{"id":91778,"date":"2018-01-17T00:14:44","date_gmt":"2018-01-16T23:14:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=91778"},"modified":"2019-04-12T23:55:15","modified_gmt":"2019-04-12T21:55:15","slug":"venezia-teatro-la-fenice-concerto-daniele-rustioni-francesca-dego","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-fenice-concerto-daniele-rustioni-francesca-dego\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro la Fenice: Concerto Daniele Rustioni &#038; Francesca Dego"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><i>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Sinfonica 2017-2018<br \/>\n<\/i><\/span><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Orchestra del Teatro La Fenice<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Direttore <b>Daniele Rustioni<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Violino <b>Francesca Dego<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><i>Ermanno Wolf-Ferrari: <\/i>Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 26<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><i>Franz Schubert: <\/i>Sinfonia n. 8 in do maggiore D 944 \u201cLa grande\u201d<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><i>Venezia, 13 gennaio 2018<br \/>\n<\/i><\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Una coppia di giovani musicisti \u2013 una violinista di straordinario talento e uno fra i pi\u00f9 affermati direttori d\u2019orchestra a livello internazionale<\/strong>, da qualche anno convolati a giuste nozze, coronando il loro rapporto d\u2019amore e insieme il loro sodalizio artistico \u2013; due artisti, che la passione per la musica unisce, ma anche divide (a causa dei rispettivi impegni in diverse parti del mondo), hanno avuto \u2013 grazie all\u2019ingaggio da parte della Fenice \u2013 una delle poche occasioni di esibirsi insieme, sul palcoscenico del teatro veneziano, nel corso di una <i>soir\u00e9e<\/i>, che aveva come primo titolo in programma quel<strong> Concerto in re minore per violino e orchestra di Ermanno Wolf-Ferrari<\/strong>, che la stessa coppia di esecutori ha contribuito a recuperare dall\u2019ingiusto oblio, come testimonia, tra l\u2019altro, un\u2019incisione su CD, uscita abbastanza di recente.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La passione per la musica, intrecciata a quella amorosa \u2013 nutrita dall\u2019attempato compositore per la giovane e affascinante solista, cui \u00e8 dedicato \u2013 \u00e8 sottesa al lavoro di Wolf-Ferrari, che a settant\u2019anni suonati, fu colto \u2013 a quanto pare \u2013 da qualche turbamento per la ventisettenne violinista americana Guila Bustabo, per il cui straordinario talento concep\u00ec, appunto, il concerto, che venne eseguito per la prima volta, dalla stessa dedicataria, presso la Tonhalle di Monaco di Baviera, il 17 gennaio 1944, sotto la direzione di Oswald Kabasta. Un tale rapporto, cos\u00ec profondo, tra autore ed esecutrice \u2013 la quale, tra l\u2019altro, contribu\u00ec alla composizione soprattutto per quanto concerne le cadenze \u2013 \u00e8 forse alla base delle peculiarit\u00e0 di questo concerto, che si segnala, innanzi tutto, per la sua inusuale articolazione in quattro movimenti, mentre il suo impianto saldamente tonale, lo avvicina alla tradizione del concerto romantico. Ma la diffusa brillantezza dell\u2019orchestrazione e una diffusa \u201cteatralit\u00e0\u201d, insita nella raffinata partitura, costituiscono la cifra distintiva di un autore dalla vocazione \u201coperistica\u201d, famoso soprattutto per le sue rivisitazioni goldoniane. Magistrale l\u2019esecuzione da parte di Francesca Dego. Amorevolmente accompagnata dall\u2019orchestra precisa e partecipe, complice il marito Daniele, l\u2019interprete ha saputo esprimere \u2013 senza enfasi, ma con prefetto <i>aplomb<\/i> sul piano stilistico e tecnico, distillando un suono sempre tendenzialmente morbido e rotondo, anche nei passaggi \u201cvirtuosistici\u201d \u2013 il lirismo, che percorre questo lavoro, nel cui <span lang=\"it\">primo movimento, <\/span><span lang=\"it\"><i>Fantasia<\/i><\/span><span lang=\"it\">, domina un intenso <\/span><span lang=\"it\"><i>pathos <\/i><\/span><span lang=\"it\">degno di<\/span> un Brahms<span lang=\"it\">, a partire dal grande tema a note ribattute, <\/span>composto \u201cper lei e solo per lei\u201d. Pi\u00f9 disteso \u00e8 risultato il gesto della solista nel rendere quel nostalgico vagheggiamento del Settecento, che si coglie nella successiva <i>Romanza<\/i>, percorsa da una grazia mozartiana, per quanto interrotta da lacerti di struggente espressivit\u00e0, che rimandano, ancora, ad una sensibilit\u00e0 di derivazione romantica. La quale si \u00e8 colta, analogamente, sia nel terzo movimento, <i>Improvviso<\/i>, sia nel <i>Rond\u00f2 finale,<\/i> in cui ritorna il citato tema del primo movimento, fino alla cadenza-stretta, che conclude uno dei pi\u00f9 riusciti concerti del Novecento storico, nato da un testimone della tradizione, che ha il merito di non non scadere mai nella maniera. Applauditissima, la giovane \u201cvirtuosa\u201d ha concesso ben due <i>bis<\/i>, nei quali \u00e8 emerso ancora una volta tutto il suo talento: il Capriccio n. 24 di Paganini e la <i>Sarabanda,<\/i> dalla Partita n. 2 in re minore, BWV 1004 di Bach.