{"id":92013,"date":"2018-02-14T22:10:44","date_gmt":"2018-02-14T21:10:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=92013"},"modified":"2019-04-12T23:54:03","modified_gmt":"2019-04-12T21:54:03","slug":"venezia-palazzetto-bru-zane-2-operette-in-1-atto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-palazzetto-bru-zane-2-operette-in-1-atto\/","title":{"rendered":"Venezia, Palazzetto Bru Zane: &#8220;2 Operette in 1 atto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><i>Venezia, Palazzetto Bru Zane<br \/>\n<\/i><b>&#8220;LES DEUX AVEUGLES&#8221; <\/b>(1855)<b><br \/>\n<\/b>Buffoneria musicale in un atto, su un libretto di Jules Moinaux<b><br \/>\n<\/b>Musica di <b>Jacques Offenbach\u00a0\u00a0 <\/b><b><br \/>\n<\/b><b>&#8220;LE COMPOSITEUR TOQU\u00c9 <\/b>(1854)<br \/>\nBuffoneria musicale in un atto, testo e musica di<b> Herv\u00e9<br \/>\n<\/b><em>Patachon \/ Fignolet\u00a0<\/em> RAPHA\u00cbL BR\u00c9MARD<br \/>\n<em>Graffier\/ S\u00e9raphin <\/em>FLANNAN OB<em>\u00c9<br \/>\n<\/em><b><\/b>Pianoforte <b>Christophe Manien<br \/>\n<\/b>Regia, scene e costumi <b>Lola Kirchner<br \/>\n<\/b>Luci <b>Cyril Monteil<br \/>\n<\/b><i>Venezia,12 febbraio 2018<br \/>\n<\/i>Il Palazzetto Bru Zane ha partecipato anche quest\u2019anno all\u2019allegria del Carnevale di Venezia \u2013 dopo il successo ottenuto nel 2016 con <i>Les Chevaliers de la Table ronde<\/i> di Herv\u00e9 \u2013 con uno spettacolo che attinge al microcosmo \u2013 surreale e, nel contempo, per tanti aspetti speculare rispetto alla societ\u00e0 del proprio tempo \u2013 dell\u2019operetta francese, proponendo due <i>pi\u00e8ces <\/i>in un atto rispettivamente di Offenbach e, ancora, di Herv\u00e9, ovvero di coloro che sono ritenuti i padri fondatori di questo genere di teatro musicale, che conobbe tanta fortuna nel corso del XIX secolo e oltre. Con <i>Les deux aveugles \u2013 <\/i>dove si assiste alla lotta feroce tra due falsi ciechi che si contendono l\u2019elemosina dei passanti su un ponte di Parigi \u2013 Jacques Offenbach si fa interprete delle istanze del pubblico borghese del Secondo Impero, nel momento in cui \u2013 qualche anno prima che iniziassero i lavori per la realizzazione dei grandi <i>boulevards<\/i> ad opera del barone Haussmann, con lo scopo di fare della capitale francese una grande metropoli, ma anche di facilitare l\u2019intervento delle forze dell\u2019ordine in caso di turbativa dell\u2019ordine pubblico \u2013 la mendicit\u00e0 \u00e8 vissuta come una piaga da debellare. Con questa \u201cbouffonnerie musicale in un atto\u201d Offenbach inaugur\u00f2 trionfalmente, il 5 luglio 1855, il suo teatro dei Bouffes-Parisiens, nella sede di allora sugli Champs-\u00c9lys\u00e9es.<br \/>\n<strong>Secondo titolo in programma era <i>Le compositeur toqu\u00e9<\/i><\/strong> (\u201cIl compositore suonato\u201d) di Hedrv\u00e9, altra \u201cbouffonnerie musicale in un atto\u201d, considerata da alcuni come il primo esempio in assoluto di operetta. Il lavoro fu rappresentato con grande successo nell\u2019aprile del 1854 presso le Folies-Concertantes \u2013 il teatro di cui Herv\u00e9 era da qualche mese direttore \u2013 avendo come interprete lo stesso autore, a cui ben presto venne affibbiato il soprannome corrispondente al tutt\u2019altro che diplomatico titolo dell\u2019operetta. Peraltro, <i>Le compositeur toqu\u00e9<\/i> non \u00e8 tanto un autoritratto di Herv\u00e9 quanto piuttosto una parodia di certi musicisti romantici affetti da manie di grandezza. Dunque dietro Fignolet, che decanta \u2013 con effetti di indubbia comicit\u00e0 \u2013 la sua sinfonia <i>La Prise de Gigomar par les Intrus<\/i> \u201cin mi diesis\u201d e con \u201cnovantanove petardi in chiave\u201d si celerebbe Hector Berlioz o F\u00e9licien David. Il successo con cui venne salutato <i>Le compositeur toqu\u00e9<\/i> si interruppe drasticamente in seguito alla carcerazione di Herv\u00e9 per il reato di oltraggio al buon costume. Quando il compositore torna in libert\u00e0, alla fine degli anni Sessanta, la sua stella \u00e8 tramontata: ormai il pubblico preferisce ai suoi atti unici operette di maggiori dimensioni.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Le-compositeur-toqu\u00e9-Pal-Bru-Zane-\u00a9-Riccardo-Pittaluga-1024x540.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-92014\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Le-compositeur-toqu\u00e9-Pal-Bru-Zane-\u00a9-Riccardo-Pittaluga-1024x540-512x270.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Le-compositeur-toqu\u00e9-Pal-Bru-Zane-\u00a9-Riccardo-Pittaluga-1024x540.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Le-compositeur-toqu\u00e9-Pal-Bru-Zane-\u00a9-Riccardo-Pittaluga-1024x540-290x153.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Le-compositeur-toqu\u00e9-Pal-Bru-Zane-\u00a9-Riccardo-Pittaluga-1024x540-150x79.