{"id":90861,"date":"2018-02-16T20:00:24","date_gmt":"2018-02-16T19:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=90861"},"modified":"2019-04-12T23:53:39","modified_gmt":"2019-04-12T21:53:39","slug":"gerard-souzay-1918-2004-lieder-chanson-e-arie-antiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gerard-souzay-1918-2004-lieder-chanson-e-arie-antiche\/","title":{"rendered":"G\u00e9rard Souzay (1918-2004): Lieder, chanson e arie antiche"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Robert Schumann<\/strong>: Liederkreis, op.39; Dichterliebe, op.48 e altri lieder.<\/em> <strong>G\u00e9rard Souzay<\/strong> (baritono); <strong>Dalton Baldwin, Jacquelin Bonneau<\/strong> (pianoforte). Registrazione: Londra, novembre\/dicembre 1953. T.Time: 79.40 <strong>1 CD Decca 4808181<\/strong><br \/>\nSono ben quattro i CD dedicati a <strong>G\u00e9rard Souzay<\/strong> nella serie Most Wanted Recital! della Decca che forniscono un quadro quanto mai ampio dell\u2019attivit\u00e0 del baritono francese, uno fra i maggiori specialisti non tedeschi del canto da camera nel Novecento. Nato ad Angers nel 1918 in una famiglia di musicisti ben inserita negli ambienti musicali del tempo \u2013 la madre aveva collaborato con Debussy \u2013 crebbe in un ambiente colto e stimolante in cui la formazione musicale era parte integrante del vivere come le frequentazioni familiari con personaggi come Poulenc e Honneger. La sua straordinaria predisposizione per le lingue lo port\u00f2 a una precoce formazione internazionale che fece nascere in lui una vocazione liederista che ebbe modo di consolidarsi negli studi con un mito della vocalit\u00e0 tedesca del primo Novecento come Lotte Lehmann.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La liederistica \u2013 insieme alla musica contemporanea \u2013 ebbe sempre la prevalenza nella carriera di Souzay e proprio a questo repertorio sono dedicati i primi due CD proposti, entrambi centrati sulle composizioni di Robert Schumann. Il primo presenta la prima registrazione integrale dei \u201c<em>Diechterliebe<\/em>\u201d Op. 48 registrata nel 1953 con l\u2019accompagnamento di <strong>Jacqueline Bonneau. <\/strong>Qui la voce di Souzay \u00e8 al massimo del suo splendore: il timbro chiaro e luminoso ma al contempo virile, la dizione nitida e precisa, la linea di elegantissima musicalit\u00e0. L\u2019impostazione \u00e8 \u2013 rispetto a certi specialisti tedeschi \u2013 pi\u00f9 sintetica e meno puntuale, pi\u00f9 legata al valore espressivo del brano nel suo complesso che all\u2019esaltazione delle possibilit\u00e0 della singola parola. Quello che colpisce \u00e8 la schiettezza della lettura di Souzay che ritroviamo anche in alcuni lieder inseriti ad accompagnare la raccolta completa in particolar modo \u201c<em>Gest\u00e4dnis<\/em>\u201d dagli \u201c<em>Spanisches Liedersipel\u201d <\/em>op. 74 di un&#8217;irresistibile baldanza pur con qualche traccia di pronuncia fin troppo francese.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em><strong> <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71tbTITwJL._SL1200_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-92018\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71tbTITwJL._SL1200_-384x384.jpg\" alt=\"\" width=\"370\" height=\"370\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71tbTITwJL._SL1200_-384x384.jpg 384w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71tbTITwJL._SL1200_-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71tbTITwJL._SL1200_-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71tbTITwJL._SL1200_-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71tbTITwJL._SL1200_-75x75.jpg 75w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71tbTITwJL._SL1200_.