{"id":90232,"date":"2017-05-24T11:55:49","date_gmt":"2017-05-24T09:55:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=90232"},"modified":"2017-05-24T11:55:49","modified_gmt":"2017-05-24T09:55:49","slug":"venezia-teatro-la-fenice-james-conlon-e-lorchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-fenice-james-conlon-e-lorchestra-sinfonica-nazionale-della-rai\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice: James Conlon e l\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Sinfonica 2016-2017<br \/>\n<\/em><strong>\u00a0Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai<br \/>\n<\/strong><em>Direttore <\/em><strong>James Conlon<br \/>\n<\/strong><em>Viola <\/em><strong>Ula Ulijona<br \/>\n<\/strong><em>Hector Berlioz: &#8220;<\/em>Harold en Italie&#8221;, sinfonia per viola concertante e orchestra op. 16<br \/>\n<em>Claude Debussy: &#8220;<\/em>La Mer&#8221;, tre schizzi sinfonici per orchestra<br \/>\n<em>Igor Stravinskij:<\/em> Suite n. 2 dal balletto L\u2019Oiseau de feu (L\u2019uccello di fuoco), versione 1919<br \/>\n<em>Venezia, 21 maggio 2017<br \/>\n<\/em><strong>Prosegue, salutata costantemente dal plauso unanime del pubblico e della critica, la Stagione Sinfonica 2016-2017 della Fondazione Teatro La Fenice<\/strong>, che persegue due fondamentali finalit\u00e0: da un lato, la riproposizione del cosiddetto repertorio classico, inteso per\u00f2 in senso lato, comprendendo in esso anche autori che furono in passato considerati all\u2019avanguardia; dall\u2019altro, l\u2019esplorazione di esperienze, se non dimenticate, conosciute solo in ristretti ambiti specialistici. Anche il programma della serata, di cui ci occupiamo, era, a suo modo, coerente con questa impostazione di base: il primo titolo, infatti \u2013 <em>Harold en Italie<\/em> di Hector Berlioz \u2013 si riferisce a una composizione, di non proprio frequente esecuzione, firmata da un autore ormai nel novero dei \u201cclassici\u201d, ma attestato all\u2019epoca su posizioni d\u2019avanguardia, che si merit\u00f2 la stima di Wagner, Liszt e Paganini. Cos\u00ec dicasi degli altri due titoli, peraltro eseguiti molto pi\u00f9 di frequente: il poema sinfonico<em> La Mer<\/em> di Debussy, un sublime esempio della nuova musica novecentesca, e la Suite n. 2 dal balletto<em> L\u2019Oiseau de feu<\/em> di Stravinskij, che ci riporta ad un punto di svolta nella produzione di un artista, destinato a divenire, nel panorama musicale novecentesco, un vero e proprio mattatore, nonch\u00e9 a contribuire non poco al rinnovamento del linguaggio musicale, se si considerano, in particolar modo, certe sue opere, per cos\u00ec dire, \u201cdi rottura\u201d.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Ula-Ulijona.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-90234\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Ula-Ulijona-512x342.jpg\" alt=\"\" width=\"484\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Ula-Ulijona.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Ula-Ulijona-290x194.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Ula-Ulijona-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Ula-Ulijona-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a>Ma le tre composizioni presentate in questo concerto erano accomunate anche da un altro aspetto, in quanto a tutte e tre \u00e8 sotteso un \u201cprogramma\u201d pi\u00f9 o meno esplicito. Il che ha costituito un\u2019occasione per gli ascoltatori \u2013 almeno per alcuni di essi \u2013 di riflettere sulla <em>vexata quaestio<\/em> del rapporto tra musica ed eventuali contenuti extramusicali. La serata appariva, dunque, davvero interessante, da questo punto di vista, ma non solo: ospiti di eccezione erano, infatti, l\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, sotto la guida del suo attuale direttore principale, il newyorkese <strong>James Conlon<\/strong>, con la partecipazione della violista lituana <strong>Ula Ulijona<\/strong>, che dal 2010 ricopre il ruolo di prima viola presso la stessa Orchestra della Radiotelevisione Italiana.