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><strong>Lo spettacolo allestito nella deliziosa sala dei concerti del Palazzetto Bru Zane<\/strong> era decisamente minimalista: la scena era costituita da un semplice struttura, che rappresentava, nella prima \u201cbouffonnerie\u201d, un ponte sulla Senna, per trasformarsi, con estrema semplicit\u00e0, in un siparietto, nella seconda. L\u2019orchestra era sostituita da un pianoforte verticale. I colorati costumi, cos\u00ec come il trucco marcato degli interpreti, mostravano una vena caricaturale di sapore clownesco. Essenziale l\u2019uso delle luci d\u2019un bianco abbastanza freddo. Notevoli davvero le capacit\u00e0 gestuali dei due interpreti, in linea \u2013 secondo le intenzioni della regia \u2013 con il pi\u00f9 collaudato repertorio dello spettacolo \u201cleggero\u201d, cui si univano una recitazione e una vocalit\u00e0, anch\u2019esse, tradizionalmente ridondanti: ne risultava una comicit\u00e0 di sicuro effetto, pur senza mai dimenticare il buon gusto, e soprattutto senza cadere nella trappola della solita attualizzazione della vicenda. Ne <i>Les duex aveugles<\/i> i due tenori hanno soggiogato il pubblico con le loro <i>gag<\/i>, alcune delle quali derivate proprio dall\u2019essenzialit\u00e0 dei mezzi a disposizione in uno spettacolo destinato ad un piccolo spazio: in mancanza del trombone, previsto in partitura, Patachon usa un piccolo sassofono-giocattolo per punteggiare la sua romanza iniziale \u2013 nella quale, tra l\u2019altro, Offenbach sperimenta un procedimento che consiste nel tagliare le frasi in modo incongruo \u2013 con interventi a dir poco impertinenti dello strumento, dall\u2019effetto irresistibile. Lo stesso dicasi per il suo antagonista, Graffier, che al posto del mandolino suonava una piccola chitarra elettrica per bambini, con analoghi esiti divertenti. Se <strong>Flannan Ob\u00e9<\/strong> ha sfoggiato le sue straordinarie doti attoriali \u2013 l\u2019artista ha una solida formazione in tal senso, precedente rispetto a quella di cantante \u2013, nonch\u00e9 una notevole potenza vocale, mostrandosi completamente versato per il genere dell\u2019operetta, non \u00e8 stato da meno <strong>Rapha\u00ebl Br\u00e9mard<\/strong>,<b> <\/b>sia dal punto di vista vocale che da quello teatrale, partecipando con <i>verve<\/i> ed intelligenza alle spassose schermaglie, che oppongono i due falsi ciechi, fino all\u2019insinuante bolero, intonato da entrambi, inframezzato da una parodia dal <i>Robert le Diable <\/i>di Meyerbeer, relativa al finale del primo atto. Determinante per la piena riuscita dello spettacolo l\u2019apporto di <strong>Christophe Manien<\/strong>, il quale \u2013 forte della sua esperienza come maestro collaboratore e del coro presso il Th\u00e9atre des Champs-\u00c9lys\u00e9es \u2013 ha accompagnato le voci (nascosto dietro la scena), con grande musicalit\u00e0 e autorevolezza.<br \/>\nLa trasformazione del semplice apparato scenico per la seconda \u201cbouffonnerie\u201d ha permesso a Christophe Manien di apparire a lato dei cantanti, con cui ha anche interagito. Il pianista ha qui particolarmente brillato nel rendere con le dovute sottolineature, i pretesi sperimentalismi musicali di Fignolet, autore \u2013 come si \u00e8 detto \u2013 di una sinfonia descrittiva: <i>La Prise de Gigomar par les Intrus<\/i>. Nei coloriti dialoghi trai l maestro \u2013 impegnato a magnificare, senz\u2019ombra di modestia, la propria composizione \u2013 e S\u00e9raphin, suo servitore, gli interpreti hanno saputo ancora una volta divertire la platea con giochi di parole, freddure e quant\u2019altro. Successo pieno da parte di un pubblico sinceramente appagato, a dimostrazione del fatto che l\u2019intelligenza e il talento dei responsabili di uno spettacolo possono sopperire ad ogni difficolt\u00e0 o limitazione per quanto concerne i mezzi a disposizione. <em>Foto Riccardo Pittaluga<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Palazzetto Bru Zane &#8220;LES DEUX AVEUGLES&#8221; (1855) Buffoneria musicale in un atto, su un libretto di Jules [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":92015,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[15816,19978,18198,15814,625,19980,19979,19977,145,17581,5786],"class_list":["post-92013","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-christophe-manien","tag-cyril-monteil","tag-flannan-obe","tag-herve","tag-jacques-offenbach","tag-le-compositeur-toque","tag-les-deux-aveugles","tag-lola-kirchner","tag-opera-lirica","tag-palazzetto-bru-zane-di-venezia","tag-raphael-bremard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=92013"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92013\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/92015"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=92013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}