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 370px) 100vw, 370px\" \/><\/a> Robert Schumann<\/strong>: Dichterliebe, op.48; Sechs Gedichte und Requiem, op.90, Liederkreis, op.24 e altri lieder.<\/em> <strong>G\u00e9rard Souzay<\/strong> (baritono), <strong>Dalton Baldwin<\/strong> (pianoforte). Registrazione: Londra, giugno 1960 \/ aprile 1956. T.Time:79.28 <strong>1 CD Decca 480 8180 <\/strong><br \/>\nEstremamente esplicativo dello sviluppo dell\u2019arte di Souzay \u00e8 il medesimo ciclo come compare nella registrazione del 1960 con al pianoforte <strong>Dalton Baldwin<\/strong>. L\u2019impostazione si \u00e8 precisata e meglio definita, il taglio di fondo non \u00e8 stato stravolto ma l\u2019attenzione stilistica \u00e8 cresciuta cos\u00ec come la capacit\u00e0 di giocare con la voce che si muove con l\u2019eleganza di una piuma fra le trine Biedermeier di \u201c<em>Und W\u00fcsten die Blumen\u201d <\/em>o trova\u00a0 bruniture inattese nell\u2019epica drammaticit\u00e0 di \u201c<em>Ich grolle nicht<\/em>\u201d dove cominciano a percepirsi quei sentori quasi pre-wagneriani che ritroveremo in alcuni dei titoli pi\u00f9 tardi. Questa crescita di consapevolezza espressiva si accompagna, per\u00f2, a un senso di perdita di quella spontaneit\u00e0 che dominava la registrazione precedente. I 2 CD \u2013 che possono quasi considerarsi un unico blocco diviso in due parti \u2013 comprendono le registrazioni integrali delle Liederkreis op. 24 e 39 nonch\u00e9 dei \u201c<em>Sechs Gedichte e Requiem<\/em>\u201d op. 90 e una selezione dei pi\u00f9 celebri lieder schumaniani tratti da altre raccolte che forniscono una carrellata significativa delle varie fasi della carriera del compositore. Al fianco di brani amatissimi come \u201c<em>St\u00e4dchen<\/em>\u201d merita di essere segnalato per la fortissima carica teatrale e la capacit\u00e0 di rendere l\u2019atmosfera da racconto popolare \u201c<em>Die beide Granadiere<\/em>\u201d op. 49 n. 1.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/rrKkdIp85DY\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71Xqo0Kth4L._SL1400_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-92019\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71Xqo0Kth4L._SL1400_-384x384.jpg\" alt=\"\" width=\"370\" height=\"370\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71Xqo0Kth4L._SL1400_-384x384.jpg 384w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71Xqo0Kth4L._SL1400_-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71Xqo0Kth4L._SL1400_-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71Xqo0Kth4L._SL1400_-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71Xqo0Kth4L._SL1400_-75x75.jpg 75w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/71Xqo0Kth4L._SL1400_.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 370px) 100vw, 370px\" \/><\/a>&#8220;M\u00e9lodies&#8221;<\/strong> &#8211; Arie da camera di <strong>Georges Bizet, Emmanuel Chabrier, Claude Debussy C\u00e9sar Franck, Hector Berlioz<\/strong>: Les nuits d&#8217;\u00e9t\u00e9, op.7. <\/em><strong>G\u00e9rard Souzay<\/strong> (Baritono), <strong>Dalton Baldwin<\/strong> (pianoforte) <em>Bonus tracks: Melodie di Claude Debussy e Maurice Ravel. <\/em><strong>G\u00e9rard Souzay<\/strong> (baritono), <strong>Orchestre de la Societ\u00e9 des Concerts du Conservatoire de Paris, Edouard Lindberg<\/strong> (direttore). Registrazione: luglio 