{"id":91288,"date":"2017-10-29T19:51:41","date_gmt":"2017-10-29T18:51:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=91288"},"modified":"2018-09-12T13:29:58","modified_gmt":"2018-09-12T11:29:58","slug":"venezia-palazzetto-bru-zane-festival-reicha-con-clarinetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-palazzetto-bru-zane-festival-reicha-con-clarinetto\/","title":{"rendered":"Venezia, Palazzetto Bru Zane, Festival Reicha: \u201cCon Clarinetto\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Venezia, Palazzetto Bru Zane, Festival Antoine Reicha, musicista cosmopolita e visionario dal 23 settembre al 4 novembre 2017<br \/>\n<\/em><strong>\u201cCON CLARINETTO\u201d<br \/>\n<\/strong>Clarinetto<strong> Laura Ruiz Ferreres<br \/>\n<\/strong><strong>Quartetto Mandelring<br \/>\n<\/strong>Violini <strong>Sebastian<\/strong> e <strong>Nanette Schmidt<br \/>\n<\/strong>Viola <strong>Andreas Willwohl<br \/>\n<\/strong>Violoncello <strong>Bernhard Schmidt<br \/>\n<\/strong><em>George Onslow: <\/em>Quatuor \u00e0 cordes n\u00b0 7 en sol mineur op. 9 n\u00b0 1<br \/>\n<em>Antoine Reicha: <\/em>Quintette pour clarinette et cordes op. 89<br \/>\n<em>Venezia, 27 ottobre 2017<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Penultimo appuntamento del Festival dedicato ad Antoine Reicha<\/strong>: in programma una delle sue opere cameristiche pi\u00f9 note ed eseguite, il <strong><em>Quintetto per clarinetto e archi op. 89<\/em><\/strong>. Reicha fu tra i primi autori, che scrissero per questa formazione strumentale: il suo quintetto, composto verso il 1809, viene dopo quello di Mozart (1789), ma prima di quello di Weber (1815). In esso il clarinetto domina spesso in primo piano, ma non mancano le pagine in cui lo strumento ad ancia intreccia un dialogo alla pari con il primo violino. Nel concerto, il lavoro di Reicha \u00e8 stato preceduto dal <em>Quartetto per archi n. 7 in sol minore op. 9 n. 1<\/em> di George Onslow, una composizione del 1815 circa,\u00a0 con cui l\u2019autore intese rendere omaggio al nonno inglese, scomparso l\u2019anno prima: proprio per questo egli colloca nel movimento lento la melodia di <em>God Save the King<\/em> (oppure <em>The Queen<\/em>, a seconda dei periodi), sottoponendola a quattro variazioni.<br \/>\n<strong>Superba la prova offerta dal Quartetto Manderling<\/strong> nell\u2019affrontare \u2013 con perfetto affiatamento, sicura padronanza tecnica e giusto accento \u2013 il lavoro di Onslow, composto \u2013 come gli altri due quartetti dell\u2019op. 9 \u2013 intorno al 1815, poco dopo la disfatta di Napoleone, e quindi in un momento in cui era possibile citare l\u2019inno britannico senza problemi di censura. Dall\u2019inevitabile confronto con le variazioni sul tema dell\u2019inno austriaco, contenute nel <em>Quartetto in do maggiore \u201cImperatore\u201d<\/em> di Haydn (1797), Onslow esce a testa alta, a giudicare dalla straordinaria inventiva di cui d\u00e0 prova nelle sue variazioni. <strong>Eccellente \u00e8 risultata anche la prestazione degli interpreti<\/strong>, che hanno saputo dimostrare maestria e sensibilit\u00e0 di fronte ai diversi modi in cui si presenta la melodia: contornata da brevi motivi aerei nella prima variazione, da vorticosi arabeschi nella seconda o da agili controcanti nella terza, prima di diventare il tema di un fugato nella quarta. Anche nell\u2019eseguire gli altri movimenti il Quartetto Manderking \u00e8 riuscito pienamente a far apprezzare i pregi di questo ispirato lavoro, che si fonda sul gusto di far convivere elementi contrastanti: il piglio vigoroso e l\u2019elegante cantabilit\u00e0, che caratterizzano il primo movimento; la scrittura contrappuntistica, intrisa di cromatismo, e la chiarezza diatonica di una melodia accompagnata, che si colgono nel <strong><em>Menuetto<\/em><\/strong>, di cui \u00e8 stato giustamente evidenziato il carattere di <em>Scherzo<\/em>; il ritmo dattilico di un\u2019impetuosa cavalcata e la linea sinuosa di una melodia, che si contrappongono nel <em>Finale<\/em>, sintesi dello spirito dell\u2019intero lavoro, i cui contrasti assumono una particolare valenza drammatica, anche grazie a una scrittura che evita ogni orpello.