{"id":91820,"date":"2018-02-06T22:52:07","date_gmt":"2018-02-06T21:52:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=91820"},"modified":"2019-04-05T09:02:41","modified_gmt":"2019-04-05T07:02:41","slug":"umberto-giordano-150-1867-1948-giove-a-pompei-1921","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/umberto-giordano-150-1867-1948-giove-a-pompei-1921\/","title":{"rendered":"Umberto Giordano 150 (1867 \u2013 1948): &#8220;Giove a Pompei&#8221; (1921)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il penultimo lavoro di <strong>Umberto Giordano<\/strong> \u00e8 un\u2019operetta, <strong><em>Giove a Pompei<\/em><\/strong>, scritta in collaborazione con <strong>Alberto Franchetti<\/strong> su libretto di<strong> Luigi Illica<\/strong> completato da <strong>Ettore Romagnoli<\/strong> in quanto la composizione, iniziata nel 1899, si protrasse per oltre vent&#8217;anni e Illica non riusc\u00ec a completare il libretto essendo morto prima. <strong>Rappresentata per la prima volta al Teatro La Pariola di Roma il 5 luglio 1921<\/strong>, con <strong>Riccardo Masucci<\/strong> (Parvolo Patacca), <strong>Francesco Greggio<\/strong> (Aribobolo), <strong>Francesco Fortezza<\/strong> (Marcus Pipa) e <strong>Luigi Merazzi<\/strong> (Giove) e con la direzione di <strong>Ezio Virgili<\/strong>, ebbe un successo strepitoso che and\u00f2 via via crescendo fino al punto da essere applaudito ogni pezzo. Il pubblico apprezz\u00f2 non solo la finezza e l\u2019originalit\u00e0 della musica ma anche la sfarzosit\u00e0 della messa in scena. Caduta in oblio dopo tanto successo, l\u2019operetta ritorn\u00f2 sulla scena nel mese di maggio 2017 a novantasei anni dalla sua prima rappresentazione, al Teatro Umberto Giordano in occasione della commemorazione del 150\u00b0 anniversario dalla sua nascita ed \u00e8 stata riproposta nel mese di luglio dello stesso anno nello scenario degli scavi archeologici di Pompei presso il Teatro Grande con <strong>Sergio Vitale<\/strong> (Giove), <strong>Daniela Bruera<\/strong> (Lalage), <strong>Matteo D&#8217;Apolito<\/strong> (Parvolo Patacca), <strong>Francesco Pittari<\/strong> (Marcus Pipa), <strong>Angela Bonfitto<\/strong> (Calpurnia), <strong>Italo Proferisce<\/strong> (Aricia), <strong>Graziano De Pace<\/strong> (Macrone Massimo), <strong>Orazio Taglialatela Scafati<\/strong> (Ganimede), sotto la direzione di <strong>Gianna Fratta<\/strong>.<br \/>\n<strong><em>Atto primo. <\/em>Pompei 79 d. C<\/strong>. \u00c8 l\u2019ora terza <em>ante lux <\/em>e sono in corso i preparativi per accogliere l\u2019imperatore egizio Faraone XIII. Per questa occasione i Pompeiani, guidati da Parvolo Patacca, secondo la loro abitudine di fingere il ritrovamento di nuovi reperti archeologici da mostrare ai visitatori, organizzano una nuova scoperta di antichi cimeli. Mentre sono in corso i nuovi scavi, Patacca scopre di non avere pi\u00f9 cimeli da mostrare al Faraone per cui, insieme ai Pompeniani, decide di seppellire negli scavi tutte le statue degli dei, suscitando l\u2019ira del Gran Sacerdote Aricia il quale, apprendendo che lo stesso trattamento sarebbe stato riservato alla statua di Giove, il sommo padre degli dei, va via gettando la chiave del tempio tra le rovine non senza aver prima dichiarato la morte della religione. Mentre procedono i lavori controllati da Patacca e fatti eseguire dal capo dei pompieri, Marcus Pipa, giunge la contadina Lalage la quale chiede dove saranno alloggiati i soldati di ritorno dalla campagna d\u2019Africa tra i quali vi \u00e8 il suo fidanzato, lo spavaldo e fanfarone Aribobolo; riceve, per\u00f2, informazioni volutamente erronee dal parrucchiere Macrone. Durante lo svolgimento dei lavori, un gruppo di Pompeiani si distrae corteggiando alcune bellissime serve pompeiane e a loro si unisce Pipa che amoreggia con Calpurnia, serva del Gran Sacerdote; in quel momento si sparge la notizia che il Gran Sacerdote ha avuto una visione dopo aver visto i fumi sacrificali dirigersi verso il basso e non verso l\u2019alto. Intanto fanno ritorno in patria i soldati guidati da Aribobolo il quale, alla ricerca di Lalage, riceve anche lui indicazioni sbagliate dallo stesso malvagio parrucchiere Macrone. Poco dopo fa il suo ingresso anche il Faraone con il suo seguito, accolto dalle matrone pompeiane guidate da Calpurnia, alle quali si associano tutti i cittadini cantando inni in onore del sovrano egizio.<br \/>\n<strong><em>Atto secondo.