{"id":91512,"date":"2017-12-11T00:29:44","date_gmt":"2017-12-10T23:29:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=91512"},"modified":"2019-04-05T09:02:41","modified_gmt":"2019-04-05T07:02:41","slug":"umberto-giordano-150-1867-1948-mala-vita-1892","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/umberto-giordano-150-1867-1948-mala-vita-1892\/","title":{"rendered":"Umberto Giordano 150 (1867 \u2013 1948): &#8220;Mala Vita&#8221; (1892)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1888 l&#8217;editore milanese<strong> Edoardo Sonzogno<\/strong> indisse un concorso per giovani compositori le cui opere non erano mai state rappresentate. Essi dovevano presentare un&#8217;opera in un atto che sarebbe stata giudicata da una giuria formata da cinque personalit\u00e0 importanti fra critici e compositori e il premio consisteva nell&#8217;organizzazione della rappresentazione delle prime tre classificate a spese dell&#8217;editore. <strong>Umberto Giordano<\/strong> present\u00f2 <em>Marina<\/em> un lavoro in un atto che aveva scritto mentre studiava ancora al Conservatorio San Pietro a Majella, ma questa ebbe soltanto una menzione d&#8217;onore in quanto nel mese di marzo 1890 furono proclamate vincitrici <em>Cavalleria rusticana<\/em> di Pietro Mascagni, <em>Labilia<\/em> di Niccola Spinelli e Rudello di Vincenzo Ferroni. L&#8217;opera di Giordano, tuttavia, suscit\u00f2 l&#8217;interesse di <strong>Amintore Galli<\/strong>, consulente musicale della casa editrice, il quale convinse l&#8217;editore a commissionare un&#8217;opera al giovane compositore. Sulla scia del successo di <em>Cavalleria rusticana<\/em>, Giordano cerc\u00f2 un soggetto affine e rivolse la sua attenzione a <strong><em>Mala vita <\/em><\/strong>di Salvatore Di Giacomo e Goffredo Cognetti, lavoro a sua volta basato su <em>O&#8217;\u00a0 voto<\/em> di <strong>Di Giacomo.<\/strong> Sonzogno affid\u00f2 la stesura del libretto a Nicola Daspuro il quale, nel convertire il lavoro in prosa in dialetto napoletano in versi italiani, si mantenne molto fedele all&#8217;originale, riducendo soltanto il primo atto per stringere l&#8217;azione. Nacque cos\u00ec <strong><em>Mala vita<\/em><\/strong>, la cui <em>premi\u00e8re<\/em>, il 21 febbraio 1892 al Teatro Argentina di Roma con <strong>Roberto Stagno<\/strong> (Vito) e <strong>Gemma Bellincioni<\/strong> (Cristina), ebbe uno strepitoso successo. La critica, tuttavia, manifest\u00f2 qualche perplessit\u00e0, come si evince da quanto scrisse Attilio Luzzato su \u00abLa Tribuna\u00bb il 23 febbraio 1892 in un articolo nel quale criticava aspramente la nascente moda verista senza risparmiare nemmeno <em>Cavalleria rusticana<\/em>.<br \/>\nUn&#8217;accoglienza pi\u00f9 fredda fu riservata all&#8217;opera al San Carlo di Napoli il 26 aprile dello stesso anno probabilmente perch\u00e9 metteva in cattiva luce alcuni ambienti napoletani e i personaggi apparivano privi di moralit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;opera ebbe una sorte diversa in altri teatri italiani tra cui Bologna e Milano e a Vienna rappresentata in occasione dell&#8217;esibizione internazionale di musica e teatro alla quale parteciparono opere di compositori facenti capo alla casa editrice Sonzogno, tra cui <em>Cavalleria rustica<\/em>, <em>L&#8217;amico Fritz<\/em> e <em>Pagliacci<\/em>.<br \/>\n<strong>L&#8217;insuccesso di Napoli<\/strong> spinse, tuttavia, Giordano e il librettista a rielaborare l&#8217;opera modificando i personaggi e, in questa versione, and\u00f2 in scena nel 1897 col titolo <em>Il voto<\/em>, diretta da <strong>Giuseppe Baroni<\/strong> e con <strong>Enrico Caruso<\/strong> e <strong>Rosina Storchio<\/strong>.<br \/>\n<strong><em>L&#8217;opera<br \/>\n<\/em><\/strong>La vicenda \u00e8 ambientata a Napoli nel 1810 poco prima del Festival di Piedigrotta.