1984 \/ Febbraio 1950. T.Time: 72.35. <strong>1 CD Decca 480 8182 <\/strong><em><strong><br \/>\n<\/strong><\/em>Il terzo CD \u00e8 invece quasi totalmente dedicato alla produzione cameristica francese, costituita da quelle <em>m\u00e9lodies<\/em> che rappresentano il secondo <em>corpus<\/em> come importanza della musica vocale da camera dopo la liederistica tedesca. Souzay \u2013 anche qui accompagnato da Dalton Baldwin \u2013 trova il suo naturale terreno di elezione: le qualit\u00e0 viste nel repertorio tedesco possono splendere ancor pi\u00f9 compiutamente in quello nazionale dove alle qualit\u00e0 del canto si sommano la perfezione della dizione, la totale padronanza del gusto \u2013 e quanto \u00e8 difficile rendere l\u2019autenticit\u00e0 della musica francese \u2013 e dello stile. Il repertorio proposto spazia fra i maggiori compositori francesi dell\u2019Ottocento e del primo Novecento. Si comincia con Bizet dove pi\u00f9 che i sentori operistici di \u201c<em>Absence<\/em>\u201d si apprezza la brillantezza quasi da stornellata di \u201c<em>Chanson d\u2019avril<\/em>\u201d. E proprio nei brani pi\u00f9 brillanti Souzay sorprende: lui con la sua vocalit\u00e0 cos\u00ec intensamente lirica e attraversata da sentori melanconici ma che riesce a trovare una gioiosit\u00e0 inattesa che trova il suo trionfo nell\u2019esplosione di popolaresca energia nella \u201c<em>Chanson \u00e0 boir<\/em>\u201d, terza fra le canzoni del \u201c<em>Don Quiscotte \u00e0 Dulcin\u00e9e\u201d <\/em>M. 84 di Ravel, uno dei due piccoli cicli integralmente proposti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro sono \u201c<em>Les nuits d\u2019et\u00e9\u201d <\/em>di Berlioz, composizione che siamo pi\u00f9 abituati ad ascoltare per voce femminile e che proprio per questo risulta particolarmente interessante in questa esecuzione baritonale capace di trovare accenti di forte teatralit\u00e0 in \u201c<em>Le spectre de la rose<\/em>\u201d o nell\u2019intenso romanticismo nero di \u201c<em>Au cimiti\u00e8re<\/em>\u201d che, cos\u00ec eseguita, non pu\u00f2 non suscitare ricordi della \u201c<em>Damnation de Faust<\/em>\u201d.<br \/>\n\u00c8 un peccato che solo questi cicli siano completi mentre si abbiano solo semplici assaggi delle \u201c<em>Trois Chansons de France\u201d <\/em>e delle \u201c<em>Trois ballade de Francois Villon<\/em>\u201d di Debussy qui in versione orchestrale \u2013 l\u2019Orchestra del Conservatorio di Parigi \u00e8 diretta da <strong>Edouard Lindenberg<\/strong> \u2013 dove si apprezza una raffinatissima orchestrazione capace di sonorit\u00e0 di suggestione medioevale in sintonia con i versi del maggior poeta del tardo-medioevo francese. Debussy \u00e8 il compositore pi\u00f9 rappresentato nella scelta dei brani fra quelli di cui non sono proposti cicli interi; meritano di essere segnalate \u201c<em>La grotte<\/em>\u201d per la sua vicinanza a certi notturni marini di \u201c<em>Pell\u00e9as et Melisande<\/em>\u201d e \u201c<em>Nuit d\u2019\u00e9toiles\u201d<\/em> per una vocalit\u00e0 pi\u00f9 solida e schietta, meno estenuata in senso impressionista. Ma se si vuole trovare il vero trionfo dell\u2019impressionismo simbolista, bisogna passare da Debussy a Faur\u00e9 la cui \u201c<em>Eau vivante<\/em>\u201d \u00e8 un torrente limpido di irresistibili armonie liquide. Lascia perplessi la scelta di inserire in chiusura un brano totalmente avulso dal resto del programma come \u201c<em>In questa tomba oscura<\/em>\u201d di Beethoven ben eseguita ma troppo lontana da tutto il resto per non risultare stridente tanto pi\u00f9 quando si sarebbero potuti inserire altri brani decisamente pi\u00f9 in linea con il tema della raccolta.