<\/em><\/strong> Patacca sta mostrando a Faraone III e a sua moglie i nuovi reperti trovati durante gli scavi tra cui il biberon usato per allattare Romolo e Remo, mettendo in discussione la leggenda della lupa, quando un gruppo di Pompeiani terrorizzati riferiscono, balbettando per la paura, che Aricia, in una visione, ha visto la distruzione di Pompei e poco dopo viene portato sulla scena lo stesso Gran Sacerdote il quale annuncia che Giove, adirato per il sacrilegio commesso, ha deciso di scendere sulla terra per punire i Pompeiani. Patacca, tuttavia, astutamente trova il rimedio per placare Giove, sfruttando la predilezione del dio per le donne; egli, infatti, chiede alle matrone di concedersi al dio per salvare la patria. Le donne, alle quali si unisce anche la moglie del sovrano egizio, accettano e sfilano in corteo inneggiando all\u2019amore. All\u2019improvviso rimbomba un tuono e dal cielo scende, accompagnato da Ganimede, Giove ormai vecchio e stanco, alla cui vista i Pompeiani perdono ogni speranza di salvezza, ma il dio, fischiettando, invoca l\u2019aiuto di Venere (Aria: <em>Vien Venere, vien<\/em>!). In quel momento giunge la sconsolata Lalage la cui bellezza suscita l\u2019immediato interesse di Giove, ma la giovane, scambiandolo per uno scrivano ed essendo analfabeta, gli chiede di leggerle un papiro mandatole da Aribobolo. Giove, quando scopre che trattasi di una lettera d\u2019amore, indignato, va via dopo aver gettato il papiro nella casa del Gran Sacerdote che, leggendo il contenuto della lettera, grida al miracolo, ritenendola di provenienza divina dal momento che odorava di ambrosia. Nella lettera Aribobolo aveva scritto di attendere l\u2019innamorata all\u2019Albergo della Stella dove si precipita Lalage. Giove, vedendo da lontano Lalage con Arcibobolo, si dispera e, restando insensibile alle attenzioni riservategli dalle altre donne, persiste nella sua volont\u00e0 di distruggere Pompei. Anche l\u2019astuto Patacca non demorde e, approfittando del fatto che Arcibobolo \u00e8 tenuto in ostaggio all\u2019Albergo per non aver pagato il conto del lauto pranzo consumato, offre a Lalage cinquecento dracme in cambio della sua collaborazione per l\u2019attuazione di un piano da lui progettato; chiede a Lalage di entrare nelle Terme e di uscirne ad un suo cenno. Lalage accetta e si reca nel luogo stabilito, ma Patacca, sapendo che la ragazza non avrebbe tradito Arcibobolo, con l\u2019aiuto di Macrone decide di fare entrare nella camera di Giove, al buio, Calpurnia, in modo da darle l\u2019illusione di trovarsi con Lalage. Giove, rimasto solo sulla scena, dopo un momento di autocompassione per la sua vecchiaia che fa apparire ridicolo il suo innamoramento, assapora la felicit\u00e0 che avrebbe provato con Lalage tanto da decidere di restare per sempre sulla terra e rinunciare alla sua divinit\u00e0 (<em>Innamorato alla mia tarda et\u00e0 \u2026 Ma se a Lalage penso<\/em>). In quel momento giunge Patacca il quale, dopo essersi fatto promettere da Giove che avrebbe risparmiato Pompei, gli dice che Lalage lo sta aspettando nelle Terme nel camerino di cui fornisce il numero. Il piano di Patacca, per\u00f2, fallisce perch\u00e9 Ganimede avvisa Aribobolo di ci\u00f2 che sta accadendo alle Terme per cui il furioso soldato si precipita nel camerino e trascina fuori alla luce Calpurnia da lui scambiata per Lalage. Giove, infuriato, decreta la distruzione di Pompei.<br \/>\n<strong><em>Atto terzo. <\/em><\/strong>All\u2019improvviso si scatena una furiosa tempesta e il Vesuvio si fa minaccioso; a questo punto Patacca chiede a Lalage di sacrificarsi per la salvezza della citt\u00e0. La giovane accetta (<em>O dolci giorni del mio puro april<\/em>) e implora Giove a sospendere la sua vendetta dicendosi pronta a concedergli i suoi favori, ma ormai l\u2019ordine \u00e8 stato dato e il dio pu\u00f2 solo dilazionare l\u2019evento per non pi\u00f9 di venti minuti concessi ai Pompeiani per mettersi in salvo. Intanto Ganimede, preoccupato per la reazione di Giunone e degli altri dei, mentre Giove \u00e8 andato a liberare Arcibobolo, consegna a Lalage una coppa di cecubo da offrire a Giove. Bevendo questo filtro, il dio rinsavisce e, dopo aver benedetto i due fidanzati, risale con Ganimede verso l\u2019Olimpo salutato appassionatamente dalle matrone che restano a guardare affascinate l\u2019eruzione del Vesuvio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il penultimo lavoro di Umberto Giordano \u00e8 un\u2019operetta, Giove a Pompei, scritta in collaborazione con Alberto Franchetti su [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":91755,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,22368],"tags":[16298,14671,2099,19867,19873,19871,19870,5671,19875,19868,7759,19662,19872,10003,19874,19869,4257,125],"class_list":["post-91820","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-umberto-giordano","tag-alberto-franchetti","tag-approfondimenti","tag-daniela-bruera","tag-ettore-romagnoli","tag-ezio-virgili","tag-francesco-fortezza","tag-francesco-greggio","tag-francesco-pittari","tag-gianna-fratta","tag-giove-a-pompei","tag-italo-proferisce","tag-luigi-illica","tag-luigi-merazzi","tag-matteo-dapolito","tag-orazio-taglialatela-scafati","tag-riccardo-masucci","tag-sergio-vitale","tag-umberto-giordano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91820","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91820"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91820\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91755"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}