{"id":90502,"date":"2017-10-09T16:29:09","date_gmt":"2017-10-09T14:29:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=90502"},"modified":"2017-10-09T16:29:09","modified_gmt":"2017-10-09T14:29:09","slug":"georg-friedrich-handel-1685-1759-e-altri-catone-1732","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/georg-friedrich-handel-1685-1759-e-altri-catone-1732\/","title":{"rendered":"Georg Friedrich H\u00e4ndel (1685-1759) e altri: &#8220;Catone&#8221; (1732)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><em>Opera in tre atti su libretto di Pietro Metastasio. <strong>Sonia Prina <\/strong>(Catone), <strong>Riccardo Novaro <\/strong>(Cesare), <strong>Lucia Cirillo <\/strong>(Marzia),\u00a0 <strong>Roberta Invernizzi <\/strong>(Emilia), <strong>Kristina Hammarstr\u00f6m<\/strong><\/em> <em>(Arbace). <strong>Auser Musici<\/strong>, <strong>Carlo Ipata<\/strong> (direttore). Registrazione, Konzerthalle Ulrischkirche, Halle. 27-28 maggio 2016<\/em>. <strong>2 CD Glossa \/ Note 1 Music GCD923511.<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>I \u201cpasticci\u201d avevano un ruolo non secondario nella normale vita teatrale del XVIII secolo<\/strong>; centoni di arie famose e di sicuro successo inserite su libretti ben rodati affidati a cantanti di vaglia permettevano, infatti, di garantirsi sicura copertura di pubblico nel caso di mancanza di nuove opere o di scarso successo delle novit\u00e0 presentate.\u00a0 Il loro utilizzo da parte di H\u00e4ndel nella sua funzione di impresario del King Theatre non presenta particolari specificit\u00e0 rispetto alla prassi corrente se non quelle necessarie per adattare lavori pensati per un pubblico italiano ai gusti inglesi (che in primo luogo voleva dire drastica sfalciatura del recitativi poco coinvolgenti per un pubblico scarsamente in possesso della lingua italiana).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il primo \u201cpasticcio\u201d h\u00e4ndeliano visto a Londra era stato \u201c<em>Ormisda<\/em>\u201d nel 1730 ma il maggior successo venne ottenuto nel 1732 con \u201c<em>Catone<\/em>\u201d tratto dal \u201c<em>Catone in Utica<\/em>\u201d di Metastasio nel rifacimento preparato dallo stesso poeta per l\u2019allestimento veneziano del\u00a0 1729 con musiche di Leonardo Leo gi\u00e0 rivisto rispetto alla prima napoletana dell\u2019anno precedente (con musiche di Vinci). H\u00e4ndel, che era a Venezia al momento dell\u2019andata in scena dell\u2019opera di Leo, deve averla vista e successivamente deciso di portarla a Londra. Il nuovo spettacolo londinese deve per\u00f2 fare i conti con la diversa disponibilit\u00e0 vocale che impone drastiche modifiche rispetto allo spettacolo di Leo. La parte del protagonista resta la pi\u00f9 simile all\u2019originale, gi\u00e0 destinata da Leo a un castrato viene riadatta per il Senesino cui si adattava la scrittura sostanzialmente centrale delle arie di Vinci, anche la parte di Marzia subisce variazioni limitate con per\u00f2 l\u2019importante aggiunta dell&#8217;aria, celeberrima in quel periodo, \u201c<em>Vo\u2019 solcando il mar crudele<\/em>\u201d dall\u2019\u201d<em>Artaserse<\/em>\u201d di Vinci posta in chiusura dell\u2019opera con una soluzione abbastanza insolita per l&#8217;epoca. Le altri parti subiscono modifiche decisamente pi\u00f9 significative: la parte di Cesare, pensata da Leo per castrato, che fu affidata al basso Antonio Montagnana, grande virtuoso e cantante di fiducia di H\u00e4ndel, con la conseguente sostituzione delle arie; simile trattamento \u00e8 riservato al ruolo di Arbace scritto per le doti fenomenali di Farinelli e ora affidato al soprano <strong>Francesca Bertolli<\/strong> con sostituzione delle arie originali con altre di Hasse, Vivaldi e Porpora. Subentrata all&#8217;ultimo momento Celeste Gismondi (Emilia) si vede assegnate arie di suo repertorio abituale \u2013 significativamente non quelle pensate originariamente da H\u00e4ndel \u2013 per semplificare il suo ingresso nella compagnia mentre il ruolo di Fulvio \u00e8 semplicemente omesso per la mancanza di un tenore a disposizione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ripresa nel 2015 a Barga e poi portata in forma di concerto ad Halle l\u2019opera trova finalmente la via del disco. Proprio la particolarit\u00e0 e la rarit\u00e0 del titolo avrebbero reso pi\u00f9 consigliabili scelte editoriali pi\u00f9 rigorose mentre l\u2019edizione proposta riduce ulteriormente i recitativi \u2013 al limite dell\u2019incomprensibilit\u00e0 della trama &#8211; e taglia due arie; per la prima registrazione assoluta sarebbe forse stato meglio procedere a una integralit\u00e0 piena. A parte queste non secondarie considerazioni filologiche gli strumentisti dell\u2019<strong>Auser Musici <\/strong>diretti da <strong>Carlo Ipata <\/strong>si disimpegnano con gusto e propriet\u00e0 esprimendo un buon gioco espressivo che arricchisce le luminose sonorit\u00e0 e rende l\u2019ascolto assolutamente godibile.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il cast \u00e8 composto da alcuni dei migliori specialisti italiani che uniscono alla precisione stilistica quella naturalezza del canto italiano cos\u00ec difficile da raggiungere per chi non \u00e8 nato ove il s\u00ec sona (anche se la Hammarstr\u00f6m unica non italiana del cast come dizione e prosodia non ha molto da invidiare agli altri).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Perfettamente a suo agio nella tessitura centrale e nel canto declamatorio di Catone, <strong>Sonia Prina <\/strong>tratteggia un personaggio di grande forza espressiva che raggiunge l\u2019apice dell\u2019intensit\u00e0 del nobile addio alla figlia. La voce \u00e8 molto bella, piena e uniforme, le colorature nitide e sempre espressive, la dizione aulicamente scandita. Degna figlia di tanto padre, la Marzia di <strong>Lucia Cirillo<\/strong> forse alla sua miglior prova in senso assoluto, esemplare per <em>aplomb<\/em> stilistico e quadratura tecnica; musicalissima ed espressiva chiude splendidamente l\u2019opera con un \u201c<em>Vo\u2019 solcando il mar crudele<\/em>\u201d da manuale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Adattata alle strepitose doti virtuosistiche di Montagnana, la parte di Cesare richiederebbe un Ramey per rendere a pieno; qui abbiamo l\u2019onesto professionismo di <strong>Riccardo Novaro<\/strong>, assolutamente corretto e preciso ma resta il sentore di polveri bagnate nei passaggi pi\u00f9 pirotecnici. <strong>Kristina Hammarstr\u00f6m<\/strong> \u00e8 un Arbace delizioso, ottimamente cantato \u2013 e con voce veramente molto bella \u2013 e perfettamente colto nel suo astratto e ideale eroismo. Un po\u2019 sotto tono l\u2019Emilia di <strong>Roberta Invernizzi<\/strong> sempre solida professionista ma nella cui linea di canto trapelava qualche incertezza \u2013 i passaggi di coloratura nel settore acuto non sono esenti da qualche durezza o fissit\u00e0 \u2013 cui non siamo abituati.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Evo8drTBmKU\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera in tre atti su libretto di Pietro Metastasio. 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