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/30e2b2bb172cfdcd1a2c5be68f29f8a597ca3ac3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-92017\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/30e2b2bb172cfdcd1a2c5be68f29f8a597ca3ac3-384x384.jpg\" alt=\"\" width=\"364\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/30e2b2bb172cfdcd1a2c5be68f29f8a597ca3ac3-384x384.jpg 384w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/30e2b2bb172cfdcd1a2c5be68f29f8a597ca3ac3-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/30e2b2bb172cfdcd1a2c5be68f29f8a597ca3ac3-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/30e2b2bb172cfdcd1a2c5be68f29f8a597ca3ac3-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/30e2b2bb172cfdcd1a2c5be68f29f8a597ca3ac3-75x75.jpg 75w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/30e2b2bb172cfdcd1a2c5be68f29f8a597ca3ac3.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 364px) 100vw, 364px\" \/><\/a>Baroque Opera Arias. Georg Friederic Handel<\/strong>: arie da &#8220;Rodelinda&#8221; &#8220;Tolomeo&#8221;, &#8220;Radamisto&#8221;, &#8220;Foridante&#8221; ,&#8221;Berenice&#8221;;<strong> Jean-Philippe Rameau<\/strong>: arie da &#8220;Hippolyte et Aricie&#8221;, &#8220;Castor et Pollux&#8221;; Jean-Baptiste Lully: arie da &#8220;Alceste&#8221;, &#8220;Cadmus et Hermione&#8221;, &#8220;Pers\u00e9e&#8221;. Bonus tracks: arie da &#8220;Orfeo&#8221; (<strong>Claudio Monteverdi<\/strong>),<\/em> <em>&#8220;Partenope&#8221; ( <strong>Georg Friederic Handel<\/strong>), &#8220;Orfeo ed Euridice&#8221;, &#8220;La rencontre impr\u00e9vue&#8221; (Christoph Willibald Gluck).<\/em> <strong>G\u00e9rard Souzay<\/strong> (baritono), <strong>English Chamber Orchestra,<\/strong> <strong>Orchestre de la Societ\u00e9 des Concerts du Conservatoire de Paris. Raymond Leppard, Robert Corman <\/strong>(direttori. Registrazioni: Londra, luglio 1963 \/ Parigi, luglio 1952. T.Time: 78.44. <strong>1 CD Decca 480 8179<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Dopo tre CD dedicati alla musica da camera il quarto \u00e8 di taglio operistico anche se centrato su un repertorio \u2013 quello barocco e neoclassico da Monteverdi a Gluck \u2013 all\u2019epoca considerato pi\u00f9 come una raccolta di brani da concerto che per le specifiche capacit\u00e0 teatrali. Rispetto ai programmi cameristici quest\u2019ultima registrazione mostra in modo fin troppo palese il tempo trascorso e gli enormi passi avanti compiuti nel riconoscere le possibilit\u00e0 espressive di queste musiche. Ad accompagnarlo \u00e8 un direttore per l\u2019epoca particolarmente ferrato in queste musiche come <strong>Raymond Leppard <\/strong>alla guida della <strong>English Chamber Orchestra <\/strong>ma comunque di polvere se n\u2019\u00e8 sedimentata non poca su queste esecuzioni. Gi\u00e0 l\u2019adattamento per baritono di arie originalmente pensate per castrato \u2013 e quindi da destinare a voci femminili in un\u2019esecuzione moderna \u2013 \u00e8 un segno emblematico del tempo trascorso. L\u2019esecuzione orchestrale poi ha sempre un sentore di pesantezza, di mancanza di autentica forza vitale che traspare nonostante una certa pulizia che traspare nel suo complesso.