{"id":89933,"date":"2017-04-11T00:58:07","date_gmt":"2017-04-10T22:58:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=89933"},"modified":"2019-04-05T09:05:08","modified_gmt":"2019-04-05T07:05:08","slug":"venezia-teatro-la-fenice-jeffrey-tate-con-schubert-e-casella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-fenice-jeffrey-tate-con-schubert-e-casella\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice: Jeffrey Tate con Schubert e Casella"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Sinfonica 2016-2017<br \/>\n<\/em><strong>Orchestra del Teatro La Fenice<br \/>\n<\/strong>Direttore <strong>Jeffrey Tate<br \/>\n<\/strong><em>Franz Schubert:\u00a0<\/em>Sinfonia n. 7 in si minore D 759 \u201cIncompiuta\u201d<br \/>\n<em>Alfredo Casella:\u00a0<\/em> Sinfonia n. 3 op. 63<br \/>\n<em>Venezia, 7\u00a0aprile 2017<\/em><br \/>\n<strong>\u00c8 innegabile che l\u2019<em>Unvollendete Symphonie<\/em> di Schubert<\/strong> \u00e8 un opera di altissima poesia, un continuo sgorgare di sentimento, che trascende la classica struttura della forma-sonata, in cui pure \u00e8 contenuto. Sull\u2019\u201cincompiutezza\u201d di questo capolavoro si sono scritti fiumi d\u2019inchiostro, e diverse tesi si sono formulate al riguardo. Comunque, al di l\u00e0 di ogni congettura pi\u00f9 o meno plausibile, \u00e8 del tutto evidente che, per quanto incompleta da punto di vista formale, la sinfonia schubertiana \u00e8, nella sostanza, un\u2019opera \u201cperfetta\u201d, nel significato etimologico del termine: vale a dire, \u201crealizzata in modo completo\u201d. \u00c8 dunque verosimile che lo stesso compositore \u2013 che gi\u00e0 aveva iniziato uno<em> Scherzo<\/em> \u2013 si sia reso conto del fatto che qualsiasi aggiunta ai due movimenti portati a termine sarebbe stata pleonastica, non potendo eguagliarne la sublime pregnanza espressiva. Forse non \u00e8 un caso che la <em>Unvollendete<\/em>, composta nell\u2019ottobre del 1822, segua di pochi mesi la Sonata in do minore op. 111 di Beethoven, anch\u2019essa in due soli tempi, ma analogamente \u201cperfetta\u201d sul piano espressivo.<br \/>\n<strong>Esemplare \u2013 anche tenendo conto di quanto abbiamo fin qui notato \u2013 l\u2019interpretazione di Jeffrey Tate<\/strong>, che ha confermato le sue doti di raffinato interprete, ben note al pubblico veneziano, scegliendo una chiave di lettura profondamente analitica e meditata, in evidente controtendenza rispetto a una certa moda attuale di votarsi a una direzione fondata su un\u2019agogica dall\u2019implacabile concitazione, che si traduce non di rado in esecuzioni certamente d\u2019effetto, ma \u2013 a nostro avviso \u2013 non abbastanza approfondite sul piano dell\u2019interpretazione. Diversamente il Maestro di Salisbury, vero poeta della bacchetta \u2013 assecondato da un\u2019orchestra attenta e coesa, quanto brillante nella parti solistiche \u2013, cesella ogni particolare, anche attraverso un\u2019equilibrata scelta di tempi, assolutamente adeguata al proprio taglio interpretativo, riuscendo altres\u00ec a mettere in valore l\u2019elemento timbrico, costituente una delle caratteristiche peculiari (e innovative) di questa partitura, dove Schubert gioca molto proprio sul colore armonico, attingendo ad un\u2019ampia tavolozza orchestrale. Una lettura tanto analitica ed espressiva ha permesso, tra l\u2019altro, di cogliere l\u2019essenza di questa sinfonia, nella quale i due movimenti tra loro apparentemente contrastanti \u2013 il misterioso e drammatico <em>Allegro moderato <\/em>in si minore e il pi\u00f9 sereno <em>Andante con moto<\/em> in mi maggiore \u2013 sono in realt\u00e0 profondamente correlati dal punto di vista sia ritmico che tematico, essendo le due facce di una stessa medaglia, a conferma, peraltro, di quanto lo stesso autore confessa, in una pagina famosa del del suo diario, poco prima di mettere mano alla composizione della Settima: \u201cPer molti anni intonai canzoni. Ma quando volevo cantare l\u2019amore non riuscivo a esprimere che il dolore e quando provavo a intonare il dolore ecco che si trasformava in amore\u201d.