{"id":90724,"date":"2017-08-01T17:17:59","date_gmt":"2017-08-01T15:17:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=90724"},"modified":"2019-04-05T09:05:08","modified_gmt":"2019-04-05T07:05:08","slug":"wandering-a-new-york-la-winterreise-di-schubert-nella-coreografia-di-amy-seiwert","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wandering-a-new-york-la-winterreise-di-schubert-nella-coreografia-di-amy-seiwert\/","title":{"rendered":"\u201cWandering\u201d a New York: la \u201cWinterreise\u201d di Schubert nella coreografia di Amy Seiwert"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>New York, Joyce Theater, Joyce Ballet Festival 2017<\/em><br \/>\n<strong>\u201cWANDERING\u201d<\/strong><br \/>\nMusica <strong>Franz Schubert<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Amy Seiwert<\/strong><br \/>\nScenografia e luci <strong>Brian Jones<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Susan Roemer<\/strong><br \/>\nCompagnia <strong>Amy Seiwert\u2019s Imagery<\/strong> (<strong>Anthony Cannarella, Alysia Chang, James Gilmer, Tina Laforgia Morse, Jackie Nash, Ben Needham-Wood, Gabriel Smith, Shania Rasmussen<\/strong>)<br \/>\n<em>New York, 28 luglio 2017<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-90727 \" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-4.jpg\" alt=\"\" width=\"470\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-4.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-4-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-4-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-4-384x384.jpg 384w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-4-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-4-75x75.jpg 75w\" sizes=\"auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/>A New York la danza non si ferma, neppure d\u2019estate: resta la protagonista di festival internazionali, come quello del Lincoln Center, organizzato dal New York City Ballet, o di teatri pi\u00f9 piccoli ma non meno interessanti, come il Joyce Theater, soprattutto dedicato a nuove produzioni e sperimentazioni. Ci troviamo nel quartiere di Chelsea, dall\u2019atmosfera molto <em>downtown<\/em> e libera; qui nella seconda met\u00e0 di luglio ha luogo la rassegna Joyce Ballet Festival, sponsorizzata dalla Howard Gilman Foundation all\u2019interno del teatro omonimo, un antico cinema restaurato con ottimo gusto, capace di ospitare pi\u00f9 di quattrocento persone. Quest\u2019anno si sono avvicendati cinque titoli, dal carattere originale e diversificato; l\u2019ultimo, <strong><em>Wandering<\/em>, \u00e8 una versione coreografica del ciclo liederistico della <em>Winterreise<\/em> di Franz Schubert, basata sulla storica registrazione di Dietrich Fischer Dieskau con Gerald Moore al pianoforte<\/strong>. <strong>Amy Seiwert<\/strong> \u00e8 una delle coreografe pi\u00f9 apprezzate di San Francisco, dove dirige la compagnia <strong>Imagery<\/strong>: Rita Felciano ha scritto che la Seiwert utilizza quello che secondo alcuni \u00e8 un linguaggio morto come se fosse uno strumento di comunicazione del XXI secolo, per dirci qualcosa della nostra identit\u00e0. Effettivamente, il progetto di tradurre in danza i 24 Lieder della <em>Winterreise<\/em> pu\u00f2 sembrare una scelta legata al passato e alla cultura romantica, soprattutto se un\u2019intera compagnia di ballerini \u00e8 coinvolta nell\u2019impresa. E invece non \u00e8 cos\u00ec: grazie alla coreografia di Seiwert, <strong>il <em>Viaggio d\u2019inverno<\/em> schubertiano diventa il racconto di un gruppo di persone, forse dell\u2019umanit\u00e0 intera, in cui a turno ciascuno assume la responsabilit\u00e0 del viandante, che affronta i pericoli del cammino e guida il viaggio di tutti<\/strong>. Non si pu\u00f2 dire che gli strumenti comunicativi e figurativi della Seiwert siano un \u201clinguaggio morto\u201d; piuttosto, si tratta di un linguaggio reinventato con il preciso scopo di dare movimento alla poesia di Wilhelm M\u00fcller. <strong>Otto sono i danzatori impegnati nello spettacolo, e sono quasi sempre tutti presenti sulla scena: la solitudine della voce schubertiana si trasforma quindi in un dialogo di corpi in costante relazione<\/strong>. La coreografa non vuole raccontare nessuna storia precisa, cio\u00e8 non vuole sostituirsi allo spirito delle singole poesie; preferisce invece <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-90726 \" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-3.jpg\" alt=\"\" width=\"488\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-3.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-3-290x194.