{"id":91757,"date":"2018-01-12T21:40:42","date_gmt":"2018-01-12T20:40:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=91757"},"modified":"2018-01-12T21:40:42","modified_gmt":"2018-01-12T20:40:42","slug":"la-filarmonica-george-enescu-allatheneul-roman-di-bucarest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-filarmonica-george-enescu-allatheneul-roman-di-bucarest\/","title":{"rendered":"La Filarmonica &#8220;George Enescu&#8221; all\u2019Atheneul Roman di Bucarest"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: large;\"><i>Bucarest, Atheneul Roman, Stagione concertistica 2017\/2018\u00a0 <\/i><\/span><br \/>\n<strong>Orchestra e Coro della Filarmonica \u201cGeorge Enescu\u201d<br \/>\n<\/strong>Direttore<b> David Crescenzi<br \/>\n<\/b>Maestro del Coro<b> Iosif Ion Prunner<br \/>\n<\/b>Soprano <b>Irina Iordachescu<br \/>\n<\/b>Baritono <b>Serban Vasile<\/b><br \/>\n<span style=\"font-size: large;\">Musiche di Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi, Amilcare Ponchielli, Franz Lehar, Giacomo Puccini, Josef Ivanovici, Johann Strauss.<br \/>\n<i>Bucarest, 5 gennaio 2018<br \/>\n<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\"><strong>L\u2019Atheneul Roman di Bucarest \u00e8 sicuramente una delle pi\u00f9 belle sale da concerto storiche europee<\/strong>: un gioiello neoclassico, giustamente indicato come una delle principali attrattive nella capitale Rumena, dove le scalinate eleganti e audaci a chiocciola e le fantasiose decorazioni presagiscono chiaramente l\u2019imminente Art Nouveau. Sono pi\u00f9 di cento anni quindi che rappresenta il punto di riferimento della musica d\u2019arte nazionale, ospitando stabilmente la <strong>Filarmonica George Enescu<\/strong> e il prestigioso festival omonimo, che vede esibirsi annualmente le pi\u00f9 importanti orchestre del mondo. <\/span><span style=\"font-size: large;\">In Romania dalla vigilia dell\u2019Epifania, secondo il rito ortodosso, si festeggia il battesimo di Cristo nel Giordano con le caratteristiche botti di acqua benedetta a disposizione dei fedeli in ogni chiesa e, forse nell\u2019occasione molto sentita, per la stagione 2017-2018 della Filarmonica il classico programma da capodanno \u00e8 in realt\u00e0 spostato di qualche giorno, con i padroni di casa sul palcoscenico. Il men\u00f9 per l\u2019occasione offre tutte le pietanze del caso: opera, operetta e l\u2019immancabile Johann Strauss, un\u2019occasione pi\u00f9 di festa e spettacolo che altro, ma che rappresenta un\u2019interessante esperienza nel repertorio per una nazione di cui, in realt\u00e0, sappiamo musicalmente ben poco.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Sul podio dirige l\u2019italiano <strong>David Crescenzi<\/strong>, probabilmente scelto anche per la familiarit\u00e0 nazionale col programma (la Filarmonica Enescu non ha certamente la musica teatrale nel suo repertorio d\u2019elezione) e sul palcoscenico anche due festeggiatissimi solisti che giocano in casa, essendo tutti e due nati a Bucarest ed artisti del teatro della capitale: il soprano <strong>Irina Iordachescu<\/strong> e il baritono <strong>Serban Vasile<\/strong>. Un po\u2019 acusticamente sacrificato in fondo, nella rientranza apposita del non grande palcoscenico, trova posto l\u2019ottimo coro della Filarmonica. <\/span><span style=\"font-size: large;\">La sala, perfettamente circolare e riccamente decorata e affrescata con scene storiche nazionali, ha una volta a cupola e il palcoscenico si protende per buona parte nella platea; l\u2019acustica \u00e8 eccellente ed equilibrata, pi\u00f9 tendente a una certa asciuttezza con la sala piena (oltre 700 posti a sedere) ma l\u2019effetto \u00e8 sempre morbido seppure molto reattivo su tutte le frequenze. I prezzi, per il nostro standard, sono popolarissimi: i primi posti costano poco pi\u00f9 di 16 euro e anche per il festival ascoltare in prima fila i Berliner supera di poco i 40 euro, un decimo rispetto alla stessa situazione a Salisburgo.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Si inizia puntualissimi con l\u2019<\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Ouverture<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\"> della Norma ed emergono subito le eccellenti doti dell\u2019orchestra, soprattutto negli archi, veramente stupefacenti nella fusione e nell\u2019insieme, specialmente con un\u2019acustica cos\u00ec definita: difficile distinguere, pur dalla quinta fila e addosso praticamente ai leggii dei violoncelli, uno strumentista dall\u2019altro. La lettura di Crescenzi, che diriger\u00e0 a memoria e con grande sicurezza tutto il concerto, \u00e8 sempre spigliata, ben cantabile e di buona intensit\u00e0, con una certa tendenza a dare un po\u2019 troppo rilievo alle percussioni che appariranno talvolta eccessivamente predominanti, ma tutto sommato in linea col carattere festoso della serata.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Tocca a Verdi: <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Fuoco di gioia <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">dall\u2019Otello mette in rilievo subito la grande scuola corale dell\u2019est europeo. Intonazione perfetta, uguaglianza nel colore nelle varie sezioni e tra di loro, controllo del vibrato sono le doti migliori di un ensemble, preparato da <strong>Iosif Ion Prunner<\/strong>, chiaramente abituato a un repertorio di ben altra difficolt\u00e0. Ottime specialmente le sezioni femminili, morbide, uguali in tutto il registro e senza il fastidioso \u201cbelato\u201d che a casa nostra troppo spesso viene spacciato per impostazione lirica corale. <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Il balen del tuo sorriso <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">dal Trovatore ci fa conoscere la bella vocalit\u00e0 di Vasile di cui \u00e8 pure apprezzabile l\u2019ottima dizione italiana. Il colore \u00e8 abbastanza chiaro e con un\u2019ottima uguaglianza su tutta l\u2019estensione: l\u2019esecuzione \u00e8 sicuramente corretta e appassionata, ma con qualche incomprensione agogica col direttore, specialmente nelle suddivisioni.