{"id":91210,"date":"2017-10-23T17:20:42","date_gmt":"2017-10-23T15:20:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=91210"},"modified":"2017-10-23T17:21:28","modified_gmt":"2017-10-23T15:21:28","slug":"venezia-palazzetto-bru-zane-festival-reicha-il-cantore-degli-strumenti-a-fiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-palazzetto-bru-zane-festival-reicha-il-cantore-degli-strumenti-a-fiato\/","title":{"rendered":"Venezia, Palazzetto Bru Zane, Festival Reicha: Il cantore degli strumenti a fiato"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><i>Venezia, Palazzetto Bru Zane, Festival Antoine Reicha, musicista cosmopolita e visionario, dal 23 settembre al 4 novembre 2017<br \/>\n<\/i>\u201c<b>IL CANTORE DEGLI STRUMENTI A FIATO<\/b><b>\u201d<br \/>\n<\/b><b>Klarte Quintet<br \/>\n<\/b>Flauto <b>Marion Ralincourt<br \/>\n<\/b>Oboe <b>Marc Lachat<br \/>\n<\/b>Clarinetto <b>Amaury Viduvivier<\/b> (in sostituzione di Julien Chabod)<br \/>\nCorno <b>Pierre R\u00e9mondi\u00e8re<br \/>\n<\/b>Fagotto <b>Guillaume Bidar<br \/>\n<\/b><i>Antoine Reicha:<\/i> Quintette \u00e0 vent op. 88 n\u00b0 2 en mi b\u00e9mol majeur; Quintette \u00e0 vent op. 100 n\u00b0 5 en la mineur<br \/>\n<i>Venezia, 21 ottobre 2017<br \/>\n<\/i><strong>Un altro tassello si \u00e8 aggiunto e la figura di Antoine Reicha<\/strong> ha rivelato un altro suo aspetto importante. Si tratta due lavori, che fanno parte della sua produzione per quintetto di fiati: una serie di composizioni, rimaste, in modo abbastanza continuativo, in repertorio anche dopo l\u2019oblio in cui \u00e8 caduto il musicista. Nella sua autobiografia, quest\u2019ultimo afferma di essere stato il primo a comporre per questo <i>ensemble<\/i> strumentale: in realt\u00e0 prima di lui quintetti per fiati erano stati gi\u00e0 composti da Nikolaus Scmidt e Giuseppe Maria Cambini. Ma, a parte questa svista, vera o presunta che sia, \u00e8 innegabile che proprio il compositore franco-boemo, con le sue quattro raccolte, di sei quintetti ciascuna (opp. 88, 91, 99 e 100), diede un impulso decisivo a tale genere. Se il linguaggio di queste raccolte resta relativamente classico, esse presentano comunque una cospicua serie di combinazioni sonore, che si fanno, col passare degli anni, sempre pi\u00f9 raffinate. Reicha pubblic\u00f2 i suoi sei Quintetti per strumenti a fiato op. 88 nel 1817, ma gi\u00e0 all\u2019altezza del 1811 i primi due probabilmente erano completati. Tra il 1817 e il 1818 la raccolta conobbe ben tre edizioni \u2013 pubblicate rispettivamente in Francia, in Germania e in Inghilterra \u2013, segno che il successo era grande. La composizione di altre tre raccolte di quintetti per strumenti a fiato (op. 91, op. 99, op. 100), pubblicate tutte prima del 1820, confermerebbe tale buona accoglienza.<br \/>\n<strong>Interpreti dei due quintetti in programma erano cinque giovani strumentisti dalla personalit\u00e0 musicale non comune<\/strong>, quasi tutti membri, in pianta stabile, del <strong>Quintetto Klarthe,<\/strong> una formazione \u2013 costituitasi allo scopo di partecipare a un importante appuntamento internazionale come il Concorso dell\u2019ARD di Monaco di Baviera \u2013, che si \u00e8 aggiudicata prestigiosi premi, tra cui ci limitiamo a citare quello speciale per la migliore interpretazione del Quintetto per fiati di Onslow del Palazzetto Bru Zane. I solisti hanno affrontato con precisione e sicurezza i due lavori di Reicha, dando prova di coesione e perfetta intesa, nonch\u00e9 sfoggiando un suono nitido e brillante; il che conferiva ai ricercati impasti timbrici, ottenuti dal compositore franco-boemo attraverso combinazioni armoniche tutt\u2019altro che scontate, il fascino particolare racchiuso in quei gioielli, in cui la pi\u00f9 genuina tradizione si fonde con originali accostamenti di colori. Ogni strumentista ha offerto una prestazione assolutamente ragguardevole: dalla flautista, che ci \u00e8 parsa davvero impeccabile nei passaggi veloci come nelle note ribattute, all\u2019oboista, che ha saputo, all\u2019occorrenza, cantare con \u201cvoce\u201d rotonda; al cornista, che ha controllato perfettamente la propria \u201cmorbida\u201d emissione, evitando la pi\u00f9 piccola sbavatura; al fagottista, maestro di <i>humour<\/i> e bel timbro scuro (com\u2019\u00e8 tipico del suo strumento); per finire con il clarinettista, che ha pienamente convinto quanto a prestanza nelle agilit\u00e0 e qualit\u00e0 del suono.