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-3-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-3-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px\" \/>imitarne il contenuto in maniera molto delicata e stilizzata. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un motivo conduttore, un mantello rosso che i danzatori vestono a turno per un gruppo di Lieder ciascuno, e che \u00e8 il simbolo stesso della peregrinazione, della figura del viandante. I momenti pi\u00f9 drammatici sono proprio quelli in cui un personaggio si sveste del mantello (forse perch\u00e9 la sua funzione \u00e8 esaurita) e lo passa a qualcun altro, che lo accetta oppure lo rifiuta, ed \u00e8 obbligato a indossarlo con la forza. I viandanti della Seiwert esprimono tutte le sofferenze del viandante schubertiano: sono un gruppo solitario, hanno freddo e patiscono il gelo e la neve che cadono dal cielo; le variazioni delle luci suggeriscono l\u2019apparire di una speranza, che presto si riconverte in disperazione. Lo stile della coreografia si pu\u00f2 definire neoclassico; sono presenti sequenze di movimenti che hanno una funzione come di ritornello, analogamente alla struttura musicale del singolo Lied. E poi la Seiwert ama le pose plastiche, complicate dall\u2019esercizio virtuosistico. I costumi color carne con strisce bianche della prima parte (i primi dodici Lieder) sono sostituiti nella seconda da costumi simili a strisce nere; anche in questo caso \u00e8 il contrasto della luce a determinare l\u2019effetto pi\u00f9 forte. <strong>Lo spettacolo \u00e8 nel complesso molto spoglio, povero di oggetti scenici o di elementi coreografici, perch\u00e9 lo spirito dominante \u00e8 quello della poesia di M\u00fcller, rivestita dalla <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-90725 \" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-2.jpg\" alt=\"\" width=\"470\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-2.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-2-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-2-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/New-York-Joyce-Theater-28-VII-2017-Wandering-2-285x190.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/>musica di Schubert<\/strong>. Anche se il testo di tali poesie non viene proiettato, e non \u00e8 presente nel programma di sala, il pubblico newyorkese segue con un\u2019attenzione e una concentrazione totali; si tratta evidentemente di un pubblico molto colto, esperto di danza come di musica in generale, che per questo dimostra di apprezzare moltissimo. Amy Seiwert ha in effetti creato uno spettacolo di grande raffinatezza, non intellettualistico; il suo merito principale \u00e8 quello di avere tradotto in danza il ciclo di Lieder pi\u00f9 famoso di tutta la storia, senza la pretesa di riscriverlo da capo, o ancor meno di stravolgerlo: in tal modo dimostra l\u2019universalit\u00e0 di un linguaggio che scavalca i secoli ed esprime le inquietudini costanti dell\u2019uomo, sempre in cammino verso una meta ignota e irraggiungibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>New York, Joyce Theater, Joyce Ballet Festival 2017 \u201cWANDERING\u201d Musica Franz Schubert Coreografia Amy Seiwert Scenografia e luci [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":161,"featured_media":90728,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744,22371],"tags":[19003,18998,19001,19002,19007,18999,14677,2426,19008,19006,19004,18997,18996,19009,19000,19005],"class_list":["post-90724","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","category-franz-schubert","tag-alysia-chang","tag-amy-seiwert","tag-amy-seiwerts-imagery-company","tag-anthony-cannarella","tag-ben-needham-wood","tag-brian-jones","tag-danza","tag-franz-schubert","tag-gabriel-smith","tag-jackie-nash","tag-james-gilmer","tag-joyce-ballet-festival","tag-new-york-joyce-theater","tag-shania-rasmussen","tag-susan-roemer","tag-tina-laforgia-morse"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90724","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/161"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90724"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90724\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90733,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90724\/revisions\/90733"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90728"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90724"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90724"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90724"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}