<br \/>\n<strong><em>Atto primo<\/em><\/strong><strong>. <\/strong>Il tintore Vito \u00e8 l&#8217;amante di Amalia, moglie di Annetiello. Il giovane, malato di tisi, ha paura di morire e fa un voto al Crocifisso promettendogli che avrebbe sposato la prima prostituta incontrata per redimerla. Alla fontana incontra Cristina che una volta gli aveva gettato dalla finestra una rosa e le propone il matrimonio. La giovane, desiderosa di cambiare vita, accetta, ma Amalia non intende perdere il suo amante.<br \/>\n<strong><em>Atto secondo<\/em><\/strong><strong>. <\/strong>Amalia convoca nella sua casa Cristina per chiederle di troncare i suoi rapporti con Vito dal momento che non pu\u00f2 vivere senza di lui e al rifiuto di Cristina che non vuole perdere l&#8217;unica speranza di salvezza, passa alle minacce. Cristina va via ed entra Vito che viene nuovamente sedotto da Amalia, mentre Cristina da fuori vede i due baciarsi.<br \/>\n<strong><em>Atto terzo.<\/em><\/strong> Sono iniziate le feste di Piedigrotta con un coro (<em>Ce sta ce sta un mutto ca dice accuss\u00ec<\/em> il cui testo \u00e8 attribuito dal librettista allo stesso Salvatore Di Giacomo. Cristina \u00e8 disperata e cerca di convincere Vito a sposarla, ma egli le risponde che non riesce a resistere alle seduzioni di Amalia. La donna abbandonata e consapevole di non avere alcuna speranza di redenzione prega il Signore, mentre fuori \u00e8 in pieno svolgimento la festa.<br \/>\n<strong>L&#8217;opera<\/strong>, pur presentando un soggetto moderno e verista, musicalmente appare ancora innervata nella tradizione ottocentesca dal momento che presenta al suo interno pezzi chiusi come arie e concertati la cui scrittura, nonostante qualche armonia moderna, non \u00e8 molto lontana dai compositori della prima met\u00e0 del XIX sec., come si pu\u00f2 vedere notare nel <em>concertato<\/em> che conclude il primo atto <em>O Vito sei tu sceso dal Cielo.<\/em> Un tocco di colore locale, che forse nelle intenzioni dell&#8217;autore avrebbe dovuto dare una connotazione verista, \u00e8 presente nella canzone in dialetto napoletano <em>Ce sta, ce sta nu mutto<\/em> intonata da Annetiello a cui risponde il coro.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.loc.gov\/item\/2010656821\/\"><strong>Il libretto dell&#8217;Opera<\/strong><\/a><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/playlists\/394981832&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1888 l&#8217;editore milanese Edoardo Sonzogno indisse un concorso per giovani compositori le cui opere non erano mai [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":91527,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,22368],"tags":[14671,19602,19603,8673,19605,19601,14673,19604,19607,18223,125],"class_list":["post-91512","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-umberto-giordano","tag-approfondimenti","tag-attilio-luzzato","tag-edoardo-sonzogno","tag-enrico-caruso","tag-gemma-bellincioni","tag-mala-vita","tag-pietro-mascagni","tag-roberto-stagno","tag-rosina-storchio","tag-salvatore-di-giacomo","tag-umberto-giordano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91512","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91512"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91512\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":91526,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91512\/revisions\/91526"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91527"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91512"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91512"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91512"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}