<br \/>\n<strong>Ma veniamo al pezzo di Reicha<\/strong>, come abbiamo gi\u00e0 detto, una delle sue opere pi\u00f9 eseguite. Qui ha brillato, in particolare, il clarinetto della catalana <strong>Laura Ruiz Ferreres<\/strong>, che ha sfoggiato un suono sempre intonatissimo, ricco di sfumature di colore, oltre a una straripante musicalit\u00e0, potendo contare su un\u2019impostazione tecnica veramente fuori dal comune \u2013 la solista \u00e8 infatti in grado di padroneggiare i due sistemi di clarinetto: quello francese e quello tedesco \u2013; il che, come succede in questi casi, le ha permesso di trascendere completamente le indubbie difficolt\u00e0 esecutive della sua parte, in nome dei pi\u00f9 puri ed elevati valori estetici.<br \/>\n<strong>Com\u2019\u00e8 noto, Reicha nutriva un particolare interesse per gli strumenti a fiato,<\/strong> ai quali ha dedicato un numero considerevole di composizioni: a Parigi, dove aveva la possibilit\u00e0 di frequentare i migliori solisti dell\u2019epoca, compose ventiquattro quintetti per fiati, dedicando, inoltre, a ciascuno dei cinque membri di tale formazione un quintetto, in cui lo strumento a fiato \u00e8 accompagnato dal quartetto d\u2019archi. Il <strong><em>Quintetto per clarinetto e archi in si bemolle maggiore <\/em><\/strong>\u2013 scritto probabilmente per il clarinettista <strong>Jacques-Jules<\/strong> <strong>Bouffil<\/strong> e pubblicato intorno al 1820 con dedica a un notabile parigino, <strong>Monsieur Boscary de Villeplaine<\/strong> \u2013 si fonda su un\u2019abile scrittura clarinettistica, risultante da una conoscenza approfondita, da parte dell\u2019autore, della tecnica di questo strumento. Nell\u2019<strong><em>Allegro<\/em> <\/strong>iniziale, in forma sonata, aperto da un motivo presentato all\u2019unisono dagli archi, prima di passare al solista, la clarinettista si \u00e8 fatta apprezzare per la fluidit\u00e0 e la raffinatezza della sua prestazione, cos\u00ec come si \u00e8 messa in luce nel prosieguo del movimento, dove le numerose idee tematiche sono affidate alternativamente al clarinetto e agli archi. Analogamente nel secondo movimento il clarinetto ha incantato il pubblico intonando la melodia cantabile, che si amplia e si dispiega sul regolare accompagnamento del quartetto. Successivamente gli interpreti, nel loro insieme, hanno brillato nel <strong><em>Minuetto<\/em><\/strong>, che ha la funzione di un <em>divertissement<\/em>, con un tema pieno di energia che contrasta col carattere pi\u00f9 spensierato e danzante del <strong><em>Trio<\/em><\/strong>; e nell\u2019effervescente <strong><em>Finale<\/em><\/strong>, contraddistinto da un pi\u00f9 alto grado di virtuosismo e da una mirabile padronanza della scrittura.<br \/>\nGrande successo e reiterati applausi. Un bis: l\u2019umoristico <em>Menuetto<\/em> dal Quintetto per clarinetto e archi di Carl Maria von Weber, in cui, ancora una volta, il clarinetto di<strong> Laura Ruiz Ferreres<\/strong> ha soggiogato il pubblico, nei suoi veloci passaggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Palazzetto Bru Zane, Festival Antoine Reicha, musicista cosmopolita e visionario dal 23 settembre al 4 novembre 2017 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":91289,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[19425,18491,19426,14678,10352,19421,19423,17581,19422,19427,19420,19424],"class_list":["post-91288","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-andreas-willwohl","tag-antoine-reicha","tag-bernhard-schmidt","tag-concerti","tag-george-onslow","tag-laura-ruiz-ferreres","tag-nanette-schmidt","tag-palazzetto-bru-zane-di-venezia","tag-quartetto-mandelring","tag-quatuor-a-cordes-n-7-en-sol-mineur-op-9-n-1","tag-quintetto-per-clarinetto-e-archi-op-89","tag-sebastian-schmidt"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91288","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91288"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91288\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":91290,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91288\/revisions\/91290"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91289"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91288"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91288"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91288"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}