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Nella seconda parte della serata \u00e8 pienamente emerso il magistero direttoriale di Daniele Rusconi, che ha affrontato da par suo la monumentale partitura di Schubert. <strong>La Sinfonia in do maggiore \u201cLa grande\u201d<\/strong> \u2013 composta, com\u2019\u00e8 ormai accertato, tra il 1825 e il 1826, vale a dire dopo l\u2019<i>Incompiuta<\/i>, coincidendo con la misteriosa sinfonia \u201cdi Gastein\u201d, invano cercata per anni \u2013 pu\u00f2 essere considerata il risultato dello sforzo del compositore viennese, teso alla conquista di un proprio linguaggio sinfonico, in alternativa all\u2019intimismo predominante in molta della sua precedente produzione, per adeguarsi alle nuove tendenze, in base alle quali \u2013 sull\u2019esempio della <i>Nona<\/i> di Beethoven, eseguita per la prima volta presso il <span style=\"color: #000000;\">Theater an der Wien, il 7 maggio 1824<\/span> \u2013 la sinfonia aveva assunto i caratteri di un\u2019opera concepita per un organico imponente e rivolta a sempre pi\u00f9 vaste platee. Improntata ad una concezione \u201ceroica\u201d, coniugata alla proficua ricerca di sonorit\u00e0 diffusamente poderose e brillanti, \u00e8 apparsa la lettura del maestro milanese, finalizzata a cogliere appieno anche altri aspetti, in buona parte innovativi, di questa partitura, la quale<span style=\"color: #000000;\"> \u2013 anche per il superamento del criterio beethoveniano del contrasto e dello sviluppo drammatico, cui si sostituisce la ripetizione ricorrente del materiale tematico \u2013 <\/span>precorre<span style=\"color: #000000;\"> il sinfonismo tardo romantico (si pensi a Bruckner). Assolutamente all\u2019altezza \u00e8 risultata l\u2019orchestra del Teatro La Fenice, di fronte a un lavoro \u2013 che Schumann ebbe a definire, con felice espressione, di \u201cdivina lunghezza\u201d \u2013, basato su un motivo elementare, che appare nel poderoso <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Andante<\/i><\/span> <span style=\"color: #000000;\">introduttivo,<\/span><i> <\/i><span style=\"color: #000000;\">intonato da due corni, e riappare ciclicamente, sotto diverse forme, conferendo unit\u00e0 alla partitura. Lo si \u00e8 sentito risuonare, nel successivo <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Allegro ma non troppo<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">, con la possente esclamazione dei tromboni; come nell&#8217;<\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Andante con moto<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">, dove imperiose affermazioni dei fiati si alternavano ad episodi teneramente imploranti (il dialogo fra oboe e violoncello, nella parte centrale, e altrove il richiamo \u201cincantato\u201ddel corno). Una marcata energia ritmica ha animato lo <\/span>Scherzo (<i>Allegro vivace<\/i>), che ha preparato lo slancio incontenibile del <i>Finale<\/i><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">, movimento di articolazione estremamente ampia, in cui la forma-sonata \u00e8 portata ai limiti pi\u00f9 estremi con il tema iniziale, che viene pi\u00f9 volte ripreso e dilatato, fino al tripudio di suoni, che conclude la sinfonia, reso in tutta la sua prorompente bellezza dall\u2019orchestra, come sempre in perfetta sintonia con l\u2019energico gesto direttoriale. E il tripudio sonoro, che ha suggellato questa superba esecuzione, si \u00e8 tradotto subito dopo in uno scrosciare di applausi festoso, appassionato, riconoscente.<\/span> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Sinfonica 2017-2018 Orchestra del Teatro La Fenice Direttore Daniele Rustioni Violino Francesca Dego [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":91779,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,3660,538,10584,2426,8910],"class_list":["post-91778","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-daniele-rustioni","tag-ermanno-wolf-ferrari","tag-francesca-dego","tag-franz-schubert","tag-orchestra-del-teatro-la-fenice-di-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91778","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91778"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91778\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91779"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91778"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91778"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91778"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}