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Souzay, da parte sua, \u00e8 molto musicale ed espressivo, cura al massimo il gioco degli accenti e delle inflessioni anche se molte difficolt\u00e0 vocali sono semplicemente spianate \u2013 si senta al riguardo la pur elegante esecuzione di \u201c<em>Scacciata dal suo nido<\/em>\u201d da \u201c<em>Rodelinda<\/em>\u201d \u2013 a scapito di una lettura quasi liederistica che esalta la cura del dettaglio minuto e la perfezione del controllo sul fiato. Un taglio espressivo che rende bene nelle pagine pi\u00f9 liriche e dolenti in cui il dato dell\u2019espressione \u00e8 prevalente \u2013 \u201c<em>Alma mia<\/em>\u201d da \u201c<em>Floridante<\/em>\u201d \u2013 rispetto a quelli pi\u00f9 brillanti e virtuosistici \u2013 \u201c<em>Perfido\u2026di a quell\u2019empio<\/em>\u201d da \u201c<em>Radamisto<\/em>\u201d \u2013 dove le colorature hanno sempre un sentore di meccanicit\u00e0 e manca quel gusto di tripudio sonoro che questi momenti dovrebbero trasmettere. Gli va riconosciuto il merito di aver proposto brani ancor oggi di raro ascolto e che al tempo dovevano essere autentiche curiosit\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Segue una parte dedicata al barocco francese con brani di Rameau e Lully. La voce non potrebbe essere pi\u00f9 giusta con il suo timbro chiaro, luminoso e penetrante cos\u00ec come la dizione e il controllo della prosodia. Quello che si sente \u00e8 \u2013 ancor pi\u00f9 che in Handel la mancanza di un\u2019autentica teatralit\u00e0, una freddezza sostanziale che tende a raggelare queste musiche in una perfezione \u2013 perch\u00e9 raramente si sono sentite cantate cos\u00ec bene \u2013 chiusa in se stessa.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ancora italiana la parte conclusiva dove peraltro l\u2019esperto Leppard e sostituito da <strong>Serge Baudo<\/strong>, direttore datato e manierato anche nel suo repertorio d\u2019elezione \u2013 quello francese a cavallo fra Otto e Novecento \u2013 e che mostra il suo essere totalmente alieno da queste composizioni. L\u2019ultimo brano haendeliano proposto \u2013 da \u201c<em>Partenope<\/em>\u201d \u2013 risulta implacabilmente superato anche al confronto con quelli iniziali diretti da Leppard cos\u00ec come Monteverdi \u2013 \u201c<em>Tu sei morta mia vita<\/em>\u201d \u2013 affrontato con una sensibilit\u00e0 quasi romantica ovviamente totalmente incongrua e dove anche il canto mostra una mancanza di autenticit\u00e0. La trasposizione del ruolo gluckiano di Orfeo per baritono \u2013 usando ovviamente l\u2019edizione a stampa Ricordi con tutte le incrostazioni ottocentesche \u2013 era prassi tanto diffusa quanto difficilmente foriera di buoni risultati e se nulla o quasi era riuscito a ottenere Fischer-Dieskau \u2013 pur con l\u2019appoggio di un pioniere dell\u2019esecuzione barocca come Richet \u2013 ancor meno riesce a Souzay nella noia ideal purissima della direzione di Baudo. Si torna in Francia per la chiusura con una delle op\u00e9ra-comique di Gluck \u201c<em>La Rencontre impr\u00e9vue<\/em>\u201d la cui aria \u201c<em>C\u2019est un torrent imp\u00e9tueux<\/em>\u201d \u00e8 affrontata da <strong>Robert Corman <\/strong>con slancio ed energia e cantata da Souzay con schietta vivacit\u00e0 facendo almeno chiudere l\u2019ascolto con una ventata di buon umore. <strong><em>Questi e tutti gli altri cd della serie &#8220;Most Wanted Recitals!&#8221; sono stati ora raccolti nel cofanetto <\/em><span id=\"productTitle\" class=\"a-size-large\"><em>Decca Sound: 55 Great Vocal Recitals<\/em> <\/span><\/strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/etaa-pn6LvE\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Robert Schumann: Liederkreis, op.39; Dichterliebe, op.48 e altri lieder. 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