il Carcano non aveva dote alcuna, mentre la Scala e i suoi impresari potevano contare su una cospicua sovvenzione governativa\u00bb, come scrive Paolo Fabbri nel bel saggio che correda il programma di sala (<em>Una sfida alla Scala<\/em>, p. 54). Gi\u00e0 il 25 febbraio 1832, a ogni modo, l\u2019opera si rappresentava anche nella sala di Piermarini, e sempre con Giuditta Pasta come interprete protagonista, inaugurandosi la serie di quattro edizioni <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-89919 size-full\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-6.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-6.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-6-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-6-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Milano-Teatro-alla-Scala-4-IV-2017-Anna-Bolena-6-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/>ottocentesche; quelle novecentesche sarebbero state di meno, eppure a titolo diverso di prove archetipiche restano felicemente impresse nella memoria acustica di ognuno. Difficilmente si potr\u00e0 dire lo stesso della prima ripresa del XXI secolo.\u00a0\u00a0 <em>Foto Brescia e Amisano \u00a9 Teatro alla Scala<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, Teatro alla Scala, Stagione d\u2019opera e di balletto 2016-2017 \u201cANNA BOLENA\u201d Tragedia lirica in due atti su [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":89918,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[18398,9335,309,18396,238,15181,2404,18395,18397,12728,12517,3676,505,145,10324,1179,28,184],"class_list":["post-89914","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-bertrand-couderc","tag-bruno-casoni","tag-carlo-colombara","tag-eric-wonder","tag-gaetano-donizetti","tag-giovanni-sebastiano-sala","tag-hibla-gerzmava","tag-ion-marin","tag-kaspar-glarner","tag-marie-louise-bischofberger","tag-martina-belli","tag-mattia-denti","tag-opera","tag-opera-lirica","tag-orchestra-e-coro-del-teatro-alla-scala","tag-piero-pretti","tag-sonia-ganassi","tag-teatro-alla-scala"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89914","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89914"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89914\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89922,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89914\/revisions\/89922"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89918"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89914"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89914"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}