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">La <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Danza delle ore <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">dalla Gioconda di Ponchielli ci fa nuovamente ammirare il virtuosismo coloristico dell\u2019orchestra e la perfetta intonazione anche degli strumentini e, finalmente, sentiamo la Iordachescu. In <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Vilja, <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">dalla Vedova allegra di Lehar, la voce \u00e8 scura, vibrata, dal temperamento drammatico e non appare molto adatta al clima del brano, cantato comunque con ottimo carattere e un\u2019elasticit\u00e0 agogica assai ben assecondata dal direttore. Appare piuttosto oscura la dizione: sar\u00e0 impossibile per tutto il concerto capire una sola parola o anche solo percepire la lingua utilizzata.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Sopra ogni lode le prime parti degli archi in un ottimo <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Intermezzo <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">dalla Manon Lescaut di Puccini e arriviamo cos\u00ec al duetto <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Qual voce, come tu, donna <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">sempre dal Trovatore. Ottimo l\u2019accordo dei solisti e il fraseggio impresso al brano, con tempi elastici ed espressione sempre piuttosto enfatizzata: la signora alla mia sinistra, che finora ha borbottato tutti i brani, schizza eretta ad applaudire freneticamente con le lacrime agli occhi. <\/span><span style=\"font-size: large;\">Altro intermezzo col <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Coro a bocca chiusa <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">da Madama Butterfly di Puccini, realizzato per\u00f2 \u201ca bocca aperta\u201d, con le donne vocalizzanti che tolgono il colore particolare al brano e sbilanciano completamente l\u2019equilibrio coi tenori. <\/span><span style=\"font-size: large;\">Si arriva cos\u00ec alla parte probabilmente pi\u00f9 congeniale del programma per le possibilit\u00e0 dell\u2019orchestra, con i brillanti ballabili di tradizione mitteleuropea: si inizia col valzer <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Le onde del Danubio <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">di Ivanovici e via con Johann Strauss figlio, la cui <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Ouverture <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">dal Pipistrello \u00e8 resa con suono brillante e un perfetto accordo tra tutte le sezioni. Realizzato in maniera eccellente anche il carattere umoristico della Polka <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Unter donner und Blitz, <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">con sugli scudi l\u2019impegnatissima sezione delle percussioni e un <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Kaiser Waltz <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">assolutamente ammirevole per espressione, variet\u00e0 d\u2019accenti, ampiezza delle dinamiche e slancio ritmico, con una stretta finale da saltare sulla sedia. Si chiude tutti insieme col <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>\u201cBrindisi\u201d <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">dalla Traviata, arrangiata col baritono al posto del tenore, francamente dall\u2019effetto piuttosto discutibile, e l\u2019inevitabile <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Radetzky March <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">come bis, con la partecipazione divertita del foltissimo pubblico che scandisce il tempo. <\/span>\u201c<span style=\"font-size: large;\">Grand succ\u00e8s, on acclame\u2026!\u201d L\u2019aria gelida della Piccola Parigi ci accoglie all\u2019uscita, quasi piacevole dopo il caldo opprimente della sala. Passiamo davanti al Palatul regal a due passi dall\u2019Atheneul: i fiori per i martiri della rivoluzione del 1989 sembrano ancora freschi\u2026<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bucarest, Atheneul Roman, Stagione concertistica 2017\/2018\u00a0 Orchestra e Coro della Filarmonica \u201cGeorge Enescu\u201d Direttore David Crescenzi Maestro del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":144,"featured_media":91758,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[82,19800,14678,8159,3829,136,153,19802,19803,4850,19804,19801,888,224],"class_list":["post-91757","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-amilcare-ponchielli","tag-atheneul-roman-di-bucarest","tag-concerti","tag-david-crescenzi","tag-franz-lehar","tag-giacomo-puccini","tag-giuseppe-verdi","tag-iosif-ion-prunner","tag-irina-iordachescu","tag-johann-strauss","tag-josef-ivanovici","tag-orchestra-e-coro-della-filarmonica-george-enescu","tag-serban-vasile","tag-vincenzo-bellini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91757","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/144"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91757"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91757\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91757"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91757"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}