<br \/>\nDavvero sontuosa \u00e8 apparsa quest\u2019orchestra, innanzi tutto per quanto riguarda il suono, la \u201cvoce\u201d corposa e nitida che contraddistingue in modo peculiare questa compagine di provetti strumentisti, gi\u00e0 legati al proprio direttore \u2013 sebbene abbia assunto questo ruolo solo dal 2016 \u2013 da un rapporto di perfetta simbiosi. A dir poco esemplare \u00e8 risultata l\u2019esecuzione di <strong><em>Harold en Italie<\/em>, la sinfonia in quattro parti per viola concertante e orchestra<\/strong> \u2013 ispirata al poema di Lord Byron <em>Childe Harold\u2019s Pilgrimage \u2013<\/em>, composta da Berlioz per rievocare il periodo trascorso in Italia \u2013 nel 1881 \u2013 dopo aver vinto il prestigioso Prix de Rome. Insuperabile la prestazione della Ulijona, la quale con il suo strumento \u2013 che, com\u2019\u00e8 noto, d\u00e0 voce ad Harold, sotto cui si nasconde l\u2019autore stesso \u2013 ha saputo intessere un dialogo intensamente espressivo con l\u2019orchestra, ripercorrendo i \u201ccari luoghi\u201d, i \u201ctristi e cari moti del cor\u201d, cos\u00ec perfettamente trasfigurati da Berlioz, anche grazie ad una scrittura sinfonica ricca di colori e di atmosfere \u2013 sappiamo quale magistrale orchestratore fosse il compositore francese \u2013, cui il la sonorit\u00e0 dolce e morbida della viola partecipa con elegante espressivit\u00e0.<br \/>\n<strong>Quanto a <em>La Mer<\/em> \u2013 un pezzo giustamente celeberrimo<\/strong>, in cui analogamente \u00e8 preponderante l\u2019elemento timbrico \u2013 James Conlon distilla dalla \u201csua\u201d orchestra meraviglie sonore \u2013 complice l\u2019insieme o una particolare sezione o, ancora, un singolo strumento \u2013, ottenendo pienamente ci\u00f2 a cui mirava il geniale compositore: nessuna velleit\u00e0 descrittiva, ma una musica fatta di raffinatezze timbriche, ad evocare non un paesaggio marino <em>tout-court<\/em>, colto cio\u00e8 nella sua oggettivit\u00e0 naturalistica, bens\u00ec le emozioni che, di fronte ad esso, si riverberano nell\u2019animo dell\u2019artista, un po\u2019 come avviene nei quadri impressionisti, per quanto Debussy, abbia sempre negato con sdegno ogni sua presunta vicinanza all\u2019\u201cimpressionismo\u201d: eppure anche Monet non dipinge la Cattedrale di Rouen, ma imprime sulla tela le impressioni che di volta in volta essa suscita in lui \u2013 ne nasce, non a caso, una nutrita serie di tele \u2013.Di enorme fascino timbrico \u00e8 stata anche l\u2019esecuzione della <strong>Suite n. 2 da<\/strong><em><strong> L\u2019Oiseau de feu<\/strong>,\u00a0 <\/em>il balletto che impose il fino ad allora sconosciuto allievo di Rimskij-Korsacov all\u2019attenzione del mondo intero, grazie all\u2019esecuzione realizzata a Parigi nel 1910 da Sergej Djagilev.<br \/>\nLa musica di Stravinskij si ispira al modello rimskiano, in particolare al G<em>allo d&#8217;oro<\/em>, l&#8217;ultima opera del maestro, in cui la realt\u00e0 umana \u00e8 resa musicalmente da melodie diatoniche di impronta popolare, mentre quella degli esseri fantastici \u00e8 espressa da una musica ricca di cromatismi e arabeschi dal sapore orientaleggiante. Nello stesso tempo esiste nel balletto una cifra distintiva gi\u00e0 tutta stravinskiana, consistente nel rifiuto di ogni sentimentalismo come di ogni descrittivismo, e nell\u2019uso oggettivo del materiale musicale, i cui parametri vengono usati con estrema coerenza: i<em>n primis<\/em> il colore e il ritmo, quest\u2019ultimo adoperato con una libert\u00e0 e un\u2019inventiva, che gi\u00e0 fanno pensare al <em>Sacre<\/em>. E anche di questi aspetti si sono fatti interpreti Conlon e l\u2019orchestra della RAI, che ha ancora una volta brillato per qualit\u00e0 del suono e sensibilit\u00e0 musicale: dalla \u201cmagica\u201d <em>Introduzione<\/em>, con i suoi colori lividi, il cromatismo dei fiati e il misterioso <em>glissando <\/em>degli archi, alla <em>Danza dell\u2019Uccello di Fuoco, <\/em>giocata su ritmi irregolari, alla popolaresca <em>Danza delle principesse, alla\u00a0 Danza infernale del re Katschej, <\/em>dove troviamo quegli scarti ritmici, che prefigurano il <em>Sacre du printernps, <\/em>all\u2019incantata <em>Berceuse,<\/em> al grandioso climax del <em>Finale<\/em>, basato su un tema lituano. Successo travolgente, che ha assunto talora i caratteri di una spontanea ovazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Sinfonica 2016-2017 \u00a0Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai Direttore James Conlon Viola Ula Ulijona [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":90233,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[3064,14678,4011,8445,911,6483,319,9017],"class_list":["post-90232","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-claude-debussy","tag-concerti","tag-hector-berlioz","tag-igor-fedorovic-stravinskij","tag-james-conlon","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-teatro-la-fenice-di-venezia","tag-ula-ulijona"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90232"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90232\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90235,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90232\/revisions\/90235"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}