<br \/>\n<strong>Il secondo titolo in programma per la serata, la <em>Terza sinfonia<\/em> di Alfredo Casella<\/strong>, apriva, invece, uno squarcio sul panorama musicale italiano novecentesco \u2013 uno dei temi-chiave dell\u2019attuale stagione sinfonica \u2013, un periodo in cui il nostro Paese (siamo nel 1940, in epoca fascista) iniziava la sciagurata avventura della guerra a fianco della Germania nazista. Sono innegabili le simpatie manifestate da Casella verso il fascismo, che gli apparve, fin dall\u2019inizio, come un movimento \u201crivoluzionario\u201d tanto nel campo politico che in quello artistico. Resta il fatto, comunque, che il musicista torinese non venne mai meno a quel ruolo di animatore della vita musicale e, in particolare, di divulgatore della musica d\u2019oltralpe, che si era da tempo prefisso, forte dell\u2019esperienza maturata nel suo giovanile soggiorno parigino, nel corso del quale si era formato alla scuola di Faur\u00e9 ed era entrato in contatto con musicisti destinati a rinnovare il linguaggio musicale: dunque, ritorno all\u2019ordine e recupero delle radici musicali italiane \u2013 secondo i dettami della politica culturale del regime \u2013 bypassando il romanticismo, che in Italia coincise con l\u2019egemonia del melodramma \u2013, ma anche un\u2019inestinguibile curiosit\u00e0 per quanto di meglio e di nuovo presentava il panorama internazionale.<br \/>\nAnche l\u2019ultima fatica sinfonica di Casella \u2013 commissionatagli, nel 1939, da Frederick Stock per celebrare i cinquant\u2019anni dalla fondazione della Chicago Symphony Orchestra, a conferma della rinomanza internazionale di cui godeva l\u2019autore \u2013 testimonia della sua vasta ed aggiornata cultura musicale, nonch\u00e9, in particolare, della sua costante attenzione verso i grandi compositori stranieri, si pu\u00f2 dire, senza preclusioni di sorta. Acuta sensibilit\u00e0 musicale, spiccato senso del colore orchestrale, attenzione ad ogni dettaglio hanno caratterizzato \u2013 sempre con l\u2019ausilio di un orchestra \u201cdi solisti\u201d in gran forma \u2013 l\u2019interpretazione di Tate, alle prese con una monumentale partitura \u2013 monumentale anche nell\u2019organico \u2013, nella quale si coglie l\u2019influenza di Mahler \u2013 un compositore, all\u2019epoca poco noto in Italia, che Casella stesso aveva contribuito a far conoscere ai francesi negli anni in cui era a Parigi \u2013, mentre certe ruvidezze nell\u2019orchestrazione e l\u2019ampio impiego delle percussioni possono far pensare, tra gli altri, a Prokoviev. Contrario ad ogni concezione romanticheggiante della musica strumentale come sfogo autobiografico e totalmente votato alla \u201cmusica pura\u201d, \u00e8 tuttavia verosimile che Casella \u2013 vista la data di composizione \u2013 abbia riversato nella sinfonia i propri turbamenti per la tragedia della guerra: questo potrebbe essere all\u2019origine della contrapposizione, che percorre la partitura \u2013 ben marcata dal gesto direttoriale \u2013 tra blocchi dalla violenta sonorit\u00e0 e squarci di mesto lirismo, fino al radioso <em>Rond\u00f2 finale,<\/em> carico di gioiosa speranza, dove i pensieri tristi riaffiorano solo per un attimo. Particolarmente struggente l\u2019interpretazione di Tate del secondo movimento (<em>Andante molto moderato, quasi Adagio<\/em>), dove aleggia, appunto,\u00a0 un\u2019aura malheriana; sonoramente ritmico \u00e8 risultato lo <em>Scherzo<\/em>, in cui fa capolino anche il sarcasmo di \u0160ostakovi\u010d. Un successo pieno ha suggellato questa serata, che ha rappresentato, in particolare, un importante contributo per una pi\u00f9 attenta valutazione di un musicista italiano, che in modo troppo frettoloso (e semplicistico) si \u00e8 bollato come \u201cfascista\u201d.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Sinfonica 2016-2017 Orchestra del Teatro La Fenice Direttore Jeffrey Tate Franz Schubert:\u00a0Sinfonia n. 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