<br \/>\n<strong>Il <i>Quintetto <\/i><i>per strumenti a fiato <\/i><i>in mi bemolle maggiore<\/i> <i>op. 88<\/i> <i>n. 2 <\/i><\/strong>dimostra quanto impegno Reicha abbia profuso nello scrivere la parte dei singoli strumenti, trattati di volta in volta come solisti. Nella lenta introduzione del primo movimento, dopo alcuni accordi solenni, si \u00e8 imposto il fagotto. Nel <i>Poco andante<\/i>, in forma di rond\u00f2, si sono messi in luce, nell\u2019intonare il ritornello, prima l\u2019oboe e poi il corno, successivamente il flauto ha dominato nel primo <i>couplet<\/i>, mentre tutti e i cinque gli strumenti si sono distinti nel secondo, dalla scrittura fugata, peraltro indicato come facoltativo, poich\u00e9 il movimento al completo \u2013 che dura il doppio, rispetto a quello tagliato \u2013 potrebbe avere il risultato di sbilanciare l\u2019opera, le cui sezioni estreme evocano una concisa forma sonata. Ma cos\u00ec non \u00e8 stato nel concerto di cui ci occupiamo, grazie all\u2019abilit\u00e0 dei solisti, che hanno in realt\u00e0 prolungato il godimento dell\u2019ascolto. Del resto, Reicha si fa tentare dall\u2019amplificazione delle forme anche nel <i>Minuetto<\/i>, al cui interno colloca due trii, secondo un gesto tipicamente beethoveniano.<br \/>\n<strong>Passando al <\/strong><i><strong>Quintetto per strumenti a fiato in la minore op.100 n. 5<\/strong>, <\/i>esso fa parte della quarta e ultima raccolta dedicata a tale formazione, pubblicata a Parigi nel 1820, nella quale, rispetto alla prima, pubblicata solo tre anni prima, Reicha diversifica ulteriormente le combinazioni strumentali, di cui offre un sontuoso caleidoscopio. Anche in quest\u2019opera Reicha si impegna in un lavoro raffinato a livello formale e armonico. Come i restanti titoli dell\u2019op. 100, il Quintetto n. 5 comincia con un\u2019introduzione nobilmente lenta e sostenuta, cui fa seguito un dinamico <i>Allegro<\/i>. Inoltre, questa composizione \u2013 basata sulla forma sonata, pur presentando un certo numero di irregolarit\u00e0 come, per esempio, un diverso ordine dei temi nella ripresa \u2013, \u00e8 percorsa da una levit\u00e0 e una vivacit\u00e0, che evocano Rossini al pari dei classici viennesi. Aggiungiamo che, diversamente, il <i>Minuetto <\/i>si segnala per le sorprendenti modulazioni, decisamente lontane rispetto alla tonalit\u00e0 principale di la minore, anche se lo spirito rimane quello di un amabile scherzo, a conferma del fatto che in Reicha la ricerca del nuovo procede sempre di concerto col piacere di fare musica. Gli strumentisti hanno dato il meglio di s\u00e9 anche in questo secondo quintetto, cimentandosi con destrezza nel rendere la sua scrittura brillante, il cui virtuosismo peraltro non \u00e8 mai mero sfoggio di bravura, nemmeno nel <i>Finale<\/i>, che conclude in maniera, appunto, brillante questa partitura. Ogni strumento si \u00e8 messo in luce sia negli interventi brevi che negli episodi solistici pi\u00f9 ampi. In particolare, nell\u2019<i>Andante con variazioni<\/i>, inizialmente ha dominato l\u2019oboe, che ha presentato il tema, cui fa seguito una serie di variazioni, nelle quali si sono succeduti impeccabilmente: il corno, il fagotto, l\u2019oboe, di nuovo il corno, il clarinetto e infine \u2013 nella sesta e ultima variazione, particolarmente estrosa \u2013 il flauto. Successo estremamente caloroso premiato da un bis pieno di brio: il 4\u00b0 movimento, <i>Allegretto<\/i>, dal <i>Qintetto in mi bemolle maggiore op. 88 n. 2<\/i> di Reicha.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Palazzetto Bru Zane, Festival Antoine Reicha, musicista cosmopolita e visionario, dal 23 settembre al 4 novembre 2017 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":91211,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[19331,18491,14678,19217,19327,19326,19330,19329,17581,19328,16247],"class_list":["post-91210","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-amaury-viduvivier","tag-antoine-reicha","tag-concerti","tag-festival-antoine-reicha","tag-guillaume-bidar","tag-klarte-quintet","tag-marc-lachat","tag-marion-ralincourt","tag-palazzetto-bru-zane-di-venezia","tag-pierre-remondiere","tag-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91210"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91210\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91211"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}