{"id":90408,"date":"2017-06-23T11:28:21","date_gmt":"2017-06-23T09:28:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=90408"},"modified":"2017-06-23T11:28:21","modified_gmt":"2017-06-23T09:28:21","slug":"a-john-eliot-gardiner-il-premio-una-vita-nella-musica-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/a-john-eliot-gardiner-il-premio-una-vita-nella-musica-2017\/","title":{"rendered":"A John Eliot Gardiner il Premio &#8220;Una vita nella musica&#8221; 2017"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Si sono concluse il 21 giugno 2017, al Teatro La Fenice, le rappresentazioni degli unici titoli della produzione operistica di Claudio Monteverdi, a noi pervenuti in forma pressoch\u00e9 completa \u2013<em> L\u2019Orfeo, Il ritorno di Ulisse in patria<\/em> e <em>L\u2019incoronazione di Poppea<\/em> \u2013 proposti consecutivamente, in due tornate, a partire dal 16 giugno, sotto la direzione di uno specialista di questo repertorio, Sir John Eliot Gardiner, presente a Venezia, per l\u2019unica tappa italiana del tour europeo, che sta effettuando insieme al Monteverdi Choir e agli English Baroque Soloists. L\u2019occasione per un evento tanto eccezionale \u00e8 costituita dal 450\u00b0 anniversario della nascita del compositore cremonese, e rientra nel quadro delle celebrazioni da effettuarsi in base al progetto \u201cMonteverdi 450\u201d. Quello andato in scena alla Fenice \u00e8 un nuovo prestigioso allestimento, che vede Eliot Gardiner responsabile anche della regia, insieme a Elsa Rooke. Le tre opere sono state allestite in una forma semiscenica, in base a precisi criteri criteri estetici, ben riassunti dallo stesso Gardiner: &#8220;<em>Al contrario dell\u2019opera settecentesca o romantica Monteverdi non richiede un coinvolgimento di particolari forze scenografiche o l\u2019utilizzo di macchinerie teatrali. L\u2019allestimento delle tre opere si concentrer\u00e0 totalmente sull\u2019aspetto drammatico suscitato dalla fusione della musica con il testo. Da questo punto di vista, l\u2019orchestra partecipa al dramma in atto allo stesso modo dei cantanti-attori, disposti al centro della scena, circondati dagli strumenti di un\u2019orchestra che per l\u2019occasione abbandona la buca, all\u2019interno della quale \u00e8 abituata a suonare altri tipi di repertorio. Possiamo dire che il pubblico partecipa all\u2019azione attraverso l\u2019ascolto, ma senza dover necessariamente chiudere gli occhi, data la particolare disposizione dei cantanti e dell\u2019orchestra. Non sappiamo con certezza come Monteverdi organizzasse la rappresentazione dei suoi lavori. Abbiamo piuttosto delle notizie relative alla prima esecuzione dell\u2019Orfeo, avvenuta nel 1607 a Mantova, in uno spazio molto contenuto, non di certo in un teatro. Tutt\u2019altro destino hanno avuto le opere successive, Il ritorno d\u2019Ulisse in patria e L\u2019incoronazione di Poppea, tenute entrambe a battesimo all\u2019interno di un teatro di Venezia. Va per\u00f2 considerato che queste ultime due si distaccano dalla prima di quasi trentacinque anni. L\u2019operazione che intendo affrontare con la mia orchestra al Teatro La Fenice \u00e8 dunque qualcosa di molto vicino al pensiero di Monteverdi.&#8221;<\/em><br \/>\n<strong>Dunque, l\u2019orchestra era visibile sulla scena, del resto \u201cla buca\u201d<\/strong>, come si sa, \u00e8 un\u2019invenzione wagneriana. Con i suoi numerosi e, forse per molti, pittoreschi strumenti d\u2019epoca, era protagonista del dramma al pari dei cantanti-attori, in una perfetta fusione tra musica e testo. Purtroppo la difficolt\u00e0 di ottenere accrediti-stampa \u2013 il teatro era sempre strapieno \u2013, cui si sono uniti motivi personali, ci ha impedito di assistere a questa trilogia. Nondimeno ci permettiamo di affermare \u2013 sulla base di quanto abbiamo letto o ci \u00e8 stato riferito direttamente \u2013 che l\u2019apprezzamento \u00e8 stato unanime, da parte del pubblico come della critica. Il che era assolutamente prevedibile, trattandosi di spettacoli affidati a uno specialista del calibro di Gardiner, profondo conoscitore dell\u2019estetica barocca, maestro nel lavoro di cesello, ad evidenziare ogni particolare della musica, a sottolineare \u2013 cosa fondamentale nei melodrammi delle origini \u2013 ogni sfumatura del testo.<br \/>\nLa presenza a Venezia di Sir John Eliot Gardiner \u00e8 stata l\u2019occasione per assegnare, il 20 giugno, al maestro inglese il premio Una vita nella musica, giunto ormai alla sua trentesima edizione. &#8220;La fortunata circostanza di assegnare a Sir John Eliot Gardiner il Premio Una vita nella musica, qui a Venezia, in concomitanza con l&#8217;attesa trilogia monteverdiana al Teatro La Fenice \u2013 si precisa all\u2019inizio delle motivazioni del premio \u2013 dev&#8217;essere prima di tutto sgomberata dall&#8217;equivoco che il Maestro inglese sia un interprete &#8216;specializzato&#8217; nella musica antica. In realt\u00e0, Gardiner attraversa da mezzo secolo la scena artistica internazionale in maniera del tutto originale, senza dogmi n\u00e9 pregiudizi, interpretando con lo stesso inestinguibile amore per il far musica lavori di ogni epoca e genere, dalla musica sacra all&#8217;opera, dal poema sinfonico alle grandi forme strumentali della musica assoluta&#8221;. Un doveroso omaggio a un\u2019interprete, a uno studioso, che effettivamente \u2013 questo, in sintesi, il prosieguo delle motivazioni \u2013 \u00e8 stato fin, negli anni Sessanta, uno dei protagonisti del movimento \u2018Historically Informed Performance\u2019, affrontando in base a un approccio rigoroso non solo il repertorio monteverdiano, ma anche quello bachiano, il che non ha affatto pregiudicato la sua possibilit\u00e0 di interpretare con sensualit\u00e0, concretezza e drammaticit\u00e0 la musica di Berlioz e dei romantici, ma anche di avvicinarsi, per una sua spontanea predilezione, al teatro musicale, raggiungendo la massima espressione negli allestimenti delle opere di Mozart. <em>Foto Michele Crosera<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sono concluse il 21 giugno 2017, al Teatro La Fenice, le rappresentazioni degli unici titoli della produzione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102207,"featured_media":90409,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[315,3143,6218,319],"class_list":["post-90408","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-ed-eventi","tag-claudio-monteverdi","tag-john-eliot-gardiner","tag-premio-una-vita-nella-musica","tag-teatro-la-fenice-di-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90408","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102207"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90408"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90408\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90409"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90408"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90408"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90408"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}